MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentaquattrenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Ataru: le immagini
Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
> perdere
> parecchi tipi di carne
> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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lunedì, 31 gennaio 2005

 

VIVERE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

( on the air: Terrestre - Fiebre )

Mi stavo preoccupando. E sapete perchè? Perchè ultimamente ogni volta che andavo al cinema, mi trovavo d'accordo con la critica. E mi sono detto: non starò mica diventando un barbogio anch'io? Poi vedo questo film, Nicotina, e scopro che la critica non ha gradito granchè. Ecco. Siamo tornati alla normalità. Di questi tempi girano gli aviatori per i cinema, Scorsese e Di Caprio possono allegramente planare alla larga dal mio portafoglio. Andateci voi a triturarvi le palle per due ore e mezza. L'opera seconda o prima, non ho ancora capito, su internet non sono concordi, del 23enne Hugo Rodriguez, coproduzione Spagna-Messico-Argentina, è veramente godibile. Il film si svolge all'incirca in tempo reale. Novantadue minuti veri e propri. Qualcuno rivendica la poca originalità della trama. C'è certamente qualcosa della violenza e dei dialoghi del Tarantino di Pulp Fiction, c'è un mix di inquadrature, colori e personaggi degni del Guy Ritchie di The Snatch. Il filo conduttore è però la sigaretta. Il tempo è scandito dalle sigarette accese e spente, da chi discute sul fumo che fa male e chi dice che è una delle poche cose belle della vita. Chi ha smesso, chi fuma di nascosto, chi è diventato isterico perchè non fuma più. Chi, come l'irresistibile moglie del barbiere, fuma anche mentre squarta la pancia del cadavere di un mafioso russo, alla ricerca dei fantomatici diamanti. E, chi tenta di fumare per tutta la durata del film e quando ci riesce.... In certi punti il film è poco realistico, ma il ritmo rutilante e incalzante, le risate provocate da situazioni portate all'esasperazione, il montaggio un po' strano, il tutto condìto da morti ammazzati in  quantità, ripagano chi cerca un bel pulp noir d'azione. Il protagonista è il bel bimbetto messicano Diego Luna, che mi dicono sia diventato una star hollywoodiana. Il film risale al 2003. Furbescamente in Italia è stato distribuito subito dopo la legge del nostro caro ministro Sirchia: infatti una volta usciti dal cinema, viene voglia di fumare anche ai non fumatori. In culo a te, oh ministro. Ricomponendomi, faccio i complimenti alla colonna sonora di tale Terrestre ( tra cui l'introvabile on the air di oggi, che è on the air solo mentale, in quanto al momento non riesco a reperirlo ), e al regista. Che si chiama Rodriguez come Robert, quello di El Mariachi e Dal tramonto all'alba e che gli è superiore almeno per quel che riguarda l'ultima inguardabile fatica del più famoso, C'era una volta in Messico, con tanto di spreco di Banderas e Johnny Depp. In definitiva, andate a vederlo. Se ci riuscite, ovvio. Pensate che a Roma, nonostante i numerosi cartelloni pubblicitari in giro e con tutte gli odiosissimi multisala che hanno tirato su, lo danno solo in due cinema. Salvo, che poi, se prenderà qualche premio dei tanti cui è candidato, diventerà un film di culto e cominceranno a darlo qua e là. Intanto, vanno tutti a vedere Alexander e The Aviator. Buon per me che non faccio la fila  per prendere il biglietto. E che ricevo i complimenti per la scelta del film dalla mia dolce metà.

magari ve l eravate perso

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 31, 2005 15:30 // commenti (37)
giovedì, 27 gennaio 2005

GENNAIO MI STAI SORPRENDENDO, LO SAI?

( on the air: Crash Test Dummies - Mmm mmm mmm mmm)

Fu così che l'odiato gennaio si prese la sua rivincita. Un mese di trentuno lunedì. Così l'ho sempre definito. Qui, potete capirne alcuni motivi. Giusto un anno fa, quel post. Stavolta gennaio mi ha regalato un bel viaggio, situazioni ai confini della realtà che terrò per me, fino a trovare la cosa giusta, stavolta mi auguro al momento giusto e mi ha fatto scoprire che potrei innamorarmi di finestre alte causa soffitti alti. E gennaio mi sorprende, mentre fa freddo, infatti apro le porte che danno all'esterno e mi sembra di aprire il frigorifero, mentre cerco ancora di smaltire piacevoli notti insonni da capodanno in poi, mentre preparo il revolver per chi non si comporta bene con me. Gennaio non è ancora finito, se si conclude con la realizzazione di un obiettivo professionale, facciamo l'en plein. O magari torna di colpo ad essere il solito infido e bastardo gennaio di ogni anno. A tutto questo pensavo poco fa, mentre mi lavavo i denti e osservavo la schiuma del dentifricio che lentamente precipitava nel buco del lavandino. Ho usato l'acqua tiepida, che di solito non uso. Sì, infatti fa troppo freddo. E intanto guardavo me stesso allo specchio. Ormai è più di un anno che non mi taglio i capelli, ho raggiunto la lunghezza massima della mia vita e l'ho fatto a trent'anni. Quando di solito, molti, contano i cinque peli che gli sono rimasti in testa. Il viso è più pieno di quello di un anno fa, conseguenza di una dieta fatta di panini con l'hamburger alle 2,30 di notte. Ma che importa? Smetto quando voglio. In fondo sto anche fumando di meno. Sta a vedere che devo pure ringraziare Sirchia, anche se in realtà non è solo merito suo, anzi. Notare bene che questo post me lo sono autorichiesto, volevo che Ataru scrivesse un post così, sul modello di vecchi scritti appartenenti a tempi apparentemente andati in Patagonia e ora residenti lì; e neanche mandano una cartolina, che tempi cafoni. E ora voglio scrivere la parola ventaglio, così perchè mi va. Vorrei anche elencare motivazioni non so bene di cosa, aprire un dibattito, vorrei che qualcuno mi chiedesse lumi su qualcosa dicendo esattamente che mi chiede lumi e vorrei logorare un foglio a forza di spirali fatte con la penna blu. Ma c'è un ma. L'ennesimo sbadiglio contrae la mia mascella, anche la rotellina del mouse sembra stanca, ci sono tutti gli indizi per scoprire che l'assassino di questo post sarà il sonno. Bang. Trovato il colpevole? Sigla, due colpi di Vicks Sinex per narice e buio pesto fino a mattina.

