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MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi
LE CREATURE



Lo spin off: ATARU GREATEST HITS

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INSANE ELUCUBRAZIONI
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mercoledì, 31 marzo 2004 |
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L' INTERVISTA DOPPIA
( on the air: Bauhaus - The sanity assassin )
Chi segue le mie vicissitudini, sa bene che esistono in me due io. L' Io numero 1, ovvero me stesso, e l'Io numero 2, cioè la mia coscienza. Oggi eccezionalmente c'è anche l'Io numero 3, che si incaricherà di fare domande più o meno scottanti, sul modello delle Iene, agli altri due. Dopodichè si suiciderà o prenderà un aereo per Vladivostok, deciderà dopo l'intervista doppia. Here we go.
I) Salve cari Ii, domanda semplice, come state?
Uno: non potrei mai rispondere di stare bene, perchè non sto pienamente bene, certo sto meglio che in altri periodi recenti.
Due: io starei bene, ma lui mi sottopone ad eccessivo stress, ciò che voi comunemente chiamate pippe mentali.
II) E' vero che questo blog è soltanto un'autocelebrazione?
Uno: io dico che assolutamente non è così. Aggiungo anzi che le persone possono tranquillamente farsi un'opinione pessima di me.
Due: tendenzialmente sì.
III) Mai fatto uso di droghe?
Uno: leggère sì, anzi, è un po' di tempo che non se ne vede.
Due: invece di negare, l'idiota afferma. D'accordo mi unisco, ma nessuno dei due ha mai imparato a rollare.
IV) Posizione preferita?
Uno: io sopra.
Due: ho sempre preferito stare sotto, ma alla fine ha vinto lui, e devo dire che per una volta ha ragione.
V) Come mai ultimamente nel blog si parla meno di vicissitudini amorose e di fanciulle varie ?
Uno: posso non rispondere?
Due: per convenienza.
Uno: sei simpatico eh...
Due: mi sono anche limitato, cosa vuoi?
VI) Il posto più strano dove l'hai fatto?
Uno: nella Mini. Una faticaccia.
Due: confermo, io mi ero andato a fare un tresette coi gatti che giravano nei paraggi, pur di non assistere alla scena.
VII) Cosa pensi degli altri bloggers?
Uno: dipende dai bloggers.
Due: per lui dipende DALLE bloggers. Per me dipende e basta.
Uno: gnè!
VIII) Esistono ragazze che consideri amiche?
Uno: forse sì, le ragazze dei miei amici.
Due: io ne considero qualcuna in più, ma in queste decisioni non conto assolutamente niente.
IX) Di chi dei due è la colpa delle azioni insane, tipo quella volta che spiasti il diario segreto di quella graziosa ventenne che ti piaceva ?
Uno: senza dubbio sua. Mi ci ha fatto rimuginare e alla fine mi ha convinto. Io non ne avevo il coraggio.
Due: sua. Io gli avevo detto di non farlo perchè era scorretto e perchè tanto non avrebbe scoperto quasi nulla di utile. Così fu.
Uno: ma, ma...eppoi ci abbiamo trovato la carta del bacio Perugina che gli avevamo regalato! Con accanto scritto Simone.
Due: essì, una svolta...
X) L'ultima poi vado a Vladivostok. Perchè scegliere Vasarely come immagine del post?
Uno: mi piace molto, da quando guardavo le figure nel sussidiario delle elementari.
Due: mi piace, ma lui fa lo sborone, la storia del sussidiario è vera, ma gli è rivenuto in mente qualche tempo fa all'Ikea...
Ah scusate, la tradizione vuole anche questa domanda....prossime elezioni?
Uno: il voto è segreto, non il mio però. Penso che quel giorno andrò a farmi due passi tra la mia stanza e il corridoio. Mi sembra più sensato, piuttosto che consumare la suola delle scarpe per arrivare al seggio di fronte a casa.
Due: la risposta gliel'ho suggerita io. Lui voleva inimicarsi almeno parte dell'elettorato.
Uno: non fare il preciso, tanto la sostanza è quella.
Due: odio discutere di politica con chiunque, non lo farò certo con te.
Aehm..avrei finito. Prego i lettori interessati ad un'altra intervista doppia o semplicemente ad altre domande magari più morbose, di lasciare messaggi tra i commenti. Ora se volete scusarmi, la Siberia mi attende. Non c'è posto per tre io nella testa di Ataru. Buonanotte.
(on the air : Alfred Hitchcock presents...)
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martedì, 30 marzo 2004 |
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VS 
OVVERO, COME DISINTOSSICARSI DALLA TELEVISIONE CONTEMPORANEA
( on the air: The Strokes - Reptilia )
Comincio col dire che Splinder mi ha assassinato un post lunghissimo sulla tv, che di certo era meglio di questo. E io non lo avevo salvato. Questo succede ad improvvisare i post. Ci riprovo. Io mi sono disintossicato dalla tivvù un paio d'anni fa. Cari telemaniaci, questo post è tutto per voi. In principio erano i cartoni animati, quelli belli, con le sigle originali, con le scene di nudo e violenza. Mi sembra che Ataru sia cresciuto in modo sano, nella sua insanità, anche vedendo questo tipo di scene nei cartoni animati malati giapponesi. Ora invece c'è la censura. Italia 1 ne capeggia il plotone. Appena si intravvede una tetta da un maglione (cheppoi son tanto belle le tette, cosa avranno mai fatto di male?), entra in azione il Moige, il comitato dei genitori scassamaroni. Poco importa se i bambini poi vanno a scuola e si sfogano picchiandosi o si trombano le compagnucce. Ma poi dico io, signori genitori del Moige, controllateli sti figlioli davanti alla tv. Se proprio volete farli diventare chierichetti della parrocchia San Fulgenzio, cambiategli canale ogni cinque secondi o levategli lo schermo. Io continuo a preferire la mia Lamù.E preferivo quando Bonolis non era spocchioso e non rifilava pacchi fasulli e conduceva BimBumBam con Licia Colò (che ora si dedica alle scimmie) e Uan, che ultime notizie danno utilizzato come spazzolone del cesso a Cologno Monzese. Quand'ero piccolo, seguivo volentieri i varietà. Il sabato sera ero troppo piccolo per uscire, e vedevo Fantastico. Quello di Baudo, della Parisi che faceva le spaccate e cantava le Cicale, Cecchetto che faceva Gioca Jouer e Discoring e il corvo con l'asma, sì, Rockfeller. Triste. Ma ora? Ora c'è Panariello che per far ridere