MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
> perdere
> parecchi tipi di carne
> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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venerdì, 31 dicembre 2004

MA SIAMO SICURI CHE...?

( on the air: Bugo - Che diritti ho su di te )

E alla fine ci siamo arrivati. E' capodanno, lo sarà tra poche ore, e siccome devo partire per i monti, ospite di Boc, non posso proprio dilungarmi. Non voglio fare bilanci, non ho tempo. E' stato un anno intenso, prima piatto, poi no. Chiedi una scarica di adrenalina e te ne arriva troppa e tutta insieme. Non dimentico niente. Lo stare appiattito a gennaio, il surreale di Firenze a febbraio, gli imprevisti di marzo, la pioggia e la Rimini di aprile, le assurdità e le vecchie novità di maggio, la gioia di giugno, l'amore di luglio, la Sardegna e il dramma e la tristezza di agosto, il settembre più nero della mia vita, la finta serenità di ottobre, il freddo dentro e fuori di novembre, la follia, la gioia, lo squilibrio, i ricordi da archiviare, i trenta e le sorprese di dicembre. Finito anche questo. Ringrazio il blog, perchè senza, non avrei ricordato tutto, non avrei dato queste definizioni. Ringrazio il blog perchè mi ha regalato anche bei momenti, più che altro per le persone che si celano dietro un nick. Tutto sta ad uscire dal guscio e chiedere di incontrarle. Io sono così nel bene e nel male. Quest'anno resta a colori per poche ore, poi diventerà in bianco e nero, e così sarà per le persone, finchè non le rivedrò nel duemilaeccinque. Mi porto dietro questa cosa dei colori da quando ero piccolo e non l'ho mai abbandonata. Peccato ci sia qualcuno che per vari motivi non rivedrò a colori. La vita è questa, è anche questo cumulo di banalità che sto estrapolando mentre dovrei già essere nel letto. E ora, per la prima volta a capodanno, mi aspetta la neve. Obbligo di catene. Mi scappa da dire che la neve è un po' metallara. Stronzata, l'ultima del 2004. Buon anno.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 31, 2004 05:12 // commenti (40)
giovedì, 30 dicembre 2004

NIGHT & DAY

( on the air: The Notwist - Consequence )

Notte è notte, non c'è che dire. Si dice che il blogger posti meglio di notte. Volevo provare un esperimento: postare di giorno lo stesso post della notte prima, per vedere come cambia lo stile. Il problema è uno solo: se postassi di notte sarei influenzato leggendo il precedente diurno e mi lascerei traviare, dunque sono impossibilitato, a meno di una perdita temporanea di memoria. Davvero frustrante tutto questo. Di notte un bacio può diventare una sensazione eterea descritta da parole che non capireste si riferiscono ad un bacio, di giorno magari è più terra terra, è un bacio. Un'uscita notturna, se raccontata subito dopo, diventa il pezzo comico dell'anno, se la racconto di giorno perde fascino ed è una cronaca. Il sapore della notte rende tutto speciale, anche la persona che scrive, anche se magari non vale un cazzo. Cambia tutto, com'è che si dice? Un po' come dal giorno alla notte. Ah già, infatti. Anche l'ispirazione cambia. Io questa notte ne sono privo. Sarà che quando sto bene, e ammetto che oggi sto bene, l'ispirazione fugge via tipo un Concorde giapponese. Sarà che questa cosa dell'ispirazione quando sto bene, l'ho già detta venti volte e alla ventunesima comincio a fracassare i maroni, però almeno quando mi studieranno come fenomeno da baraccone, diranno che la poetica di Moroboshi dipendeva dalla felicità o meno della sua vita, delle sue serate mondane e non. Che poi parliamoci chiaro, vista la mancanza di ispirazione, se oggi avessi postato di giorno, non avrei postato.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 30, 2004 05:06 // commenti (45)
mercoledì, 29 dicembre 2004

TORNA A SCRIVERE UMILMENTE PER VOI

SIGNOR HRUNDI V. BAKSHI

( canzone scelta da umile amico Ataru Morobosci: Liquido - Narcotic )

Mio umile amico Ataru Morobosci e bellissima signorina Noelìn, hanno detto me di uscire di locale caldaia per fare auguri di buone feste occidentali. Natale passato, grande festa in locale caldaia con umile amico Kelso. Lui ha fisico di cowboy, lui tira lazzo e prende vacche, ma lui non uccide vacche. Lui ottimo giocatore di biliardo, lui prende biglia, due biglia e se sono tre, triglia, con stecca. Lui campione! Lui toccato me di dietro con sua stecca di triliardo o biliardo, ora io non ricorda e io detto "mio dio ci siamo". Io non sa perchè detto questo. Ora Capodanno di polpette di ceci con sorriso in mezzo. Andare a festa di capodanno è come vedere monoscopio in tv: molto noioso. Noi in India abbiamo un detto, solo che io non ricorda quale è. Detto indiano è come storia di funghi primaticci: funghi primaticci...

Ehi indiano, non ti starai prendendo troppo spazio? Niente funghi primaticci, t'ho detto solo di fare gli auguri!

Mio umile amico Ataru Morobosci, io chiede scuse a te! Io fa auguri a tutti amici di bloghi, in modo particolare a signorina Noelìn, che invito su mia triruote per fare giro panoramico. Auguri da signor Hrundi V. Bakshi.



elucubrato da Hrundi-V.-Bakshi // dicembre 29, 2004 04:31 // commenti (59)
martedì, 28 dicembre 2004

IL POST BARZOTTO

( on the air: Green Day - Boulevard of broken dreams )

