MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Ataru: le immagini
Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
> perdere
> parecchi tipi di carne
> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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sabato, 30 ottobre 2004

DISCO PINCIO

( on the air: Rammstein - Halleluiah )

Bene. Non è che abbia molta voglia di scrivere. Per i seguenti motivi: ho sonno, ho un fine settimana molto impegnativo, sono l'unico che lavora solo la domenica, sto per andare a pranzo, dovrei andare al cesso ma ormai ho deciso di mangiare prima e poi produrre, devo fare dei cd, sono arrivati a Roma i miei amici di Torino, incombono Halloween e il compleanno dell'Aliena (che a dir la verità è oggi) e soprattutto tra poco c'è il consueto torneo del sabato a Pro Evolution Soccer 4 su Playstation2. Per tutti questi motivi non mi va di postare. Però, c'è un però. Mi riprometto sempre di non parlare troppo delle tipologie di esseri primitivi che girano a Roma, ma davvero, sento che non posso farne a meno. In realtà, già in passato avevo scritto dei post sui truzzi, sugli alternativi e sui fighetti (e qui normalmente ci dovrebbe stare il link, un bravo blogger, sa come farsi pubblicità. Capita però che oggi non mi vada manco per il cazzo). Dunque ieri, a fine serata, sarebbe più corretto dire questa mattina presto, mi sono recato in quel del Pincio, per completare il giro del post precedente. E brindare ai ventottoanniventotto dell'Aliena con una lattina di birra e due bicchieri di carta (perchè a noi ce piace la semplicità, come dice la Ferilli...però se vai a vedere, io avevo bevuto mezzo litro di Pinot Grigio Santa Margherita e mezzo litro di Tennent's Super e l'Aliena cantava Praidindeneimovlov degli uddue fuori dal finestrino...). Insomma eravamo lì con la nostra birra Spoken, quella del discount, che poi non è neanche così mortale, quando finalmente siamo arrivati al Pincio. Credo fosse una buona decina d'anni che non ci andavo. Perchè noi romani siamo da sempre i peggiori conoscitori di Roma. No, non voglio fare un altro post su Roma, anche perchè lo so, poi rompo i coglioni; il segreto del mio successo sta nell'essere eterogeneo, già già, me l'hanno detta un sacco di volte, questa. Veniamo al punto. Piazzetta del Pincio. Mentre arriviamo, cominciamo a sentire musica martellante a volume martellante. Ed è lì che capiamo la tragica verità: è pieno di truzzi, tamarri, coatti, chiamateli come volete, tanto il senso non cambia. Vi assicuro che il sottoscritto non ha la puzza sotto al naso, però quando vede gli eccessi, non li capisce. L'ho detto dei fighetti e dei loro atteggiamenti con il palo dentro il culo, l'ho detto degli alternativi con la canna perenne in bocca e l'atteggiamento più classista di un pariolino perchè loro soli sono di sinistra e sti cazzi non ce lo vogliamo aggiungere? e lo dico dei truzzi. Descrizione: macchina piccola modificata. Avevano tutti la Peugeot 206, la Bravo, la Punto. Però il rombo sembrava quello di una Minardi formulauno (perchè non ho detto Ferrari? perchè era più originale dire Minardi e la Ferrari mi sta pure sul culo). La musica: non ben identificata. Una serie di suoni messi lì a cazzo. Nei prossimi giorni, se deciderò di spostare dei mobili trascinandoli sul pavimento, prenderò un amplificatore, un registratore e inciderò il mio nuovo disco. Che diventerà il prossimo discoPincio by diggeiAtaru fituring missClorofilla vs lamadonna e tutti gli angeli in colonna. Quelle povere, piccole macchine violentate da luci blu in prestito dal dottor Spock, cerchi in lega della Nasa persino il tappo della benzina cromato e placcato argento. Abbigliàti con le solite cose della Diesel e con i capelli tipo scultura del tardo cubismo ( lo so che erano pittori, ma era meglio dire scultura). Ci allontaniamo da tale cacofonico frastuono, che poi insomma, non è che io sia uno che si delizia il palato o anche le orecchie con le sinfonie di Mozart, mi basta una voce roca e una chitarra ignorante, ma tant'è. E mentre si rimira il panorama con la birra Spoken e non si riesce a capire se in lontananza si veda o no San Giovanni, del resto io già mi ci perdo ogni volta, non potevo non perdermelo anche nel panorama....insomma mentre accade tutto questo: stradina di sotto, una Panda. Canzone un po' Gigi D'Agostino (che, confesso, a me quando faceva pezzi un po' più raffinati piaceva), un uomo solo al volante. Che fa il giro della scultura e torna indietro. La radio ovviamente è a volume spaccacasse. Tempo dueminuti e il nostro truzzo ritorna sul luogo del delitto, stavolta con il sound di una canzone italiana di quelle che ogni tanto capita il video sulle tivvù locali e lo guardi perchè è kitsch. Altro giro del monumento e via indietro. Ritorna di nuovo dopo altri due minuti. Stavolta ha i Blue. Sempre più agghiacciante. Passa una Panda quattroperquattro e sgomma per le curve del discesone. Cazzo, ma siamo capitati a un pandino-raduno? Si fa tardi e ce ne andiamo. Quello con la Panda e la radio truzza continua a macinare cerchi concentrici con le ruote, cosa volesse dalla vita, è un mistero. Del resto non sapremo mai neanche se quella era piazza San Giovanni.

Domani è Allouin, vi mascherate? Purtroppo il post su Halloween l'avevo già fatto l'anno scorso, ora rischio di ripetermi e no, non mi ripeto. Forse con l'occasione andrò anche in discoteca. Spero di incontrare una bella truzza vestita da mignottone gotico.

Nb: nel frattempo ho anche pranzato, tanto per mantenere un minimo di consecutio temporum.

il post inutile del sabato

elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 30, 2004 15:13 // commenti (48)
venerdì, 29 ottobre 2004

CERTE NOTTI

( on the air: The Cure - Friday i'm love )

"Certe notti la macchina è calda,

dove ti porta lo decide lei."