piscia per terra, Fiorello coi megasciò da megalomane, Celentano che spaccia le sue cazzate da andropausa come grandi verità, la Carrà che realizza i sogni dell'italiano medio, dopo avergli trovato i parenti in Argentina, che poi dico io, in quel periodo avevano tutti i parenti in Argentina, probabilmente Maradona si era trombato un bel po' di italiane e s'era portato via gli ottocento figli generati. Per non parlare della De Filippi, detta anche Terminator. E di Scherzi a parte, che sono dieci anni che va avanti e dieci anni che ci cascano. Ma non agli scherzi, al fatto che sia tutto vero. E i contenitori domenicali ? Ma davvero c'è qualcuno che li vede? Sconcertanti Domenica In e Buona Domenica. Un gruppo di rincoglioniti ben pagati, un po' di casi umani e giochi per ritardati mentali. C'è poi la recente categoria dei reality show. Ammetto di aver seguito con simpatia la prima edizione del Grande Fratello, anche perchè Taricone mi stava simpatico. Ma le successive, non solo annoveravano imbecilli e puttanelle; costoro erano anche meno spontanei. E così ora ci becchiamo Ascanio. Poi ci sono quelli coi vip. L'isola dei famosi, la Talpa e ora la Fattoria. Ma quali vip? Mica ci mandano i miliardari, ci mandano quelli che fanno la fame. E così ripescano Pappalardo che cantava Ricominciamo nel sottopassaggio di Piazzale Flaminio, Predolin, rinvenuto mentre chiedeva m'ama o non m'ama a una pentola in acciaio inox, la De Grenet, andata in Messico a disintossicarsi dall'eccesso di sperma tra i molari, e Walter Nudo, ripudiato anche dai figli di 4 e 6 anni. Discorso a parte meritano Amici, Saranno Dannosi, Pop Star, Uomini e donne e merda simile. Tutti prodotti dal tricheco e il terminator, hanno come base, il fatto di prendere per strada alcuni lobotomizzati (e fin qui non è difficile) e farli diventare cantanti, attori, ballerini e mignotte professioniste. In realtà, dopo qualche passaggio nelle trasmissioni di Costanzo, al massimo si ricordano di loro qualche anno dopo a Meteore e gli fanno fare un'ospitata insieme a Sammy Barbot e Pamela-di-Nonèlarai. La satira. Qualcuno spieghi a gente come la Guzzanti e Luttazzi, che fare satira non significa fare solo battute su Berlusconi. Ci sarebbe un po' da imparare sulla satira politica e televisiva, semplicemente guardando Drive In, Avanzi, Tunnel o Indietro Tutta. Il Bagaglino una volta strappava un sorriso ogni trequartidora, adesso invece fa proprio cagare. Zelig è già stanco, la Gialappa's non è più tornata come una volta, Striscia la Notizia è uno dei programmi più odiosi della tivvù. Basta con sti tapiri, sto baubaumiciomicio, comincio a fare il tifo per quelli che picchiano Staffelli, anzi spero che qualcuno prenda un fucile a canne mozze e faccia il suo dovere, scaricandosi anche sul tapiro. Pensare che qualcuno indica come programma all'avanguardia, una roba vecchia di quattro anni dove l'irritante Mammucari fa gli scherzi telefonici. Le Iene ormai sono talmente uguali a se stesse che la prossima novità prevede l'intervista doppia tra il mio meccanico Antonio e il mio barbiere Fabrizio. E ne vedremo delle belle. I quiz. Quando Mike era Mike, era un'altra cosa. Telemike, Flash, Bis. I suoi concorrenti diventavano autentici personaggi. Grande anche Corrado al Pranzo è servito, con quella musichetta che ti entrava in testa. Ora? Gerry Scotti e Amadeus fanno lo stesso programma su due reti diverse. Con tanto di musiche horror e luci psichedeliche. Ma è un quiz o il circo Togni? E a proposito di circo, non possiamo dimenticare l'abbrutimento degli uomini bestia di Papi a Sarabanda. Senza parole, ma con qualche grugnito. E le fiction? O le fiscio, come le chiamava il mio idolo Tony Randine. Una volta passavano più film, ora complice l'avvento delle pay tv ( che passano lo stesso film, più o meno con la frequenza con cui la suddetta De Grenet prende falli, non in senso calcistico), si è passati alle fiction con problematiche tipicamente all'itaGliana. Il medico che ride come un cretino, l'avvocato che salva i neri e le puttane, o al limite le puttane nere, il prete moderno, il poliziotto che tromba e la dama dell'ottocento con velleità da De Grenet odierna. Una volta noi bimbi quando giocavamo potevamo dire: facciamo che io ero Ralphsupermaxieroe, Poncharello o il nano di Fantasilandia. E adesso? Giuro che se sento un bambino che dice facciamo che ero il maresciallo Rocca o Elisa di Rivombrosa, lo rinchiudo sedutastante nella cantina di Freddy Kruger con Wanna Marchi. La politica. Ce n'era tanta prima, ma le facce cambiavano perchè c'erano più partiti. Ora vediamo sempre: Berlusconi che tenta di far credere che è il presidente del consiglio, Rutelli che tenta di far credere che non è un pupazzo, Bertinotti che tenta di far credere che è di sinistra, Fini che tenta di far credere che è ebreo, Fassino che tenta di far credere che è vivo e Di Pietro che tenta di far credere di essere Biscardi. Se si mettesse la parrucca rossa, ci potrebbe riuscire. Che gioia poi vedere i giornalisti che vendono allegramente il culo, da Fede a Biagi, da Santoro a Vespa. Colto da conati di vomito per aver parlato di politica, passo e chiudo con lo sport. Quelli che il calcio e Guida al campionato sono di una tristezza infinita. Pieni di comici scarsi e zoccoline affamate. Preferisco sentire la radio. E ho nostalgia del buon vecchio Novantesimo con Paolo Valenti. La sera poi si dibatte sul fatto che Vieri si sia scaccolato in fuorigioco. Invece di Videomusic c'è Mtv che è il trionfo del commerciale spinto. Persino Piero Angela è diventato antipatico. Non c'è più religione. E io spengo la tv. Viva Gonzo e il Muppet Show, abbasso Costanzo e i suoi concubini a encefalogramma piatto.
ps: special thanx to LaVecchia che ha dato la stura a tale post che mi è toccato ricordare e riscrivere per colpa di splinder.
pps: la tv non la vedo ma mi tengo informato...tante volte qualcuno obiettasse che sono troppo al corrente di tutto, eppoi insomma ogni tanto un'occhiata tocca dargliela...