Ho un nuovo blocco dello scrittore. Chiamiamolo bloggo, che è meglio. Abortiti due post, uno sulla praivasi dei blogger ( è da eoni* che faccio due palle così con questa storia ), un altro sull'incontro di due notti fa con una fanciulla che avrei dovuto conoscere già da un paio d'anni. Persino un terzo sull'ottimo profumo al gusto di zucchero filato alla fragola. C'è una sottile linea di confine* che mi separa dal letto, credo che presto questa linea verrà superata. Anche perchè non è che nel frattempo mi sia venuto in mente chissà cosa da scrivere. Fate presto voi. Parlate della Lecciso, dello tsunami, di Berlusconi e delle vincite al torneo di zecchinetta a casa di zia Zoroastra*. O al limite parlate dell'ultimo libro di Genesio Cianciconi, che ben descrive le vostre sensazioni mentre sbattete le uova per fare la frittata. Allora cerco il sorriso della mia gigantografia da piccolo, quello lì ride, giustamente. Aveva due occhioni giganti, non era miope, non era in sovrappeso, era pure biondo, no-dico-biondo, non pensava alle gonnelle e non aveva neanche tutti i denti. A me adesso comunque ne manca uno, ma questo è un altro discorso. Onestamente siamo in un periodo di transizione. E' presto per parlare di cosa non farò a Capodanno, è presto per fare bilanci dell'anno, visto che può succedere ancora di tutto, è presto per lamentarmi di gennaio, è presto per esaltarmi con la mia partenza per Berlino. E' un periodo barzotto. E ne viene fuori un post barzotto.

Ora vi farò delle rivelazioni: le parole o modi di dire segnati con l'asterisco, avevo deciso di inserirli prima di sapere di cosa avrei parlato. Non è la prima volta che succede, solo che stavolta l'ho reso pubblico. In questo post vi sono due link. Uno è falso, l'altro no. Quello vero parla bene di me. All'altro ho chiuso il sito perchè ne parlava male. Voi mi credete? Sono in fase cazzeggio-unplugged, cosa volete che vi dica? Yawn.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 28, 2004 04:03 // commenti (61)
domenica, 26 dicembre 2004

IMPOSTARE, IMPASTARE, POSTARE

( on the air: Interpol - Narc )

Ho voglia di scrivere di tutto. Fuori piove that God sends it, per poco non annego con tutta la mia piccola Mini. Lo stress del Natale è finito, stiamo apposto fino al duemilaecinque. Mangiare si è mangiato, bere si è bevuto, il papa ha pontificato, al cinema è andata bene: Tu, la conosci Claudia? è davvero piacevole e tutto sommato non me lo aspettavo così carino. Prima correvo sotto la pioggia con l'ombrello spazzato via dal vento e i miei pantaloni da supergiovane completamente inzuppati (che tocca fà peccampà, i pantaloni che arrivano sotto le scarpe, si dovevano inventare...). Insomma correvo e pensavo che Natale me l'ero lasciato alle spalle. Con tutti i regali attesi e inattesi del caso. Blogstar mode: On. Ora, grazie all'Aliena, ho anche la penna personalizzata per scrivere autografi. Sopra c'è scritto: Il Maestro. Niente male davvero, anche se lei, i blog, non li sopporta più. Ora, grazie alla sapiente mail di convincimento di Maxime, ho anche i feed RSS. Stanno negli antipixel in basso a sinistra. Non mi chiedete cosa ci devo fare, non mi frega niente, però rendono più comoda la lettura e di certo porteranno qualche accesso in più. Vi dirò anche che ho ancora da smazzare un po' di G-Mail, dunque non siate timidi, fatevi avanti e guadagnatevi il vostro regalo di Santo Stefano da parte di Ataru in versione Babbo Santo Stefano. Blogstar mode: Off. Ora gli sforzi si concentrano su un'altra festività inutile ( se la gioca con Ferragosto e il venticinque aprile ): Capodanno. Incredibile quante volte si cambi idea per trovare un modo di accogliere un nuovo anno di merda. Tutti a dire che non gliene frega niente e tutti a pretendere quello che non c'è. E' che io non ho il coraggio di chiudermi a casa, sennò lo farei. Questione di abitudine di uno scapestrato che esce ogni sera eppoi si chiede: non vorrai mica stare a casa a Capodanno mentre gli altri brindano, emettono saliva nelle trombette, copulano e agitano i culi. E così via a sbattersi su decisioni noiose, anche perché quest'anno pensavo di aver già deciso cosa fare da circa un mese. Proprio per non arrivare all'ultimo minuto come sempre. Anche stavolta ci siamo arrivati: è una specie di umiliante rituale. Ti sembra che persino i pensionati siano più organizzati, scopone e briscola, dentiera nello champagne, e tanti saluti a quello sfigato di Ataru Moroboshi. Intanto piove, il terreno assorbe la pioggia, domani ci saranno nuove voragini nelle strade che andranno ad aggiungersi a quelle che saluto affettuosamente ogni volta che ci passo, possibilmente non dentro. Il mio sguardo a punto interrogativo davanti allo schermo agevola la fine di un post assolutamente inorganico, post di qualcuno che vuole scrivere, ma non ha le idee chiare, però scrive ugualmente. Ok, chiudo chiudo. Voi pensate a citare i vostri scrittorucoli da quattro soldi, da Baricco a Nove, da Palahniuk ad Ammaniti, da Tabucchi a Benni. Non ho nulla contro questi qua, non li ho mai letti, era tanto per fare nomi frequenti e modaioli sui blog altrui e per farmi trovare da qualche intellettuale con una chiave di ricerca diversa da adoro clisteri o cazzo di palestrato foto o al limite come far ingelosire una ragazza. Comunque voi siete trendy, io sono nostalgico e terra terra. E cito Vanzina nelle parole di Riccardo Garrone in Vacanze di Natale dell'ottantatrè.

Silenzio...ragazzi! Papà ci vuole dire qualchecosa...

bè...eh.....e anche questo Natale........se lo semo levato dalle palle!



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 26, 2004 05:19 // commenti (58)
venerdì, 24 dicembre 2004

TANTI AUGURI !

( on the air: solo la ventola del pc )

Qui, un anno fa, un blogger acerbo con il pc rotto, parlava del suo Natale disilluso. Per poi finire la notte del venticinque a bere gin, fumare canne e cantare Dio è morto. Meglio di così, a quel blogger acerbo, non poteva proprio andare. Un anno dopo, quello stesso blogger è un po' meno acerbo, ha il pc nuovo da poco meno di un anno ed è disilluso più di prima. Un anno dopo, una vita fa. Sadico gioco del c'era una volta, riassunto di anni e anni trascorsi nello stesso identico e rassicurante modo. C'era una volta una poesia sulla sedia, c'era una volta un pranzo enorme intorno a un tavolo, c'era una volta un pandoro intinto nel cioccolato caldo, c'era una volta un casino assurdo in quella stanza, c'era una volta le macchinette sulle montagne del presepe, c'era una volta i regali sotto l'albero, c'era una volta il cinema il pomeriggio, c'era una volta la tombola che perdi ma tanto i soldi te li dà nonna, c'era una volta una casa che ora è in vendita, c'era una volta Natale.