Caro Ligabue, quando ancora ti uscivano canzoni decenti, avevi sacrosanta ragione, ragione da vendere all'autogrill. Eccosì scorrendo con tasto fast forward, la cena all'ora della merenda, la sconfitta contro la Juve, le discussioni dell'Aliena con una juventina piazzata proprio al nostro tavolo, le bimbette romaniste infoiate che volevano distruggere tutto, la mia vittoria al Paroliere contro Dio e l'Aliena, scopri che la serata è già bollita. Ma stasera di andare sotto le pezze non se ne parla. Solo Dio, costretto da un colloquio di lavoro (imboccallupo), ci abbandona. Chesifà, si va al Gianicolo. On the air: Fugees - Ready or not. Un po' di pioggia bagna il panorama, troppa gente, fa freddo, andiamo via. Via, nel senso di giro a Trastevere. On the air: Gianluca Grignani - Solo cielo, canzone da riscoprire e riscoperta. Prendo la strada di casa? Sì, no, non lo so, birra in circolo, via, altro giro altra corsa. On the air : Kim Carnes - Bette Davis' eyes. Lungotevere come l'autostrada, i semafori sono verdi e salutano con deferenza al nostro passaggio. Massì, Colosseo. Vicino alla Bocca della verità c'è l'allestimento per la firma della Costituzione Europea, un bel baraccone, adatto a tutti i fenomeni che conterrà nelle prossime ore. Colosseo illuminato, stralci di rione Monti, Circo Massimo, qui sembro Venditti, on the air: The Braids - Bohemian Rhapsody, torniamo. Serata finita. No, forse no. Verso casa mia, fermata d'obbligo a pisciare tra le macchine di quelli che trombano. Dove si va? Un giro per gli X-files della Balduina e si ricomincia. On the air: 4 Non Blondes - What's Up. Perseguitati ovunque dai camion della nettezza urbana e da quelli che lavano le strade, così tanti forse per fare bella figura coi capoccioni europei, raggiungiamo piazza del Popolo, via del Corso e si vorrebbe andare al Pincio, ma si finisce a Via del Tritone. Niente Pincio. On the air: The Doors - Roadhouse Blues. Una sigaretta tira l'altra, l'aria è ancora caldo-umida. L'aliena canta e se la ride, io scarico la tensione guidando, che Roma di notte è tutta un'altra città. On the air: Doctor and the medics - Spirit in the sky. Via Nazionale, la stazione Termini, malinconia e gioia di ricordi appannati dal tempo e di ricche figure di merda. L'università, piazza Fiume, on the air: The Clash - Should i stay or should i go?, io esorcizzo il passato recente, i Parioli, on the air: Rolling Stones - Satisfaction. La mia macchina decide di allungare ancora e imbocca Corso Francia. Ormai fa tutto lei. E' iperattiva. Vigna Stelluti, Piazza Giochi Delfici, nuova deviazione, la macchina decide che deve portarmi a scuola. Via Cortina D'Ampezzo, la mia vecchia scuola, on the air: Guns 'n Roses -Knockin on heaven's doors. Viaggio infinito, passiamo davanti alla nostra radio, stavolta si va a casa. Ma anche no. On the air: Brasileira. La macchina chiede da bere e io glielo do. Ripiove. San Pietro, er Cuppolone. Un bel cane caldo, o hot dog, per dirla come voi giovinastri moderni, non ce lo leva nessuno. On the air: Bob Marley - Could you be loved. Certo magari evitare di metterci un secchio di maionese e una bacinella di ketchup, caro il mio Manolo re del paninazzo, sarebbe stata cosa buona e giusta. E invece no, quel povero wurstel, oltre che cotto, finisce affogato. Però si lascia trangugiare. Ormai ho percorso un centinaio di chilometri dentro Roma, per oggi basta così. Sigaretta, peso sullo stomaco di quelli reali, insomma non è depressione è proprio il capolavoro del prode Manolo, che risale la corrente come i salmoni del bel Danubio blu. O come il caviale del Volga. O come quando ti viene da vomitare. Siamo ai saluti, ci rendiamo conto che la nostra città è più nostra di prima. L'abbiamo conquistata o lei ha conquistato noi. Full immersion on the road e buona musica sui sampietrini con la macchina senza ammortizzatori che ti tiene sveglio, meglio di un caffè espresso quando non ne hai bisogno. Stavolta è vero, saluto l'aliena, prendo la strada di casa con un sorriso di quelli che se ti fanno la foto all'autovelox ci si fanno quattro risate giù in centrale. On the air: Rino Gaetano - Gianna.

"Ma la notte la festa è finita,

evviva la vita..."

O forse era quell'altra cosa triangolare che faceva assonanza ma non rima? Scusate, devo digerire un cane caldo. Vado a provarci.



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 29, 2004 04:59 // commenti (69)
giovedì, 28 ottobre 2004

ATARU 'S GOSSIP:

I FALSI VIPS

( on the air: Tiromancino - Amore impossibile )