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lunedì, 29 marzo 2004 |
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io sono supergiovane!
( on the air: Sigue Sigue Sputnik - Love Missile )
Scenario della serata: cena di compleanno dei trent'anni della moglie di un mio amico. Tavolata ampia, sono tre ragazze che festeggiano, due trenta, una trentuno. Una di loro ha una figlia e aspetta un altro pargolo. Poi c'è un'altra ragazza con una bimba sui sei anni. Io intanto mi becco gli spifferi sulla schiena e temo di rimanere incriccato. Poi la faccio io la pubblicità della panca per inversione. E mi verrete a cercare ancora più numerosi da Google. Il problema che mi pongo questa sera, così per non dormire troppo presto e rendermi come al solito a voi come l'idiota scrittore inquieto, è il seguente: io sto invecchiando. Ma la cosa preoccupante è che non me ne accorgo guardando me stesso. Io resto lì, uguale nella mia mutevolezza di pensiero. Gli altri si sposano, fanno i figli, perdono i capelli, trovano lavori più redditizi e io sono sempre lì. Penso ormai di essere un punto di riferimento per tutti quelli che vanno e vengono nella mia vita. Io punto di riferimento? Io, la persona instabile per eccellenza. Dov'è l'errore? Quando non mi vedono da un po', mi chiedono del lavoro, delle nuove conquiste ( ma quando la trovi una che ti fa mettere la testa apposto? ), delle mie consuete uscite notturne . Io sono quello lì. Ecco, io ho scelto di fare le stesse cose di anni fa, ma di cambiare scenario e personaggi ogni volta. Un remake interpretato sempre da persone nuove, a modo loro. E io sono protagonista e soprattutto regista. E assolutamente non sono asettico. Anzi, soffro per e con i miei attori, gioisco, mi innamoro. Ma il mio personaggio non cambia. Mutevolezza racchiusa in apparente staticità. Tornando alla serata, oltre a constatare una volta di più la veridicità della teoria delle domande consuete, guardavo le due bambine al tavolo con noi. E hanno cominciato a scorrermi davanti le immagini di quando io e i miei cuginetti andavamo a cena coi genitori ( poche a dir la verità, mio padre a quell'epoca era molto più rompicoglioni di ora e non ci voleva mai andare ). Eravamo piccoli e guardavamo i genitori ridacchiando, magari ci davano il tavolo a parte, accanto al loro, e ci raccontavamo cose di bambini. Ora i bambini ( piccoli stronzi, tanto invecchierete anche voi! ) cominciano a guardare me e a ridacchiare. Ecco, questo mi fa sentire un po' più vecchio. E se penso che continuo a cazzeggiare come un ragazzino e ho l'aspetto di un 24enne, da una parte sono inquieto, dall'altra sono però insana-mente felice. Come detto in passato, io non invidio nessuno, però vedo gente che comincia ad invidiarmi. La mia vita da quasi trentenne non è così male, sono solo irresponsabile, tutto qui ( pur essendo un bravo e irreprensibile redattore di attualità sport e musica!). Come dite? E' una cosa grave? Prima o poi prometto di prendermi un po' di responsabilità in più, fino ad allora continuate ad invidiarmi se volete.
Spengo la lampada alogena, che fa parte del reparto luci soffuse della stanza di Ataru. Stanotte l'ho preferita al cilindro anni 70 e alla lampada etnica a tenda indiana. Sbadiglio troppo, è ora di dormire. Stanotte mi hanno pure tolto l'acqua, dove andremo a finire! Accidenti, questa è decisamente una frase da vecchio! Nonononono!
SOLO PER R., CHE TANTO NON LO LEGGERA' MAI
on the air : Guano Apes - Living in a lie
Ciao Piciola, sono due anni che non ci vediamo, ma almeno ora sappiamo che le cose sono a posto. Magari prima o poi ti rivedo. Intanto hai 23 anni! Sai com'è, per me cominci ad essere troppo grande :) ....la volpe e l'uva forse.....comunque auguri.
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sabato, 27 marzo 2004 |
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ORA LEGALE? PREFERISCO IL BUIO...
( on the air: The Cure - Just Like Heaven )
Intanto se qualcuno coglie da dove è tratta la citazione fotografica ( tutti tranne Ammula perchè gliel'ho detto ), riceverà in premio una foto autografa del sottoscritto o a scelta la biografia del cuoco Vissani " La vita è un vol-au-vent ", oppure una semplice minzione d'onore da parte mia. Insomma verrò a fare pipì a casa vostra.
Allora, io sono contro anche questa volta. Contro l'ora legale così presto. No, perchè io soffro per mesi di jet-lag da ora legale. Poco m'importa dell'ora di luce in più. Tanto ora le giornate si allungano comunque. Perchè cacchio devono sfasarmi l'orario? Sì, si avvicina l'estate, ma sticazzi? Cioè nel senso ancora non è estate comunque...Io poi preferisco il buio. Da piccolo dormivo con la luce accesa, ora mi basta la dannata serranda di camera mia che rimane con una stecca aperta per l'umidità e posso bestemmiare per una mattina intera. Il mio aspetto vampiresco si è sviluppato nel corso degli anni con sempre maggiore veemenza, tanto che ormai comincio a ragionare in modo più sensato soltanto quando il sole svanisce. Chestressdiggiorno mallanottenò. Devo scegliere tra un pranzo e una cena? Scelgo una cena. Tra partire di giorno e di notte? Scelgo la notte, se possibile. Vedermi con una donna? La notte mi è complice, il giorno mi è nemico. La mattina è stata creata per dormire, altro che oro in bocca. La mia vita sregolata finirà mai? Al momento vado a letto alle 6 e mi sveglio alle 12,30, fate voi. Lavoro di pomeriggio e l'ora di luce in più non la digerisco. Mi piace soltanto al mare, quando piano piano il sole scompare, magari alle otto di sera, finisce il caldo schifoso e sei pronto per affrontare la notte. La notte è giovine, il buio mi si affianca e mi sorride. Insano giorno, meglio che sparisci da me.
" Sono Dracula, e vi do il benvenuto, signor Harker, in casa mia. Entrate; l'aria notturna è fredda e avrete bisogno di mangiare e riposarvi. " ( Bram Stoker)
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venerdì, 26 marzo 2004 |
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UN/SOLO/FOTTUTISSIMO/EURO.
