 |
 |
 |
 |
 |
| |
MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi
LE CREATURE



Lo spin off: ATARU GREATEST HITS

LIKE
DEEZLIKE
IN CANTINA
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
INSANE ELUCUBRAZIONI
ataru e il tassinaro immaginario ataru festival ataru live ataru mundial ataru quotidiani ataru s late night bergonzoni blogcirconferenza bortoluzzi calciataru catene fenomenologia dell insano i racconti intorno al fuoco idee random x 1 film di successo il post inutile del sabato le stelle lucchetti ponte milvio magari ve l eravate perso mare domani mister blog prodi reteuropa romataru strade
GUARDONI
*loading* fancazzisti
UFFICIO RECLAMI
NON PROVATE A FREGARMI LE IDEE...
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Puoi FEEDarti di me
SENSIBILIZZAZIONE

 |
questo blog
NON supporta
l'uso delle K |





|
|
|
|
 |
domenica, 29 febbraio 2004 |
 |
 |
Avanti, dillo che è così!
(cioè è ridicolo, questo post è stato scritto in una data che esiste solo ogni quattro anni...)
Sono circa tre settimane che esco di casa tanto per non starci e mi rompo le palle ogni qualvolta che esco, non importa cosa si faccia e non importa neanche la compagnia, nonostante siano le persone con cui sto bene abitualmente. La domanda sorge spontanea: c'è in me una sottile insoddisfazione di fondo? Insoddisfatto di cosa poi? In teoria le cose non vanno poi così male, magari dovrei trovare un lavoretto un po' più remunerativo, ma credo (spero) sia questione di poco tempo e andrò all'assalto del mondo dei media, poi magari mi ributteranno dalla finestra, ma so che non mi va bene rimanere ancorato in una piccola realtà e farò di tutto per non restarci. Ambizioni. Il mondo femminile mi è chiaro per 10 minuti, poi diventa un buco nero che mi inghiottisce, mi chiedo se un giorno mi andrà davvero di non stare sempre lì a guardarmi intorno per trovarne un'altra. Se veramente mi andrà di costruire qualcosa di "serio" con qualcuna e se veramente a qualcuna andrà di costruirlo con me. Al momento non so che dire, un attimo sono convinto di essere uno che almeno in alcune circostanze si fa valere, riesce laddove altri falliscono. E allora vinco io. Un momento dopo sono lì a dirmi che forse se fossi più stronzo ne avrei di più e saprei gestire le situazioni in modo migliore. Troppa emotività mi porta ad errori imperdonabili, paranoie, anche possessività. Fossi meno emotivo, mi farei meno problemi a mandare in culo le persone. E invece no, non ce la faccio. E se anche lo faccio, torno indietro. Non voglio rancori alle spalle, magari non li vogliono neanche loro, però il primo passo lo faccio sempre io. Così non saprò mai se questo stupidissimo tira e molla col genere femminile mi avrebbe comunque come vincitore e non come pavido recuperatore di cocci rotti. Oltretutto se sei così, finisci per non piacere più, anche se sei riuscito a conquistarti un po' di terreno. Ma poi si sa che le donne preferiscono i calci in culo e io non sono così forte da darglieli. Non venite, ragazze, a dirmi che non è così. Tanto alla fine non ci credo. Anzi sapete cosa vi dico? Se qualcuna o anche qualcuno dovesse pensare da quello che scrivo che io sono uno stronzo, sappiate che NON è VERO. Così magari, gettando la maschera si eviteranno fastidiosi equivoci ( sia chiaro che tutto ciò non è riferito a nessuna in particolare, è una vecchia constatazione che avevo in mente di scrivere da quando ho aperto il blog). Non sono mai stato un tipo mieloso, ma non sono neanche quello che se ne frega delle cose. Il bello è che molte magari ora commenteranno che sono adorabile, che ho sbagliato magari le mie frequentazioni, che sono attratto da persone tendenzialmente bastarde. Ma poi, al dunque, finirebbe sempre nella stessa maniera. Ma il bello è che in realtà non so neanche io se cerco qualcosa o no. Una storia? Mi vengono i brividi a pensarci e sfido chi mi possa far cambiare idea. Una botta e via? Mi capita spesso, mi lascia troppo poco rispetto a quello che vorrei. Una tresca? Cioè frequentare per un po' la stessa ragazza? Forse è la cosa migliore, ma poi rischi di far saltare tutto, se uno dei due si avvicina troppo. Insoddisfatto dunque, anche qui non mi va bene un cazzo. E poi, vorrei fare miliardi di cose, comprarmi roba, fare attività, andarmene in vacanza, migliorare l'aspetto fisico e qualche altra puttanata che non mi viene in mente. Tutte cose che vorrei e potrei anche fare, ma alla fine ci si mette di mezzo la pigrizia, gli altri impegni o semplicemente la scarsa voglia di seguirmi da parte degli altri, meno inclini ad assecondare la mia continua voglia di novità. Magari in parte li capisco, a volte mi sento soffocante nella mia necessità di novità, alla maggior parte delle persone piace stare col culo al caldo e non buttarsi in quelle che vengono definite cazzate da trentenne immaturo. Ma sono così e non mi va di cambiare per gli altri. Non mi interessa. Se vorrò farlo, lo farò per me stesso. E solo quando lo deciderò o quando gli eventi mi porteranno a farlo. Tutto ciò è frustrante. Però di una cosa sono certo: insoddisfatto, folle, mediocre, troppo sensibile...al limite posso definirmi insoddisfatto di parte della mia vita, ma MAI e poi MAI ho invidiato o invidierò qualcuno. Non voglio essere nessun altro se non me stesso. E mi fa incazzare quando mi dicono: mi scambierei con questo o quella, perchè è bello, ha i soldi, ha la barca e il villone o la macchina meglio della mia, si fa tutte quelle che gli pare perchè è stronzo e ci sa fare con due paroline carine e quattro bastarde...tutti discorsi che sento spesso. Io sono io e questa la mia vita, non la scambio perchè voglio vedere come va a finire. E andate affanculo, voi invidiosi e che volete quello che non avete, non siete voi stessi e non lo sarete mai.