fenomenologia dell insano

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 27, 2005 02:42 // commenti (88)
mercoledì, 26 gennaio 2005
 

NONA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

( on the air: Marilyn Manson - I don't like the drugs but the drugs like me )

 "Hai davanti a te cinque fotografie (di seguito linkate), impersonando un attento critico d'arte, trai tutte le considerazioni possibili per ognuna di esse, esprimi anche le sensazioni che singolarmente capti, infine assegna a ciascuna foto un titolo"

Per questa prova devi linkare o direttamente riportare sul tuo blog ciascuna fotografia con il proprio titolo e critica/recensione (di max 300 parole ciascuna) rispettando l'ordine di gradimento (crescente).

LE FOTO:

foto n. 1: http://mrblog.altervista.org/foto1_nona_prova.jpg
foto n. 2: http://mrblog.altervista.org/foto2_nona_prova.jpg
foto n. 3: http://mrblog.altervista.org/foto3_nona_prova.jpg
foto n. 4: http://mrblog.altervista.org/foto4_nona_prova.jpg
foto n. 5: http://mrblog.altervista.org/foto5_nona_prova.jpg

AMORE E VIZIO. L'IRREALIZZABILITA'.

Nell'opera che osserviamo possiamo notare molti particolari. L'autrice pone in primo piano il cocco, che rappresenta l'amore tra i due possessori delle cannucce, che bevono in comunione di beni. Sulla sinistra si nota un bicchiere con una caipirinha, sulla destra invece, un posacenere. Opera realizzata prima della legge Sirchia, sta ad indicare che i due innamorati sono viziosi. Nonchè sullo sfondo, il pacco dell'uomo seduto, che sta a rappresentare il sesso, altro elemento di vizio. Ma il vero tocco di genio sta nella ciotolina di Yonkers. I deliziosi snack alla pizza sono praticamente introvabili nei pub. Qui l'artista, dunque, esprime il sogno di un amore vizioso, ma che resta irrealizzabile, come prendere dei gustosi anellini aroma pizza o formaggio in un pub. Assolutamente geniale.

RIGATONI PER FORZA

L'artista è in un chiarissimo momento di dolore. La sua dieta a base di minestrone, sedani e insalata verrà infranta. Infatti la frutteria verdureria macrobiotica del signor Manda Rino, è chiusa per lutto perchè è Morta Della. Davanti ad un piatto di rigatoni alla zozzona, l'autrice del capolavoro si commuove. Pensa così alla sua dieta, ed immortala insalata e minestrone. Anche se molti di voi penseranno che siano semplici alberi, non fatevi ingannare. Chiunque conosca la biografia dell'autrice, sa il perchè di quest'opera così sofferta. Interiore.

IL MALRIUSCITO MARE DI NOTTE

Quello che a voi comuni mortali può sembrare un semplice e banale tramonto sul mare, con tanto di romantici passeggiatori, è in realtà qualcosa di molto più intenso. Bisogna calarsi nel work in progress dell'opera. L'autrice ha appena dipinto un quadro del mare notturno con persone che si accingono ad accendere un falò con piante di rosmarino e non le piace per niente. E' talmente nervosa, che accende non una, ma due sigarette. Fissa ancora l'opera, è indecisa se cestinarla, fin quando decide di bruciarla con  le due sigarette, una all'altezza dell'orizzonte, l'altra del bagnasciuga. L'opera ultima e finita, quella che vedete qui, si ispira a cotale drammatico episodio. La furia espressa e trasformata in arte.

L'ATTESA DI MARIA

In questo splendido spaccato di vita, l'autrice esprime al massimo l'attesa. Le persone guardano verso la chiesa, il Natale è alle porte, come si nota anche dalla luminaria. Ovviamente non è così. E', ma guarda un po', una metafora. L'artista attende in realtà, la nascita delle sue piantine di marijuana. E si rivede nella folla che aspetta il Natale perchè non fuma erba da un anno. La luminaria rappresenta certamente il sole, che con il suo calore, fa sì che i semini diventino una gran bella realtà, che in seguito si sacrificherà per il bene dell'artista/folla. In un primo tempo, l'opera era stata progettata anche con pioggia copiosa, a rappresentare l'acqua per annaffiare. I troppi simbolismi e la prematura scomparsa delle prime due piantine, la convinsero a desistere. Quasi un atto d'amore e di fede.