( ovvero, sei sempre stato quello che si voleva tenere i soldi interi...)
( on the air, non a caso: Subsonica - Colpo di pistola )
PROLOGO.
La scena si apre con Ataru al distributore automatico di sigarette dietro casa sua. Trova treeuroeccinquanta e sceglie di prendere le Marlboro Medium lì. " Così mi tengo i 10 euro sani, al limite li cambierò dal pizzettaro, più tardi ".
Atto primo. Le avvisaglie
Casa di una nota personaggia. La Roma esce dalla Coppa Uefa. Bob esce dalla caaaasa del GrandeFratello. Nuvolette di drago al gusto di caffè con salsa dentifricia maionese-checiap. Prevista programmazione del film.
Atto secondo. Ah vabbè...
Squilla il telefonino (non il mio), dopo dieci minuti di film, forse sette dai. Fine della seratina dilettevole. Non prima delle nature morte e di un caffè.
Atto terzo. Gli amici viveur.
Ore 23,30. Marciapiede antistante la piazza. Provo messaggi e telefonate varie. Chi sta a casa, chi dorme. Villa Arzilla pullula di clienti. Cena servita alle 20 con riso bianco, purè e petto di pollo, ore 22,59, tutti in branda.
Atto quarto. All'improvviso l'incoscienza.
Ore 23,34. Piazzale degli Eroi. Due simpatiche bimbe, una mora e una bionda, molto gnocche, sciarpa della Roma al collo, fermano Ataru mentre sfreccia verso il semaforo. Ataru si ferma e tira giù il finestrino sperando nella restituzione divina di quello che aveva perso anni prima in Sardegna nei pressi di una discoteca, perchè la macchina era stracarica. L'autostop alle belle fiche. Finestrino abbassato, accento americano (pensiero di Ataru: americane, gnocche, sciarpa della Roma? Apperò!). La bimba mora mi chiede un euro (quello tondo, mi fa il gesto con la mano) per fare una foto per strada. Percristoconcristoeincristo, porco il clero ( e mi limito...), quei cazzo di spicci li ho inoculati nel merdosissimo distributore di sigarette! Mi spiace, c'ho solo 10 euro, quelli rettangolari (gesto con la mano), capito? Mica potevo dire: sapete, io di solito preferisco tenermi i soldi interi perchè mi pesa il portafoglio con gli spicci dentro e mi sembra di avere meno soldi con tutte quelle stronzissime monetine. Semaforo verde, ciao ciao bambine. Prontezza di improvvisare qualcosa, menochezero. Jim Carrey e Jeff Daniels in Scemo+Scemo erano due playboy al confronto.
Atto quinto. Il riposo del guerriero.
Ataru davanti alla tv, guarda Mai dire Grande Fratello e si diletta a vedere che Ascanio è più zerbino di quanto lui non fosse fino a qualche anno fa. Almeno io non mi bullavo facendo l'ispanico. Che poi ragazzi, parliamoci chiaro, guerrieri e ispanici mi stanno sul cazzo e Il Gladiatore mi fa cagare, non sono manco mai riuscito a vederlo tutto. Viva il Patrick che tra poco si tromberà Katìa Darlàvia. Splinder è ubriaco e fa le bizze. Anche Ataru sarà presto ospite di un istituto. Non Villa Arzilla però, preferisco gli alcolisti anonimi insani o al limite le scuole medie. Tanto per dire: meglio infante che vecchio. Anzi chiamatemi Insanio. Suona bene.
Atto sesto: Tiggì.
Sti islamici e i loro attentati hanno veramente scassato le palle. Che crepino a casa loro e con loro pure Bush (non accetto pietismi e critiche, sono politicamente scorretto), però un pensierino su Costanzo, dai...vabbè...
CONCLUSIONE.
Ecco adesso volevo dire questo: aspetta...com'è che si dice...ecco ce l'ho sulla punta della lingua...sì dai ce la posso fare...assì...mavaffanculovà!
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giovedì, 25 marzo 2004 |
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DUE ANNI VISSUTI PERICOLOSAMENTE
( on the air: Incubus - Drive -acoustic version- )
Me lo ricordo quel giorno. Fine di quel corso di giornalismo sportivo. Mi rimediano un colloquio. Tensione. Io ero un nongiovane studente universitario alla scoperta del mondo del lavoro. Anzi di più. La radio, perchè proprio la radio? Poteva essere un giornale? Al limite anche una tv. Ma la radio, non so, c'era qualcosa che non mi convinceva. Eppure quel colloquio me lo ricordo bene. Entrai dentro e mi sembrò in un attimo di essere piombato negli anni 80, la struttura della vecchia radio, i dischi attaccati al muro. Sembrava di stare in una di quelle radio degli alberghi di Cortina anni 80 ( che probabilmente non esistono e non sono mai esistite, però mi rendono l'idea). Cazzarola, te li ricordi i picture disc? Qui è pieno di picture disc! E le targhe dei Beatles, dischi di Zucchero, Thompson Twins, Uriah Heep, Rolling Stones, persino il buon vecchio Howard Jones. Voce femminile che dialoga con voce maschile. Quella voce femminile mi sarebbe diventata familiare. Era S., ci avrei condiviso, una volta andata via dalla radio, un bel periodo. La voce maschile era del mitico dottor M. Il mio colloquio fu agitatissimo, eppure serviva gente qualsiasi per fare i notiziari, non si poteva proprio perdere tanto tempo. E mi ritrovai in onda dopo 2 mattine. Neanche il tempo di farsi venire un infarto. Diretta, mica differita. Qualche papera, non tante, ma ero stranamente tranquillo. Il dottor M. mi consigliò di migliorare, correggere qualche piccolo difetto di accento romano, anche se ne ho molto poco, soprattutto in onda. Poi un mese dopo, arrivò anche A. Pischelletta, simpatica e carina. Classiche caratteristiche per farmi cadere. Nel frattempo perdevo R. definitivamente, per colpa mia, colpa sua, e l'università si dirigeva velocemente verso le meretrici. Insomma andava a puttane. Ad A. feci una sorpresa, il giorno del suo compleanno le portai un mini profiterol per due. Lì, in radio. E il dottor M. non l'ha mai saputo, all'epoca per una cosa del genere mi avrebbe sbattuto