Lavorando nel mondo dello spettacolo a livelli di povertà disarmante, capita che ti arrivi un invito a una festa dei vips. Di quei vips che tutti abitualmente ci strapperemmo i capelli per andarci, ma si sa, o sei addentro, come me e l'Aliena, oppure t'attacchi al cosiddetto. Così capita che un tuo vecchio amico dal nome cazzuto, ex fonico, ex cantante, ex diggei, ora conduttore televisivo locale, ti inviti al suo (presunto) compleanno. Un adorabile cinquantenne afflitto dalla sindrome di Peter Pan a livelli piuttosto allarmanti. E che casualmente si festeggi anche il compleanno di quest'uomo. Che poi è destino che io lo incontri spesso in giro. Massì, è proprio lui, Enio Drovandi, il barista Totip dei ragazzi della terza C, il fotografo scemo di Sapore di mare. In questa vippissima festa, io e l'Aliena, noti come conduttori radiofonici e come bloggers, cerchiamo di confonderci tra la folla, nel vippaio, per passare inosservati. Il bello di queste feste è che l'umanità, il sottobosco televisivo di bassa lega, ti fa sempre divertire. A partire dall'alta percentuale di finte bionde e di languidi vecchi presenti. Per continuare con l'impero degli stereotipi. La modella che parla con un tipo e gli dice che è troppo cicciotta per riuscire a sfondare, e lui che candidamente le risponde che se va a caccia, sai quanti ne trova. Intanto lei si esalta dicendo banalità sulla frutta, mentre addenta felice uno spiedino di frutta, appunto. C'è poi la starlette tracagnotta che chiede a una specie di impresario con il fisico aitante di Danny De Vito, di farla entrare nel mondo dello spettacolo, perchè lei sa cantare, recitare ed esprimersi artisticamente (chissà cosa mai intendeva dire). Un anziano signore cieco che mostra in tv una targa di non so che. Due baldi giovani, probabilmente usciti da un programma della De Filippi (così mi ha detto l'Aliena...dice che facevano i pretendenti, io 'ste porcherie non le vedo neanche dipinte), che quando gli viene offerta la torta, la rifiutano cordialmente così: eh sa...gli addominali. Per un pezzetto di torta semifredda più fredda che semi? Manco fossi Claudia Schiffer! Ma vaffanculo te e il mascarpone della torta! C'è anche un conduttore biondastro con i baffi, noto a Roma, sconosciuto nel resto d'Italia, simile a Schulz, l'ex microfonista di Costanzo, che tenta di rimorchiarsi una sosia di Moana Pozzi in versione canotto. C'è la miss, che più che una miss sembra un trans per quanto è rifatta, c'è una protagonista di un vecchio spot Martini, ci sono due truzzi che tentano di abbordare l'aliena, appena mi giro per prendere un bicchiere d'acqua. Poco dopo, i due truzzi verranno colti in dolce compagnia di due fanciulle somiglianti allo scaldabagno che ho sopra il lavandino del mio piccolo cesso. Poi c'è anche miss Sexy Fruscìo Chic, insomma sulla sua maglietta c'è quel corsivo agghiacciante che state leggendo. C'è anche il diggei delle grandi occasioni, con cotonatura in testa, degna di Toto Cutugno. Il vip-Totip festeggiato sproloquia al microfono, e dice della festa di cui inspiegabilmente ogni anno tutta Roma parla. Inspiegabilmente è testuale. E, a occhio e croce, anche ragionevole. Fa discorsi seri, mentre io e l'aliena ridacchiamo e collezioniamo figure di merda dalla numero uno alla cinquecentotrentadue e completiamo l'album. C'è spazio anche per un rastone pistoiese, che la mia collega scambia per un cameriere che versa lo spumante. Ne nasce un idillio, stroncato sul nascere dal sottoscritto, sia per dichiarata gelosia, che soprattutto per il caldo da serra di echinocactus, che si era diffuso per il locale. Si aprono le danze e noi che facciamo? Andiamo via. Perchè io il vip, l'ho già fatto abbastanza. Perchè vedere le cavallette che si buttavano a capofitto sul buffet, ci faceva un po' tristezza. Però il riso con carne al curry era strepitoso, ne ho mangiati due-tre piatti, nulla da dire. Quanti vips che c'erano! E che vips! Io questi vips li adoro. Confesso che aldilà di salutare il vecchio amico dal nome cazzuto, che mi sta troppo simpatico e che non vedevo da tanto, il mio intento era di andare lì per scrivere un post. E questo ho fatto. Mentre andiamo via, all'altezza del famoso Goa, incrociamo Federico Zampaglione dei Tiromancino. Noi lo guardiamo, lui ci guarda. Credo che ci abbia riconosciuti. Quanto è difficile essere vip. Ah!

..e oggi è il mio onomastico, che cade sempre insieme a quello di Giuda, va a sapè il perchè...



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 28, 2004 04:16 // commenti (52)
mercoledì, 27 ottobre 2004

LETTERA AD UN TRENTACINQUENNE (FORSE) REALIZZATO

( on the air: Patti Smith - Land )

Caro S.

