MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentaquattrenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Ataru: le immagini
Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
> perdere
> parecchi tipi di carne
> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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venerdì, 30 aprile 2004

IL VERO MAESTRO E' LUI...

( on the air : Ska-P - Mestizaje )

Molti di voi indegnamente mi chiamano maestro Ataru. E' giunto il momento di fare vedere chi è il vero maestro. Colui al quale molto indegnamente mi ispiro talvolta per i miei nonsense. E' giusto citare le fonti, parlare delle acque insomma. Acque minerali, vegetali e animali. Ma nel regno vegetale c'è forse il re minestrone? E se comprende i fagioli si dà forse delle arie? No, io ora cito, magari dopo tarzano e più tardi jane. Jane Fonda indossa una maglietta della Fila mentre mangia le sottilette? Ma esistono anche le spessette? E la provola è un formaggio intraprendente. Ok questo è ciò che ho elucubrato io in una decina di minuti. Ora gustatevi il maestro, quello vero:

"Sono molto contento di essere Qui", come disse il nipotino di Paperone.

La salma e' la virtu' dei morti.

Non portare mai la tua donna alla baia dei Porci. Lei capira'.

La prima volta che ho visto un piatto di spaghetti, pensavo fosse una versione impegnativa dello shangai.

Cosa direbbe Freud se fosse ancora vivo? Beh'... Come sono ben longevo!

Il formaggio con le pere e' femmina ?

Mettemmo avanti le lancette dell'orologio. Cosi', per ingannare il tempo…

Quel mattino il sole era alto e i sette nani invidiosissimi come al solito; e non solo del sole, ma anche dei venti perche' erano piu' di loro.

A scuola mi insegnavano che il pesce ombrello non sarebbe mai uscito col tempo bello e dicevano anche che le foche esistenti sulla terra erano di due tipi: foche buone e foche cattive (solo che le cattive erano anche ripiene e le chiamavano focacce).

Passarono dal triangolo delle Bermude (l'unico luogo dove scompaiono i pantaloncini corti).

"Prepariamoci un arrosto cardiaco". "Dobbiamo prima trovare un bue infartuato".

"Basta con questa vita, voglio farmi una famiglia". "Esagerato... fatti solo la piu' carina di tutta la famiglia".

Il mio futuro? Beh... guardo nella mia palla di vetro e dico: Toh! Ho un testicolo artificiale!

Casa Dolce Casa, e' solo un proverbio oppure e' una rivista di Arredamento Pasticceria Arredamento?

Quando un delfino arriva a riva significa che arriva quando gli pare o che si avvicina alla spiaggia?

Basta! Chi s'e' visto s'e' visto, io mi sono rotto! Disse lo specchio appena schiantatosi a terra.

Un giorno decise di suicidarsi: si mise la camicetta di quando aveva quattro anni e allacciò il bottone del colletto.

Chi mi dice a me che, dopo l'ultima cena, Cristo non abbia più cenato, ma sia vissuto solo pranzando o facendo brevi spuntini?

I gelatai avevano smesso di fare i gelati perché ormai non c'era più nessun gusto.

"Preferisci i cioccolatini o le caramelle?". "Beh, scarterei le caramelle…".

E la madre gli disse: "Non essere ingenuo, non credere a tutto quello che ti dicono; sappi che il miglio non è l' unità di misura dei canarini, che i malati di mente vanno pazzi per certe caramelle, che Pino Daniele è il nome proprio di un albero e che fa diesis non è musica ma matematica, e cioè la somma di cinques più cinques! Abbi fiducia in te stesso! Applicati ma non inchiodarti".

Il tempo vola e noi no. Strano sarebbe se noi volassimo e il tempo no, il cielo sarebbe pieno di uomini con l'orologio fermo.

Alessandro Bergonzoni




elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 30, 2004 04:45 // commenti (12)
giovedì, 29 aprile 2004

CORRI ROBY, CORRI!

( on the air: Gianna Nannini/Edoardo Bennato - Un'estate italiana )

Avevo 13 anni e collezionavo figurine Panini. Lui, riccio,capelli lunghi, sfigato come pochi per via delle ginocchia fragili, era il talento emergente della Fiorentina, arrivato dal Vicenza. Roberto Baggio. Poi passò alla Juve. Io la Juve la odiavo, ma non riuscivo a odiare un giocatore del genere. Italia '90. Sbavavo dietro a mia cugina e intanto vedevo i mondiali. Lui fenomenale, Schillaci, il principe Giannini, Azeglio Vicini, quelle partite viste in compagnia del mio ex amichetto oppure a casa di mia nonna o semplicemente a casa mia. Quella semifinale bastarda in cui Zenga e Ferri ci misero del loro per regalare a Caniggia e Maradona, la finale contro la Germania. Che odio contro l'Argentina. Ci pensò Brehme a mettere le cose apposto. Stati Uniti, 1994. L'università appena cominciata, le vacanze che incombevano, le cotte per cercarsi una ragazza che andasse bene. Arrigo Sacchi e le sue cervellotiche scelte non fermarono Roby, campione vero, fino a quei dannati rigori a Pasadena contro il Brasile. Nel '96, Arrigo umiltè, gli preferì quell'altro grande artista che è Zola. Ma avrebbe dovuto portare anche Roby in Inghilterra. Infatti andò di merda. Erano gli anni della commerciale in discoteca, delle scelte universitarie che cominciavano già a scricchiolare. E intanto lui cambiava maglia: Milan, Bologna, Inter. Nel 1998 in Francia. Litigate pesanti avevano preceduto quel mondiale, si andava strutturando quello che poi sarebbe stato il mio presente, ma era ancora futuro, tagliavo però una parte del mio passato. E Roby riindossava la maglia azzurra. La sua unica maglia. Peccato che Cesarone si cagava sotto a escludere Del Piero e si cagava sotto genericamente anche se giocava contro la nazionale delle isole Vanuatu. Lo mise quando già era tardi. Eppure stavolta contro la Francia, il rigore lo segnò. Ma non bastò. Nel 2000 in Belgio e Olanda, quell'altro grande portiere, ma di certo non allenatore che è Zoff, lo lasciò di nuovo a casa. Giocammo comunque in maniera decente con un po' di culo. Era ormai il mio quasi-presente. Si avvicinava la scelta giornalistica ed ero innamorato di colei che non si sarebbe mai innamorata di me. Giappone e Corea del Sud, 2002. Trapattoni forse, visto che gli si squilibrava la squadra e lo spogliatoio, penso che non fosse opportuno chiamarlo. Ce la siamo presa con Byron Moreno, ma chissà se fosse entrato lui a un certo punto... E intanto giocava nel Brescia. E io ero quasi quello che sono ora. Oggi è tornato in maglia azzurra a trentasette anni, capelli ormai brizzolati e solito divin codino, con la speranza che il Trap si ricordi di lui e lo porti a Lisbona. Oggi ero incollato allo schermo per vedere l'inno di Mameli e i suoi occhi lucidi e Genova per lui. Non ha segnato, ma ha giocato benino. C'è chi lo odia perchè è buddista, chi perchè va a caccia, chi perchè non è mai stato davvero protagonista in nessuna delle squadre in cui ha giocato. Non è vero niente. Eppoi lui è un giocatore della Nazionale italiana. E basta. E Pizzul diceva DINOROBERTODINOROBERTO BAGGIO, e c'è gol! Se smetti mi levi un pezzo di giovinezza, bastardo! Ma intanto continua a correre, Roby, sogna ancora che magari agli Europei ci arrivi. E scrivi un altro capitolo. Io cercherò di fare altrettanto.