Sepolti voi sotto un cumulo di banalità o semplicemente sputato il rospo, fatto un outing in piena regola, mi dichiaro prigioniero politico di me stesso e mi lascio alla notte.
|
 |
 |
 |
 |
sabato, 28 febbraio 2004 |
 |
 |
|
Io so la mia verità
e voglio usare il cranio come un archibugio
per sparare la mia verità
che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia
la mia verità
è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini
la mia verità
è nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a guarirmi ma
sono suggestionabile
siamo troppo suggestionabili
siamo troppo suggestionabili
infantili ed interpretabili
siamo troppo suggestionabili
io so la mia verità
sono passato in mezzo agli inferni e alle mie pazzie
ma è la mia verità
e spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa
la mia verità
linea di protezione coerenza e deserti che cambiano
sono suggestionabile
siamo troppo suggestionabili
siamo troppo suggestionabili
infantili ed interpretabili
siamo troppo suggestionabili
io so la mia verità
e voglio andare in fondo a tutto quello che so
io voglio assaporare ogni secondo che avrò
io sono un uomo io sono insicuro
io sono il padre la madre e il figlio
io sono il vertice io sono l’Assoluto
io sono il genio
io sono il mio assassino
io sono l’ultima cosa che mi rimane
se sono l’ultima cosa che mi rimane
sarò la prima cosa che mi rimane
Vedi Simò? Riprendi a girare per i blog dopo un po' di silenzio e ci trovi tante cose (belle).
Ora dico io, Roma è una città di merda, in una sera qualunque in mezzo o a fine settimana non puoi vivere come vorresti, c'è gente che te lo impedisce. Gira per Roma due ore a piedi senza trovare un posto come cristo comanda, senza che non ti chiedano se sei in coppia o se hai la prenotazione o la lista. Ma allora andatevene un po' affanculo, coglione io che vi pagherei pure. Società di merda, quella italiana. E Roma è una capitale indietro anni luce rispetto alle capitali europee. Siamo veramente ritardati. Poi bevi una birra, mangi un panino e vai affanculo a casa. Questa è pseudo vita, ma allora preferisco l'irrealtà. Arrovellarsi su un pensiero o girare per trovare parcheggio, colpevole di essere uscito di venerdì sera, che è il giorno in, la prossima volta prendo una birra e me la bevo sotto casa, sul muretto della scuola e i suoi simpatici graffiti di Cama cazzi-sitter che fa le bocche al cane di Guillot. Rifletto, mi faccio una pippa mentale, poi vado su a casa e me ne faccio anche una fisica. Che cazzo me ne frega? Voi signorine troie continuate a girare col culo a pizzo in mezzo alla strada, aspettando che il solito coglione di turno vi fischi dietro, tanto poi alla fine non gliela date, bel giochino di merda. E voi coglioni continuate a fischiare dietro i culetti a pizzo, a pagare per andare in locali dove la chiavata che sognate, continuerete a sognarla. Stereotipati del cazzo. No, io non lo faccio, io sono consapevole del panino e della birra, delle mie cervellotiche abrasioni della psiche. No davvero, non mi gira male, è solo un piccolo sfogo. Rimpiango di non aver pisciato per strada stasera, ma piovigginava, non ci sarebbe stato gusto. Ora mi infilo sotto quelle cazzo di lenzuola (già cantano quei fottuti uccelletti) e mi sveglio all'una. Non c'ho un cazzo da fare domattina, svegliatevi voi all'alba. Questo, perdio, è il post più volgare che abbia mai scritto, ne sono lieto. Scossoni di assestamento.
siamo troppo suggestionabili
infantili ed interpretabili
....e io lo avevo capito da tempo. Sticazzi.
mEgLiO cOsI'
|
 |
 |
 |
 |
venerdì, 27 febbraio 2004 |
 |
 |
Nuvole Rapide
La pioggia è andata via...esorcismi quasi completamente riusciti di ricordi. La parentesi interiore non è finita, ma sto meglio. Il motivo probabilmente non c'è. Ma non c'era motivo prima per stare male, se non la sottile arte di complicarsi tutto, di non farsi andare bene niente, di non godersi le cose come vengono, di riflettere sempre continuamente su quello che la vita ti riserva. Il buon Forrest Gump e la sua scatola di cioccolatini. Nella sua semplicità esprimeva un concetto di clamorosa latitudine mentale. Forse il più bello, il più brutto, il più sincero, il più intenso. La chiave è nella follia, nell'egoismo, nella sensibilità, nel falso-cinismo, nel cervello che elabora troppo rispetto alla sua RAM. E così ti ritrovi nell'irrealtà, sotto la pioggia e senti però che sei circondato da altri spiriti liberi come te, altre persone pronte ad affiancarti nella follia. Sono lieto che ci siano. Non sono solo. E servono anche le altre persone, servono per riportarti da Plutone alla Terra. Terra che si asciuga dopo la pioggia e io sorrido, abbozzo un sorriso. Sto tornando. Ma senza fretta eh...
SE FOSSE FACILE FARE COSI', POTERTI DIRE GIA' QUELLO CHE SO, FAREBBE FREDDO IN UN ATTIMO CHE...