Ci risiamo. Se tutto funzionasse alla perfezione, probabilmente mi annoierei. Invece fuori ci sono i fulmini che fanno tremare i vetri, funeste vibrazioni, piove cheddiolamanda e io, poco fa, tentando di accendermi una sigaretta mentre correvo verso il garage di casa, tempo diecisecondi, mi sono giocato il mio piccolo accendino arancione. O meglio, si è bagnato e non ho potuto accenderla, quella maledetta sigaretta. Che poi si è bagnata, si è piegata, l'ho rotta e l'ho buttata nella tromba dell'ascensore. Poco male, era la prima del pacchetto. Tu ormai compi trentacinque anni, io sto per compierne trenta, penso che tu lo sappia. Immagino che tu abbia altri problemi. Tu, se non sbaglio, convivi con quella ragazza, che dio la benedica quant'è bella, hai un lavoro che rende bene e sei felice. Però sono sicuro che non fai una vita morta. Ti conosco troppo bene. Io faccio solo casino. Non mi sbrigo a trovare un lavoro, rimando e rimando ancora, mi si rompe la macchina, mi si rompe la radio della macchina, mi va in palla il cellulare, mi deprimo perchè ho impegni per così dire mondani fino a fine settimana e vorrei solo stare in pace, anche se non vorrei stare chiuso in casa. Persino il template del blog -te lo ricordi il blog?- fa i capricci e mi ha rotto le palle. Avevo una ragazza bellissima e l'ho scacciata con i miei modi di fare del cazzo. Sempre gli stessi. Insomma io ho questi problemi. Che non saranno grossi problemi, ma ti assicuro che sono problemi da trentenne depresso, potrebbero farci tranquillamente uno di quei film del cazzo che vanno per la maggiore adesso. Vedo gente intorno che se la passa molto peggio di me, ma alla fine vince l'egoismo. I miei problemi vengono prima di quelli degli altri. Non sono mica comunista, io. Che poi chissà che cazzo vuol dire. Qualche ora fa ho visto un film, Lavorare con lentezza, che racchiude tutti gli stereotipi del perfetto compagno anni settanta, riadattato in salsa ansiogena per renderlo digeribile a noi ragazzi di oggi. Massì, decente con qualche zeccaggine di troppo. Scusami, lo vedi? Io mi perdo, mi perdo negli incisi, nelle parentesi, nelle cose inutili. Secondo me, invece, tu sei diventato un bravo scrittore. Ma quand'è che mi mandi un libro? Quand'è che mi dai la soluzione della sciarada? Perchè io così non riesco a uscirne, ma l'aiuto posso chiederlo solo a te, perchè tu mi conosci bene e non mi vergogno di chiedertelo. L'altro giorno constatavo che quando sei in questo stato, ti escono male anche i sogni. Non hai gli incubi, è peggio. Vengono fuori dei sogni bastardi, tipo che la tua ultima ex ragazza si mette col tuo ex migliore amico, sempre quello che era diventato ex amico perchè si era messo con la tua ex di anni prima. Poi sogni gente che non vedi da una vita. Poi ti svegli e ti fanno male le ossa perchè hai dormito di merda, forse anche perchè la sera prima hai ingurgitato mezzo litro di miscela alcolica e ci hai messo sopra un bel cannone e poi hai sparato a salve, oppure perchè hai dormito scoperto, e quando ti sei coperto avevi caldo. Insomma, non mi va bene niente. O forse tutto. Perchè se io dicessi che non mi va bene niente, avrei già affermato che questa cosa mi va bene così com'è. Invece no. Ci vuole un contrasto netto. Quando leggerai questa lettera, so già cosa penserai: " il solito minchione, si atteggia a vittima, quando sa benissimo di essere il protagonista del film ed è anche un pallone gonfiato in senso buono ". Lo so, lo penserai. E con ciò? Caos, caos, caos. Ma davvero tu mi pensi capace di condurre un'esistenza tranquilla chiusa tra quattro mura? Davvero pensi che uno che non sopporta i cani e i bambini possa un giorno diventare normale come gli altri? Davvero pensi che smetta di farmi le seghe? Davvero? Non ti credo. Ti conosco troppo bene. Ma se fosse questo tipo di società del cazzo a rovinarci tutti? Io non faccio il bastian contrario, io sono il bastian contrario. Quando poi qualcuno mi spiegherà chi cazzo era questo bastian contrario, sarò un po' più illuminato. Magari era come me, che preferiva un piatto di pasta burro e parmigiano a un piatto di lasagne al sugo, che preferiva un cinema scantinato tipo quello di ieri sera a una multisala, che non si sbatteva per farsi la macchina fica, che non si basava sul lavoro per la sua soddisfazione personale, che mandava in culo la madre avendo un rapporto molto più schietto di chi non si permetterebbe mai di farlo. Che alla fine voleva solo le donne. Ma questo è già un po' più banale. Anche se adesso, caro mio, se qualcuna non mi fa davvero tornare la voglia, mi sono scocciato anche di loro. Almeno per un po'. Tanto lo sai che non divento frocio, anche se mi piacerebbe perchè forse darebbe meno problemi, gli uomini di certo li capirei meglio. Ma anche no, perchè alla fine se sei gay, hai gli stessi problemi che avresti essendo etero, insomma la rovina non è l'orientamento sessuale, è l'amore. Fanculo. Sì.

Senti, ho deciso di scriverti perchè so che tra cinque anni (ri)leggerai questa lettera, caro Simone. E magari ci riderai, ci piangerai sopra. O magari tra cinque anni neanche ci sarai più, quindi meglio scriverla ora. Scrivere a me stesso, costa meno fatica. A me stesso tra cinque anni, potrebbe risolvermi pure dei problemi. Vabbè, la seduta è tolta.

Simone

Questo post è liberamente ispirato a "Esco a fare due passi" di Fabio Volo ed è dedicato ad Anna, che me lo aveva chiesto non appena avessi finito di leggere il libro. Missione compiuta.



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 27, 2004 03:04 // commenti (58)
martedì, 26 ottobre 2004

L'ATARU RADUNO

( on the air: Faithless - I want more )

Cari amici bloggers, ho scoperto qualcosa di nuovo. In questo periodo ci sono i blog-raduni. Tutta Italia si mobilita o si è già mobilitata per le riunioni più o meno trendy di noi animali da tastiera. Questo è senza dubbio il più vippaiolo di tutti. Il Neri ha fatto le cose in grande, con tanto di invito da ritagliare e conservare e tanto di badge da appuntarsi nel taschino e tanto di presentazione del libro della ormai famosissima Lipperini. Ma non si vive di solo Neri. E così, quelli di Iobloggo, di Bloggers.it, o semplicemente altri raduni splinderiani sparpagliati tra Milano, Lucca, Bologna e varie città venete, la fanno da padroni. Io personalmente sono stato di passaggio ad un blog-raduno romano qualche mese fa. Esperienza breve, più che altro curiosa. Ma era lontano da certi clamori. Ricordo anche che proprio di questi tempi, l'anno scorso, Selvaggia organizzava una magnata de pizza con i blogghers di Roma in quel di piazza Navona o giù di lì. Ma erano altri tempi. Il fenomeno mediatico non aveva ancora raggiunto la sua espansione attuale. E Selvaggia non era ancora stata del tutto contagiata dai mondi dorati. Almeno apparentemente. Del resto nessuno si sarebbe aspettato che un anno dopo, sarebbe stata in procinto di regalare un nipote nientepopodimenochè ad Adriano Pappalardo. Ma il punto non è questo. Il punto è che essendo io personaggio schivo (e su questo chiunque mi conosca potrebbe confermare che le cose stanno esattamente all'opposto, quindi non credete a tutto quello che vi si dice), non parteciperò ad alcun blog raduno. Perchè lo organizzerò io.