Ora è natale. Minuscolo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 24, 2004 03:07 // commenti (61)
giovedì, 23 dicembre 2004

PASSAGGIO A NORD OVEST E ALTRE ELUCUBRAZIONI

( on the air: Fat Boy Slim - The Joker )

Freddo bestiale, inutile dire che mi piace. E' noto. Certo se avessi il riscaldamento autonomo sarebbe meglio. L'evento del giorno era il passante a Nordovest, chi bazzica Roma Nord, sa che parlo di un megatunnel inaugurato da Veltroni e compagnia bella proprio ieri. Stanotte l'ho percorso tutto, tunnel infinito e luminoso che probabilmente risolverà zero problemi di traffico. Però dovevo farlo, di notte rigorosamente. Bello inaugurare un'opera urbana di così larga portata, ricordiamo che ci hanno messo cinque, mi pare cinque anni, a farlo. Natale è lì che fa capolino nelle luci, nei colori, nel freddo (meno male), nelle canzoni, nella mia idiozia di mettere Last Christmas come suoneria, nei cinema, nei negozi e nei cervelli scemi, ma anche no. E' un freddo secco che non appanna i vetri per fortuna, però una volta che mi ero salvato dall'appannamento dei vetri, mi si è appannato il cervello. Peccato perchè finchè sui vetri della macchina potevo disegnarci la storia d'Italia a fumetti, ero lucido. E' proprio vero, i momenti giusti non coincidono mai.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 23, 2004 03:12 // commenti (61)
mercoledì, 22 dicembre 2004

IL POST SPECCHIO

( on the air: Jon Brion - Theme from Eternal Sunshine of the Spotless Mind )

Stasera, stanotte, vi parlo di una blogger, di una mia costola. Devo farlo. La signorina Noeyalin, Noelìn è lo spelling, correttamente imparato dopo due incontri, è lì che aspetta con il suo piumino bianco. L'aspetto è quello di una principessa indiana ( e non me ne voglia se abuso di termini invertebrati ). La sua parlata pisana è fin troppo familiare per chi come Ataru, va in visibilio anzi auribilio o come cacchio si potrebbe dire, per quel tipo di favella. Per chi come Ataru, si è sempre perso nel mare dei ricordi. E allora forse per troppo scrupolo, parte anche il paragone dei suoi occhi con una V. famosa anche da queste parti. Queste le prime impressioni. Fin qui la superficie. Certo che se esordisci con una telefonata di due ore senza neanche vederti, sai già che se ti trovi davanti al tavolo di un pub, non ci sarà silenzio. Nè per me, finto estroverso, nè per lei, timida, ma ormai consumata pierre in ambiti non certo discotecari, anzi. Litiga con le cinture di sicurezza della Mini, trova moscerini nei Martini e sembra snob. Occhio a quel sembra, perchè è di fondamentale importanza. Non ditele mai che è snob, potrebbe prendersela. E avrebbe anche ragione, la principessa. E cosa vuole dal blog? Capire dagli altri, dai loro commenti, se è vero che scrive bene? La qui presente blogstar Ataru Moroboshi, certifica che la signorina in questione scrive da paura. Nel senso di bene. Sic! Che poi io non sia blogstar non importa, tanto lei mi ci chiama per farmici incazzare ( ops arrabbiare, mi scusi la parolaccia, sarà l'unica ). La cosa che mi fa piacere da matti è che si sia trasferita su Splinder contagiata da me. Altrimenti magari nessuno avrebbe assistito alla metamorfosi del moblog di Annie 80, fatto solo di piccoli pensieri. Appassionata di libri, ed essendo mia lettrice mi onora, si ricorda particolari che ho scritto, persino le righe piccole, che io stesso fatico a ricordare. Maggiore soddisfazione, chi ti legge, non te la può dare. Appassionata di musica e di cinema. Da qui anche la dedica della colonna sonora del post. Oltre ai colori del titolo: blu notte come il suo quadro preferito, rosa come le scarpe che le hanno rubato. Già, le scarpe, altra grossa passione. Il suo occhietto furbo nasconde la frecciatina che da un momento all'altro potrebbe lanciarti, con la sua ironia celata fino a un certo punto, da brava toscanaccia. Noelìn ha dei sogni, dei progetti, che va letto con la g aspirata. Uno l'ha realizzato. E vive nella sua caotica piazzetta. Gli altri, sono certo, li realizzerà. Perchè è determinata almeno il triplo del sottoscritto e te ne parla fino ad incantarti, lei dice modestamente "annoiandoti", ma lo sa, affabulatrice com'è, che non può essere vero. Se la incontrate, fatela sorridere, ne vale la pena. I suoi sorrisi Durban's sono misurati, ma la rendono solare. Bel termine solare, me ne compiaccio. Elegante è un altro aggettivo che le si addice. Fantozziana nei suoi racconti, ma in realtà impeccabile quando ti sta davanti. Ma aspetto ancora le sue botte da teenager decerebrata, che secondo me, la renderebbero ancora più divertente, nel contrasto con la donna in carriera. Alchimie. E non lasciatevi impressionare dalla lunghezza dei suoi post, spontanei o elaborati che siano. Andate sul suo blog e rimarrete stregati. Anche se per leggerla fino in fondo, forse, dovreste conoscerla di persona. Ecco, io l'ho conosciuta. Bene. A questo punto, avendo imparato come far soldi, cara Noelìn, mi devi una somma piuttosto cospicua. Ma siccome sono buono e sono Ataru non a caso, mi accontento di una cena tete-a-tete...e non preoccuparti neanche di offrire! Insomma mi sa che non ho ancora imparato come arricchirmi: il mio debole per il gentil sesso, mi ha sempre fregato.