PASSERA'
cristo!
|
 |
 |
 |
 |
giovedì, 26 febbraio 2004 |
 |
 |
PIOGGIA
(stazione nord)
Ho sempre adorato lo scroscio della pioggia, l'acqua che cade e purifica catarticamente tutto lo schifo che c'è in giro. Ora la pioggia che cade ormai da giorni è un legame indissolubile con gli accadimenti recenti. Il sole ha fatto capolino soltanto dai finestrini del treno qualche giorno fa. Ma la pioggia è tornata subito. Forse ha scatenato maggiore malinconia nella mia testa, che ormai comincio a temere sia completamente incasinata e aggrovigliata. Una frase di un film famoso, poi ripresa da chiunque (anche nei blog la trovi spesso), diceva " non può piovere per sempre", ecco io non riesco a capire se voglio che continui a piovere o che smetta. E chiedo anche scusa, se non mi faccio capire con questi ultimi post, anche se forse qualcuno sa di cosa sto parlando. La pioggia come trait d'union, come lacrima notturna, ma anche come sfasciamento di palle quando esci di casa. E allora? Allora non lo so, non posso saperlo, perchè cazzo non so mai niente? Inutile pensare di essere fuori dal tunnel dell'irrealtà. Ci sono dentro e non riesco a rientrare in carreggiata. Piove (senticomepiovemadonnacomepiovesenticome vienegiù). Stare sotto le lenzuola e strusciarsi contro il materasso, aspetto strano, ma mi viene da farlo. Di nuovo flash di vita. Tra qualche giorno forse parlerò di altro, tornerò a far ridere o a incazzarmi o semplicemente a farmi capire. Ma ora lascio che piova.
|
 |
 |
 |
 |
mercoledì, 25 febbraio 2004 |
 |
 |
qui potete commentare tranquillamente
Andare. Proseguire. Tentare di scrivere qualcosa. Bere e non riuscire neanche a ubriacarsi. Sentirsi male sapendo di stare bene. O sentirsi bene sapendo di stare male. Attendere spasmodicamente, ma non sapere cosa attendi. Scrollarsi dalla mente i flash. Scorrere inesorabile del tempo. Pensare che tutto fa un po' male. Capire che il blog sta tornando intimista o che forse lo è come non lo è mai stato. Schiaffeggiarsi per svegliarsi. Fantasmi del passato applicabilissimi al presente. E quasi certamente anche a ciò che sarà. Ridere senza capire cosa ti dicono, la testa è altrove, va per conto suo. E pensa, pensa, pensa, pensa a persone lontane, ma soprattutto pensa a me stesso. Perchè sono un fottuto egoista e l'altruismo, tutto quello che si dà agli altri, è soltanto una soddisfazione del proprio fottutissimo ego.
|
 |
 |
 |
 |
lunedì, 23 febbraio 2004 |
 |
 |
|
...........nuvole terree/nuvole grigie/pioggia/ponti/la Roma che vince/dubbi/applico alla vita i puntini di sospensione/pizza/incertezze/certezze/un neo/ci vuole musica. Alla vaniglia o più aspra/vortici/buche/Di Cataldo,che orrore/certezze/non c’è niente che sia per sempre/miracoli/scoppiare a ridere/feel the sun, that shine/paure/fragole/You are…All you are…Is meat/Nutella/magia/sonno mai preso/battiti/certezze di incertezze/vita reale o sognata/stringere forte, senza sapere cosa sarà/nuvole grigie/gli americani sempre biondi belli alti e cogli occhi azzurri/sole/ricordi freschi/andare avanti senza voltare lo sguardo o almeno provarci/la follia avanza e non regredisce/vita irreale/eterno viaggiare e divenire/bellissimo.
Forse qui non voglio commenti.
|
 |
 |
 |
 |
sabato, 21 febbraio 2004 |
 |
 |
IL BRILLANTE DIALOGO DELLE 19,11
( Parco della Vittoria)
protagonisti di nuovo l'Io numero 1 e l'Io numero 2, me stesso e la mia coscienza. ( per i curiosi che altrimenti me lo domanderebbero: in questo post non mi riferisco ad A.)
Numero 1 : sono convinto della mia scelta e...
Numero 2 : sicuro?
Numero 1 : sicurissimo...ho anticipato apposta.
Numero 2: ti rendi conto che è un'altra follia?
Numero 1: una più, una meno... cosa cambia? poi tra l'altro sono certo che valga la pena, andarmene da quelle parti poi, mi piace a prescindere.
Numero 2: non divagare, ti rendi conto? cioè è assurdo! lei è...
Numero 1: lei, lei...qui sopra non parliamone, ok?
Numero 2: va bene, ma è un altro bel colpo di testa, sei sicuro di non fracassarti di nuovo contro il muro?
Numero 1: ahahahah ma che cazzo di domande fai? sono quasi sicuro che invece mi fracasserò, mi hai mai visto preoccupato per questi dettagli?
Numero 2: e meno male che li chiami dettagli...dopo vieni a rivolgerti a me, a lamentarti, a dire le solite stronzate...
Numero 1: Alt! Hai ragione, non ho elementi per dire che cosa potrà accadere, so solo una cosa, vale la pena rischiare e gettarsi nel vortice.
Numero 2: fa come vuoi, poi non dire che non ti avevo avvertito.
Numero 1: la follia è stupenda!
Numero 2: mi permetto di dissentire, però capisco il fascino che esercita la follia su di te.
Numero 1: fosse solo la follia...non dimenticarti di LEI e del suo magnetismo! io parto...
Numero 2: buon viaggio! eh ma...il blog? chi lo aggiorna?
Numero 1: tu no di certo, tu vieni con me, però non farmi fare brutte figure, stai zitto!
Numero 2: magari lei vuole conoscere me, già sa che tu sei un imbecille.
Numero 1: senti facciamo così, tu presentati alla sua coscienza, così magari vi fate una partita a scala 40, eh?
Numero 2: prendi poco per il culo, tra l'altro manco mi ricordo come si gioca...
Numero 1: vabbè basta discorsi, domani pomeriggio andiamo eh...
Numero 2: si torna a viaggiare! ne ho bisogno anch'io.