Il primo Ataru-raduno si svolgerà in data non rivelabile, in un luogo segreto e inaccessibile che certo non verrò a scrivere qui sopra. Sennò non sarebbe esclusivo. E Gianluca Neri è un dilettante. Se lui fa il raduno da vip, io lo faccio da massone. All'Ataru-raduno, parteciperanno parecchi personaggi più o meno immaginari che hanno affollato in tempi passati questo blog e, che se siete fedelissimi, ricorderete certamente. Vediamoli.

Io numero 1: ho organizzato una bella cosa eh?

Io numero 2: non avrei davvero mai pensato che io, la tua coscienza, potessi farti i complimenti per questa idea geniale. Ci vengo volentieri!

Hrundi V.Bakshi: io molto contento di partecipare umilmente a umile blog raduno di mio umile amico Ataru Morobosci, io esce di locale caldaia e partecipa a tutte iniziative, sì. Io porta anche polpetta di ceci con sorriso che c'è in lei.

Il tassinaro immaginario: aò, so proprio contento! Er bloggher Ataru m'ha invitato, hai visto mai che co' quelle du' corse gratis che j'ho fatto fà se sia ricordato de me? Quanno lo dico a mi moje schiatta de 'nvidia! Pensà che erano anni che volevo fà na cosa del genere. Arivato a settant'anni me sembra pure er giusto premio pe' un onesto lavoratore come me!

Queste saranno le guest star, le uniche, della serata. Tutti indosseranno almeno un gadget di Ataru (spero riusciate a vedere le immagini. Mentre scrivo, il server che contiene le mie immagini, quindi anche il template, è a puttane. ndr ). Se ci saranno altri inviti, saranno in forma strettamente privata. E saranno riservati a persone di sesso femminile. Per tutte coloro che fossero interessate: scrivete alla solita mail: gsimone@gmail.com. Il sottoscritto distribuirà dei badge con i nomi delle bloggers invitate, che verranno però sottoposte a una dura selezione all'ingresso, in quanto dovranno presentarsi in versione lolita. La pena per il mancato adempimento, nel peggiore dei casi, sarà l'esclusione dalla festa e nel migliore, l'esclusione dal tavolo delle pizzette. Prima della festa vera e propria, Ataru terrà una conferenza stampa su  "Quanto ce sta bbene il parmigiano col vino rosso, è la morte sua!", non potendo per ragioni di copirait, parlare dei libri che Moroboshi sta preparando; sia quello da solista, che quello a più tastiere. Le fanciulle che vorranno prendere parte all'evento, invece del solito bannerino che non mi andava assolutamente di creare, potranno semplicemente esporre sul loro blog la frase: io vado all'Ataru-raduno e voi no, poveri stronzi! o in alternativa pubblicare una foto di loro stesse, nude, con didascalia sottostante: "sua per una notte", linkando il mio blog sul pronome possessivo, esattamente come vedete nell'esempio. La serata sarà free drink, almeno finchè non finisce l'alcool, poi chi vorrà, potrà passare alle droghe leggere, non si pagherà nessuna quota associativa o merdate varie e sarà all'insegna della simpatia, del divertimento e del lusso sfrenato. Non esiste un numero limite d'ingresso per le donne, basta solo rispettare questi piccoli accorgimenti. Dunque  ragazze, ma davvero state ancora aspettando? Scrivetemi prima che sia troppo tardi! Altro che blog raduni e blog feste e sagre della fuffa! Venite all'Ataru-raduno. L'unico e il solo. Il definitivo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 26, 2004 03:03 // commenti (73)
lunedì, 25 ottobre 2004

STORIE URBANE

( on the air: Pizzicato Five - The girl from Ipanema, però poi volevo mettere anche Niccolò Fabi - Dica )

Mi scuso per la defezione, in realtà volevo postare ieri notte, ma un'assenza di segnale me lo ha impedito.