Qui trovate il post specchio sul sottoscritto. L'epilogo di questo post sarà scritto a quattro mani prossimamente.

Ps: se qualcuno avesse intenzione di divertirsi e soprattutto farmi divertire a postare a quattro mani con me, basta chiedere. Impossibile che vi sia detto di no. Ho sempre amato i duetti e le collaborazioni. Fatevi sotto!



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 22, 2004 03:26 // commenti (66)
martedì, 21 dicembre 2004

TRANQUILLI, NATALE SI AVVICINA / PARTE SECONDA

( on the air: Tori Amos - Love song...e io che non conoscevo sta cover dei Cure...mammamia, brividi)

E' Natale, rendiamocene amaramente conto. Questo Natale prometto di essere più cattivo dello scorso. Perchè ti ci fanno diventare, mica per niente. Da piccolo la vivevo bene, ma l'ho detto già l'anno scorso, anzi quel post lo riposterò magari il 24 notte in versione deluxe, visto che all'epoca mi leggevano due persone. Ma in generale qualche anno fa era solo l'inizio della fine. Della degenerazione totale. E voi che andate in giro per regali ci siete dentro. Non negatelo. Solo qualche giorno fa mi sono recato a comprare un regalo per me stesso e per il mio compleanno, dunque non per Natale. Era un venerdì qualsiasi, o almeno sembrava. Da suicidio. Peggioramenti di questo Natale, vediamoli:

il martellamento dei telegiornali: i soldi non ci sono più, tutti mangiano di meno, i regali saranno poveri, recessione, ogni anno si tira la cinghia più stretta. Allora porca puttana, volete spiegarmi perchè stanno tutti in giro a comprare roba costosa, cellulari che ti fanno il caffè, fuoristrada da deserto sahariano, tintinnini alle signore e mutande da ottanta euro? Dove sono i poveracci? La stessa gente il giorno dopo si lamenta che la vita costa troppo. Mi verrebbe di sputargli, mi verrebbe.

il traffico: Roma è una città caotica. Natale a Roma è terribile. I mezzi pubblici funzionano male. Fate la somma e otterrete la paralisi. Quest'anno come non mai. Già mi era sembrato che nel mio maledetto mese di settembre le macchine fossero aumentate, ora non ci si muove più. Per giunta ti mettono in giro i vigili urbani e gli ausiliari del traffico. Gente che sa fare il suo lavoro di merda? No, incapaci e pure stronzi. Vanno a vedere quello che sta cinque minuti in doppia fila eppoi non sono in grado di far circolare tre(cento) macchine su un incrocio.

la moltiplicazione dei lavavetri: a Natale, si sa, tutti fanno la buona azione. Che poi non si capisce perchè, la tv ci rompe le palle con i barboni, con i disadattati e con i poverelli, solo ed esclusivamente quando si avvicina il Natale. Come se gli altri giorni non esistessero. C'è evidentemente anche chi un po' ci marcia. L'altro giorno ho beccato quattro lavavetri presso altrettanti semafori vicini tra di loro. E tutti mi hanno almeno appoggiato la loro spazzolina sul vetro. A un certo punto hanno visto il mio sguardo truce, anche perchè, santa pupazza, gli spicci li avevo finiti e il vetro si stava affinando a forza di lavarlo.

la fissa delle tradizioni: a Natale ci si deve sfondare di cibo. Ma perchè? Ma chi lo dice? E se io voglio la minestrina? Mi guarderanno come un alieno? E se io voglio mangiare i tortellini in brodo il 23 maggio, non posso farlo? La gente corre a comprare i panettoni, ne compra quindici, non si sa perchè. Ho visto persone spiritate davanti ai supermarket, persone che si scannavano per provare giacche e pantaloni, altre che uscivano dai negozi di elettrodomestici con cinque telefonini e quattro lavatrici. Il frigorifero che fa gli iceberg poi glielo portano a casa gli orsi polari.

la follia: la corsa al regalo porta inevitabilmente alla follia gli automobilisti. Urla, strepiti. Tutti sono rincoglioniti, ma tutti vorrebbero guadagnare il loro metro di strada per comprare l'oggettino a zio, a mamma e a bimbo. Un incubo fatto di luoghi comuni.

gli utopici: perchè io il Natale lo sento davvero. Siete voi, gli schiavi del consumismo. Ho ritrovato il senso vero del Natale, quello spirituale. E ora vado a comprare il telecomando per la cuccia del cane e il trendy-panettone uvetta, nutella e gorgonzola.

Per fortuna ci siamo quasi, perchè uscire di giorno sta diventando uno psicodramma al quale non voglio assistere mai più. Anche se so che tra un anno staremo peggio.

PS: un abbraccio forte come quelli di sabato, anzi domenica, nell'ubriachezza molesta, alla signorina Noma o Fev o come volete chiamarla. Anche stavolta è stato un piacere, come tutte le persone che ho conosciuto finora via blog. Sono fortunato perchè ho proprio dei bei lettori.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 21, 2004 01:47 // commenti (55)
sabato, 18 dicembre 2004

QUINTA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

 

( on the air: Gianni Morandi - Banane e lampone)

Hai comprato il regalo di natale per la tua dolce metà, PucciPucci. Ti telefona un tuo amico, Gianselmo, quello che proprio non riesce mai a farsi i fatti suoi, e ti dice di aver saputo che anche PucciPucci ha un blog. Gianselmo, avendo tutti i giorni la possibilità di accedere al computer di PucciPucci conosce anche l'indirizzo del blog e non esita a comunicartelo.
Tu curioso, appena puoi, vai a leggere il blog, lì... fra i vari riferimenti, racconti, descrizioni... riconosci PucciPucci, però ti soffermi in particolare su un post di qualche giorno prima:

"Il mio rapporto non funziona più, non so se l'amo ancora e nel frattempo continuo a vedermi di nascosto con X."

Ora:

- in 400 parole descrivi la tua reazione;

- posta o linka la foto del regalo che hai comprato scrivendo cosa decidi di farne.