Cheppoi strana giornata dei ricordi calcistici: ieri sono stato in contatto seppur telefonico, col mitico barone Nils Liedholm, un pezzo di storia della Roma e non. Bello sentirlo ancora lucido ottantaduenne a parlare di Milan - Roma. Mi scuso per la calcistica digressione, avevo promesso di non parlare di calcio qui, già che per lavoro ne parlo troppo, ma qui si va oltre il calcio, questa è vita. Eterno divenire di ROBYBAGGIO,  personaggio inquieto ma quieto, forse è per questo che mi ci riconosco un po'.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 29, 2004 02:51 // commenti (21)
mercoledì, 28 aprile 2004

SANO/INSANO DELIRIO

 ( on the air :Vasco Rossi - Senorita )

Serata casalinga allietata per fortuna dalla cara Lunaticaforever, che mi ha riattivato un po' di buonumore altrimenti perso. Poi, dopo la soffiata della Dolce Acida, a fine serata sono anche intervenuto a Dietro le quinte su Radio2, simpaticamente detto dietrolaquinta, in quanto condotto da Selvaggia Lucarelli, che di quinta se ne intende (oh del resto stava scritto pure sul suo blog). Puntata sulla comicità, ho buttato un po' di merda su Mammucari che mi sta sulle palle, e sui comici attuali tipo Zelig, che non mi fanno ridere per niente (vedi anche post apposito). Avrei voluto dire pure qualcosa su Gene Gnocchi ma non ho fatto in tempo. Oh Selvaggia, già che faccio radio da un paio d'anni, che non è tanto ma manco poco, ti consiglio di migliorare un po' i tempi!  Cosa non si fa per passare la serata...

Resta comunque il fatto che oggi o ieri se volete, mi sarei sparato, anzi meglio sputato addosso per la fantastica giornata neurovegetativa che ho trascorso. Roba che la mia Opuntia finta, mi guardava come se io fossi inespressivo e farselo dire da una pianta grassa finta, secondo me è grave. Fasi di fine aprile, sfasamenti pericolosi, però la mozzarella stasera era buonissima. Le voci intorno dicono " Datti da fare, datti da fare ", sapete quelle voci che non si sa da dove vengono? Un classico anche nei film, un misto di voci maschili e femminili...io rispondo con la mia voce molto chiara: " Fatevi i cazzi vostri , fatevi i cazzi vostri! ". Cheppoi dico io....silenzio....meglio non dire. Ecco sì metto un bel silenziatore alle corde vocali, così chi vuole capire il labiale lo capisce e chi non lo capisce s'attacca. Signori miei, vi presento la chiarezza. Non risiede in questo post, è desiderata altrove. Ma c'è. Tranquilli che c'è. In radio da noi c'è un turco alto, io l'ho chiamato il Granturco, poi ho visto dei comodini piuttosto scomodi e li ho chiamati scomodini, la mia lucidità è riassunta in  queste due battute, di cui a torto, mi vanto da giorni e giorni. Gesta eroiche mi attendono nei prossimi giorni, non si sa bene cosa, però suonava bene e l'ho scritto. Ora basta allungare il brodo, manco fosse Natale e aggiungessimo i tortellini, anzi i cappelletti. Va così, ho bevuto il chinotto, buono il chinotto, però ora ho di nuovo sete, mi lavo i denti sperando di non buttare il vecchio dente in movimento e bevo tutto l'aisberg del Titanic che sta sul  mio comodino. Che assolutamente non è uno scomodino.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 28, 2004 02:43 // commenti (40)
martedì, 27 aprile 2004

Caro Blog.....

( on the air: Nina Persson - Frequent Flyer )

Caro blog, ci sono le anatre sul Tevere. E tra l'altro il nostro biondo fiume ha superato il livello di guardia, finirà che non andrò più in discoteca sulla mia barca preferita. E invece delle tope incontrerò le pantegane. Che gioia.

Caro blog, qua tra un po' ci fanno saltare in aria. Grazie amici islamici, grazie amico Bush, grazie amici del Polo e dell'Ulivo, grazie amici pacifisti che fate le manifestazioni. Andatevene tutti a cagare.  Che gioia.

Caro blog, prima in bagno stavo tentando di staccarmi il dente devitalizzato alcuni anni fa, ormai si muove di brutto,la sensazione è quella di quando cadevano i dentini da latte, solo che questo c'ha la radice di un pino. E fa pure un po' male. Che gioia.

Caro blog, mia nonna è uscita dall'ospedale due giorni fa, ieri s'è rotta il femore e oggi è rientrata in ospedale. Che gioia.

Caro blog, non ho il coraggio di guardare il saldo del mio conto corrente. Ho paura che sia stato sospeso per eccesso di ribasso, tipo le azioni della Roma in crisi economica. Che gioia.

Caro blog, devo rielaborare settanta articoli per prendermi sto cazzo di tesserino da pubblicista e non mi va di scriverli, sarà il caso di darsi una mossa. Che gioia.

Caro blog, devo cambiare le gomme della macchina, visto che sul bagnato, negli ultimi tre giorni sono andato lungo ben quattro volte di cui una stavo per fare un frontale con un' Opel Corsa e un'altra ho spaventato un pedone sulle strisce. Che gioia.

Caro blog, devo evitare di mandare messaggi sui cellulari, perchè in certi casi fortuiti, sono controproducenti. Vabbè, la prossima volta risparmio i dieci centesimi. Che gioia.

Caro blog, non mi sto lamentando, però questo cazzo di lunedì per fortuna è finito. E che gioia lo dico sul serio. Visto che hanno escluso il Baffo dalla Fattoria per una bestemmia, cercherò di limitare i miei slanci ed eviterò di scrivere il P.... D.., ma consideralo pensato e detto.

Caro blog, mi hai pure un po' rotto i coglioni.

Cito un Venditti anni ottanta: che ti succede amico estetico, rincoglionirsi non conviene...



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 27, 2004 03:11 // commenti (22)
domenica, 25 aprile 2004

KILL BILL VOLUME 2

( on the air: Shivaree - Goodnight Moon )

Sì eccomi. Che poi l'ho visto venerdì. Dio mi ha anticipato il post.

Quentin Tarantino non mi ha affatto deluso. In un computo totale, i due film insieme possono essere considerati un unico capolavoro. Se vogliamo vederli divisi, di certo molti preferiranno il primo. Più azione, meno dialoghi. Ma sappiamo bene che i dialoghi di Quentin sono spettacolari. Forse però stavolta non sono all'altezza di quelli di Pulp Fiction, che resta il capolavoro per eccellenza. Il film inizia in bianco e nero con Uma Thurman " i 'm gonna kill...Bill! ". E prosegue anche in bianco e nero, spiegandoci per filo e per segno la storia del matrimonio della protagonista. Godibilissimo il cameo di Samuel L. Jackson, nei panni dell'organista Rufus. Poi le presentazioni di Bill e Budd, fino al rischio-morte ( l'ennesimo ) della Sposa. E' a quel punto che arriva il capolavoro. La scena col maestro Pai Mei. Un vecchietto cinese, che a quanto ci dice Bill, ha settecento anni. Cambia completamente scenario e cambiano i colori del film: non so se qualcuno ricorda i filmacci di kung fu che davano sulle tv private di mattina. Io ricordo che quando non andavo a scuola ogni tanto mi capitava di dare un'occhiata a quei film. Colori sul verdino, scenari tipicamente cinesi, mosse comiche e il maestro che soddisfatto, si sposta la lunga barba. Risate del pubblico e trionfo del geniale pasticciatore. Non voglio togliervi il gusto, dunque non descriverò molte cose, però il duello con Daryl Hannah non è all'altezza di quello epico e più carismatico con Lucy Liu, che raggiungeva livelli eccelsi di patinato kitsch giapponese. E' più paragonabile a quello interlocutorio con Vivica Fox ( la prima avversaria nel primo volume). Nè troverete una scena come quella degli 88 folli, anche se durante l'allenamento con Pai Mei ritroviamo i giochi di ombre del primo. Poi c'è Bill. Di certo il personaggio filosoficamente migliore. E dunque il più tarantiniano. Violento, intelligente, affascinante. Non vedevo David Carradine in un film da non so quanto tempo. Dopo questo film, credo che lo rivedremo spesso. Killer vagabondo, che suona una specie di flauto, racconta storie, insegna la crudeltà alla sua bimba, in maniera semplice ma sconcertante, quasi fosse tutto normale. E innamorato di B****** (non dico il nome della Sposa, tanto lo scoprirete. Rispetto i geniali bip di Tarantino e un piccolo esilarante flashback scolastico ). Splendido monologo di Bill, quello su Superman: tutti gli altri supereroi, Batman, Spiderman, hanno bisogno di indossare una tuta per diventare supereroi, hanno una loro identità umana. Superman è il contrario. Lui è nato Superman e si nasconde nei panni di Clark Kent. Bill usa la metafora per criticare la Sposa e più in generale, l'essere umano, spesso costretto a indossare panni che non gli si addicono. Lei è nata killer. Ma voleva rifarsi una vita, una vita tranquilla. Bill la costringe ad ammettere che presto sarebbe tornata killer. C'è, e questo sorprenderà i fan di Quentin, molto amore in questo film. In certi punti risulta quasi smielato, naturalmente per i fans. Ma anche in questo ritengo che il regista sia stato bravo. E' esattamente quello che non ti aspetti da lui. Non vi svelo ovviamente il finale, ma come è logico, vedremo un altro duello. Neanche questo epico. Anzi, tutt'altro.