fuori. Disciplina prima di tutto. Inutile dire che non riuscii a conquistare la piccola A., anzi, di lì a poco, stanca di litigare col burbero dottor M., se ne andò. Se n'era andata anche S. Mi sentivo più solo senza le mie due redattrici preferite. Clima infernale, in quella radio che sembrava Cortina negli anni 80. Litigi, teste che cadevano, io stesso non più sicuro di continuare, senza stipendio, col solo obiettivo di diventare pubblicista, ancora però immerso nelle nebbie. Venne anche il periodo che mi fu data fiducia per una trasmissione di sport. Ben ripagata ovviamente. So di valere abbastanza. Fui mandato via con decisione sovietica (lei è stanco) per un vaffanculo di troppo, detto a microfono acceso quando doveva essere spento. Durante il notiziario. Si avvicendavano personaggi e io restavo lì in redazione. A un certo punto arrivò anche Nanni76. Quando non sembrava una bimba del Biafra ( :) smack!!!) e quando sorrideva al colloquio e non si capiva perchè(cazzo c'avrà da ride questa? però caruccia!). Che poi, Nanni, ora che hai capito l'andazzo lì dentro, come fai a ridere ancora? eheheheheh.... Loschi personaggi mi avevano scroccato telefonate dal cellulare, mi avevano fatto proposte inutili, mi avevano fatto incazzare o ridere. Ma ormai passato l'anno di Byron Moreno, cominciavo a trovarmi bene lì. Sempre a sparare cazzate e a spettegolare, il dottor M. era meno burbero di un tempo. L'aneddotica sarebbe infinita. Ora avrei quasi finito i miei 2 anni, anzi tecnicamente li ho pure finiti da un po', eppure mi trovo ancora aggrappato a questa radio anni 80. E ora ci sto davvero bene. Certo economicamente no, ma per il resto sì. Sgangherata quanto vuoi, ma una specie di famiglia. Due anni fa non l'avrei detto. E adesso tra l'altro, sogno di continuare a fare radio, non ho più quel rifiuto; la radio, se la fai, dopo un po' la ami. Ora vado a pranzo, che poi mi tocca andare a lavorare. Eppure lo farò col sorriso insano sulle labbra.
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mercoledì, 24 marzo 2004 |
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IO STO BENE, STO MOLTO BENE!
( on the air : Boosta - Rock 'n roll robot )
Colpa di quasi un litro di birra Bulldog doppiomalto novegradi ? Dei Fonzies? Del fatto che vinco al Paroliere? O che vinco a biliardo? Del cornetto alla Nutella, forse! Secondo me, Aldo ( orfane, maideddol numero 032, alto quasi 2 metri) , lo sa! Ecco, quando sto così bene devo sempre chiedermi il perchè! Mica facile stare così! Ah, forse era la compagnia! Bè, basta, quando sto bene perdo l'ispirazione, meglio per me, peggio per voi.
Au revoir
Insano lavoro di scanner per immortalare il ricordo della serata!

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martedì, 23 marzo 2004 |
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I ( MIEI ) LUOGHI COMUNI
( on the air: Killing Joke - Love like blood )
So di cosa scrivere stanotte. Lo so. Il problema è che devo ricordarmelo. Vi capita mai di avere tutto chiaro in mente eppoi dimenticarvelo? Ecco a me è successo ora. E ora cosa faccio? Non posto? No, no posto eccome! Andrò per mie frasi fatte. Per me l'amicizia uomo-donna non esiste. E non mi va di starvi a spiegare i motivi. Non mi frega un 'emerita ceppa se pensate che le cose non stiano così. Non mi interessa la vostra spiegazione, donne, tanto io sono così e non cambio. Nè mi interessa cambiare. E' tutto pilotato. Sì, lo è, il destino esiste, c'è poco da fare. Condiziona ogni giorno ciò che facciamo, lo cambiamo a volte a nostro piacimento, ma il piacimento non è nostro, il destino ha già deciso che va così, prendiloinculo oppure esulta, è così. Le pizzette di via Donato sono meglio di quelle der Caccola. Assaggiatele e provate a dirmi che le cose stanno diversamente. Perderete la mia stima. A Roma la gente non si sa divertire. Assolutamente no. Inutile discutere di argomenti che non riguardano la mia o la vostra esistenza quotidiana. Ho l'intelligenza per starvi a sentire, ma non ne ho la voglia. Sticazzi. Una frase, una religione. Riassunta nel più elegante titolo del blog. La CocaCola calda fa ruttare meglio di quella fredda. Questa è mutuata da un amico, che però aveva ragione. Sì. Piasce me mondo e sue contraddizioni. Mutuato dal "piasce lui" di Carlo Rubbia, mica un cazzone qualsiasi, questa frase nasce al Nautilus tra un panino, una birra e un Under the train nel 1994. E non l'ho più abbandonata. Paperetta Ye Ye era un mio sogno erotico. Lo ammetto pubblicamente per la prima volta dopo anni di brama. Ridatemi gli anni 80. Non ne sono uscito molto bene, voglio tornarci. Non riesco a parlare con donne stupide. Però a volte, essendo comunque donne, fingo di parlarci. Mi piacciono talmente le donne che non so come a loro possano piacere gli uomini. Chiudo con questa che avevo già scritto mesi fa e che arriva un po' in ritardo perchè ci si deve pensare, però arriva.
Ho ascoltato la canzone dei Killing Joke sulle 7 volte circa, può bastare...
Pubblica insano post.
ed ecco a voi a grande richiesta: Paperetta Ye Ye! Non è la sua foto migliore ma è l'unica che esiste. Il nome in inglese è Dickie Duck, il che, traduzione alla mano, mi fa pensare che fosse un po' porca.

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lunedì, 22 marzo 2004 |
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FOLLA - FOLLIA
Premetto che non voglio attirarmi simpatie o antipatie politiche, non è il mio scopo, anche se penso che potrebbe finire così. In Italia si pensa solo a quello. Spero siate così intelligenti da non buttarla in polemica contro questa o quella posizione.