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Cara Puccettina, come avrai saputo dai commenti e dalle email che ho spammato ovunque, ho aperto anch'io questa roba che chiamate blog. L'ho fatto perchè volevo che mi leggessi qui, davanti a tutti. Esattamente come tu mi hai trasformato in una specie di zimbello della rete. Certo se Gianselmo si fosse fatto i cazzi suoi e fosse andato in Tibet a trovare suo cugino Giandolfo, io non avrei mai saputo nulla di tutto ciò. Ma Gianselmo i cazzi suoi non se li è mai fatti e tu, che evidentemente non brilli per acume, glielo hai fatto sapere. Sospettavo qualcosa da quando mi hai cominciato a parlare di quel corso di cucina uzbeka che facevi in parrocchia dalle 11 alle 3 di notte. Per giunta tre volte a settimana. Un po' mi chiedevo cosa cazzo mangiassero in Uzbekistan, un po' pensavo a questi preti così moderni e un po' finocchi, un po' mi chiedevo perché proprio quella minigonna inguinale che con me indossasti solo la volta che volevi far ingelosire il tuo ex. Ora lo so, ti vedi con qualcuno. Ma perché non mi hai detto che le cose non andavano bene? Perchè leggo i commenti e vedo che Minkietta87 t konsiglia d mandare affankulo ql palloso dl tuo rgzz? E chi è questo Ataru che ti dice che al limite può fare il terzo incomodo? Qual è il nostro problema? Ti ho riempita di coccole, di regali, di attenzioni. Non dirmi il sesso, perché dopo averti fatto provare anche la posizione dell'iguanodonte martellatore, non credo potessi desiderare qualcosa di più. Forse stai troppo bene. Sul blog lui lo chiami X. Cosa sono per te, una lettera dell'alfabeto? Se sì, abbi il coraggio di dirmi quale. Che poi mi farò il conto degli altri ventidue, zoccola. Forse esagero, ma capiscimi, sono andato in giro tutto il santo giorno, in mezzo a gente rincoglionita e colpita dalla sindrome del regalo di Natale a tutti i costi. E in mezzo a questa massa di idioti, dovevo destreggiarmi per trovare quel dannato regalo che mi avevi chiesto. Che poi dico, non potevi fartelo regalare da X? Non potevi chiedermi un gioiellino, un libro, un completino intimo? Scegli tu cosa fare adesso. Un coltello da cucina piantato dietro la schiena? Fulminata dal filo del tuo fottuto computer? Oppure dolcemente soffocata nel sonno dal cuscino leopardato kitsch, regalo di zio Giancùlo (o almeno così sostenevi) ?

Cosa ci faccio ora con questo affare pagato la bellezza di 90 euro? Credo che lo rivenderò a 91 euro a Gianselmo, che prende spesso l'influenza e almeno non ha la tua stramaledetta allergia a tutto il creato. Zoccola.

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Visto che è sabato e si vota, credo, fino a domenica, temo che stavolta avrò meno fans. Solo che sinceramente non avevo voglia di postare prima e anche adesso avrei preferito di no, per motivi di profondo scazzo. Aggiungo che se avessi fatto la prova in maniera seria vi avrei fatto suicidare, ma visto il tenore un po' triste del blog negli ultimi giorni, ho voluto buttarla sul ridere, anche per non aumentare il pesante scazzo notturno. Però, io l'appello lo faccio come sempre, votatemi oppure vi inibisco i commenti qui sopra.

VOTATEMI QUI, E PRIMA FERMATE QUELL'ODIOSISSIMA MUSICHETTA DEI VILLAGE PEOPLE

NUMERO 12 ATARU

mister blog

elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 18, 2004 05:18 // commenti (68)
venerdì, 17 dicembre 2004

BATTI IL FERRO FINCHE' E' CALDO

(on the air: Tool - Schism)

Era una vita che sognavo di intitolare un post così, ce l'ho fatta! Frase che mi riporta a una decina di anni or sono. Quando per avvicinarmi a una ragazza ci mettevo una vita. Mettere una mano sulla spalla costava la fatica di pensarci per qualche ora. Iniziava la serata in gruppo e tu fomentato pensavi: tanto c'è ancora parecchio tempo, mica posso farlo a inizio serata. Si andava al pub e non riuscivo a mettermi al posto che volevo. O stavo accanto a lei e beccavo di fronte l'impiccione-che-tiprende-perilculo, oppure lei stessa si sedeva e io per non fare la figura del fregnone che aspettava per prendere posizione al tavolo, finivo per sedermi accanto a quelli che mi stavano sullo stomaco ai livelli di un profiterol ripieno di ratti scaduti. L'uscita di gruppo serviva per fare il giullare, far ridere lei e gli altri. Del resto per un timido mica era facile. Però magari poi arrivava lo stronzetto che faceva le battute sulle scuregge, e pur beccandosi dell'imbecille dalla lei in questione, portava a casa il suo trofeo e la coerenza della fanciulla. Poi c'erano i belli, che mi incazzavo solo a sentir dire che erano belli. Avrei imparato in seguito che il modo migliore per smontarli era dire che erano belli veramente. Di lì a poco, lei, avrebbe visto che il superbello aveva l'apparecchio invisibile ai denti, la mano troppo pelosa e il culo basso. Insomma al pub, questa cazzo di mano sulla spalla, proprio non si riusciva a metterla. Andava bene sfiorare un ditino mentre mi passava il sottobicchiere della mia birretta da alcolizzato, mentre lei magari prendeva un succo di melma. Dal locale alla macchina pensavo che ormai il tempo era poco. E magari questo maledetto braccio intorno alla spalla potevo metterglielo, in fondo, lei era sola in coda al gruppo. Sai pensavo che stasera facesse più caldo e invece sì insomma comincia a far freddin...oh! Braccio a mezz'asta come le bandiere a lutto. Una ragazza che mai si era sognata di parlare con lei, la aspetta davanti alla vetrina di un negozio di calzature chiuso, per farle vedere l'ultimo modello di scarpe con la zeppa trampolata. Tentativo fallito. A ritorno in macchina cercavo di andare dietro insieme a lei, e il terzo incomodo di solito era l'impiccione di prima. In tre dietro si sta stretti, lei in mezzo, io metto il braccio sul pianale con la scusa di stare più comodo. E finisco per toccare qualcosa. Sì, la mano dell'impiccione. Bacetto, casa. E quella mano, quel braccio, me lo sarei tagliato se non fosse servito a sfogarmi in modi soddisfacenti tipo immaginare di far sesso con una ragazza inventata perchè lei, secondo canoni da imbecille a denominazione di origine controllata, era troppo pura. Tutte cazzate. Le situazioni fin qui proposte hanno un fondo di realtà, non tutto. Fatto sta che la frase che dà il titolo al post, effettivamente mi fu pronunciata da un vecchio amico che aveva parlato con la lei del momento, perchè esausto di vedermi con la faccia da cazzone. E il braccio intorno alla spalla funzionò finalmente. Oggi che la mano sulla spalla la metto quando voglio, mi sono detto la stessa frase: batti il ferro finchè è caldo. Questo post è un'astrazione fatale. Realtà poca, fantasia molta, finzione scenica e tempi lunghi. Forse è meglio lo shopping natalizio e la vecchia cassetta un po' sottoauntreno. Che non si sa perchè, ma funzionano pure dopo dieci anni. Il resto lo vedrete solo se farete il costoso e ambitissimo abbonamento ad Ataru Channel ™. Voi che avete tempo da perdere, se non lo avete ancora fatto, godetevi l'intervista di Rael ad Ataru. Anche perchè Rael vuol diventare famosissimissima e vuole sfruttarmi per questo bieco motivo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 17, 2004 04:22 // commenti (45)
giovedì, 16 dicembre 2004