Copincollo da tempimoderni.com: E’ interessante, ad esempio, notare come qui riaffiori il gusto di Tarantino per la divagazione: la più memorabile è certamente quella che Bill fa sulle particolarità di Superman, in parte ispirata alle osservazioni di Jules Feiffer nel suo libro “The Great Comic Book Heroes”. Allo stesso modo, abbondano nuovamente i riferimenti – nelle immagini come nella colonna sonora - a molto cinema di genere del passato: si va da “Sepolto vivo” (1962) di Roger Corman a “Cinque dita di violenza” (1973) di Cheng Chang Ho, da “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966) di Sergio Leone a “Lo strano vizio della signora Wardh” (1971) di Sergio Martino (il cui tema musicale compare nella sequenza del colloquio fra Bill e Budd). Torniamo a ripeterlo, non si tratta di mero citazionismo: Tarantino è, oggi, l’unico cineasta capace di rendere organico ad una pellicola un simile sistema segnico, di integrarlo nel tessuto narrativo senza farlo parere un eterogeneo patchwork.

Bella definizione quella dell'eterogeneo patchwork. Di quelle che rosichi perchè non l'hai scritta tu. Ma giuro che volevo scriverla! Bella anche la sigla finale. I titoli scorrono con grafica anni 50, mentre Uma va in macchina, una macchina anni 50 e in sottofondo va, a sorpresa "Goodnight Moon" di Shivaree. Canzone che ho subito rivalutato. Potere di Quentin. Che mi ha di nuovo sorpreso, dopo che nel volume uno, aveva inserito "Don't let me be misunderstood", pezzo dance anni 70 dei Santa Esmeralda (vedi post su volume 1), durante il duello con O Ren Ishi. E non dimentichiamo il gadget! La fascetta per il polso griffata Kill Bill! In finale comunque la divisione in due, fa perdere un pochino di fascino al film, so che quattro ore sono pesanti, ma chi ha avuto la possibilità di vedere i due film insieme, sa cosa intendo. Ecco Ataru che fa una recensione seria. Credo sia la prima volta. Non ho proprio un cazzo da scrivere. :)



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 25, 2004 14:15 // commenti (31)
venerdì, 23 aprile 2004

INQUIETANTE COINCIDENZA

( on the air: New Order - True Faith )

Torno. E torno perchè ieri sera, mentre mi aggiravo per Roma, sono capitato nei pressi della Domus Aurea, già residenza dell' imperatore piromane Nerone. Voi mi direte: embè? Io non ci ero mai passato davanti, non sapevo bene dove si trovasse, neanche avevo mai visto una foto, o almeno non ci avevo mai fatto troppo caso. Eppure quando me la sono trovata davanti ho avuto una strana sensazione. Quel posto lo avevo sognato qualche tempo fa. Avevo dimenticato quel sogno, poi io sono scettico per natura, se non vedo non credo. Non ricordo cosa stessi facendo, ricordo che c'erano delle macchine e che quella per me era una specie di università. Le stesse scale, gli stessi alberi, lo stesso cancello. Ma che vorrà dire? Che un giorno brucerò tutto? Che tornerò all'università per completare i miei maledetti studi alla Domus Aurea? Che sono pazzo? O che in una vita passata ero Nerone? E avevo la macchina ai tempi degli antichi romani? Cazzarola, mi sento Maicolgeifocs in "Ritorno al futuro", basta che poi non mi viene il Parkinson. E qui mi gratto. La serata è pure andata avanti all'insegna del delirio, parlando di foche al reparto filatelia del Palazzo delle poste con Kamallo, con la neopatentata Majabyss al volante, impaurita dalla frizione, con i Prodigy cantati dal mio cuginetto, che più che altro sembrava un videogioco tipo PacMan andato a male. Caro Nerone, da ieri ti sento più vicino. A proposito di monumenti. Stamattina,dopo la follia dei vigili urbani che hanno intrappolato il traffico intorno al Vaticano perchè l'ideona geniale di riasfaltare la strada, può venirti giustamente alle 11 di mattina ( prometto che non mi alzerò più così presto, per non vedere queste scene e che tornerò a votare alle prossime elezioni comunali per far cadere Veltroni)...insomma dopo queste fantastiche scene e circa 4o minuti di giri inutili a cercare parcheggio, che a un certo punto ho visto gli operai che mi hanno preso il tempo con la bandiera a scacchi ed erano pronti col cambio delle gomme, mi sono lietamente recato a fare una passeggiata con la Nanni. In mezzo ai turisti giapponesi e non...a un certo punto un tipo va incontro a due giapponesine e dice qualcosa come: "Pizza, spaghetti, food". Lì mi rendo conto, per l'ennesima volta, che io non sarò mai turista a Roma. E forse un po' mi dispiace. Non proverò mai questa sensazione, a meno che non perda la memoria e ricominci da capo magari andando prima a vivere a Ronco Bilaccio o a Skopje o chissaddove. La passeggiata è stata anche un po' nevrotica, poi il caldo appiccicoso tipico del quasimaggio a via Cola di Rienzo non era per niente piacevole. Spariscono pure dieci euri alla Nanni. Rimando il prossimo post a stanotte, quando vi parlerò dell'evento: Kill Bill volume 2. Saluti da Nerone.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 23, 2004 18:20 // commenti (30)
giovedì, 22 aprile 2004

LATITANZA

( on the air: Motel Connection -Dreamer )

Il mio cervello latita. Non che normalmente sia un pozzo di scienza, ma in questo momento latita del tutto. E infatti sto risparmiando quasi tutti voi dai miei commenti, ho poca voglia di girare per blogz. Ho delle cose importanti da fare e non mi va. Chiedo a colui o colei che ha il telecomando che mi controlla, di cambiare quelle fottute Duracell. E' evidente che sono scariche. Di solito rimando le cose a data da destinarsi, ora mi disturba pensare anche alla data da destinarsi. Stanotte ero lì sotto casa a guardare Venere e gli altri puntini fermi nel cielo e mi accendevo l'ennesima sigaretta, poco convinto di tornare a casa. Avrei voluto girare per Roma, chiamare gente che sapevo sveglia, bere qualcosa che mi svegliasse o mi addormentasse, non ho fatto niente di tutto questo. Sono tornato qui a scrivere che non ho voglia di scrivere. E via di nuovo a fare le cinque cazzeggiando qua e là tra internet e l'altro schermo. C'è qualcosa che non quadra nella mia latitanza. Eppoi non avendo voglia di far niente, non dovrei avere neanche voglia di latitare. Sintesi dell'ovvio. Corsi e ricorsi, non è la prima volta che qui parlo di apatia. E oggi, qui, non si ride, non si piange, si sta in silenzio con l'occhio vitreo. Sbadiglio. Pubblica post.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 22, 2004 01:25 // commenti (13)
martedì, 20 aprile 2004

DELLA PESANTEZZA CON LE DONNE

( on the air: Articolo 31 - Domani )

" Ilaria, mi sa che mi piaci un casino. Vorrei vedere se è vero. Vorrei vivermela. Punto. "

( Fabio Volo, E' una vita che ti aspetto )