Lo ammetto. Anni fa, se mi dicevano di andare a Trastevere, mi prendeva male, ma di un male assurdo. Come al solito andavo controcorrente - a tutti piace Trastevere, a me fa cagare - però, c'era anche un sottofondo di imbranataggine. Non mi sapevo muovere lì. Mi perdevo. Poi non potevo mica girare ubriaco a cercare la macchina circolando per i vicoli. Ricordo una volta che con il mio amico secchione ci siamo persi la macchina e siamo stati un paio d'ore a cercarla. Ma un giorno, un bel giorno, grazie ad una mia amica, con la quale ogni tanto ci prendevamo degli eccessi di confidenza, amica e basta per me non esiste, insomma, lei mi insegnò Trastevere. Da allora cominciai a muovermi in scioltezza o quasi. Più che altro avevo dei tapis roulant sui quali muovermi, sia per parcheggiare che per andare a piedi. Allora venne il tempo dei cocktail pesanti del Roma Caput Mundi, dei primi piatti a go-go del Trilussa, del rimorchio seduti sulla fontana a Santa Maria in Trastevere, delle cenette e dei gelati in giro, delle bancarelle a piazza Sant'Egidio, delle notti al Transilvania, dei cannoni dove capitava, del bivacco a piazza Trilussa, facendo lo slalom tra i vetri delle bottiglie di birra frantumate. E del mago Guarda. Perchè chiunque sia un minimo di casa a Trastevere, non può non conoscere il mago Guarda. Età indefinita, potrebbe avere dai trentacinque ai sessant'anni, origine indiana, pakistana o giù di lì, questo personaggio si aggira in tutte le piazzette e in qualche locale di Trastevere. E ogni volta i suoi numeri sono gli stessi. I fiori che escono dal cappello, la spada giù fino in gola, il fuoco, le carte, la carota ghigliottinata e il dito no, un totale di circa dieci minuti di spettacolo. La gente si riunisce in circolo e lo guarda. E lui urla continuamente con il suo accento: guarda mago guarda!! Da qui il soprannome, forse, perchè nessuno gli ha mai chiesto come si chiama realmente, o almeno, io non gliel'ho chiesto. Lo spettacolo si chiude con finale a sorpresa, o meglio, per chi lo vede la prima volta è a sorpresa, per gli altri no. Si toglie il parrucchino, rivela la pelata e passa davanti a tutto il capannello di gente, a chiedere soldi tendendo il parrucchino stesso, che usa come fosse un cappello o un cestino per le offerte. Il Mago Guarda è un'istituzione. Sembra che rida sempre. Così quando l'altra sera, passeggiando sonnacchiosamente per piazza Santa Maria in Trastevere (sonno dovuto ai cocktail del Caput Mundi e al doping che ci avevano offerto amici di amici di amici), insomma, quando l'altra sera passeggiavamo per quei pizzi, abbiamo sentito il suo urlo inconfondibile: guarda guarda! Cazzo, è proprio lui! Ci fermiamo come sempre. Uno dei ragazzi che stavano lì, teneva, come molti altri, il suo cane sciolto. Un bulldog, che a me fanno schifo, peraltro. Sembrava Ringhio. Il mago Guarda, insidiato dall'aborto canino, non riusciva a stare tranquillo. Era la prima volta che lo vedevo così serio, non gridava più. Prendeva la roba dalla sua valigetta, ma dopo un po' la rimetteva dentro. E il cane era lì che gli saltava sulla gamba. Sulle prime mi sono sbellicato dalle risate, ma quando ho visto che se ne stava andando a testa bassa, lo ammetto, mi è dispiaciuto. E il mago Guarda scompariva tra la folla di piazza San Callisto senza lasciare traccia di sè. La serata volgeva al termine, tra un tassista fortunato che, chiamato da tre straniere, appena arrivato veniva abbracciato e baciato dalle tre, verosimilmente ubriache come cucuzze e me che, dopo aver deciso di fare il tassista, volevo anche sollevare un enorme palazzo barocco, anzi dicevo che non era il momento giusto perchè non mi andava. Tra la cameriera del Caput che ci provava con un inglese o americano, parlando una lingua a dir poco maccheronica con punte di calabrese e uozzamerican e la gente che barcollava un po' ovunque, facendoci quasi sentire sobri, quando sobri non eravamo. Questo è Trastevere. Queste sono le sue storie. Tanto per informarvi, ci sono stato sia venerdì che sabato. E ormai mi sento a casa. Non come quella volta che cercammo la macchina per due ore.

Un grazie particolare a Salvoteam, fotografo di assoluto talento, che dopo quasi tre anni passati su Audiogalaxy, sono riuscito a conoscere con la mia vicina Kri, insieme alla quale ci siamo improvvisati modelli per ottomilaquattrocento scatti allo Zodiaco, con alle spalle un panorama di una Roma stranamente nebbiosa anche alle due del pomeriggio.

Sogni strani si affollano nella testa e dopo quasi due mesi di silenzio, non riesco a capire se mi manchi tu, se mi manca qualcosa di te, se mi manca solo una figura, se non credo più ai miei occhi e il passato recente mi sembra cartonato. E non ho voglia di conoscere nessuna e non so perchè, mi sento al sicuro solo se faccio le solite cose, se esco con le solite persone. Ci vuole il mago Guarda per capirmi. Come vuoi che vada?



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 25, 2004 13:24 // commenti (46)
venerdì, 22 ottobre 2004

Stiamo arrivando anche noi!

Inizia anche tu il countdown! Magari poi ti diremo anche da che numero dovrai partire...

special thanks to:

Micce

Official licensee of Trentamarlboro ©

 



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 22, 2004 14:48 // commenti (72)
giovedì, 21 ottobre 2004

EHI LIPPERINI!

MA NON CI TROVI DANNATAMENTE COOL?

 

( on the air: Duran Duran - Electric Barbarella )

 

Un giovedì qualsiasi. una città qualsiasi. un quartiere mediamente malfamato. e due personaggi mediamente loschi, sulla trentina, che entrano nello stesso bar…

 

il primo (sedendosi): ciao.

il secondo (appoggiandosi sul bordo del tavolo): ciao.

 

Sono i due leggendari blogger Trentamarlboro e Ataru Moroboshi, amici personali di Madonna e Ciampi, travestiti da cospiratori polacchi per evitare il consueto bagno di folla…

i due non perdono tempo e si accendono una sigaretta.

 

Ataru (avvolto in una nuvola di fumo): ci risiamo , caro Trenta, mi sento molto triste ed emarginato! ‘sta cosa del libro mi ha veramente sconvolto…

Trenta (sospirando): se ti può consolare, io non stavo così male da quella volta che Proserpina mi ha stracciato alla gara di rutti…

 

Ataru: ma com’è possibile che ci abbiano esclusi? noi, i principi della parolina al posto giusto! i fuoriclasse della rete! i Paolo & Chiaro di Splinder!

Trenta: ho ricontrollato quella fottutissima lista almeno cento volte… dobbiamo farcene una ragione: noi non ci siamo. Punto. La Lipperini non ci ha proprio cagati di pezza!

 

Ataru: mio Dio, sento che sto per svenire! (si rivolge alla cameriera, gnocca ma trucida, dandole una pacca sul culo): mi porti una media chiara doppio malto?

Trenta (accorgendosi che la radio passa l’ultima cagata dei gemelli diversi): per me un tanica di Jack Daniel’s, grazie.

Ataru: ma che bella musichetta! chi è, Dj Francesco? ah no, no, i Gemelli Diversi! ho in mente ‘sto pirla da quando, l’altra sera, Petunio ha cantato La canzone del capitano al karaoke di un locale sulla Tuscolana, insieme a un paio di strappone che facevano il balletto…

Trenta: sicuro che non fosse Eriadan? L’ultima volta che ci siamo visti, tipo in luglio, si allenava per le selezioni della Corrida suonando Love boat con l’ascella! Vabbè… non divaghiamo… ti rendi conto? se stiamo zitti, facciamo la figura degli sfigati. se parliamo, facciamo la figura dei rosiconi…

 

Ataru: sì, hai ragione, perdindirindina! (si rivolge di nuovo alla cameriera, guardandole le tette strizzate in un reggiseno a balconcino davvero mozzafiato): senti, zuccherino, ci porti due salatini? e senti, tesoro, che non siano gommosi come quelli dell’altra volta…vai, bella, vai!