VENTI NON PIU' VENTI

( on the air: Gazebo - I like Chopin )

Ok ci sono arrivato. O meglio, ci arriverò alle tre e mezzo del pomeriggio, ma ormai posso considerarmi un trentenne a tutti  gli effetti. Un trentenne incasinato sentimentalmente, lavorativamente e totalmente. Questo post voleva essere una celebrazione dei vent'anni, di quello che ho vissuto. E forse però, visto che molte cose le ho raccontate e altre le racconterò, mi sembra una stronzata togliersi argomenti da impiastricciare più in là. Preferisco parlare del viaggio a Berlino, che è ufficiale, a meno di disgrazie improvvise (tòccati, trentenne, tòccati). Preferisco parlare della serata semiperfetta che ho vissuto, e mancava poco a eliminare quel semi. Per la prima volta mi scorre davanti tutto. Dai diversi addii all'università, al primo giorno di radio, dalla mia prima volta all'ultima, dalla gioia incontenibile al dolore incontrollabile. Tutto quello che sta succedendo in questi giorni me lo ricorderò, perchè sono un bravo regista di me stesso e lavoro con bravi attori, prima di tutto me medesimo, e soprattutto brave attrici, non c'è che dire. Ho voluto che ci fossero colpi di scena a ripetizione per fare il finale col botto. Finale che dice che non finisce niente. C'è anzi un to be continued. Però sono volati questi dieci anni. A vent'anni, dire dieci anni fa avevo dieci anni, apriva una voragine temporale spaventosa. A trenta, dire dieci anni fa avevo vent'anni, fa più strano. Non ci credo. Raccontatele a qualcun altro certe vaccate. A chi mi chiede il discorso dico che passo volentieri la mano. Meglio passare una giornata/serata assolutamente imprevista tra traffico, rimpiattini tra una via e l'altra (testimoni Aliena e Noeyalin), vino, cibo thailandese, sosia pericolosi, una ragazzina che parla di blog al ristorante con i genitori, biglietti per Berlino, incontri nel bagno di un locale con una ragazza sconosciuta che compie gli anni il mio stesso giorno. E chiudere rubando tre addobbi all'albero di Natale al Pincio. E trovarsi lì in quel momento e capire che il mondo è lì ed è popolato da due persone che delirano o forse non sono mai state così lucide. Capire che un istante può cambiare tutto e contemporaneamente non cambia niente. E realizzare che se davvero poi le cose stessero così, se l'istante fosse un istante molto lungo che pure stravolge le carte in tavola non cambiando nient'altro, si andrebbe incontro alla perfezione. Che fa paura. E allora via di nuovo con Mariah Carey e i suoi scampanellii natalizi, tra un sospiro e il vento in faccia che ti tiene ben sveglio, nonostante i litri di vino buono. Meglio di così non sapevo districarmi, acrobazie verbali per descrivere il tutto. Il passato è lì dietro l'angolo con i vent'anni. Il presente è oggi. Il futuro? Io ho promesso di impegnarmi, il resto vien da sè. Ma anche no. Buon compleanno, vecchio Ataru.

So che ci avresti tenuto a sorridermi e farmi gli auguri oggi, come sempre accadeva . Te ne sei andata qualche mese prima di potermi vedere più "grande". Ti ho pensato, lassù ovunque tu sia. Tanto me lo hai detto che mi vedi e io lo so. Ciao e grazie, nonna "Nerina".



elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 16, 2004 06:03 // commenti (84)
mercoledì, 15 dicembre 2004

NB: sono due post consequenziali, accade per la prima volta, non vi spaventate.

REVIVAL #2

( on the air: Dave Matthews Band - # 41 )

Cerco posto per la macchina. Lo trovo, cammino, il lungotevere avvolto in un fascio di umidità fredda, quella che entra nelle ossa e non ti molla un attimo. Quella piazza così piena in estate, si è svuotata. Aspetto, fumo, ansia. Minuti lunghi come spade affilate e finalmente vedere capelli corvini. Locali vuoti, sorrisi, silenzi. Silenzi interrotti da parole, parole frivole o parole come macigni. Occhi lucidi, sono i miei, ma magari non te ne accorgi perchè stranamente stasera sono da Oscar. Quel film citato all'unisono e non smettere di dire che Jim Carrey è bravo e Kate Winslet è fenomenale e che sì, ti ho pensato, mi hai pensato. Manca poco ai trent'anni, meno di ventiquattro ore, adesso. Tu sorridi di un sorriso bello ma non è più quel sorriso che mi ha aperto il paradiso (citazione). Ammissioni masochiste che volano dentro un pub che non frequentavo da dieci-anni-dieci. Scorrono ricordi, una storia bruciata in un lampo e da un lampo. Eppure è tutto cambiato. Tranne me, che sono rimasto il solito coglione. Sbagli, non sbagli? Il destino decide per te, non preoccuparti, prendi tutto e mettilo nell'armadio dei ricordi, o al limite nel freezer così lo mantieni più fragrante. Non c'è tempo, torna il freddo, tappeti di foglie secche invadono il lungotevere, è ora di rifugiarsi nell'oblìo. E non voltarsi indietro che fa solo male.