L'ESTREMO IMPOVERIRSI DEL PRAGMATISMO UMANISTICO

Quello che sembra un banalissimo panorama di città, è in realtà un banalissimo panorama di città. L'artista ci sorprende ancora una volta. Nella sua ultima opera ci spiazza. Dopo i simbolismi, le parafrasi, le perifrasi e le metafore, abbandona tutto per tornare alla semplicità, subito dopo aver dato il titolo all'opera. Tutto questo è strabiliante. Il ritorno ad una tranquillità interiore, seppur disturbata dagli strani cilindri che si intravvedono prima della città. E che rappresentano sciocche preoccupazioni che generano soltanto il titolo dell'opera. Che infatti ha il sottotitolo di "Panorama". L'artista ha già annunciato il titolo della prossima opera: "L'espresso", che con "Panorama" va sempre bene.

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Volete almeno mantenermi al quarto posto? Sapete che vincerà un tizio che si chiama Rigagnolo ? Inquietante davvero, ma è così. Però mantenetemi quarto, che voglio la medaglia di legno. Quindi votatemi pure quanto volete, anche più volte, così fate incazzare le giurate che devono ricontare, che poi che cacchio ricontano a fare che hanno già deciso? Macheccefrega, io ho sparato la minchiata numero 9. Ne manca una e poi ho finito.

copia incolla da qui:

Rigagnolo non è il mio mister blog, voto Ataru, numero 12.

ATTENZIONE!

Cliccare sul banner.

mister blog

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 26, 2005 02:57 // commenti (63)
martedì, 25 gennaio 2005

I COLLOQUI DI ATARU 

( on the air: Travis - Why does it always rain on me )

Dottor XXX ( accento insulare o di appena più sopra, magari il solito stivale che ha colonizzato Roma ): vediamoci questo pomeriggio alle 5, un abbraccio.

Ataru si reca fiducioso in sede. Aspetta notizie positive per frequentare un corso gratuito della regione, graduatoria ovviamente inventata. Per ragioni di privacy, non vi dirò quanti posti erano disponibili, diciamo sopra i venti, sotto i trenta. Ataru potrebbe avere una spintarella, ma a quanto pare la hanno in molti.

Dottor XXX: caro Ataru, sei cinquantacinquesimo. Niente corso. Però ti ho convocato e scomodato, perchè voglio che tu prenda visione del nostro progetto...bla bla bla....i ragazzi di oggi hanno bisogno di un orientamento...bla bla bla....meglio venire qui, nella nostra redazione che andarsi ad alcolizzare nei pub...bla bla bla...apperò...vedo che hai tre anni di esperienza radiofonica, scritto su giornali e siti web....sfruttiamole queste doti...

( fa una telefonata )

Dottor XXX: senti, chi cazzo m'ha fregato le sigarette? ah, mi sa che l'ho finite io....sì....ok portamele...Marlboro Lights...grazie caro.

Ataru ridacchia.

Dottor XXX: insomma ti dicevo, le dicevo, ti dicevo che questo tesserino da pubblicista che stai prendendo non serve poi a molto, mentre qui diamo una formazione che bla bla bla...qui vedi come funziona una redazione...bla bla bla...

Ataru: bè certo...

Dottor XXX: guardi, guardi pure su quel foglio. Noi siamo pronti a partire! Organizzeremo convegni e bla bla bla...insomma da qui è partita gente che ormai è famosa. Noi vogliamo i vincenti! Se non hai voglia di far niente cosa ti iscrivi a fare?

Ataru: iscrivo?

Dottor XXX: sì, una cifra irrisoria, cento euro l'anno. Ma una volta fuori di qui...bla bla bla...l'esperienza...bla bla bla...il carisma...il nostro giornale...la gente va all'estero per cercare di fare i manager e noi qui forniamo una preparazione...bla.

Ataru: ah. Tipo master.

Dottor XXX: dippiù! Questo è un super master!

Entra lo schiavo con le sigarette. Il dottore me ne offre una. La prendo.

Ataru: ma qui dentro si può?

Dottor XXX: certo siamo imboscati qui, chi ci vede? Il fatto è che abbiamo un ministro di merda. Ha fatto questa stronzata...bla bla...sul treno lasciami una carrozza fumatori, cazzo!...bla bla...noi qui abbiamo un'areazione che è come se stessimo fuori, però questo è proprio uno stronzo, la salute è mia, basta che sto lontano dai non fumatori...cazzo, siamo come i carbonari...

Ataru (mentre fuma): già già...sono d'accordo....

Dottor XXX: bene...credo di averle (torna a dare del lei) detto tutto! Adesso decida lei. Tu ti concentri troppo sui dettagli, tipo questi bollini per prendere il tesserino da pubblicista....

Ataru riflette [...bollini? sarebbero ricevute, contributi...mica siamo al supermercato..]

Ataru: quindi niente retribuzione, ovvio.

Dottor XXX: noooo. Dovreste anche pagare di più per una cosa del genere, bisogna fare la gavetta...

Ataru comincia a riapprezzare l'odiato boss della sua radio e i suoi tre anni di gavetta...

Dottor XXX: ora sa tutto, informi i suoi amici di questa possibilità che c'è qui, li informi mi raccomando! E soprattutto non si perdi quest'occasione! Non se la perdi!

Ataru trattiene a stento le risate e pensa ai congiuntivi di Fantozzi. Poi ricorda che teoricamente, quello è il direttore di una rivista.

Ataru: va bene ci penso e le faccio sapere eh...'rivederci e grazie.

[ Addio ]



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 25, 2005 02:56 // commenti (58)
lunedì, 24 gennaio 2005

IL VERO SIGNIFICATO DI "STARE BENE"

FEATURING IO NUMERO 1 E IO NUMERO 2

( on the air: Muse - Feelin' good )

Alla larga invidiosi e menagrami. I melograni li ho in terrazzo, ma hanno troppi semi.