Numero 1: perfetto, lo vedi? allora non rompere i coglioni.
Numero 2: tu sei pessimo, riesci sempre a zittire ME, la tua coscienza! Verrà un giorno in cui...
Numero 1: sì vabbè ciao...anzi prepara lo zaino, almeno fai qualcosa di costruttivo...
|
 |
 |
 |
 |
giovedì, 19 febbraio 2004 |
 |
 |
Della versatilità
(Largo Augusto)

Questo è un comune esemplare di Echinocactus Grusonii Albispina, soltanto una delle piante grasse della mia vasta collezione. Vado fiero della mia collezione, iniziai che avevo 8-9 anni e dopo una pausa di qualche anno, ho ripreso le mie incursioni dal vivaio vicino casa....quando vado lì, magari col cuginetto Nick, passiamo piacevoli mezzore nella serra tropicale a contemplare ed analizzare queste piante così strane nelle loro forme e nel loro modo di vivere. Ho letto molti libri e le ho catalogate tutte. Sembra anche un po' triste, a volte pensiamo che ci scambino per due gay che contemplano i fiorellini. Ma una passione è una passione, e le passioni, di qualsiasi tipo siano, vanno assecondate. Non mi interessa cosa possa pensare un passante. Lo stesso vale per il blog. Per questo ho deciso di condividere con altri anche questa passione per le piante grasse. Non so se sia originale, certo mi sembra singolare.E quando ne muore una ( che magari è cresciuta con me) mi dispiace molto. Non scherzo. Se scherzassi avrei detto: un cavallo entra in un bar e il barista gli fa: "come mai quel muso lungo?". La versatilità mi sembra fondamentale anche in un blog. Si passa dal discorso semiserio alla cazzata, dall'originale al banale, dal raffinato al triviale. Questo è il mio blog. E, volo pindarico immediato, il signor io numero 2 , mi suggerisce ciò: ora metti la foto di quella che per te è una delle donne più belle del mondo, così la versatilità in questo post è ancora più evidente. Il signor io numero 2 mi ha anche detto che dopo averlo palesato, ha visto che in altri blog sono comparsi tanti ii numeri 2. Deh l'originalità! Ma del resto tutti ci troviamo ogni tanto a fare i conti con la coscienza parlante.E ha suggerito a me, all'io numero 1, di tralasciare il discorso, perchè è cosa assai comune che si dialoghi con la coscienza. Ed ecco a voi Liv Tyler:

Non detengo, ahimè, canottiere arancioni. Quella che sta stirando non è la mia. Io non ho calendari attaccati al muro, però sono sensibile al fascino femminile. E lei ha fascino. Mi piace e lo sbandiero ai quattro venti, le farei di tutto, sono uomo, e come tale un po' maiale. Di conseguenza anche i bassi e banali istinti ormonali maschili sono presenti su questo blog.Se non fosse così mi preoccuperei. La satura lanx era un piatto misto antico romano composto da parecchi ingredienti, da qui nacque la satira, quella vera, quella di Petronio e quella menippea. Una specie di mosaico, di puzzle di bassi istinti, alte sensazioni, banalità e originalità. In una sola parola: versatilità. Fine della lezione.
A la prochain.
|
 |
 |
 |
 |
mercoledì, 18 febbraio 2004 |
 |
 |
TIPOLOGIE UMANE
(BASTIONI GRAN SASSO)
Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra... Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Destra-sinistra Destra-sinistra Destra-sinistra Destra-sinistra Destra-sinistra Basta!
Dopo la parentesi sull'ammmore, che forse da molti è stata fraintesa ( non è che posso regalare a tutti senso dell'umorismo come fosse riso a un matrimonio ), mi cimenterò in un argomento che potrebbe irritare ancor più chi è privo di senso dell'umorismo. Tutto ciò potrebbe essere divertente. Qualcosa lo avrete certamente capito dalla citazione in intro, di una canzone del mai troppo compianto Giorgio Gaber. Cari amici, vi parlerò delle principali tipologie umane che ho incontrato in questi anni a Roma (ma credo esistano un po' ovunque nella nostra terra italica), suddivise soprattutto per quella che ( solo qui in Italia) si pensa sia la maggior discriminante della storia: la politica! E aggiungerei io: che tristezza. Non esprimerò altri pareri personali in quanto potrei essere emarginato per aver detto A o B, ma volevo soltanto dire che non rientro nelle categorie che andrò ad illustrare. In ordine rigorosamente comemepareammè.
I FIGHETTI: a Roma sono anche detti Pariolini. Figli di papà, di solito affermato professionista, a 13 anni e mezzo gli comprano il famigerato quadriciclo per andare in giro senza patente e poter girare anche in centro, provocando inquinamento acustico con un rumore tipo trivella nei pozzi petroliferi o falciatrice di Jason in Venerdì 13. A 18 anni hanno già in mano il macchinone con annesse strafighette della loro stessa specie, affamate di soldi e di...vabbè sorvoliamo. Di solito si vestono precisi, ma negli ultimi anni è emersa la nuova tendenza di vestirsi radical-chic, quindi: o comprano le cose nei mercatini ( quelli più costosi ovviamente) oppure pagano miliardi roba apparentemente da straccione. Frequentano determinati locali di tendenza a Roma, come i wine bar (posti dove ti abbuffi di gratuite stronzatine da mangiare, di solito salatissime, per poi bere, spendendo 60 milioni per un bicchiere di prosecco), oppure le discoteche più in, dove se sei fortunato puoi incrociare i personaggi della Roma bene ( Giletti, la De Grenet, i calciatori che si fanno la De Grenet , Timperi...mmm la creme de la creme...). Da piccoli hanno fatto servizio pierre in discoteca almeno per un anno, quando vanno all'università hanno la strada spianata dalle raccomandazioni di papà e in breve si laureano, trovano lavoro e diventano esseri ancora più squallidi di come erano da piccoli. Ascoltano musica house, cantautori impegnati come Tiziano Ferro, musica black. Hanno cellulari con la tv e tutti i cazzi e i mazzi, ma cercano di ostentarli solo al momento giusto. Ce l'hanno coi comunisti, emarginano chi non è come loro, votano Alleanza Nazionale o anche Forza Italia. Le donne di questa categoria, se la tirano con il resto del mondo e si accoppiano con chi ha la macchina più bella e con chi ha più soldi. Iniziano a darla (ai loro simili più grandi) mediamente sui 14 anni.