LE AVVENTURE DI ATARU E IL TASSINARO IMMAGINARIO volume 4

( on the air: Wham! - Last Christmas )

Ataru rientra in macchina con la nonscialans di un uomo di pastafrolla. A questo punto si rende conto che poco più in là c'è una Fiat 131 Mirafiori, nota per essere quella der Frittata, l'amico tassinaro. L'anziano signore ha il motore in panne, Ataru si ferma e saluta.

Ataru: ma guarda chi si vede, salve sor Frittata! Problemi?

Frittata: anvedi chiccestà, er sor Ataru! Mannaggia la madosca, me s'è ingrippato er motore! Me sa che ormai er carattrezzi dell'ACI viè domattina...

A: e venga su che stavolta il passaggio glielo do io!

F: ma che davero? ma sicuro che non disturbo? Vedemo se c'entro dentro a sta scatoletta! ahahahahh daje che scherzo! La Mini Minor ce l'avevo pure io ai bei tempi!

A: ma che vuole sor Frittà, la vita è dura. Sono contento che per una volta il passaggio glielo do io, così ripago dei tre viaggetti che m'ha fatto fare! Dove la porto? Dov'è casa sua?

F: te la cavi co' poco, bello! Sto qua in fondo, vicino a Porta Portese, n'artro pezzo de Lungotevere e stamo là. Ma come butta? C'hai 'na faccia da funerale...mi' nipote che è sempre attenta ar blogghe invece de fà i compiti, m'ha detto che giovedì fai trent'anni e stai un po' scojonato. E' quello? Oh scusa io me scordo sempre che me devo fa l'affari mia...

A: oggi mi trova sullo sfogo andante, no problem. Sì è quello, ma non solo. Sa, è periodo di incontri, chiacchiere, rivedo persone, non lo so, ho perso lucidità e l'ho persa tutta e tutta insieme.

F: 'nnamo bene...io te dico solo che d'anni ce n'ho settantatrè e me vedi? Sto un fiore! Certo mannaggia a crist..allino, ce mancava la machina rotta. Ma domani me faccio dà 'na Punto dall'amico mio che c'ha la febbre, così intanto lavoro...hai visto ste sorelle Lecciso? Secondo me mica valgono le Kesslere, quelle erano proprio belle fijole...

A: a Frittà, ma io non le reggo più ste Lecciso...ma chi cazzo sono? E' qui?

F: sì proprio qua, pensa quanno lo sa mi' nipote che m'hai riaccompagnato a casa!

A: ma quanti anni ha?

F: ne fa diciotto a febbraio...

A: bè se le interessa un trentenne immaturo...scherzo eh...

F: ma magari! c'ha dietro tutti sti cojoni, numme fà parlà...vado! Grazie sor Ataru, tanto er destino ce farà riincontrà, sicuro! Su co' la vita! E auguri pure se in anticipo!

A: no problem, tanto non sono più neanche scaramantico..................destino...stasera questa parola l'ho già sentita...ciao sor Frittata...la sai una cosa?

Il tassinaro è già dentro il portone e non può sentirmi. Volevo dirgli che la Signorina V. si è ricordata di lui. Ma forse è meglio non ricominciare a parlare per stanotte. Intanto George Michael affiancato dall'inutile Andrew Ridgeley, pronuncia sottovoce happy Christmas. La musica è quella giusta per un trentenne in pectore. Giù il sipario.

ataru e il tassinaro immaginario

elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 15, 2004 04:09 // commenti (60)
martedì, 14 dicembre 2004

QUARTA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

 

( on the air: Donatella Rettore - Il cobra )

 

Nell'anno 1999 il tuo migliore amico, GIANDOLFO, dopo una forte delusione d'amore, decide di andare in Tibet per 7 anni (ha funzionato x Brad) e ritirarsi a meditare.

Un giorno un tibetano, Thamtog, tramite un cellulare di nuova-ultra-generazione gli fa seguire una vecchia puntata di "Uomini e Donne" con Costantino e così Giandolfo capisce il vero scopo della sua vita. Si mette in contatto con te perchè si rende conto che è stato via per troppo tempo e mentre impara di nuovo ad allacciarsi le scarpe ti chiede di informarlo su cosa è successo nel mondo in sua assenza.

Tu gli dedichi un post nel tuo blog e come la canzone "L'anno che verrà" di Lucio Dalla, gli racconti le cose essenziali capitate negli ultimi anni.

REGOLE DI QUESTA PROVA:

La prova va eseguita a partire da lunedì ed entro la notte di martedì!
Si può far riferimento anche ad eventi personali.

E' obbligatorio usare almeno uno smiley! (si nota che la prova è proposta da Daisi eh??? )

E soprattutto è importante essere piuttosto brevi! (400 parole max!!! e stavolta ne teniamo conto particolarmente!!!)