Voglio per una volta tralasciare le mie vicende pseudo-insane, e parlare di quello che è successo stasera a Roma. Il mio è un commento a caldo, non si sa ancora cosa effettivamente sia successo, sembra niente, anche se qualche ferito di certo ci sarà. Il passaparola ad arte di qualche facinoroso a quanto pare. Cosa poteva succedere? Un disastro. Una strage. Si sa da tempo che i tifosi e la polizia non vanno d'amore e d'accordo a Roma. Tanto che c'era stato un appello della polizia al nostro amato sindaco, affinchè gli agenti non fossero lasciati in balìa delle frange violente della tifoseria laziale e romanista ( non parlo di questo derby, parlo di una situazione che va avanti da un anno e passa). Appello evidentemente raccolto solo in parte ( l'efficienza del nostro sindaco la vediamo solo quando deve inaugurare le mostre, i filmetti e le cazzate). Si sa che gli scontri non vanno per il sottile, si sa che i poliziotti non guardano in faccia le persone che manganellano e ciò non è bello. Si sa che è possibile che la notizia di un bambino finito sotto una camionetta della polizia sia stata un pretesto per attaccare la polizia stessa. E' incredibile come la politica, non importa se destra o sinistra, entri in uno stadio. Una volta si tifava per la squadra, per i giocatori. Ora si va in curva e si grida contro Berlusconi, contro i negri, contro i fascisti, contro i comunisti. La politica è la rovina dell'umanità. Insieme alla religione. Anche se qui la religione non c'entra. E non mi stupirei se qualcuno di quelli che avrebbe, ripeto avrebbe, aizzato questo casino, fosse stato in mezzo una delle ( a mio avviso totalmente vacue) manifestazioni pro pace. Ecco perchè ritengo davvero tutto inutile e mi faccio i cazzi miei. Tra l'altro il calcio(anche se non ne parlo mai qui sopra) è , sarà, l'ambiente in cui dovrei lavorare. Sono schifato. Evasioni fiscali, doping, politica e prese per il culo. Meno male che c'è ancora qualcuno che crede in qualcosa. Io no. E scusate lo sfogo.
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domenica, 21 marzo 2004 |
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Il maestro Ataru ringrazia Ammula per aver buttato il sangue sull'ispettore Clouseau e sulla descrizione del blog, per favore fate i complimenti a sta ragazza così brava! Prometto grandi onori e doni non appena sarai a Roma.
PRIMAVERA!
( on the air: The Cure - Lovesong )
Cosa ci trovate di bello nella stagione dei fiorellini e delle allergie? Le coppiette si affollano sui prati per tubare e fare i picnic, comincia a fare caldo, quell'adorabile caldo umido che non sai mai se metterti il maglioncino o la maglietta estiva, la gente comincia a stanarsi di casa, i bimbi corrono per strada urlanti e festosi, a Roma fanno la festa di primavera e il blocco delle auto (special thanks to Walter), si comincia a pensare a cosa fare quest'estate, gli ormoni scalpitano ( ma chi è che nelle altre stagioni non c'ha voglia?), si fanno le gitarelle domenicali fuori porta, si mangiano i gelatini, arrivano Pasqua e Pasquetta, si portano i cani nei parchi, la gente gira col sorriso ebete perchè c'è un raggio di sole, che è lo stesso che c'era anche il 26 dicembre e chissà perchè si fanno i grandi progetti.
Insane Lobotomie Collettive. Basta poco per farvi stare meglio...
Questa è un'invettiva contro la stagione più brutta dell'anno.
Cazzo, io devo cacciarmi due dita in gola, mi viene da vomitare.
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sabato, 20 marzo 2004 |
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CORRI, CORRI !
( on the air: Canned Heat - On the road again )
La serata volgeva male. Poi ho deciso di andare da F. e V. e di farmi un po' di kilometri per arrivarci. Apparte la spia accesa appena entrato in macchina, tutto bene. Ho deciso di rimettermi sulla strada per pensare, snebbiarmi, di notte, nella campagna un po' brumosa (si può dire?) della strada provinciale Formellese. A volte serve. Penso, accendo una Marlboro medium, alzo il volume, abbasso l'acceleratore. Io sono pigro anche per guidare, ma a volte, quando mi prende bene, farei un viaggio Roma - Parigi in un colpo solo. E il tempo mi vola. La mia piccola vecchia Mini ( Giulia o GuGu per gli amici simpatici ), corre tra gli alberi bagnati dall'umidità, le pareti di tufo, i ponticelli pericolosi e il buio pesto. Penso in modo insano alle situazioni che in un batter d'occhio cambiano, ti fanno crollare certezze fittizie che avevi fino a poco tempo fa. Cercare le risposte non serve, tanto mica le trovi. Le troverai quando sarà il momento o quando riterrai che sarà il momento. Si sconfina nel solito dialogo con la coscienza, ma la coscienza non ci può fare niente, allora niente dialogo. Scorre, lenta, Gorecki dei Lamb, mi concentro più sulla canzone che sui pensieri. Ma poi la musica è sempre beffarda perchè ti apre la strada per ricordi e pensieri in sovrapposizione. Case, luci, viaggetto finito. Poi mi viene somministrata un po' di tv ( negli ultimi tempi sembra quasi una missione, in qualsiasi casa mi trovi, mi fanno vedere la tv). La talpa, chiacchiere, risate e Lucignolo. Ma quant'è maiala Alessia Fabiani? Ma parlano sempre di sesso lì? Ne parlo spesso anch'io eh, però questi di Lucignolo non si regolano. Ho deciso, tento di farmi assumere da loro, così vado a fare i servizi sul sesso in macchina. Del resto, ho una Mini, e la mia esperienza di acrobata della libido, posso metterla a disposizione dei posteri. Sì, mi prendono. Come giornalista sono morboso, mi prendono. Poi si parla di trans, decido che è ora di andare. Freddo-umido, di quello che penetra oltre le ossa. Riparti, GuGu! I Subsonica, con l'appropriata Tutti i miei sbagli, mi fanno compagnia. Mi va ancora di guidare, meno di pensare. Squarci di serenità latente appena sfiorata. Finiscono le brume, gli alberi sono quelli familiari di Piazza M. d. C., i pini, l'aiuola dei cani, la scuola. Casa.
Pensa che ti ripensa non ho concluso un cazzo. Olè!
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venerdì, 19 marzo 2004 |
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NEBBIA, PROUST E NONLOSò
( on the air: Monaco -What do you want from me )
Cala la nebbia sulla Terronia, è di quelle che non sei abituato a vedere, qui nella Capitale. Soprattutto c'è una condensa che prima mi bagnava il vetro mentre tornavo a casa con la suddetta canzone a manetta, in particolare il pezzo finale in crescendo, che mi ispira il rettilineo lanciato. La nebbia si è fatta strada anche nel mio cervello e adesso è un bel casino perchè io non c'ho i fendinebbia nel cervello, avessi preso un cervello full optional, magari non mi lamenterei ora. Invece se uno risparmia, succede che c'è la nebbia e rimane fregato, non si fuga mica così facilmente. Allora aspetto che si diradi, ma ci vorrà tempo, e dovrò stare attento agli alberi che mi troverò davanti.