Voglia di urlare al mondo che sto bene. Che quando stai bene è più facile pensare a quello che hai da fare. Che quando stai bene, gli arzigogoli che ti crei nella testa, li disfi, li disfai, li disficci, come cacchio si dice, in un secondo. Che quando stai bene, ti prende pure il fatto di vedere tre film orientali in pochi giorni ( Ferro 3, La foresta dei pugnali volanti e Zatoichi ). Che quando stai molto bene, scrivi addirittura sul blog, mentre di solito se stavi solo bene, ti ci voleva una flotta di carrattrezzi per farti incrocificare dueparoledue. Che quando stai bene abbandoni l'idea di andartene in giro di notte senza fissa dimora. Che quando stai bene, riesci a cantare Strade dei Subsonica dall'inizio alla fine, arrivando fin lassù al pezzo dove di solito perdi la voce e azzecchi perfino quando dice drizzare e quando dice tremare. Che quando stai bene, non senti neanche la pioggia, anzi inizi ad amarla del tutto. Che quando stai bene ridi  e sai perchè, anche se non lo sai. Che quando stai bene, ti viene da pensare a quando stavi bene qualche tempo fa e dici che ora stai meglio. Che quando capisci che le cose stanno così, vorresti bloccare gli attimi-calamita, conservarli e rivederli col repeat, la slow motion e il guanto virtuale e tutte queste diavolerie moderne. Che quando stai bene ti perdi in uno sguardo felino. Che quando stai bene, stai bene. E io volevo dirlo, urlarlo e fermarmi qui a contemplarti.

Io numero 1: sì, sto bene. Quella nausea dopo mangiato mi è passata, credo sia un buon sintomo, senza contare il risparmio netto in scatole di Plasil...

Io numero 2: va là, siam contenti tutti e due, ormai facciamo la figura di quelli che vanno a braccetto e la colpa è tua, che mi pubblichi sul blog solo quando sono d'accordo con te. E mi fai passare per la tua coscienza poco coscienziosa.

Io numero 1: su, non rompere le palle!

Io numero 2: così va meglio, sì.

fenomenologia dell insano

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 24, 2005 03:57 // commenti (46)
venerdì, 21 gennaio 2005

INUTILE RESISTERE

( on the air: Coldplay - Clocks )

Gira  che ti rigira, finisco qui. E leggo, leggo come non ho mai letto in vita mia. Che per aprire un libro mi ci vuole il pungolo. Dovrei essere a letto, avevo detto ad una testimone che non avrei postato, ho cose importanti da fare, però tante volte, leggendo gli altri blog, non posso non postare. Il blog, per quanto possa essere frivolo o passatempo, è una spirale. E ti porta via, nel vortice. Leggo uno, due post, recensioni di film, musicali, cuori infranti, semplici constatazioni, cazzate. Tutto concorre a farmi scrivere, tutto è lì per spingermi ad accarezzare la tastiera alle cinque di mattina. Scrivi due righe, ma scrivile. E quando riaccendi il pc, controlla quanti commenti hai, controlla se il post è andato bene. E intanto Roma stanotte mi è amica, con i suoi semafori verdi, il suo freddo secco che non appanna i vetri, le sue luci, ma sotto casa mia sono spente. Un berretto di lana in testa, una sciarpa per darmi un tono, una sigaretta che tanto ne fumo di meno e una fuga dal paradiso. Per fortuna che tanto ci torno. Ma ora scrivo, scrivo perchè ho una fottuta voglia di farlo. E se c'è la voglia, la tua testa diventa un'ingorda spugna asciutta. Assorbe tutti i pensieri fino allo scantinato e li assembla sullo schermo o perchè no, su un foglio di carta. Il timer è fissato sulle cinque, non voglio assolutamente spingermi oltre, quindi pubblico post, consapevole che, conoscendo l'irrefrenabile istinto scrittorio, potrei allungare il brodo all'infinito. Ma poi non so se basterebbe la pastina.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 21, 2005 04:59 // commenti (67)
giovedì, 20 gennaio 2005
 

OTTAVA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

Riscrivi una scena di un film scegliendola tra quelle sottoelencate.

Puoi reinterpretare i dialoghi a tuo piacimento, mantenendo fede all'ambientazione e alla "linea guida" della scena.

Gli unici limiti sono:
1) utilizzare non più di 2500 caratteri (inclusi gli spazi);
2) indicare una colonna sonora che ispiri il tuo genio;
3) inserirti in un cameo come un novello Hitchcock nella sceneggiatura che vai scrivendo.
n.d.r.
Il ruolo cameo è una piccola parte in cui il regista (in questo caso te stesso) impersona passanti o personaggi di sfondo. Per meglio comprendere andare qui.

Scegli tra le scene di questi film:

a) "Ma... ma.... maradò... maradò... maradonna dell' incoroneta!" [L'allenatore nel pallone]
b) "Ti-spiezzo-in-due" [
Rocky 4]
c) Scena dei due sulla prua della nave Titanic [
Titanic]
d) "Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi" [
Blade Runner]
e) "Noio volevam savoir" o "Veniamo noi con questa mia a dirvi, addirvi una parola..." [
Totò, Peppino e la malafemmina]
f) "E' il Signore che vi manda!!" "No, passavamo di qui per caso." [
Lo chiamavano trinità]
g) "Quanti siete? Cosa portate? Un fiorino..." [
Non ci resta che piangere]
h) "Ahò ! Maccarone, m'hai provocato e io te distruggo!... Adesso maccarone, io me te magno, ahamm !..Sò amerecano io..." [
Un Americano a Roma]
i) "Wendy, tesoro, luce della mia vita! Non ti faro' niente." [
Shining]
l) Marty:"hey Doc dove siamo?" Doc:"ragazzo la domanda esatta è: quando siamo!" [
Ritorno al futuro]
m) Mandrake: "A Poma', c'hai 'na faccia...!" Pomata: "Sì, se ce n'avevo due già stavo all'università... sotto spirito!" [
Febbre da cavallo]
n) "La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!" [
Forrest Gump]
o) "Non me ne frega un beneamato ca**o di quello che sai o non sai. Tanto ti torturo ugualmente e non per vere informazioni. E' che mi diverto a torturare uno sbirro" [
Le iene]