GLI ALTERNATIVI: altra fantastica categoria. Di solito figli di impiegati statali, insegnanti o anche liberi professionisti ( ma qui già rientriamo nella categoria dell'alternativo coi soldi). Spendono poco anche se hanno un sacco di soldi. Si vestono nei mercatini o spendono in negozi equi e solidali. Rompono i coglioni non appena per sbaglio a qualcuno sfuggono le seguenti parole: fascismo, negro, Bush e Berlusconi. Indipendentemente dal contesto in cui li hai pronunciati. La loro missione è trovare chi ha votato Berlusconi e possibilmente ucciderlo. All'università studiano facoltà perlopiù umanistiche e che non portano a un vero e proprio lavoro ( ma poi magari ci pensa papy anche qui). Ascoltano Guccini anche se non gli piace, musica rock impegnata nel sociale e punk ( senza però esagerare, ricordiamo che stiamo parlando di gente stereotipata). Votano Rifondazione Comunista per protesta, ma alle prossime elezioni voteranno l'Ulivo pur considerando scarso Prodi. Emarginano drasticamente chi non è un loro simile, smentendo così tutte le loro teorie sull'uguaglianza delle persone. Girano con la Panda della mamma, la Uno del papà, anche perchè sarebbe troppo capitalista cambiare macchina. Oppure girano coi mezzi pubblici, perchè così non inquinano l'aria con la macchina. Salvo poi prendersi le zaffate di puzza che arrivano dai passeggeri e lamentarsi per il resto del viaggio. Magari però poi non te lo raccontano per non sfatare il mito del mezzo pubblico. Hanno cellulari di penultima generazione, e di solito per timore di non sembrare alternativi usano questa frase: " Eh mio zio non sapeva cosa regalarmi". Le donne di questa categoria, se la tirano meno delle precedenti, la danno sui 16 - 17 anni, di certo però se sei un tipo che si traveste da poeta dialettale amico di Bob Dylan, hai molte più possibilità. E non importa che poi a casa ti spari una raspa su Pamelona Anderson o Irene Pivetti. Conta l'apparenza.
I COATTI O TRUZZI : ultima categoria da prendere in esame. Di solito provengono dai quartieri un pochino più periferici. Ma non è detto che non abbiano i soldi. Anzi. Sono la meno politicizzata delle tre categorie. Votano indistamente a destra e sinistra. Di solito si sono arricchiti coi soldi della macelleria de papà, si comprano la macchina a 18 anni. E la modificano. Prendono una povera Lancia Ypsilon e la trasformano nell'Enterprise: lucette blu sul cofano, enorme luce blu sotto la macchina, così quando il signor Spock fa l'autostop, di certo sceglierà loro. Stereo con casse tipo quelle che utilizzano i Pink Floyd per i concerti ecumenici, con musica unza unza o Renatone Zero in loop, motore super truccato con velocità Warp, che a confronto il NOS di Fast and Furious è annacquato come la Coca Cola del McDonald's. Poi il cellulare: ultima generazione con suoneria polifonica a palla, telecamera a infrarossi, forno a microonde e vibratore allungabile ( solo per le donne o per chi ha gusti particolari ). Lampadati e vestiti talmente attillati che la circolazione gli si blocca. C'hanno 'a pischella, che solitamente è una gnocca da paura. Però tremendamente ignorante. Ciancica gomme tutto il tempo, si trucca in modo pesante, mette reggiseni strizzanti, minigonne inguinali e punta al matrimonio prima dei 25 anni. Perchè il truzzo lavora nell'attività de papà, da quando ha fatto la maturità col minimo dei voti, perchè sto Giacomo Liopardo nun me l'hanno presentato mai. Sono i meno emarginatori tra le tre categorie(essendoci poco di mezzo la politica), però guai a fargli uno sgarro, magari provare a passare prima di loro ad un incrocio dove hai la precedenza, perchè di solito gli sale il sangue al cervello (?) e vojono menà. La pischella dice: no lascia perde nun te ce sporcà le mano, e vanno via sgommando con la faccia truce.
Visto che ho aggiornato successivamente il post, il discorso-vacanze delle tre categorie, lo metto qui: i fighetti di solito vanno a Ponza o a Panarea a fine luglio, poi si fanno due settimane a Formentera o in Grecia oppure vanno in America. D'inverno vanno a Cortina e fanno il viaggio ad Amsterdam a fumà o a Londra. Gli alternativi vanno in campeggio descrivendolo come una bella esperienza anche se per caso le formiche li hanno mangiati vivi e girano le capitali europee andando a dormire negli ostelli. I coatti vanno a Sharm el Sheik prima di tutto, già ridefinita la Ostia del Mar Rosso, oppure a Ibiza, poi c'hanno casa in qualche bel posticino col mare pulito nei dintorni della foce del Tevere. E sostanzialmente li trovi ovunque nel globo terracqueo.