Trenta: posso farti una domanda, vecchio mio?

Ataru: certo.

Trenta: non è che hai guardato le tette anche alla Lipperini, vero? dimmi di sì, ti prego, almeno capisco perché non ci considera cool!

Ataru: no. zero. niente di nientea dire la verità, non so neppure che faccia abbia. figuriamoci le tette!

Trenta: peccato…

Ataru: e poi, abbi pazienza, la Lipperini e il Confuso potrebbero anche essere la stessa persona! magari sono l’unico, ma non ho ancora capito se è maschio o femmina… e se fosse una travesta brasiliana? ma soprattutto: di chi sto parlando, ora? buona, la birra…

Trenta: questi, invece, fanno cagare! (si rivolge alla cameriera, indicando i salatini): scusa, hai del disinfettante?

 

Si avvicina una strafiga. Maggiorenne, forse. ma anche no. Occhi verdi. jeans ciucciati. Piercing che spunta dall’ombelico.

 

Ataru (sottovoce): sarà mica Underbreath?

Trenta (sottovoce): no, Underbreath ha nove anni!

lolita (cinguettando): wow! non ci posso credere! ma siete proprio voi?

 

Ataru e Trenta si scambiano uno sguardo d’intesa. didascalia: cazzo ce ne fotte, a noi, dell’einaudi! Sorridono. Anzi: indossano il sorriso più sconcio del repertorio.

 

lolita (sempre cinguettando): sono troppo emozionata! Me lo fate un autografo?

Ataru e Trenta (all’unisono): tutto quello che vuoi, piccolina…

 

La ragazzina fruga nella borsa. Tira fuori una penna. Poi tira fuori un libro. Ataru e Trenta invecchiano, improvvisamente, di 600 anni a testa: il libro è Amici ahrarara dei Fichi d’India!

 

Trenta: sai cosa? Temo di aver capito perché la Lipperini non ci trova cool!

Ataru: tichitì...

Trenta: tichitì...

 

Aquattromani,

ataru & trenta



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 21, 2004 16:26 // commenti (67)
giovedì, 21 ottobre 2004

SILLOGISMI VOLUME QUATTRO O GIU' DI LI'

( on the air: The Killers - Somebody told me )

Sostengo delle tesi errate. Avessi sostenuto delle tesi erranti, avrei dovuto rincorrere i laureandi che le portavano di qua e di là. La minore è una nota, insomma una diciassettenne famosa. Fama o fame? Seta o sete? E se fosse famosa e anche setosa? Non voglio pensare ove sia setosa, rischio l'arresto, quello della polizia e quello cardiaco. Insomma cardiaco e maniaco. Anche maniacale a livelli altissimi, dunque raffinato. Come lo zucchero. Ma dove raffinano lo zucchero? In raffineria? Allora lo fanno con il petrolio, quindi se metto da parte sei quintali di zollette divento ricco? E se invece mi viene solo il diabete? Poi mi chiedo io, ma proprio il diabete? Perchè non il diolmo, il diplatano, il dipino, la diquercia, il dicipresso...dici presso? Ma presso dove? Io non presso, almeno cerco di non farlo, diventerei noioso e poco incline alla compagnia femminile. Quando in realtà dovrebbe essere la compagnia femminile ad essere incline verso di me. Inclinata per la precisione. Ma se c'è una precisione, c'è anche una postcisione? E la cisione? Dubbi preoccupanti, lame rotanti e vasi comunicanti. Due vasi si sono sentiti ieri al telefono, hanno comunicato: sentivano un grande vuoto dentro di loro. Gli manca la loro terra. Quasi come se fossero in esilio, assurdo ostracismo, mentre le perle gridavano di preferire l'ostricismo. E intanto leggevano una quarantina di fascicoli scritti da loro. La famosa collana di perle. Ho finito, ho riletto, vado a letto, che è un letto anche perchè so già tutto quello che c'è scritto sulle coperte.



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 21, 2004 04:12 // commenti (29)
mercoledì, 20 ottobre 2004

LA CADUTA DELLE CERTEZZE

( on the air : Interpol - Slow Hands )

La mia fragilità psichica è stata più volte conclamata dagli scritti riportati in un anno di blog. A tale proposito, vorrei ringraziare tutti per l'entusiasmante festa del post precedente e invito a continuare cotanta festa nei commenti del post stesso, perchè, vi giuro, l'ho riletto un sacco di volte e mi piace sempre di più, perchè è Vostro. Ora aiutatemi a tagliare il traguardo dei cinquantamila visitatori. Ma, ecco d'improvviso, uno scontato outing: sono psicolabile. E' un'ammissione che faccio senza paura di essere smentito. Ho pure le mie fisse, che sono tante, e le mie certezze, che sono poche. Ultimamente sono venute meno grandi certezze che non potrò recuperare, sto tentando di farmene una ragione. Ma stanotte, mentre tornavo a casa, ho deciso di telefonare ad una signorina. Lei sì che mi dà sempre certezze. Poi è molto precisa, un po' venale, ma precisa. La sua voce suadente, a volte mi rassicura, altre volte mi sconvolge e mi fa pure restare male. Lei è una certezza. E non mi costa niente chiamarla dal mio cellulare con la scheda Tim. E' un po' ripetitiva e monocorde, ma in sei anni che la conosco, ho imparato a volerle bene. Spesso la sento più di una volta al giorno, o magari ci sono giorni che proprio non mi va di sentirla, eppure lei risponde a qualsiasi ora, asseconda anche i miei orari più impensati. Ma questa notte, proprio questa notte, anche lei ha deciso di darmi un dolore, di farmi crollare una certezza. Così ho deciso di farci un post con la morte nel cuore.