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Piccola intro prima di tuffarmi in prova otto. Il casino sollevatosi sulle votazioni mi trova più che mai solidale. Difficilmente riuscirò a salire più su della quarta posizione, salvo ritiri eccellenti, però continuo, anche perchè questa prova mi piace. E per il momento basta polemiche, mi sono già espresso abbastanza. Alla fine è un gioco, anche se i meccanismi hanno inevitabilmente lasciato un po' a desiderare. Ok, basta pipponi, in anticipo sul previsto sequel, Ataru riscrive per voi:

L'ALLENATORE NEL PALLONE 

( colonna sonora: Herb Alpert - A taste of honey...meglio conosciuta come sigla di Tutto il calcio minuto per minuto)

Gennaio 2005. La Longobarda FC dopo anni di anonimato, è tornata in serie A, di nuovo condotta dal presidentissimo Borlotti, che, dopo aver passato qualche anno in galera per via del calcio scommesse, è tornato in sella ( e Cavallo - citazione ndr -), grazie a Silvio (Berlusconi, ovvio) che gli ha dato una mano. Però, dopo qualche mese di sofferenza e un conclamato ultimo posto, l'allenatore Crisantemi (ex bandiera portasfiga degli anni ruggenti della squadra) è stato esonerato. Al suo posto, a condurre il mercato di riparazione, è stato richiamato Oronzo Canà, artefice imprevisto della clamorosa salvezza di vent'anni prima. Con lui il suo vice allenatore brasiliano, ex campioncino dei bei tempi, Aristoteles. In tre settimane, Canà ha ridato mordente alla Longobarda con la sua bi-zona, modulo cinque-cinque-cinque, non più ispirata al vecchio barone Liedholm, bensì al nuovo idolo Zdenek Zeman, il cui santino troneggia nel salotto buono di sua moglie Mara, Mara Canà. Dopo tre vittorie di fila, l'inevitabile stop. Spogliatoi del Delle Alpi di Torino, dopopartita Juventus - Longobarda, terminata 2-1 per i padroni di casa, con rete irregolare di Ibrahimovic al novantottesimo, ma guarda un po'. Canà è infuriato con Luciano Moggi (direttore generale della Juve, per chi lo ignorasse), che intanto parla di mercato con Borlotti: " Caro Borlotti mi piace quel suo centrocampista, Falchetti si chiama, me lo dà? Le offro due gianduiotti, la comproprietà degli scarpini di Nedved e al limite quel bidone di Del Piero ". Canà,  già nervoso per il furto subìto in campo, ascolta Moggi e sbotta: " Moggi, ma tu proprio ammè vuoi prendere per il culo? Io ti ho visto nascere, ti ho visto che facevi il casellante a Civitavecchia e adesso mi vuoi rifilère Del Piero, ma io ti spezzo la noce del capocollo! " Moggi, laconico: " Io con nonno Libero non ci parlo, non ho niente da dichiarare ". Nel mentre, Ataru, travestito da magazziniere della Roma, riaccende i monitor dello stadio. Sullo schermo, l'arrivo a Cuba di Maradona, ormai pesante 200 chili. Canà: " Ma... ma.... maradò... maradò... maradonna benedetta dell' incoroneta, come chezzo s'è ridotto! "

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Quando Lino Banfi era Lino Banfi. Questa prova è più un omaggio a uno dei cult più cult della storia del cinema comico italiano degli anni '80, che non una vera prova di mister blog. Chi non ha visto il film non coglierà di certo tutte le citazioni. In realtà ho puntato su FranFiorini, giurata ideatrice del cimento, che poi è pure gobba ( leggasi juventina ), e non la prenderà tanto bene. Se vi è piaciuta, votate pure: Ataru, numero 12. Che poi era inevitabile che avessi il dodici, questo numero non mi è nuovo, è incredibilmente ricorrente nella mia vita. Vabbè, semplicemente, andate qui sotto e fate il vostro dovere.

mister blog

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 20, 2005 04:09 // commenti (70)
martedì, 18 gennaio 2005

FOTOGRAFIE

( on the air: Placebo - Twenty Years )

Parte prima.

Quando non so che fare, mi soffermo a guardare il muro della stanza. Parigi sfuocata, un manipolo di scolaretti all'ultimo anno, davanti alla torre Eiffel, che forse è l'unica cosa che si riconosce. Io e Astrid la storia infinita, lì a un passo dalla costa Smeralda e penso che porca zozza, ero veramente magro. Debora sulla neve: eppoi un mesetto fa l'ho rivista che faceva la cameriera nel posto fico. Un posto che da qualche giorno custodisce un bel ricordo indelebile. La festa dei diciotto anni di Micol: io in consolle che faccio il buffone con persone all'epoca importanti, ora sparite. Lunga storia, scordatevi che io ve ne parli ora. Il primo anno a Porto Alabe, sembriamo bambini. Un gruppone a Palombara, classiche scampagnate che odiavo. Polaroid maggio '84: la prima comunione. E la vodka notturna con Danilo sulla spiaggia marchigiana, le grotte di Nettuno, casa di nonna con mio cugino, Cristina e quel braccialetto comprato a Bosa tanto per fare una figura di merda. Noi ammucchiati nella neve, Italia novanta, il tricolore e gli occhiali alla Venditti. Il pigiama a Selva, la foto da Fonzie, noi tre con l'orecchino appena sparato nel lobo.