Ci sono anche altre categorie, ma comprendono meno persone, dunque le tralascerò. Non mi piace generalizzare, ma in questo caso ho fatto un'eccezione, perchè di gente così, purtroppo o per fortuna, fate voi, ne esiste veramente tanta.
playing Diaframma - L'odore delle rose e Placebo - The bitter end
|
 |
 |
 |
 |
lunedì, 16 febbraio 2004 |
 |
 |
Simpatici, antipatici, ansia e diecimila
( le strade degli imperatori romani )

Vorrei ringraziare chi, nel bene e nel male, ha portato questo blog a superare i diecimila accessi ( che tanto dicono tutti che non gliene frega niente di queste cose, allora dico io il contatore toglietelo, guardate che si può, basta andare nel template e cambiare il codice). Grazie a coloro cui sto simpatico, che vengono spesso a visitarmi e a lasciare commenti interessanti. Grazie a coloro cui sto antipatico (e magari se non mi arrivano virus sono più sereno), perchè comunque so di non essere risultato anonimo. Grazie a chi, anche se indifferente nei miei confronti, è passato almeno una volta di qua. Grazie a quelli che continuano a cercare donne spruzzanti e altre amenità su questo blog coi motori di ricerca. Grazie a me stesso, perchè penso che un migliaio di accessi siano miei. Grazie a tutti, davvero, ora posso anche piantarla di leccarvi il culo. Ai prossimi diecimila.
Argomento - ansia: IO HO L'ANSIA. Ho l'ansia per qualsiasi cosa. Ciò mi porterà ad avere in futuro problemi cardiaci? Bè, già fumo parecchie sigarette, l'ansia non è un buon viatico. Ma che ci posso fare? Devo andare da qualche parte ( lavoro svago o qualsiasi cosa sia), soprattutto di mattina presto? Mi viene l'ansia. Devo organizzare qualcosa? Mi viene l'ansia. Devo scrivere qui sopra e non ho fatto in tempo? Mi viene l'ansia anche per quello. Sempre il magone sullo stomaco, sempre l'impressione che manchi ancora qualcosa per completare l'opera della giornata. Sempre la paura di non fare in tempo a fare tutto. Sempre la voglia di rimandare a domani quello che tutto sommato posso anche non fare oggi. Secondo me è colpa della società, ma è facile fare del qualunquismo ( minchia che parola trendi che è questa ) e prendersela con gente a caso. Fatti passare l'ansia. Pare facile! Come minimo mi servirebbe stare in pace con me stesso. Per stare in pace con me stesso servirebbero: una ragazza nuova a settimana o in alternativa la vera donna della mia vita ( ma sono certo che questa figura esiste soltanto nei libri di mitologia ugrofinnica ). Parecchi soldi, ma senza ansia di doverli spendere per forza, altrimenti siamo daccapo. Il totale consenso del mondo intero quando decido di fare una cosa di cui sono sommamente convinto. Perchè anche fottendomene dei pareri altrui, mi viene l'ansia a sentirli pur volendoli sentire per via della mia curiosità. Banale? Io direi, non solo banale, ma anche ovviamente irrealizzabile e discretamente stupido come questo post, partorito di giorno, quando l'ansia regna sovrana. Di notte, prima di andare a dormire, i post vengono meglio. E ora ho l'ansia di avere l'ansia. UFF(sbuffata sonora).
THE CURE - LULLABY...più due consigli di una personcina ammodìno: NANCY WILSON - ELEVATOR e DEFTONES - PINK MAGGIT
ps: ho letto il messaggio dell'ANSA alle 23 di sabato e non ci volevo credere, non sono mai stato un grande tifoso, ma questa cosa mi ha sconvolto: ciao Marco
|
 |
 |
 |
 |
venerdì, 13 febbraio 2004 |
 |
 |

SAN VALENTINO: perchè?
( inevitabilmente Vicolo Corto e Vicolo Stretto)
aggiornamento del post: 14 febbraio, ore 5 e qualcosa, ma splinder è in pausa-coma.
just one loop in my mind: Otto Ohm - Fumo Denso
PROLOGO: vorrei ringraziare sentitamente il signor Manuel Agnelli, voce degli Afterhours, per avermi fatto aspettare la bellezza di 4 ore in piedi, prima di fare capolino sul palco...va bene che costava 6 euro, però insomma la mia schiena e le mie gambe ringraziano davvero di cuore. Se ci sarà una prossima volta so già che dovrò portarmi una sdraio da casa.
Espletata la formalità dei ringraziamenti, passiamo all'amato santo. Dunque la festa più stupida dell'anno ( non me ne vogliano i due amanti diabolici che stanno infestando vari blog in questi giorni.) si celebra il 14 febbraio...anzi no, se la batte con quella dell'8 marzo. Dai dite la verità, avete comprato tutte le minchiate coi cuoricini? e i baciperugina con le frasette di Hitler e Ceausescu?Avete prenotato il ristorantino vista marimontilagoagriturismo col menù fisso di san Valentino? E il leccalecca a forma di citrullo? E come sarebbe questo? No davvero, poniamo fine una volta per sempre a questo scempio. I più informati sulla biografia di Ataru, sapranno che 9 anni fa, proprio il 14 febbraio, egli fu mollato da una ragazza a cui teneva molto. Pensate che ciò abbia influito sul mio giudizio? Assolutamente no! Magari lo ha peggiorato, questo sì. Del resto quell'ape col cuore in mano io l'avevo comprata, poi un mese dopo, per sbolognarla, gliel'ho anche data. Inesperto e sciocco, il giovane Ataru sviluppò oltre l'indifferenza, anche l'odio nei confronti della festa dei rincoglioniti..pardon, innamorati. Oggi come oggi, l'Ataru disincantato si diletta sì come saggio ariostesco ben al di sopra di tali facezie, a vedere la gente che si ammazza per comprare un cioccolatino o un cuore gonfiabile con scritto TVUMDB ( ma cristo, ma come si fa?). Oggi ho visto un gruppo di bimbette sui trediciquattordicianni che cercavano le fregnacce per il fidanzatino di turno. La cosa più bella è stata quando una bimbetta si è rivolta a un'altra consigliandole un qualcosa di abbastanza costoso e l'altra ha risposto: "E MICA M'OO DEVO SPOSà!" Ciò mi fa pensare con nostalgia lacrimevole a quando le ragazze mie coetanee, nel fiore dei tredici anni, arrossivano per un bacio sulla guancia al gioco della bottiglia. E penso: questi ggiovini d'oggi si bruciano subito tutto il divertimento? Passano subito a sesso droga e rocchenrol? Potevo forse nascere dieci anni dopo? Occhei, ma non divaghiamo. San Valentino mi fa comodo perchè mi faccio la ricarica della TIM con i messaggi aggratis, ho trovato qualcosa di utile, sono lieto. Inutile dire che non ho comprato nessun regalo, anche perchè, fatto rilevante, sono single. Se non lo fossi stato, magari avrei fatto regali per 364 giorni l'anno ( anzi quest'anno 365 perchè bisesto), ma avrei evitato accuratamente l'alimentazione di cotanta tristezza. Propongo dunque di formare una sorta di club contro la banalità insita nella nefasta giornata. Con questo regolamento.