Cambio della scena.
" E, appena ebbi riconosciuto il sapore del pezzetto di " maddalena " inzuppato nel tiglio che mi dava la zia (pur ignorando sempre e dovendo rimandare a molto più tardi la scoperta della ragione per cui questo ricordo mi rendesse così felice), subito la vecchia casa grigia sulla strada, nella quale era la sua stanza, si adattò come uno scenario di teatro al piccolo padiglione sul giardino, dietro di essa, costruito per i miei genitori (il lato tronco che solo avevo riveduto fin allora); e con la casa la città, la piazza dove mi mandavano prima di colazione, le vie dove andavo in escursione dalla mattina alla sera e con tutti i tempi, le passeggiate che si facevano se il tempo era bello.".
Memoria involontaria, la chiamava Proust. L'odore e il sapore delle madeleine, riscoperti dopo anni, facevano andare l'io narrante indietro nel tempo. Eccosì andando da Blockbuster a prendere un film con la Nanni, trovo le schifezze della foto in alto. Noccioline ricoperte di pastella. Non ne vedevo da anni. Inutile dire che ho subito cacciato fuori un euro e ottanta per comprarle, con lei che mi guardava coi suoi occhioni sgranati, come fossi pazzo. Poi le ho spiegato il motivo. Circa quindici anni fa, terza media o giù di lì, mentre le ragazzine impazzivano per Nick Kamen e io sbavavo per Kim Wilde, ogni sabato all'uscita di scuola, mangiavo i Bliz. Che poi erano quelle stesse noccioline che ho comprato e che sto sgranocchiando anche ora. Di solito ci accompagnavo le cocacoline, sì insomma quelle insane caramelle gommose a forma di bottiglia di cocacola che se le mordi insistemente, ti fanno un male cane ai denti. Comunque mentre assaporavo questa meravigliosa schifezza, mi sono venuti in mente quei sabati in cui si usciva da scuola alle 12,30, mesi caldi, sotto le palme e i pini, che cominciavano a popolarsi di temibili processionarie, io sudato per l'ultima ora di educazione fisica e perchè si correva e ci si buttava addosso il Calippo sulla giacca jeans nuova. Mia madre che approfittava per parlare con le amiche e mi veniva a prendere. I preparativi per i tornei sportivi della scuola, i compiti a casa che inevitabilmente si facevano di domenica, perchè sabato pomeriggio lo si dedicava a via del Corso con l'autobus e la sera si prendeva un filmetto, la pizza e i supplì con G.M. Mi piaceva qualcuna, potevo anche struggermi, ma la vita era certamente più ingenua, bastava soltanto che uno se ne rendesse conto in quel momento. Ma è ovvio che te ne rendi conto dopo. E' bastata una nocciolina con la pastella per farmi balenare tutto ciò. Memoria involontaria. Amabile.
Cambio della scena.
Nebbiasolonebbia, non lo so. Mi sono lavato i denti, basta noccioline. Eppoi non divento neanche Superpippo. Ah!
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giovedì, 18 marzo 2004 |
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MI PIACE COLORARE LE COSE
( on the air: R.E.M. - Bad Day )
Edward Bloom. Il terzo Edward di Tim Burton dopo Edward mani di forbice e Ed Wood. No, caro Tim, non mi hai deluso, confermo che Il pianeta delle scimmie era un incidente di percorso dovuto al mio paragone impietoso con l'originale. Ora Ammula storcerà il nasino, visto il suo quasi disprezzo per Tim, ma non ci posso fare niente, mi piace. Dunque Edward Bloom è un contapalle clamoroso, ma anche no. Insomma lui colora le cose, i fatti incredibili che gli sono successi, e le rende ancora più incredibili. Gli piace da morire raccontare ciò che ha fatto. E lo fa bene. Ecco, Edward Bloom un po' mi somiglia. Io non racconto mai balle, ma mi piace colorare. Magari lui accentua in maniera eccessiva i particolari incredibili, il mio modo è diverso, enfatizzo soltanto. Non mi serve certo di allungare di qualche metro le gambe di una persona alta o dire che due normali gemelle vietnamite sono attaccate per una gamba, quindi se racconto qualcosa cerco soltanto di abbellirla col linguaggio, senza dire bugie però. Credo sia un'arte che non tutti hanno. No, non mi sto mica bullando di ciò, però per certi versi mi sono rivisto in questo personaggio. Io poi quando mi piace un film, m'intrippo con l'immedesimazione, come i bambini di 2 anni. Però se mi piace un film, spesso è proprio perchè colgo qualche riferimento a me. Non è che ce lo devo trovare, evidentemente e semplicemente c'è. Così qualsiasi racconto risulterà interessante per l'ascoltatore o il lettore. Io voglio che sia così. Per farvelo capire prendo un pezzo di un mio post insano e ve lo rendo in versione normale.
Roma. Due mesi più tardi. Abbronzatura svanita, un solo esame andato a buon fine, l'altro fu una debacle, mi fermarono poco prima che picchiassi l'assistente, che per uno strano scherzo del destino mi sarei ritrovato nelle due sessioni successive ( vi assicuro che non era semplice ritrovarlo). Rivedo lei. Comincio a sentirla di nascosto. Compie 16 anni. Cazzo Simò, è un po' più grande. Trovo tutte le scuse possibili per vederla: restituzioni di libri, gelati pomeridiani con la sorella (che non mi vedeva di buon occhio), persino andarla a prendere a scuola (che non era dietro l'angolo) a sorpresa. Ho 20 anni. Regalo di Natale. Si scioglie. Capodanno, è fatta. Per baciarla(con gli East 17 in sottofondo, le piacevano, che devo fà?) ci misi un'eternità, troppo timida lei, troppo coglione io, non lo so. Passarono due mesi e finì. Per la prima e penultima volta nella mia vita pronunciai anche la parolina magica, ma forse ne ignoravo il peso.
Finite le vacanze estive e bocciato da quello stronzo all'esame, la riincontro di nascosto dalla sorella, trovo qualche scusa. Finalmente compie 16 anni, almeno mi illudo che sia più grande, io ne compio 20. Le faccio pure il regalo di Natale e alla fine a Capodanno più o meno ci riesco. Però che palle, per baciarla ci ho messo altri 6 giorni, sarà che ero scemo io e lei era pure timida. Poi mi ha lasciato, e le avevo pure detto "ti amo", pensate che coglione.