Parte seconda.

La Calabria e Claudia. Le onde del mare incazzato e io con la bandana. Lo sguardo teoricamente sexy fuori dalla doccia, il sole pallido dell'Abruzzo a fine inverno, Kitty sempre ambigua, noi a mò di squadra di calcio, il bianco e nero davanti al mio caminetto, le pose plastiche, Bologna che sembra New York, noi malviventi di strada, io Maria e il divieto di sosta, io con la Mini orgogliosa dietro di me.

Non è che poi ami particolarmente sorridere, almeno così sembra. Però tutto questo si ferma al novantotto. Poi non avevo più voglia di cambiare le foto, poi non avevo più voglia di appendere altri quadri e il tempo si è fermato a sette anni fa. Però da sette anni, se proprio non ho niente da fare, mi fisso su quel muro. Poi magari, vista la vicinanza del letto, spengo la luce. E forse dormo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 18, 2005 02:28 // commenti (110)
domenica, 16 gennaio 2005
 

SETTIMA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

 ( on the air: Queen – I want to break free)

Scrivi una storia che abbia per (s)oggetto principale oltre a te stesso una (e una sola) tra le seguenti cose:

-la lampada al neon
-la matita
-la carota
-la bacchetta magica
-l'antenna delle auto
-lo spazzolino da denti

La storia dovrà avere un suo titolo, una struttura principale fissa e tre finali diversi:


1) lieto fine 2) fine tragico 3) fine comico

Il totale delle parole deve essere compreso tra 300 e 800.

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NON TI SPEGNERE

Corridoio. Dietro, solo il buio. Davanti, una luce. Fioca. E’ una lampada al neon sul soffitto, che si accende a intermittenza. Non ricordo perché mi trovo qui, non so come ci sono capitato. I miei passi riecheggiano nel vuoto del corridoio, intorno a me solo pareti bianche, nude, fredde. La lampada continua il suo ondivago illuminarsi ed emette un ronzio spezzettato. In fondo al corridoio, una porta. Mi viene da correre, ma sento fatica, troppa fatica. La porta sembra irraggiungibile, è quasi come se il pavimento fosse un tapis roulant che mi cammina contro. E la porta è sempre distante.

Cosa ci fai qui?

C-chi ha parlato? La voce viene dal soffitto. Da quella fottuta lampada. E quando la voce, di donna, un po’ metallica, ha proferito quelle quattro parole, la luce si è mossa a tempo, come l’equalizzatore di un altoparlante. Mi fermo. Brividi.

Allora, cosa ci fai qui?

I-io n-non lo so…chi sei?

Sono la luce che stai guardando. Se non sai cosa fai qui, perché sei qui? Non dovevi arrivarci.

Ma io non ricordo nulla, fammi uscire di qui, ti prego! Sto impazzendo!

Non mi è concesso di farlo, mi dispiace.

Ma da chi? Che volete da me?

La lampada si spegne e resto al buio. Buio claustrofobico. Paura. Cerco le pareti, di cui non mi fido.

LIETO FINE

Cado a terra. Un raggio di sole filtra improvvisamente nel corridoio. Sono sdraiato e sento il pavimento ammorbidirsi sotto di me, fino a risultare un soffice letto. Apro gli occhi. Davanti, una finestra e una scrivania. La mia finestra e la mia scrivania. Niente di più scontato di un brutto sogno. L’orologio segna le nove di mattina. Mi stropiccio gli occhi, abbozzo un sorriso inquieto e vado a sciacquarmi la faccia: mi aspetta una nuova giornata, non voglio pensarci più, a quella lampada. Anzi, ora che mi ricordo, mi aspetta una colazione fantastica, con i cornetti caldi e il caffè più buono del mondo. E la mia ragazza mi accoglie a tavola con un bacio mozzafiato. Mancano solo gli uccellini che cinguettano, anzi ci sono anche loro! Che bella la vita.

FINALE TRAGICO

Il mio respiro, l’unico rumore che sento. Devo arrivare a quella porta, maledizione. La lampada si accende d’improvviso.La porta è lontanissima, il corridoio mi porta nella direzione opposta, fatico a capire.

Non dovevi arrivare qui! Era troppo presto! Ma ormai non posso farci niente.

C-cazzo, vuoi dirmi  dove sono?

Stai andando via da quella porta, perché non ti appartiene più. Quella porta era la tua vita.

Il sangue si gela nella vene. Mi lascio trasportare via dal corridoio, senza più un barlume di speranza. La luce si spegne di nuovo. Per sempre. Non so come, non so perché, ma è evidente che sono morto.

FINALE COMICO

Io: Allora che scherzo è questo? Avanti, riaccenditi!

Luce: Ma ti dico che non posso obbedire ai tuoi comandi!

Io: La accendiamo o no?

Luce: Ma chissei, Gerry Scotti? Trova quel cazzo d’interruttore, imbecille!

Io: Delicata la signorina! Ma se non lo sai tu, chi lo deve sapere dove sta ‘sto benedetto interruttore…

Luce: Senti, o lo trovi o non ne usciamo.

Io: Ma allora non sei la luce, tu.