Arriva un certo punto nella vita in cui devi imparare dalle esperienze precedenti. Ecco, io ormai mi sono ripromesso di cambiare e forse posso dire di esservi riuscito. C'era una volta Ataru, noioso personaggio che si ingelosiva per ogni minima cazzata, che soffriva per questo, a volte in silenzio, a volte urlando in faccia alla lei di turno ciò che pensava di qualsiasi altro essere di sesso maschile che ronzasse intorno alla suddetta lei. A volte la paranoia c'era anche semplicemente con la lei che frequentavo senza neanche averla sfiorata con le labbra all'angolo della bocca. Però l'egocentrico si sentiva colpito da ogni piccolo affronto subìto. Il modo migliore per farle scappare. Perchè un po' di gelosia va bene, ma essere pesante come un brasato con la peperonata non giova decisamente alla serenità del rapporto. Ricordo, anche se una tantum, urla inumane al telefono, poi ore a rimuginare su questo e quello, sul tono di voce diverso, sulla preposizione articolata messa in modo da stranirmi la giornata. E giù pippe mentali, discorsi con amici sempre più scoglionati, per poi far finire tutto in una bolla di sapone, tipo quelle che hanno il contenitore col tappo con la pallina di piombo dentro. A un certo punto ho capito non solo che sbagliavo, fin lì c'ero sempre arrivato, ma che potevo correggermi. Che certo non era facile, ma se davvero tenevo a ciò che volevo, dovevo cambiare. Il mio problema era la possessività. Ora non posso dire certo che tutto ad un tratto lo abbia eliminato, però l'ho asfissiato. E lasciatemi esserne fiero. Un po' come il fatto di sbroccare immediatamente per una ragazza tipo che Cupìdo ti scocca una freccia direttamente nei neuroni e ti rincoglionisce come un orsacchiotto molliccio con gli occhi a forma di cuore. Bello sì, ma largamente controproducente. Soprattutto se lei non la pensa affatto come te. Magari le piaci, ma se la soffochi hai chiuso. Ora io sto dicendo cose ovvie, ma nessuno di noi è immune da certe vaccate. Io ora mi sento più disteso. Non più sicuro, quello no, ma più disteso sì. E anche aspettare non mi pesa più. Beninteso che aspettare non significa subire decisioni altrui, ma soltanto farlo essendo se stessi.

" Anche tu mi piaci un casino e vorrei vedere se è vero. Viviamola. Punto. "

( Fabio Volo, E' una vita che ti aspetto )



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 20, 2004 03:06 // commenti (39)
lunedì, 19 aprile 2004

STANOTTE, GUARDANDO UNA STRADA

( on the air: Social Distortion - Tainted Love )

Aria ferma. Umida. Per terra è bagnato. Gocce di pioggia hanno inumidito l'asfalto. Cammino senza badare ad altri particolari, sto solo pensando. E quando penso mi perdo. Va via un'altra sigaretta, di quelle che fumi meccanicamente, in realtà le sigarette che fumi di gusto in una giornata sono a malapena tre. Le altre le fumi perchè la mano apre il pacchetto, porta alla bocca il tabacco e lo accende. Sovrappensiero, passo per strade che conosco bene, va via una nuvola di fumo, un gatto si avvicina, lo chiamo, ma scappa. L'aria è ferma e i pensieri si accavallano, pensieri di ogni tipo. Pensare troppo fa male. Poi escono fuori i grandiosi nonsense, quelli che guardi per terra, vedi un sasso e pensi che se parlasse, racconterebbe da dove viene e quante persone lo hanno preso a calci, magari ti direbbe anche la sua composizione chimica, anche se si annoierebbe a farlo. Te ne freghi di quello che succede intorno, passi dalla prima alla terza persona parlando di te stesso, io ora uso addirittura la seconda. Ansia, felicità, angoscia, risate. E capita che sia notte, che nessuno ti veda e che tu rida da solo pensando a cosa è stato, a cosa sarà. Forse speri che il silenzio sia interrotto dal cellulare che squilla, ma non squillando, controlli l'ora, va indietro di tre minuti netti, puoi rimetterlo quanto ti pare, ma tanto dopo un po' rivà indietro di treminutitrè. Allora scorri i messaggi, quelli belli, quelli che hai tenuto, magari da due anni, fino a due giorni fa. A me, se manovro il cellulare mentre cammino, viene mal di stomaco. Si affaccia il maldistomaco, ripongo il cellulare nella tasca della giacca a vento. La sigaretta cade a terra, ormai finita. La strada è lì e io non so dove voglio arrivare, esattamente come non sapevo dove volevo arrivare quando di getto è uscito fuori questo post, una parola dietro l'altra, senza pensare. Forse perchè ho già pensato abbastanza.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 19, 2004 03:25 // commenti (13)
domenica, 18 aprile 2004

DA OGGI LA FORTUNA MI ARRIDERA'

( on the air: Nena - 99 Red Balloons )

Sì, ne sono certo. Scendo dalla macchina del mio amico ( che ringrazio per la maglietta di Dracula originale rumena ) per tornare a casa, tronfio con le mie scarpette nuove Adidas Samba versione giamaicana comprate a Riccione manco una settimana fa, scendo in mezzo alla strada e pesto un'enorme cagata di cane ( se l'avessi pestata con entrambe le scarpe avrei avuto dieci centimetri di tacco ). Posto che auguro al padrone di trovarsi in una vasca di merda e non riuscire a districarsi mai più, a questo punto la mia vita girerà di colpo. Si sa che porta fortuna. Ricordo quella volta più di dieci anni fa quando a Parigi, con le Tod's ( che non so se avete presente come sono fatte sotto ), acciaccai qualcosa di ripugnante. Probabilmente però il teorema della fortuna si doveva realizzare in Francia, e io dovevo tornare. Certo mi è capitato molte altre volte, soprattutto qui sotto casa mia, dove bisogna essere Alberto Tomba al top della forma nei suoi anni d'oro, per fare lo slalom gigante tra le cacche di cane, ma stavolta voglio credere che tutto cambierà. Che in breve diverrò ricco e famoso e conquisterò il cuore di mille fanciulle. Ah poi visto che ero silenzioso nei giorni passati, volevo dire che ho visto A/R Andata+Ritorno, e anche se la regia di Marco Ponti mi ha convinto, la storia mi ha un po' deluso ( soprattutto il secondo tempo ). Non ho trovato ciò che mi rapiva in Santamaradona. Vi consiglio di andare a vedere Secret Window con Johnny Depp, davvero niente male. In attesa del post che sarà ovviamente dedicato a Kill Bill volume II, che a quanto si dice, è un capolavoro...mi frego le mani caro, geniale Quentin. Ringrazio chi a suo modo ha testimoniato nel mio mutismo, mutismo che si è rotto a causa di una tonnellata di popò di cagnoluccio ( ma aveva mangiato un bove? ). Sì, ora ne sono convinto, la mia vita può cambiare solo in meglio. Anche Aldino, il mio pupazzo pieno di spilli insanguinati, ha detto che le cose stanno così. Aldino mi ha anche chiesto chi è che si è inventato sta cazzata che pestare la cacchina porta fortuna. Io gli ho risposto che doveva essere uno che aveva una vita di merda.

Io numero 1: ma insomma secondo te come sto?

Io numero 2: stai bene, non è cambiato niente...

Io numero 1: mah temo che qualcosa possa essere cambiato...

Io numero 2: tu aspetta, le carte sono in tavola, giochi a carte scoperte.

Io numero 1: basta che non pesco la merda secca, già che siamo in tema...

Io numero 2: hai sempre voglia di scherzare eh? La verità è che ci sono quattro ii, noi due e altri due, e abbiamo tutti paura che si rompa il giocattolo.

Io numero 1: cazzo, questo è un cubo di Rubik...

Io numero 2: se non sei mai riuscito a risolverlo, questo è il momento. Ti do una mano...

Io numero 1: sì ma questa è l'ultima volta che ne parliamo nel blog, ok?

Io numero 2: provo a crederti e ti dico ok.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 18, 2004 03:17 // commenti (19)
sabato, 17 aprile 2004

INCOMUNICABILITA'

( on the air: Verdena - Luna )

Non mi va di scrivere, non mi va di comunicare via internet e non ho neanche molta voglia di parlare in generale. Dipendesse da me in questo momento chiuderei il blog. Ma non pensate che ci siano sotto motivi particolari, nè che mi giri male, semplicemente non mi va. Tanto la cosa passa esattamente come è venuta. Saluti.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 17, 2004 14:45 // commenti (7)
venerdì, 16 aprile 2004

PAGINA BIANCA

( on the air: il mio telefono....