Forse se avessi sempre scritto così, che non è scritto male, non avrei destato interesse. Questo vuol dire dare colore. Questo è quello che ho in comune con Edward Bloom ( insieme all'aprire diecimila parentesi mentre racconto le cose, perchè le parentesi sono il succo della vita) . Il bello è che dal vivo io sono superficiale, risulto tale. A volte mi chiedo se davvero sia così. Nessuna risposta. Forse rido troppo, ma non penso sia un male. Forse magari dico troppe stronzate demenziali e tormentoni (io amo i tormentoni) o forse è il fatto che non ho concluso niente di concreto in quasi 30 anni, che mi rende agli occhi di molti una specie di bimbo nullafacente che pensa solo ad uscire e a cercare le donne. O la donna. Non me lo chiedo più, giuro. Vabbenecosì.
E ora vi riferirò soltanto una parte minima di un dialogo tra i soliti Io numero 1 e Io numero 2.
Io numero 2: sei sempre il solito, non cambierai mai, ti conosco fin troppo bene...
Io numero 1: hai ragione...stavolta cara coscienza, è impossibile darti torto. Impossibile.
Sullo schermo indovinate chi c'è? Ancora lui! Il vecchio Roger e la sua cazzo di panca per inversione. I 15mila accessi li ho superati anche grazie agli internauti incriccati alla spasmodica ricerca della panca. Eggià.
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martedì, 16 marzo 2004 |
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SI FACCIA UNA DOMANDA E SI DIA UNA RISPOSTA
( on the air : Nick Cave - Disco 2000 )
Ovvero, quando un giorno, vista l'ora, sta per finire, e un nuovo giorno sta per cominciare. Sì, il prosecchino della signora Patrizia, proprietaria del bar Virgilio, anche noto come bar del sudore, e Marzullo, visto per la prima volta per intero, fanno effetto. Voglio farmi una domanda e rispondermi.
Ataru, come stai? Sto meglio, ma ho perso l'ispirazione. Necessito di sofferenza interiore, alti sentimenti, dubbi atroci e gesti teatrali. In questo momento sto bene, e sono due giorni, al massimo negli ultimi tempi ero stato bene per 24 ore. Il cielo è sereno e c'è qualcuno che mi fa stare bene. Grazie. Però restituiscimi l'ispirazione, bastarda! No perchè poi ridi e ti schiarisci la voce in modo buffo, rido io e tossisco. Ma si può??? Ah, la vernice secondo me è esilarante! Questo è il massimo che riesco a scrivere. Sono quasi basìto. E non è una cosa negativa, al massimo lo è per il mio blog. Per me no. Divertirsi senza pensare a niente, ecco questa è una serata ideale anche se vedi Marzullo e se alla fine è lui a ispirarti il post.
Ho risposto in maniera esauriente. E ora non parlerò di quando alle elementari bucai il pallone di un mio compagnuccio assieme al peggiore della classe, non parlerò della mia prima imprevista esperienza sessuale, nè di quando stavo per morire a Fregene e neanche del fatto che ieri notte ho sentito una presenza sulle mie spalle. Finisco qui. Anzi no, c'è l'oroscopo di Laura Wolf ( sarà mica parente di Paolo Fox?): sagittario: sviluppate le vostre idee. Penso a quali possano essere e glielo faccio sapere, signora Wolf.
Quanto siete miopi?
insano
insano
insano
insano
insano
insano
insano
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lunedì, 15 marzo 2004 |
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Minuetto dovrebbe significare (dal francese menuet o pas menu) piccolo, (passo) minuto: il riferimento è ai passi brevi che costituivano la danza di metro ternario e tempo moderato. Questo ballo sarebbe morto dove era nato se non fosse stato scoperto da un italiano: Giovanni Battista Lulli (Firenze 1632-Parigi 1687). RESTO INCANTATO DAVANTI A VISIONI CELESTIALI.
Minuetti e novità
( on the air: Subsonica - Non chiedermi niente )
Un altro amico se ne va via. Due anni in America. L'ennesimo che si perde per strada. Il destino fa allontanare tutte le persone che mi stavano accanto fino a qualche anno fa. Si va avanti, no problem. Però è un peccato. Dalle notizie un po' così, alle notizie buone. Nanni76 e Aikon sono finalmente venute ad abitare vicino casa mia. E io starò sempre a rompergli le palle. Come stasera...Le serate di Ataru e Nanni. Arrivo alle 10, si lotta col caffè impazzito, con lo spremiagrumi chiuso male e con la birra che non si apre fino a che non uso i denti perchè con l'accendino non sono capace. Prendiamo un film? Tutti chiusi i noleggiatori malefici, passo a casa mia a prenderne uno (l'immortale copia di Vacanze di natale dell'83). Aikon va a dormire quando ci accorgiamo che la Nanni ha sbagliato a prendere il videoregistratore nel trasloco e ha preso quello rotto. E' il momento delle idee geniali. Nanni si cambia, usciamo e andiamo alla ricerca delle Skorie Industriali . Colpo di culo e troviamo il posto. E' aperto da un bel po' e io non sapevo esistesse. Sta pure vicino. E' un cyberpunk pub. Troviamo pure una ragazza un po' insana che si è portata un gatto, il quale si stava pure rompendo un po' le palle, poveraccio. Atmosfera underground. Musiche, il meglio del meglio: Cure, Joy Division, Alberto Camerini, Billy Idol, Pulp, Bauhaus, CCCP, Fugazi, Placebo etc etc. E beviamo prima un interceptor, poi una Du demon, brilli che è un piacere! Tra un Fonzies e l'altro, torneo di Paroliere (ho vinto ioo!), brindisi alla nuova casa e alla nuova vita e risate a manetta. Troppo bella, nel tunnel, la mostra di bambole morte in cartapesta in stile film di Tim Burton. E gli accessori fetish, che proponevamo l'uno all'altra...ecco, sono stato bene e quindi racconto la serata. E poi in giro brilli. Era un po' di tempo che non mi divertivo così. Doveva essere una serata casalinga senza pretese e invece, come spesso succede, è uscita fuori una gran serata. Bene così, ci voleva. Mi sento scemo, di solito scrivo cose un po' più elaborate, ma stasera va così e sono pure contento. E ancora un po' brillo. Inutile dire, che la Nanni è stata fondamentale nella riuscita della serata! Allora ti ho sviolinata abbastanza? Vabbè ti mando pure un bacio va! Ma pure più di uno!
Visionato il film di Verdone - L'amore è eterno, finchè dura | |