Prima regola: non compriamo i tubi Perugina, o meglio compriamoli, perchè i Baci sono fottutamente buoni, ma non compriamoli per San Valentino.
Seconda regola: muniamoci di spilli e sigarette ben accese e buchiamo questi stramaledetti cuori kitsch con scritto TVNCDBA (TeVojoNacifraDeBbbeneAmò)
Terza regola: rechiamoci nei ristoranti eleganti e in quelli da morto di fame e uriniamo sui raviolini delicatosi, le insalatine raffinate e le carbonare ignoranti. Ovviamente facciamolo davanti alle coppiette. A urinare in cucina già ci pensano i camerieri sfortunati in amore.
Quarta regola: vietiamo l'ingresso in qualunque locale, alle coppiette che vanno in giro con mazzi di rose in mano ( comprati dal cingalese di passaggio, con in omaggio una copia del dvd di Eva Henger per lui e di Via col Vento per lei), che si sbaciucchiano oltre il consentito e che sorridono come se fosse la festa loro.
Quinta regola: distruggiamo tutti i leccalecca a forma di citrullo. E prima troviamoli.
Come se non bastasse esiste anche San Faustino, la festa dei singles, il 15 febbraio. Bella cazzata, sì, altra bella cazzata.
Concludendo ragazzi, fate sesso! Come dite? Lo fate anche gli altri giorni? Beati voi! Ma oggi è SAN VALENTINO, farlo è più bello! Avete detto qualcos'altro? Ah vi riferite alla boccia di Sauvignon al metanolo che avevo in mano mentre aspettavo il signor Agnelli Manuel? O all'altra mano con le droghe leggere? No nulla di tutto questo, dolori e deliri sparsi apparte, godo di ottima salute. Solo semplicemente, per dirla alla Fantozzi: sanvalentinoèunacagatapazzesca!
92 MINUTI DI APPLAUSI
|
 |
 |
 |
 |
giovedì, 12 febbraio 2004 |
 |
 |
L' imperscrutabilità del cervello umano
(piazza Dante, corso Raffaello, via Verdi)
Chiacchiere su chiacchiere in questa nottata condizionata da un numero esorbitante di sbadigli. Ora ho finito di sbadigliare e vorrei andare a dormire. Prima però vorrei sottoporre una riflessione banale, ma alquanto incisiva: perchè abbiamo aperto un blog? Ciò nasce appunto da una chiacchiera notturna con una blogger che se lo chiedeva. Io decisi di aprirlo per confrontare le mie idee, il mio quotidiano, con persone pressochè sconosciute. Curiosità morbosa la mia. Quasi un bisogno di essere sbirciato dal buco della serratura. Poi mi piace scrivere boiate, quale miglior posto per condividerle con qualcuno se non un blog? Si dice in giro che io abbia aperto il blog anche per rimorchiare, ma nonostante l'elevato numero di donne conosciute qui sopra, ciò resta un fine recòndito e poco aulico, dunque vi dirò che no, non è così. Anche se, fare colpo perchè la trascrizione dei tuoi pensieri piace, non è cosa da poco. Confesso che quando ebbi in dono il giocattolo-internet, nel 2000 (dono una ceppa, ho pagato io 3 milioni di piccì), uscii con una trentina di ragazze in 4 mesi, ma era curiosità, non cercavo una scopata facile o l'anima gemella online. Quella poi, non ho mai pensato di trovarla. E anche quelle volte che ho pensato di averla trovata casualmente, poi c'era sempre qualche sfiga di mezzo. Dunque siamo al momento della verità, cari bloggers: perchè lo avete aperto? Solo qualche mese fa, per noia, in radio andai a cercare un sito ironico sull' Isola dei famosi e mi imbattei nel sito di Selvaggia Lucarelli. Frequentatissimo da bloggers. Decisi di chiamarmi Ataru, come sempre, e cominciai a sparare cazzate lì sopra. Il mondo dei bloggers era una cosa strana per me..una specie di casta di saputelli, sfigatelli o bambinette. Il solito fenomeno di massa in netta crescita. Salvo poi cadere in trappola e rimanerne affascinato. Il resto è storia, anche se i miei post hanno seguito un'evoluzione costante, come quando uno si trova in mezzo a una festa con un sacco di gente e, non conoscendo nessuno, attacca a mangiare le patatine San Carlo e a bere quei cocktail di benvenuto che spesso fanno anche schifo. All'inizio mi sentivo così. Estraneo in mezzo a estranei. Man mano, mi sono sciolto e convinto a postare di più e con più attenzione per quello che scrivevo. Il mio blog contiene di tutto, lo considero un'eterogenea elucubrazione della mia mente. Non mi importa se non c'è un filo tra un post e l'altro, del resto la mia mente non è stabile, non ha fili conduttori, non ha pretese di essere ordinata. E sapete che vi dico? Che è meglio così. Fanculo a chi è monoargomento, chi ostenta e chi scrive per darsi lustro (ma poi il Voltaire che è in me prende il sopravvento: che ognuno si esprima come cazzo vuole! Magari Voltaire non diceva cazzo perchè era francese). Comunque non è questo il mio scopo. Sono anche ripetitivo, perchè questa cosa l'avevo già detta, ma tant'è, per ora mi limito a questo lieve rincoglionimento, tra un po', invecchiando sentirò anche una vocina che mi dirà che sono su internet