...a volte il silenzio spiega più di tante altre cose...e per oggi ho parlato anche troppo )

 

 

 

 



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 16, 2004 03:11 // commenti (20)
giovedì, 15 aprile 2004

UNA GIORNATA PERFETTA

( on the air: David Bowie - Heroes )

Quasi perfetta, via! Io sono un grande fan di Maison Ikkoku ( Cara dolce Kyoko ), scoprire che a due persone vengono i brividi a parlare dell'ultimo episodio, vedere nello stesso momento la stessa scena, andare solo nei posti che ti piacciono e non sforzarti a dirne altri perchè tanto sono gli stessi. Impiccare un bicchiere col filo di nylon, parlare dell'infanzia guardando Roma di notte, ridere davanti a un dolcetto di cocco che dentro c'è la noce, il lavoro non pesa, l'aglio tutto a me nel piatto, pane e nutella, io non vado a Barcellona, sì ci vado, ma ci andiamo? Farsi cucinare il pollo sotto gli occhi, dal cinese con la cappa più grande del mondo, guardare foto che sputtanano di brutto, fumare una sigaretta con le mani fredde, mentre Roma pulsa lentamente e la si guarda dal punto più alto.

Come in un film, due parcheggiatori parlano e dicono che hanno ammazzato uno degli italiani rapiti in Iraq. Questa giornata era un film. Anche nella sua triste quasiconclusione.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 15, 2004 01:50 // commenti (17)
mercoledì, 14 aprile 2004

ciao ricercatori di google, la dritta di oggi tutta per voi è la seguente: mi cercate per la colonna sonora della pubblicità della lancia ypsilon: Muse - Time is running out...siete pure un po' ignoranti a non conoscerla!

mah!

( on the air: Caparezza - Vengo dalla luna )

Che poi dico io, s'è rotta la macchinetta fotografica e forse mi sono giocato il rullino di Rimini, porca puttana. La serata è descritta da Dio , Nanni76 e Fiorereciso, evito di riproporre lo stesso post. Ora vi dirò che in un esagono regolare ci sono sei lati, che il cavallo bianco di Napoleone era effettivamente bianco, che il mio pc è in questo momento acceso, che se qualcosa cade ( tipo la mia macchinetta ) finisce per terra, che Ataru ha la mente appannata e sa il perchè. Tutte cose ovvie, non ovvie, o vvie traverse, poi ci arrivi. Arrivi al punto di non ritorno e mica fai biglietti, non paghi, meglio non scriverlo che poi mi arrestano. Ma arrestarmi adesso sta per fermarmi? No, io non mi fermo, continuo. E non torno sulle decisioni già prese. Prese elettriche, attenzione alla scossa che fa venire i capelli dritti, ma qualcuno ha mai avuto i capelli storti? Nel senso di capelli ubriachi? Forse lavandoli con la birra, si ottiene l'effetto desiderato. Il desiderio inespresso, anzi espresso, ma non ancora esaudito. Esaurito. Io. Però sto bene.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 14, 2004 02:30 // commenti (22)
martedì, 13 aprile 2004

CIAO CIAO LULU'

( on the air: Meganoidi - Zeta Reticoli )

Tornato dalla riviera romagnola potrò affermare numerose cose che prima ignoravo:

- secondo F., Rimini si trova in Toscana, perchè non c'è nessuna indicazione di cambio di regione dalla Toscana in poi.

- coloro che mettono i cartelli stradali si calano le paste prima di metterli, magari prima vanno anche in discoteca. Anche quelli che danno le indicazioni, non scherzano.

- esistono dei luoghi mitologici di Rimini che si dice siano da qualche parte ma nessuno sa dove: via ventitrè settembre 1875 e lo Zombie Horror Bar. Fanno parte degli X-files, Molder e Schelli sono già stati scongelati e avvisati.

- Riccione è meglio di Rimini.

- non ordinate mai un gelato Nutella Nutellae a Riccione, potreste rischiare di rimanere nauseati dai 6 kili di Nutella che contiene.

- ho scoperto che esiste quest'uomo ( tornare sulla pagina di Magic Voice, per vedere bene). Colui che al pub "La tana del Blasco", tra una canzone di Vasco e l'altra, ha intonato i suoi successi: Ciao ciao Lulù, Figlio di cornuto, Dinosauri, Mai di venerdì e Viva il caffè Pascucci. Un mito, Magic Voice, ora ha la barba lunga, quindi la foto sul sito non rende del tutto giustizia. Io dico che è anche meglio del già grande Gianni Drudi, quello di Fiky Fiky.

- fare la fila per andare in discoteca è stressante peggio che a Roma, per giunta anche qua ti ritrovi Max Biaggi corredato di gnocca, che ti passa avanti. Sto nano...già lo incontravo al cinema vicino casa con Valentina Pace che tentava di tenerlo sveglio mentre vedevano il Signore degli Anelli, pure qua dovevo incontrarlo?

- il pierre Giampi parla solo in presenza del suo avvocato, possibilmente dopo un paio di piste di coca.

- il signor Turtlèn, il guardiano notturno del nostro alberghetto, è stato detto così perchè sembra un tortellino.

- esiste un negozio dove un signore tenta di incartare le cose, ma gli riesce proprio male e si bulla pure di saperlo fare...

- nell' Italia in miniatura ( costretto a spendere quindici-dico-quindici euro ) non c'è la Sardegna, ne sono certo ( e il sito dice pure di sì, dice che c'è pure Bosa...).

- la piadina è meglio del cassone, il cassone è una piadona.

- il paganello è uno sport che attira gnocche tedesche.

- le sfilate di Riccione era meglio se non le facevano, forse riuscivo ad andare al negozio che mi serviva senza trovare una barriera umana...

- i passerotti di Rimini sono più rompiballe di quello di Del Piero.

- se una gnocca si dispiace per averti fregato l'ascensore, dispiaciti anche tu perchè non sei lì dentro con lei.

- lì ci si orienta col numero dei bagni ( stabilimenti ), qua a Roma ci si orienta dal numero dei cessi ( donne ) che trovi in un posto.

- quelli che parlano del traffico dovrebbero tacere: perchè dire che ci sono code al casello, se poi non c'è nessuno? Perchè creare ad arte dei lavori inutili a tredici kilometri dal casello? La gente s'è incazzata pure con quelli delle previsioni del tempo...visto il poco traffico trovato a ritorno, ghigno che la gente sia rimasta a casa senza fare la sua gitarella del cazzo, spaventata da due gocce d'acqua.

Ecco, io penso di aver concluso, ma prima volevo elogiare la gente romagnola, facce rubiconde o scavate dal tempo, persone sempre disponibili, pronte a socializzare e a fare battute. Mi piace la gente romagnola, gente che ti fa venire voglia di tornare lì da loro. Gente col bicchiere di vino in mano, che ti porta sempre porzioni abbondanti di cibo, gente con una disponibilità e un calore che pochi hanno. Forse furbi perchè abituati a trattare con le persone, ma mi piacciono. Romagna mia!

Presto pubblicherò delle foto alquanto singolari, ovviamente con soggetti astratti, che ho fatto lì.

E ora omaggio a Magic Voice, che poi cara Roby, visto che adori Vasco, non si capisce perchè ci hai portato fuori da quel posto, dove tra l'altro Katìa Darlàvia in versione mora, mi stava guardando. Sarei stato il suo Ascanio? Uhm, lasciamo stare va...

MAGIC VOICE - CIAO CIAO LULU’

LA PRIMA DONNA MI LASCIO’ PERCHE’
NON ERO BELLO PER LEI.
LA SECONDA MI LASCIO’ PERCHE’
UN MURATORE LEI NON LO VOLEVA.
LA TERZA PERCHE’
IL SUO CARATTERE NON L’HO CAPITO MAI.
LA QUARTA PERCHE’
SUA MADRE NON ERA FIERA DI ME.


CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
NEL TUO CUOR NON CI SON PIU’


MA LA PRIMA RITORNO’ DA ME
E GLI RISPOSI MA PERCHE’
ORA SONO BELLO PER TE
PROPRIO ADESSO CHE AMO UN’ALTRA?
LA SECONDA E’ RITORNATA DA ME
CON QUATTRO FIGLI AVUTI DA UN MURATORE.
E’ RITORNATA DA ME ANCHE LULU’
MA LULU’ E’ L’AMORE DI UMBERTO TOZZI


CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
NEL TUO CUOR NON CI SON PIU’

CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
NEL TUO CUOR NON CI SON PIU’


ANCHE SE NEL TUO CUOR NON CI SON PIU’
ANCHE A TE HO DIMOSTRATO SEMPRE
DI AVERE UN CUORE GRANDE COSI’
DI AVERE UN CUORE GRANDE COSI’ ?


CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
NEL TUO CUOR NON CI SON PIU’

CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
CIAO CIAO CIAO CIAO LULU’
NEL TUO CUOR NON CI SON PIU'






































strade

elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 13, 2004 13:50 // commenti (21)
venerdì, 09 aprile 2004

RIMINI RIMINI

( on the air: U2 - Where the streets have no name )

Ecco sì, magari vi aspettate il post contro la Pasqua. Ebbene è scontato dire che odio le scampagnate a Pasquetta, odio i megapranzi coi parenti, odio la gente che va in giro in macchina solo per le feste e va a 2 all'ora. Ma ormai si sa. Che c'è da aggiungere? Allora parto per Rimini. Special guest: Roby78, le sue amichette, The One e spero di riuscire a beccare Kela. Saluto anche Memy, conosciuta nel suo tour post laurea in giro per l'Italia, è stato davvero un piacere! In questi giorni non ci saranno post nuovi su questo blog, dunque faccio le raccomandazioni a chi resta nei paraggi. Commentate pure questo post in abbondanza, non fate mancare la vostra visita a questo blog. Basta, non sono mica la mamma! Comportatevi bene, mi raccomando...dal canto mio cercherò di comportarmi male anche per voi. Fine delle trasmissioni.

Conclusione: non ho ancora preparato la borsa, devo buttare giù quel paio di ciddì per il viaggio e ho pochi soldi nel portafoglio. E ho due euro in tasca. Ecco, prometto che quegli stessi due euro, saranno utilizzati martedì prossimo per offrirti le pizzette, una promessa è una promessa...brindiamo ai viaggi che ci aspettano e ai cocci da buttare. Capito? Vabbè, ovvio che hai capito! Eppoi noi siamo due pierre nati: i messicani e il guardiano notturno sull'autobus, l'intero staff delle Skorie Industriali, il chitarrista dei Masoko, la sua amica e Alberto Camerini al Transilvania e le pischelle che giocavano a Trivial al Saxophone. Senza contare il dottor M, che ormai ho deciso, lo invitiamo a cena! Secondo me conquisteremmo pure Bin Laden, anzi un giorno ci proviamo?

bbonapasqua a tutti, e per favore non vi strafogate di cioccolata e salumi.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 09, 2004 03:52 // commenti (41)
giovedì, 08 aprile 2004

LA PASSIONE DI ATARU

( on the air: Planet Funk - Who said )

Sede della radio. Ore 16 fino ore 19: Ataru e Nanni discutono su quale film andare a vedere, visto che l'amica di Nanni ha visto qualsiasi film che danno al cinema, escluso " I fiumi di porpora 2 " e " L'amore ritorna ", ma quello di Rubini, all'Adriano non lo danno e bisogna per forza andare all'Adriano. " I fiumi di porpora 2 " è invece, ovviamente, l'unico film che Ataru ha visto ultimamente. Non si può neanche vedere Andata+Ritorno, che la Nanni ha promesso di rivedere con me. Ataru: " Ah ma oggi esce il filmone di Mel Gibson! La Passione di Cristo! ". Nanni: " Sìnò sìnò infatti! Andiamo a vedere quello!" Segue organizzazione con le varie amiche, ma all'Adriano i posti per lo spettacolo dell'ora di cena, sono pressochè esauriti, lo dice il disco al telefono. Invece delle 21 si fa alle 20,30. Con annesso esaurimento nervoso e nitidamente radiofonico.

Ore 19,05: Ataru, in maniera molto professionale, si dilegua dalla radio con un'ora di anticipo, registrando la diretta delle 20. E si consulta con Nanni. Quando mangiamo? Dove mangiamo? Bisogna stare al cinema alle 20 sennò i biglietti prenotati li vendono agli sciacalli che attendono al botteghino. Vabbè mangiamo subito. Fame poca, ma l'appetito vien mangiando. Via così, da Mc Donald's. Nanni si pappa il Big Mac, Ataru si lascia concupire dal menù caraibico. Cheppoi una cotoletta di pollo lessa dentro una piadina piccante, dei fregnetti fritti con mais piselli e carote e delle patatine fritte a forma di griglia, cosa cazzo avranno mai di caraibico? Chiederò a Fidel se ha mai mangiato la piadina col pollo. Però buono.

Ore 19,47. Mc Donald's: i nostri eroi si accorgono che è, come dire, tardi. Ataru non ha soldi e deve passare come di consueto al bancomat, ormai quando esce la sera, la gente si preoccupa se lui non ritira. Benzina agli sgoccioli e Nanni non ha i soldi da anticipare alle altre fanciulle che arriveranno al cinema ( tra cui la nota blogger Aikon ).

Ore 19,59. Piazza Cavour: Ataru scarica Nanni in mezzo alla strada, le dice di bloccare i biglietti con i soldi che ha lei, e corre a cercare posto per la macchina.

Ore 20,25. Cinema Adriano. La matematica non è un'opinione. Sarebbe tutto apposto, ma i nostri eroi, notoriamente scarsi in matematica, non sanno a chi dare i resti. E non in senso figurato. Interviene Aikon, che li guarda un po' stranita e fa il conto.

Ore 20,30. Iniziano le proiezioni. Il film comincia con i sottotitoli, ma non è che la cosa è temporanea, dueoreezerosei di sottotitoli tra ebraico e latino. Dopo un po' non ci fai più caso. Nanni adocchia un essere strano e dice che potrebbe sembrare Rosalinda Celentano. Ataru ride di gusto e dice: "ahahahah, è vero sembra lei! ". Mezzo minuto dopo realizzano che è lei. E dire che si sapeva. Dopo un po' si capisce che gli ebrei in questo film non fanno una gran bella figura e si capisce pure perchè i rabbini ( che ogni volta che lo dico mi viene da ridere perchè penso ai tirchi ), si sono incazzati abbestia. A un certo punto i bimbi giudei si mettono pure a picchiare quello sfigato di Giuda, che come per magia s'impicca. Poi nell'ordine riconosciamo facce note: la maddalena Bellucci, che anche in ebraico si doppia da sola con risultati che ormai sono ben noti ( nunsepossentì ) e la Gerini che fa la moglie di Ponzio Pilato, che poi manco sapevo che avesse moglie, e parla come le versioni latine del quarto ginnasio. Nel frattempo Gesù viene frustato in maniera truculenta che neanche negli splatter anni 80 di Tom Savini si vede certa roba. Che ci combini, Mel?

Fine primo tempo. J., l'amica di Nanni, macedone e totalmente atea: " Certo che lo avevano detto che il primo film non aveva niente a che fare col secondo. Ma non c'è proprio nessun collegamento! Insomma nel primo c'era il commissario...comunque non male questo fiumidiporporadue! " Sguardi attoniti. Aehm...sarebbe la Passione di Cristo....cazzarola quanto sei atea! E giù a ridere...Però certamente interessante il punto di vista di una persona che non sa niente di questa allegra storiellina.

Secondo tempo. Il film è sempre più trucido, oltretutto i flashback di Gesù che parla con gli apostoli danno l'idea che fosse un megalomane malato di protagonismo. E in effetti forse...ma vabbè andiamo avanti. No! non ci credo! Ma quella è proprio Sabrina Impacciatore? Cosa cacchio ci fa un'attrice comica a gettare in faccia a Gesù quella che secondo Ataru era la sacrasindone? Nanni corregge Ataru, sulla storia della sindone che non era quella lì, però insomma la Impacciatore era lei eh. Poi crocifiggono pure Sergio Rubini. Che ci si chiedeva: ma se noi facessimo un film, crocifiggeremmo mai un famoso regista americano, chenesò Spielberg, mettendolo lì ignudo? Invece Rubini si è prestato. Le scene degli inchiodamenti alla croce sono degne di Freddy contro Jason...Mel, non avrai esagerato un tantino? Vabbè insomma finisce il film e resto perplesso. Sti americani non c'hanno nè favolette, nè storia. Arrivano da noi, si leggono quattro cazzate e ci fanno il film. E se la scoattano ben bene. Esempi? Ben Hur, Il Gladiatore e ora De pescion. Gli ebrei barbuti ne escono malissimo, Gesù dà l'idea di essere un predicatore niu eig, Mel Gibson ne esce come coatto e pure bacchettone e la Bellucci, se Dio vuole e ha voluto, nel secondo tempo tace.