Luce: Sì, vabbè, m’hai  preso per il mago Otelma? No caro, sono Giancornelia, la tua nuova vicina, ero in vena di scherzi, insomma sì dai, tipo Scherzi a parte, figo no? Solo che ora non trovo più l’interruttore, io questo posto non lo conosco bene!

Io: Uhm…sei una vicina teledipendente a quanto sento…vabbè, ma dove siamo?

Vicina: Senti, tu hai bevuto troppo stasera, e si sente dall’alito da alcolizzato, manco  fossi un barbone di Invisibili... sei nel corridoio delle cantine del tuo palazzo! Tuo palazzo. Sai cosa significa?

Io: Passaparola! Ehm…oh porc…lo sapevo che non dovevo esagerare con tutti quei cocktail, ecco perché si muove tutto…uff…in queste condizioni, non lo troverò mai…

Vicina: Mmmm, l’ottimismo è il profumo della vita…

Penso. [Oddio ma respiri col tubo catodico?] Trovato. Ecco, accendo eh.

Accendo la luce. La vicina è lì, direi abbastanza vicina. Mi parla sorridendo. E intanto apre quella porta, che per la cronaca, sarebbe quella dell’ascensore.

Vicina: Diciamo all’amministratore di cambiare quel neon? Lampeggia troppo! Ciccio, io ora vado a casa, che inizia Uomini e Donne e c’è anche quel figo di Costantino!

Io: Ah…bene…ciao eh…

Rinsavisco di colpo. Tra me e me penso che come vicina, mi è capitata una deficiente. Son cose.

- fine -

Vi piacque? Votatemi, prometto che se mi fate salire in classifica, la pianto di rompere le balle, in caso contrario, diventerò sempre più cattivo nei confronti del concorso. Perchè io sono uno che sa perdere con stile. A voi la decisione.

Vuoi votarmi?

Istruzioni:

Premi il tasto sinistro del mouse sul banner sottostante.

Una volta arrivato/a sul blog, fai star zitta la musichetta dei Village People.

Clicca sui commenti dell'ultimo post.

Digita: voto il geniale e sopraffino Ataru, numero 12. 

Grazie.

mister blog

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 16, 2005 04:56 // commenti (38)
venerdì, 14 gennaio 2005

LURKER STRIKE E BAGGIANATE VARIE

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( on the air: Maroon 5 - Sunday Morning )

 Ok, lo faccio anch'io perchè non ho molto da scrivere. Cari lurker, ovvero lettori che di solito state nell'ombra e non commentate mai, firmate il vostro passaggio nei commenti! Adesso son sicuro che non arriva nessuno...Ah, bello tornare a casa con una busta di pane caldo e l'odore che pervade la macchina, soprattutto se l'umore è tremendamente buono. E fumo anche meno, con 'sta legge razzista, ma alla fine sento che forse posso abituarmi, mentre ci propinano pure le targhe alterne. Ditemi che tra un po' non posso neanche più respirare, che mi suicido prima che esca la legge. Domani mi invento la storiella per mister Blog, anche se non mi piace ciò che stanno combinando lì sopra, però la storiella è carina e la faccio. Volevo infine informarvi che ho un wc nuovo, direi che è una ghiotta e morbosa informazione. Sì, buonanotte.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 14, 2005 04:07 // commenti (74)
giovedì, 13 gennaio 2005

BERLINO, RAPISCIMI ANCORA!

(on the air:

Depeche Mode - Useless  (Kruder&Dorfmeister session) 

 Travis- Sing

Tiromancino - Due Destini) 