e devo pronunciare il mio nome. E mi crederò Rita Levi Montalcini. Voli pindarici apparte, non riuscivo davvero a rispondere con una sola frase al perchè. Perchè il blog. E non credo che ora sia più chiaro, però almeno ci ho provato. E ho provato anche a distinguere varie categorie di bloggers. Curiosi, bambine che non usano più il diariuccio, persone che lo usano come valvola di sfogo, esibizionisti, persone poco interessanti, appassionati di fenomeni di comunicazione, gente a cui piace scrivere, pazzi e gente che si fa tacitamente i cazzi suoi senza commentare gli altri e dunque pubblicizzarsi. Voi rientrate di certo in una di queste categorie. Giurerei che molti diranno di rientrare in quella dei curiosi, chissà se a torto o a ragione. Io alla mia curiosità ci aggiungo i fenomeni di comunicazione e il mipiacescrivere. Ultimamente mi rimprovero di avere perso un po' di vena ironica, ma tornerà prima di quanto pensiate. Insomma vediamo se qualcuno mi sa spiegare perchè ha aperto il blog. Devo fare un favore a una persona, quindi se non volete rispondere per me, fatelo per lei! E ora, visto che ho gli occhi appalla simili a quelli di Gonzo dei Muppets, me ne andrei volentieri a dormire.
Rita Levi Montalcini
|
 |
 |
 |
 |
mercoledì, 11 febbraio 2004 |
 |
 |
ANDATE SINO A VIA ACCADEMIA, SE PASSATE DAL VIA, RITIRATE LE 20.000 LIRE
( titolo arancione non a caso )
Bene, cari lettori, ora avete anche la possibilità di scrivermi. Basta clikkare sullo zio Sam in basso a sinistra e avrete l'onore di parlare in privato con me medesimo, che gioia eh? Credo sia una cosa del tutto inutile, anche perchè alla fine già parlo con tutti in privato in un modo o nell'altro, dunque è soltanto un modo per pavoneggiarsi e fare il blogger che riceve le emails dai suoi fanz ( sognavo di farlo da sempre, aspettavo di farmi andare di capire come si mettesse il link nel template). Se mi scriverete in numerosi, aprirò l'angolo della posta di Ataru e vi pubblicherò, anche anonimi se volete. Esponetemi critiche, pettegolezzi, cazzate, suggerimenti, il cazzo-che-vi-pare. Ho deciso di togliere il grassetto, cosicchè la visione dei post sia più fluida. Più di una persona mi ha contestato che scrivo troppo piccolo, ho ingrandito il/la mio/a amato/a font Georgia. Caparezza, piantala di triturarmi il lobo parietale del cranio con sta storia del fuori dal tunnel...in effetti stasera ho preso un'altra fregatura, ma febbraio fino a prova contraria è il mese successivo a gennaio, non aspettiamoci grandi cose dal mese carnascialesco.
Proseguono le mie sperimentazioni in mancanza di argomenti primari da trattare, dopo i sillogismi, questa volta l'esperimento consiste nell'inventare una storia sul momento, dunque senza pensare a nulla prima. Mi baserò su esperienze personali romanzate e non del tutto vere, vediamo la cagata che ne esce.
"Era una notte buia e tempestosa (classico inizio scarso)...no...era una notte serena, limpida, chiara, faceva anche caldo. Mi trovavo dentro un locale fumoso, tavoli da biliardo, pupe di un certo livello, un cantante che giudicavo già da una nota. Solo. Terribilmente solo. La cameriera, che mi conosceva, mi portò uno dei suoi cocktails colorati. La chiamavo Vanilla perchè portava il profumo alla vaniglia, era sempre sorridente, sapeva essere di una dolcezza disarmante, quasi materna. Poi in certe serate, sfoderava il suo lato sexy, e allora, invece di essere dolce, non mi salutava neanche. Quella sera era tranquilla, dunque mi sorrise e mi fece le solite raccomandazioni: "Non bere troppo", "Non prendere il panino con l'hamburger e la maionese, ti suggerisco cotoletta e pomodoro, così dimagrisci", "Tu fumi troppo", però intanto puliva il posacenere. Dentro c'erano già sei mozziconi di Marlboro Medium, consumati in mezz'ora, praticamente una ogni cinque minuti, aveva ragione Vanilla, fumavo troppo. Ma quando sei solo e non hai un cazzo da fare, ti viene spontaneo, se sei fumatore, continuare ad accenderne una dietro l'altra. Ma perchè ero solo? Quella sera ero stato mollato dagli amici, ognuno con una scusa pronta per mandare in fumo i progetti faraonici della serata. Donne? Meno di zero. Categoria balorda. Solo quel giorno, ne avevo incontrate due e sentite sei al telefono, vecchie storie, nuovi progetti o semplici quasi amiche, mai del tutto amiche. Nessuna però disposta a uscire con me quella maledetta sera. Mentre bevevo e fumavo, il cantante chiuse la serata suonando un vecchio pezzo di Patti Smith, credo fosse "Because the night", che però cantata da lui, perdeva qualsiasi fascino. "Meno male! Ha finito!" questo fu il mio primo pensiero. Quel cocktail, Vanilla lo aveva fatto insolitamente pesante. Mi misi a fissare, com'è mia abitudine quando sono brillo, una fanciulla che stava al tavolo d | |