Ore 22,30: birra, pizzette ( io no, che non sento i sapori col raffreddore ), discorsi di viaggi, cineserie, cazzivari, la passione di Cristo è finita. Quella di Ataru, nonsopperchè, ma sento che continuerà.

In verità vi dico, che prima che il gallo canti, avrò certamente starnutito almeno tre volte.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 08, 2004 03:29 // commenti (23)
mercoledì, 07 aprile 2004

SARO' BREVE

( on the air: Smashing Pumpkins - Tonight tonight )

Io ODIO con tutte le mie forze la primavera. Mi è tornata l'influenza, stagione di merda, fanculo fanculo fanculo. Devo finire di scrivere un pezzo per domani mattina e non ho le forze. Accetto opinioni sul finale di Dogville, io penso che non sia giusto, sia stragiusto che finisca in quel modo...sono debole, me ne vado. Fanculo ancora alla primavera, che stagione di merda.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 07, 2004 02:01 // commenti (27)
martedì, 06 aprile 2004

UNA FAVOLETTA

( on the air: Lmc vs. U2 - Take me to the clouds above )

Fuori dal tempo, in un castello, viveva un personaggio solitario che amava la notte, la luna e le cose complicate. Riusciva a vivere soltanto di notte. Si diceva che fosse accompagnato da mille donne, ma non era così. Era solo. Le donne riusciva ad averle per breve tempo, ma poi per motivi diversi, scomparivano nel nulla. Lui si convinceva del fatto che era meglio così, che cambiare era bello, che la sua solitudine era ricercata. Un raggio di sole era comparso qualche anno prima grazie ad una fanciulla che ben presto per avversi fati era scomparsa quasi nel nulla. Crescevano alte le piante del suo giardino, erba incolta, quel posto gli dava un senso di protezione quasi materna. Il buio, le rocce abbandonate ed erose dal tempo, statuine di piccoli gargoyles, fontane in disuso e labirinti irti di rovi. Pioveva spesso in quella notte quasi eterna. Lui si crogiolava nel suo stare a metà tra la vita reale e il senso di dispersione della realtà stessa. C'erano giorni in cui sorrideva, altri in cui la vita lo rendeva triste come quel giardino che lui adorava. I suoi servitori lo consideravano una persona speciale perchè lo conoscevano realmente, non per quello che poteva sembrare. Ma lui stesso dubitava di essere tale, perchè si sentiva abbandonato dalle stesse persone che lo consideravano speciale per un po' e poi se ne andavano. Le porte del maniero scricchiolavano perchè nessuno le oliava, i pavimenti erano malridotti, le cucine seppur funzionanti non erano in uno stato bellissimo. Lui non se ne curava e stava lì a guardare. Non vedeva il motivo di adoprarsi a far sì che dentro quel maniero tutto girasse bene. E si allontanava dalla realtà. Di notte, accendeva una candela alla lavanda, prendeva una penna stilografica, inchiostro buono e fogli accuratamente conservati e incominciava a scrivere. Lui che aveva scritto lettere d'amore, aveva espresso il suo rancore, aveva semplicemente descritto le sue emozioni. Tutto venato da un pessimismo-realismo dal quale non riusciva a staccarsi. Scriveva storie fantastiche e buie, tetre, ma in tutte c'era una componente di felicità. Una felicità ricercata a lungo, ma sfiorata per poco. Una sera bussarono alla porta del maniero per portargli la solita cassa di vino buono. Come sempre si presentò alla porta la figlia del vinaio. Lui la conosceva da tempo, ma non ci aveva mai scambiato più delle solite due chiacchiere di circostanza. Quella sera, complici il trascinante sorriso di lei e la pioggia molto intensa, lui la fece entrare nel castello. Le offrì un tè con degli ottimi biscotti e lei fu felice. Andarono avanti a parlare per ore, scoprirono di essersi persi per molto tempo la possibilità di ridere di gusto. Lei dovette correre via, perchè il padre, che era un uomo rude e geloso della figliola, era molto in pensiero, e se avesse saputo che lei era nel castello, si sarebbe molto arrabbiato. Del resto lei non si era mai legata a nessuno a causa del padre. Lui quella notte dormi più sereno. Anche se incominciò a sviluppare una paura inconscia di stare troppo bene, che quel bene avrebbe potuto perderlo, soltanto provando ad avvicinarsi troppo alla fanciulla proibita. Seguirono innumerevoli serate a parlare, per la prima volta dopo tanto tempo, lui pensava esclusivamente a stare bene e non si preoccupava di niente altro. Intanto le scorte di vino aumentavano a dismisura, e il burbero vinaio si insospettiva. Una volta, lei si presentò di giorno. Entrando, vide le tende completamente tirate giù. Nessuna luce filtrava dalle fiinestre. Lo fissò con quel sorriso che lo aveva conquistato e gli chiese il perchè di quel buio. Lui aldilà di dire che gli piaceva così e che ci era abituato, non seppe rispondere altro. Fu così che lei si avvicinò alla tenda e la tirò via. Lui ebbe un fremito, prima terrorizzato, poi arrabbiato, poi abbozzò un timido sorriso. La guardò, la accarezzò e guardò fuori dalla finestra. Era una bellissima giornata. E lei, gli aveva fatto scoprire il sole.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 06, 2004 02:39 // commenti (22)
lunedì, 05 aprile 2004

" NON E' OBBLIGATORIO SCRIVERE TUTTI I GIORNI "

( on the air : Norah Jones - You turn me on )

Questo post è furbo. L'ho ricavato dalla mia ispirazione mancante. Il desiderio sarebbe quello di scrivere i fatti miei. Ma non voglio. In seconda battuta avevo pensato ad inventarmi un racconto, ma l'ispirazione troppo autobiografica mi ha bloccato. Avrei potuto parlare di un fenomeno di costume, ma non ne ho decisamente voglia. Avrei potuto recensire l'esibizione di Samuel dei Subsonica e Pisti dei Motel Connection in consolle sabato sera al Qube. Dirvi che i cosiddetti alternativi si esaltavano sulle note di Umberto Balsamo, Gianni Pettenati ( quello di Bandiera Gialla ) e Zucchero. Recensire l'appena visto " I fiumi di porpora 2 ", inferiore al primo, ma non brutto. Parlarvi forse del fatto che non la pianto più di ascoltare Reptilia degli Strokes. Oppure dirvi che ho rivisto una vecchia fiamma e ho tentato di farle conquistare telefonicamente il suo migliore amico che, stanco dei suoi continui rifiuti per tre anni, si è buttato su una di internet che non ha mai visto e le ha detto pure che la ama. E ora la mia vecchia fiamma ( citata anche in un vecchio post sulla radio ) sbava per lui. E la vita è strana. Avrei potuto semplicemente dirvi di come mi sento io e mi sto trattenendo dal dirlo. O parlare, come fanno molti, del blocco dello scrittore. O raccontarvi un'altra mia avventura del passato. O scrivere insano, visto che nel post sotto non l'ho scritto, ma bastava parlare di Camerini per sottintendere che l'interezza del post è insana. Nulla di tutto ciò. Fermate qualsiasi ipotesi. Ho la testa obnubilata. Ora giocherò con la playstation. E non scriverò niente. Questo è un post furbo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 05, 2004 02:32 // commenti (20)
sabato, 03 aprile 2004

KIDS WANNA ROCK!