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Caro Giandolfo, cosa dirti? Mi scrivi di aver visto Costantino ed esserti illuminato. Quella zoccola della tua ex ti ha devastato! Cos'è successo in questi cinque anni ? Ma poi scusami, avevi detto che in Tibet ci restavi sette anni. Brad Pitt si è messo a fare Achille nell'Iliade, magari gli ultimi due anni potresti passarli a Troia. No, meglio di no, così dal nome mi sa che ti ricorda la tua ex. Giandy, lo sai che ora si paga in euro? Un pacchetto di sigarette costa tre euro e cinquanta, sarebbero settemila lire. Magari da te si fuma roba buona, sicuro di voler tornare? Ah, poi hai presente quella cartolina che mi mandasti nel novantotto da Nuova York? Ecco, un barbone ha pensato che quei due grattacieli non stessero tanto bene lì e li ha buttati giù. Niente di grave, si sopravvive. Si mangia bene lì? Qui si lamentano del costo delle zucchine. Due palle con 'ste zucchine, magari la zuppa di radici della Valle dei Bonzi te la pagherebbero oro, basterebbe una comparsata da Vespa. Al governo c'è Silvio, Britney non è decisamente più vergine ed esiste una trasmissione per guardoni che si chiama Grande Fratello. Ah già, gli alieni hanno iniziato la colonizzazione del pianeta, ma lo sappiamo io e pochi altri fortunati. Pensa che l'altro giorno, mi aggiravo per Testaccio insieme a due simpatici lucertoloni che cantavano la società dei magnaccioni. Ormai hanno preso le usanze del posto e teletrasportano la carbonara direttamente sull'astronave. Come vedi, ora ho internet e lo uso in modo fruttuoso, partecipando a Mister Blog (magari in un'altra lettera ti spiegherò). Io sono il solito scapolo impenitente, tu non ti sarai mica dato al sesso ascetico con le capre tibetane? Se sì, è un'esperienza da fare? Dimmi dimmi! Eppoi toglimi un ultimo dubbio: che cazzo di nome è Giandolfo?

Uh prima di salutarti, quasi dimenticavo: quella volta a Chi l'ha visto? ho negato la tesi che tu fossi ancora vivo. Del resto ricordi quella schedina del Totocalcio che lasciasti già giocata a casa mia prima di partire? Io pensavo che la Cavese non potesse vincere ad Acireale, eppure quel miliardo ti spettava di diritto. Mi sono permesso di prenderlo in prestito. Giandy, è un mondo difficile, resta dove sei, si sta meglio. Però se mi lasci l'indirizzo della posta celere, ti mando il vhs di Costantino Vitagliano che tiene lezioni di lobotomia.

 

 

VOTA ATARU NUMERO 12

 

LEVAGLI DI DOSSO LO SCOGLIONAMENTO!

 

VAI QUI E FALLO!

 


mister blog

elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 14, 2004 05:14 // commenti (45)
sabato, 11 dicembre 2004

IL POST INUTILE DEL SABATO

presenta:

IL POST UN PO' MENO INUTILE DEL SABATO

ELOGIO DELLA LOGORREA

( on the air: Non voglio che Clara - Le paure )

Il logorroico è un animale interessante, soprattutto se, consapevolmente, fa della logorrea il suo punto di forza e non quello debole. Dunque prendo l'esempio positivo. Il logorroico parla anche con i muri, e se i muri non rispondono, lui li doppia, fa in modo che lo contraddicano e instaura un confronto. Il logorroico fa una telefonata al volo eppoi si incolla alla cornetta per ore. E se dall'altra parte c'è un altro logorroico, è la fine. Il logorroico fa aspettare gli amici sotto casa sua perchè ha sempre qualcosa di cui parlare anche quando deve uscire. Il logorroico disgela anche le persone silenziose e quelle timide. Anche se magari lui stesso è timido, viene comunque sorretto dal suo fiume di parole (che fa molto Jalisse) in piena. Il logorroico, anche se costretto da cause di forza maggiore a tornare a casa perchè è tardi, si trattiene per quei tre minuti di sigaretta eppoi i tre minuti si elevano perlomeno al cubo. Il logorroico, pur di parlare, si interroga sul perchè preferisca un locale scuro e con la luce soffusa piuttosto che uno chiaro e luminoso. Oppure si sofferma a dissertare della forma di una crepa nel soffitto. O magari immagina una conversazione tra il suo berretto di lana e le sue chiavi di casa. Il logorroico usa i suoi ricordi come autentiche gag per intrattenere e coinvolgere il pubblico e intanto si emoziona parlandone. Ed è talvolta ripetitivo, ma se è in grado, riesce a non essere noioso e a non cadere nella banalità. Il logorroico mette il pilota automatico ed è difficile disinserirlo. Il logorroico fa polemica soltanto per il gusto di dire la sua, di contrapporre una sua idea. Non gli importa di aver ragione o torto, l'importante è esporre ciò che pensa. Il logorroico dispensa consigli, snocciola esperienze e situazioni che in qualche modo riescono ad essere applicabili alle paturnie del suo interlocutore. Il logorroico sfida i suoi simili in dispendiosi match di ping pong con gli sms. Il logorroico ha spesso problemi nel mantenere un segreto. Il logorroico esige di avere l'ultima parola: spesso nascono autentiche sfide con i suoi simili, ed a quel punto subentra la resistenza. Il logorroico si dilunga sul suo blog, a scrivere di logorrea e non solo. Il logorroico è in buona sostanza un egocentrico. Io, logorroico positivo, mi sono circondato di persone tendenzialmente malate del mio stesso male. Eppure si sa, non tutti i mali vengono per nuocere. Questo, per esempio, no. Ecco perchè intono il mio peana alla logorrea.

il post inutile del sabato

elucubrato da AtaruMoroboshi // dicembre 11, 2004 04:15 // commenti (70)
venerdì, 10 dicembre 2004

MAGARI POSTO UN ALTRO GIORNO EH

( on the air: The Hives - Two-timing touch and broken bones )

Perchè non ci rimani male se ti lasci con una ragazza? Perchè non ci rimani male se sul lavoro continuano a darti risposte interlocutorie? Perchè non ci rimani male se discuti con qualcuno che ti fa notare che in te c'è qualcosa che non va? Perchè non ci rimani male se un progetto va a monte? Perchè non ci rimani male se non riesci più a scrivere decentemente? Perchè non te ne frega niente di niente? Starai mica diventando apatico? Stronzo? Disilluso? Qual è insomma l'appellativo per fare bingo? Meditate gente, meditate. Io ci dormo su e poi non vi faccio sapere.

Beati gli smemorati poiché vinceranno sempre sui propri errori.

Bello, davvero bello rivedere al cinema per la seconda volta Eternal sunshine of the spotless mind ( sì, vabbè, Se mi lasci ti cancello )