Ora, la fredda cronaca: il cancello del mio palazzo si chiude dietro di me, decido di chiamarla, compongo il suo numero TIM, uno squillo come sempre, e lei risponde con la sua voce adorabile: servizio Tim card, buonasera. Il suo credito residuo è: ventuno/euro/e/quarantadue/centesimi/IVA compresa/aggiornato al...

No! Puttana! Non puoi farmi questo! Prima di IVA compresa avresti dovuto dirmi come da consumato copione: pari a/quarantunomila/quattrocentosettantaquattro/lire!

Perchè non fai più quell'equivalenza? Perchè mi dai questo dolore e non mi illudi ancora di essere più ricco? Quando avevo quattro euro e mi dicevi che avevo ottomila lire, mi sentivo vivo, respiravo, Cristo! Tu, tu mi infondevi sicurezza, mi parlavi di un ricordo ormai lontano, ma ancora presente, ti amavo per questo! E' caduta un'altra misera certezza di Ataru. Addio, sciocca signorina del 4916, le mie prossime telefonate saranno pregne di mera formalità. O magari, ti manderò un arido sms.



elucubrato da AtaruMoroboshi // ottobre 20, 2004 03:57 // commenti (68)
lunedì, 18 ottobre 2004

UN ANNO DI BLOG!

( on the air : Maroon 5 - She will be loved )

Questo blog compie un anno! Per il post completo, dovrete aspettare qualche ora. Posso solo anticiparvi che sarà un po' lungo, ma sarà scritto solo ed esclusivamente da voi....

Tanto per farvi capire qualcosa in più, visto che non ce la faccio neanche ora, vi lascio una delle scintille che fecero scoccare questo blog:

13/10/2003

Ricevo e pubblico:

"No ma non ci posso credere! 4 anni che non vado al Warner Village,ci torno stasera a vedere...ehm...così per farmi 4 risate "Freddy vs jason" e chi mi trovo davanti a strappare il biglietto?
Tu!!!ma che davero??? apperò, mi sa che sei meglio dal vivo!
Proprio oggi t'avevo scritto la prima email...vabbè! cmq
porca miseria non sapevo che fare, volevo dire "a Selvà!" tipo vecchi amici! Cioè, stavo coi miei amici che mi guardavano come se fossi scemo e mi facevano: ma chi è sta Selvaggia?
cmq le parole che hai detto ad un tuo amico mentre entravi erano fantastiche: TU VEDI DI ANDA' AFFANCULO! ahahahahah MIT-TIC-CA!

simone-(ATARU SUL TUO BLOG)

PS:MA TE LA SARESTI TIRATA SE TI AVESSI FERMATA A CHIACCHIERARE?"

A proposito delle gentili parole rivolte al mio amico:

si trattava di uno di quegli individui altamente irritanti a cui, davanti al bar del cinema, si domanda per un'ora di seguito: "Vuoi qualcosa? Sicuro? Proprio niente niente?" E lui: "No figurati. Non ho fame."
Poi sei ancora in fila per farti strappare il biglietto e lui è già lì a ravanare nel tuo secchiello dei pop-corn.
Di lì il mio cortese vaffanculo.
E comunque Simone io devo ringraziarti perchè hai omesso il particolare più triste della situazione: ero con quest'amico e la sua fidanzata. Che vita

 

Dal blog di Selvaggia, cinque giorni prima che aprissi il mio. Subito pubblicato lì sopra, come una specie di essere sfigato. Era un segno.

 Ma proseguiamo, da questo momento, il post lo fate voi! Mi sono fatto un culo così a rileggere tutti i commenti, ma volevo ringraziare tutti, anche quelli non citati, perchè - mortacci vostri - i commenti erano veramente troppi...here we go! Visto che ci vorranno un paio di giorni, se veramente siete così folli da volerli leggere tutti, lascerò questo post fino a domani...

 Buon compleanno al blog di Ataru!

 Sezione "il primo commento in assoluto"

alle 02:20 del 18 ottobre, 2003
se ci fosse qualcosa in più magari....
elysabeth (
http://4ever.splinder.com/)

 

Sezione "eterni dubbi di natura blogghica"

alle 00:49 del 28 ottobre, 2003
facciamo che si risponde dove si scrive...anche se nemmeno io sto alle regole in effetti :S ...e poi mi prendo anche una pausina (spero non la pausini...bleah...battuta squallidissima!)...mi prendo una pausa da blog ma non dai commenti...non mi va di scrivere tanto in questo periodo....anche se nel frattempo scrivo un mini-papiello fra i tuoi commenti! ^_^; tornando a Kill Bill...quindi sei riuscito a vederlo in una delle scene del matrimonio! vista micidiale!
danycut (
http://hanami.splinder.com/) ora presente con un altro nick qui sopra...

 

Sezione "è una tragedia"

alle 00:41 del 18 novembre, 2003
stanotte mi stanno succedendo cose assurde...come vorrei tornare indietro di due mesi e mollare un gran ceffone al posto di un bacio
danycut (Hanami col blog saltellante)

alle 18:18 del 18 novembre, 2003
Per quanto riguarda i discorsi surreali..forse meglio qui sopra che in diretta radiofonica...per il resto se le cose ti portano in un altrove decente e un pò più lucido..ricordati di chi come te sta vivendo questa crisi di massa...delirio collettivo....o semplicemente(dai lasciamelo dire)...giornata di merda!! Si si!!Mi serve una cartina..
utente anonimo ovvero la mia collega Anna, poi Nanni76, poi Aliena

alle 00:02 del 25 novembre, 2003
magari non saro` cacacazzi a sto modo ma forse ho un difetto peggiore( aparte il pessimismo cosmico) : sono oltremodo rincojonita!...era QUELLO il test!!!!beneeeeeeee!pardon!
sophie82 (
http://masochisticgirl.splinder.com/)

alle 01:38 del 14 dicembre, 2003
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO. Purtroppo Ataru non ce l'ha fatta: mentre fuggiva dall'ennesimo appartamento in cui era -non proprio legalmente- entrato a prendere dei pezzi di ricambio per il suo computer a pedali, è inciampato nello zerbino