( on the air: Alberto Camerini - Tanz Bambolina )

1981. Sette anni. Esce Rock 'n roll robot. 1982. Otto anni. Esce Tanz Bambolina. Io sentivo le classifiche su RadioDue. E vedevo Discoring. Lui era strano, vestito da Arlecchino. Poi è sparito. Almeno per me che non ho più seguito il suo evolversi, la sua parabola discendente. Ora con mia grande gioia, gli anni 80 sono tornati in voga e i personaggi di allora sono rispuntati come funghi. Così, il concerto. Lui, appesantito, un po' invecchiato, ma grintoso e semplice. Da lontano è un ragazzino con la cresta da punk. Non pubblico la foto che mi sono fatto con lui perchè non si capisce molto bene, l'ha fatta la signorina Nanni, al volo, perchè lui se ne stava andando e col cellulare le foto al buio escono un po' così. Però è strano vedermi accanto a quel ragazzetto che vent'anni e passa fa, scalava le classifiche quando io ero ancora un bimbetto. Questa è stata un'altra bella serata, sto bene se faccio stare bene. Eddai grazie anche a te, Alberto Camerini! KIDS WANNA ROCK, come da dedica sul manifesto arlecchino bianco e nero, che la Nanni si attaccherà sulla porta della sua nuova stanzetta.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 03, 2004 04:48 // commenti (17)
venerdì, 02 aprile 2004

Una serata qualunque ? - parte II -

vedi parte I ( 22 gennaio )

( on the air: Motel Connection - The light of the morning )

Tutto ebbe inizio nel novembre del 2001. La prima volta che ho visto Santa Maradona. La seconda è testimoniata nel link in alto. Questa è la terza. E' scattato ancora un altro tipo di immedesimazione. Il terzo. Incredibile, cercavo la mia Dolores, lì sapevo bene chi era. E avevo sbagliato. Nel novembre 2001 come a gennaio 2004. Sbaglierò anche stavolta. Non ho dubbi. Però rispetto al 22 gennaio è già cambiato tutto. E una scena di quel film, nel frattempo l'ho vissuta, con la stessa musica. Non dirò qual è però. E' riaffiorato un ricordo recente. Ora meno pesante rispetto ad allora, quando il blog era ridotto a un insano cumulo di macerie irreali di me stesso. Stavolta non c'era neanche mio cugino, ero solo io a vedere il film.E non ho più il modem a manovella. Inutile cercare qualcosa da dire in più se non si vuole dire nulla di più. La serata è finita con le pizzette, ma niente discorsi sui massimi sistemi, nessun conto su quante erano, solo una Renault 5 verde parcheggiata sotto casa mia. Era tanto che non ne vedevo.

IL 22 GENNAIO SCRIVEVO TRA LE ALTRE COSE....La mia vita è diversa: lavoro (all'epoca studiavo), quella lei non c'è più ( c'è qualcun'altra? non lo so nemmeno io), so chi sono i Motel Connection ( allora sapevo che Samuel dei Subsonica aveva curato la colonna sonora del film e basta) e ho il numero di Anita Caprioli ( che però non ho mai usato). La cosa che mi ha stupìto è stata riscoprire quei dialoghi alla luce della mia vita di oggi, pensare che oggi sono accomunato a quei personaggi da cose diverse da quelle che mi accomunavano allora. Il succo però non è cambiato: di errori ne facevo allora e ne faccio ora e per quanto possibile, come si propongono i due fancazzisti, bisogna rimediare. E ammesso che ci sia una Dolores (il personaggio che fa Anita Caprioli, appunto ) che mi fa girare un po' la testa e mi annebbia il cervello e mi rende apparentemente insicuro ( mai quanto Accorsi, che arriva al ridicolo, io ci vado vicino, ma di solito riesco a salvarmi in tempo), bè se c'è una Dolores, non voglio fare errori.

Errori, rimediare, ma che cazzo dici? A che cazzo serve? Ricambia tutto ogni mese. Divenire-divorare. Dolores non c'è mai stata, si è nascosta, Dolores è solo quella di turno, cambia, sparisce ogni volta e io sono stanco di sparizioni, voglio qualche certezza impossibile per ora, si ferma la roulette. E' uscito lo zero. Chiudi la bocca, blocca i polpastrelli, annichilisci questo brutto post. E fa anche caldo. Mi sta sul culo il caldo. Ma tanto mi stanno tutti sul culo. ( tanto per metter giù un 'altra citazione. )

Fine del processo involutivo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 02, 2004 03:22 // commenti (31)
giovedì, 01 aprile 2004

IO SONO OMOSESSUALE

( on the air: Queen - The show must go on)

Gli scherzi mi stanno sommamente sulle palle, quindi ve lo dico subito, questo è un PESCE D'APRILE! Non ci sarebbe niente di male ad esserlo, ma cari gay che mi leggete, frenate, non vi innamorate di me! Non ho alcuna tendenza omosessuale, nonostante stasera parlando dei miei problemi psicologici abbia fatto riferimento alla prova con la banana.

Bene, sono fiero di aver rispettato le tradizioni. Ora veniamo a problemi più seri. Ho di nuovo bisogno di staccare con la realtà circostante. Il divenire si è fermato per un po' ( in realtà non si è affatto fermato.. ), ma ora ho bisogno di emigrare verso posti nuovi. Rimini a Pasqua, Barcellona a maggio. Riuscirò a farne almeno una delle due? Quest'anno mi sono spostato una sola volta, nella città di Santa Maria Novella, vivendo una specie di rapido sogno. Ma io voglio continuare a viaggiare. Questa volta non lo farò per vivere sogni rapidi, ma esclusivamente per sfuggire a pensieri, cui non sfuggirò ugualmente. Però sarò fuori da questa realtà. Non importa se non sarà l'irrealtà a cullarmi nella follia, l'importante è partire. Andare vicino, lontano, non importa. Ma fare i bagagli e andarsene per qualche giorno. Fuga da me stesso, fuga da Roma, dalla mia stanza-museo del vacuo, dalle mie nebulose prospettive future e anche da questo blog. E c'è di nuovo la sensazione di non sapere niente. Il fascino dell'inquieto, la paura di perdere troppe fiches sul tavolo da gioco, l'emozione di aprire la via a nuovi, futuri ricordi da scrivere e da pensare vicini quand'anche saranno lontani. Mi piace viaggiare e l'ho fatto troppo poco. Mi piace scegliere ciò che mi devo portare appresso, mi piace la scaramanzia dei vestiti, ovvero portarsi dietro indumenti che in qualche modo mi hanno portato fortuna (la maglietta Sci ce l'ho da 12 anni e non salta una trasferta! ), mi piace vivere la partenza, non dormire la notte prima, chiacchierare con chi verrà con me, o anche starmene solo, se parto da solo. Adoro canticchiare mentalmente le canzoni che potrebbero accompagnarmi durante il soggiorno altrove. Amo vivere qualsiasi momento delle giornate lontane da casa, tanto da dare l'effetto che un giorno valga per due. Adoro pensare al mio quotidiano, solo quando squilla il telefono ed è mia madre che mi chiede se mangio, com'è il tempo e manda i saluti agli altri. Mi piace sentire nuove lingue o semplicemente accenti diversi dal mio, mi piace entrare nel mondo di chi non è come me semplicemente perchè vive in un altro posto. Mi piace fare le sei di mattina, non vedendo sempre le stesse strade, lo stesso letto e il mio dannato e insano piccì. Tutto questo è fantastico. E l'ho sempre pensato. Anche quando da piccolo mi portavano al mare qua dietro l'angolo e stavo un mese in quella casa che ora non c'è più e che forse non ho mai rimpianto più di tanto. E poi si tornava a Roma solo per annaffiare le piante, andare dalle nonne e cenare. Questo per me è partire. E la parte più triste, il ritorno, mi piace viverla pensando a ciò che ho appena passato, ridere da solo, pensare a un posto, a un bacio, semplicemente a un bicchiere e magari anche scuotere la testa perchè mi sono commosso. Chiudere gli occhi per la stanchezza accumulata e abbozzare una dormita-lampo. Per poi tornare alla realtà. A volte dura. E pensare al prossimo viaggio. Io che fuori dall'Italia sono stato troppo poco, io che per inseguire sogni, sono andato a cacciarmi spesso in città, paesi, strade non mie. Voglio partire di nuovo. In tutti i sensi.

Ps: Nina, io lo scrivo qui...la teoria della pigrizia nel camminare veloce: noi abbiamo il passo veloce perchè siamo pigri, se andassimo piano non arriveremmo mai e la cosa comincerebbe a stufarci e a impigrirci, siamo pure insofferenti, mi sa. Facciamola sta cena psicologica! Gothica? Filmettino.

Pps: stasera SantaMaradona su Rai2, chi non l'ha mai visto, lo veda. Io lo rivedo ancora una volta.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 01, 2004 03:13 // commenti (38)
 
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