Berlino ti rapisce. Questa città è così, sembra di trovarsi in un parco giochi. Vai alla scoperta di ciò che c'è dietro l'angolo, non importa che non ce la fai più perchè cammini da dieci ore, vuoi continuare. Se chiedi informazioni, la gente in linea di massima si fustiga pur di dartele. Così una signora mezza matta ti accompagna sotto la metro, un signore mette in attesa il suo interlocutore al cellulare, molti ti rispondono che sono italiani come te e sono in vacanza. Oppure vai in un locale italiano e trovi quegli italo tedeschi un po' napoletani, che ti spiegano tutto nel loro slang teutonico partenopeo. Lo zoo è smisurato, ci sono i panda e ci sono gli insetti ramo, trovi il gatto del deserto che sbrana un pulcino e trovi un orso polare con l'Alzheimer e la scimmia che ti dà retta e si mette ad imitarti. E ti piace fare il ragazzo dello zoo di Berlino. Le ragazze sono belle, sorridono, magari tra qualche anno si sfasciano a causa della dieta-birra e crauti, però ora le vedi bionde, non eteree, ma intriganti. Cerchi e capisci che i tedeschi l'inglese non lo sanno poi tanto bene, magari meglio l'italiano, sì. Giri per locali, la Ku' Damm strasse è lunga una quaresima, è in periferia, ma ci trovi Cartier. Hackescher Markt ti strizza l'occhiolino, tra un kebab turco e uno scorcio che sembra di stare a Porto Rotondo, però col freddo che arriva dal corridoio di Danzica. E' multietnica Berlino. Italia, Turchia, Thailandia, Russia e il mondo intero, si fondono e danno vita ad un mosaico variegato e armonico al tempo stesso. Entri in un museo e ti trovi a un passo da quello che hai sempre visto nei libri di arte, popoli lontani, civiltà dell'Asia Minore, della Mesopotamia o legate all'Islam. Anche questo è un mosaico. E girare per Alexander Platz, vedere che il comunismo i segni li ha lasciati, con quello squallore che sa di guerra fredda, ma che è storia. Questa città trasuda storia, pur essendo per forza di cose o di bombe, giovane. Arrivare a Potsdamer Platz e vedere quel che resta di un muro che, quando stai lì stenti a crederlo, divideva di netto la città. E intanto il vento vorrebbe portarti lontano. Guai a mollare quello che hai in mano. Collegamenti perfetti (anche se ho la nausea da metropolitana), i mezzi pubblici non sono paragonabili nemmeno lontanamente a quelli di Roma, i parcometri costano molto meno, ma i centri commerciali di domenica sono chiusi e ti becchi l'inculata se vuoi entrare al KaDeVè. Il caffè costa caro, ma quando entriamo a prendere il solito espresso al Graffiti, ci sembra quasi di stare in Italia, pur con l'eleganza un po' liberty tutta tedesca. Entrare al Parlamento scalando una cupola e vedere tutta Berlino di notte è un'emozione che in un modo o nell'altro ti fa girare la testa. Anche perchè cammini in circolo per quattro rampe in salita senza scale. L'acqua naturale ai tedeschi magari non chiedetegliela. Hanno seri problemi nel capire che esiste. Divorare un brat wurst, capire che imprevedibilmente ti piacciono i crauti, scoprire cos'è una boulette e mangiarla sotto un portico, al riparo dal vento, per poi camminare appesantito da tale bomba coperta di ketchup, curry e kartoffeln. Uscire da una non piacevolissima (almeno per me) discoteca techno, e scoprire che alle cinque di mattina, il giornalaio aperto, ti vende le Marlboro Medium (anzi, Red&Gold), pacchetto da ventiquattro, e ti sforna un saccottino caldo al cioccolato e che riesci finalmente anche ad assaggiare un bretzel, perchè sì, in edicola c'è anche quello, mentre nei cessi dei locali ci trovi sempre e comunque un distributore di sigarette. Non avere paranoie alla Sirchia, perchè in Germania fumi dove cazzo ti pare. Se cerchi un bar, però, scòrdatelo. Sentire qualcuno che ha bevuto troppa (ottima) birra, mentre canta (urla) We shall overcome. Andare al check point Charlie e lasciarsi di nuovo rapire da quella guerra che ancora aleggia su questo immenso parco giochi che è la città. E intanto la porta di Brandeburgo ti guarda con la sua imponenza, mentre passa una vecchia Trabant gialla, ricordo di quell'Est che non c'è più, ma che se guardi bene è ancora lì (cosa sono quindici anni? pochi davvero). E spulciare il mercatino russo con gli avanzi della DDR e dell'URSS, persino un disco con scritto Riccardo Fogli in cirillico. E io compro vinili anche al FlohMarkt in 17 juni strasse, quasi una Porta Portese tedesca. Però i semafori sono strani, parecchio strani, ci rischi la vita. E poi la gente butta fuori gli alberi di Natale e aspetta che qualcuno passi a ritirarli, solo che c'è vento e rischi di inciampare in qualche ramo di abete. E alla fine, mentre il taxi ci porta via in piena notte-mattina, attraversando la zona dei locali con le donnine, siamo esausti, ma soddisfatti. Anche se poi, all'aeroporto Tegel, mi butteranno tre accendini e chissenefrega se sono solo souvenir e non sono nè a benzina nè ricaricabili, ricordati che loro sono tedeschi e come tali, rompono i coglioni. L'ultimo scalo a Norimberga con un sonno di una notte mai passata su un materasso e tutto finisce qui. Complimenti all'Air Berlin e saluti a Mr. Lance, l'Aliena e la Vale, miei compagni di viaggio ed esplorazione di questo mondo a parte. Vado, che devo ancora recuperare qualche ora di sonno.

 

 

 Dimenticavo...sono felice.

strade

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 13, 2005 03:04 // commenti (56)
martedì, 11 gennaio 2005
 

SESTA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

 ( On the air: Culture Club – Do you really want to hurt me )

 1)      Scrivi un post di disaccordo o di stima nei confronti di un concorrente di mister blog (la scelta deve cadere preferibilmente su un concorrente che stimi o non stimi, ancora in gara) MAX 300 PAROLE

2) Scrivi poi un post di disaccordo o di stima nei confronti di una giurata di mister blog MAX 300 PAROLE

3) Aggiungi un'immagine (creata da te o recuperata in internet) per raffigurare il concorrente e la giurata, come li immagini, vorresti o temi che siano.

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Intro. Dunque, intanto sto scrivendo su Word, perché Splinder con le sue innovazioni di merda, ha tolto il georgia, il mio font preferito. Il post su Berlino ci sarà stanotte, almeno credo. Ora vediamo di essere un po’ cattivi, darò risalto ad uno solo, ma parlerò anche di altri, perchè voglio fare un po' il punto con tanto di pagelle, su ciò che penso.

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1) Voglio prima introdurre colui di cui voglio parlare bene: Larry Lawyer Gorman (voto 8). A dispetto di chi ce l'ha con lui, credo sia fenomenale. Come tutti coloro che non vengono capiti. E faccio il tifo per lui, mi piace come picchia duro, anche se so che uscirà con questa prova, del resto alcune giurate non mi convincono proprio, ma ne parlo dopo. Intanto vorrei anche dire, e non l'ho mai detto, che Alex Eating (voto 8) non merita la posizione che ha. E vaffanculo, è un peccato, lui e Giopope (voto 7,5) mi piacciono quasi da invidiarli. E bravo Nemecsek (voto 8,5) che secondo me merita la vittoria anche se lo stanno "commercializzando" troppo. Posso essere cattivo ora? Pupasso (voto 5) è uno specchietto per le allodole per le donne, che stanno tutte lì ad ammirare un essere blu che parla come un bimbo lagunare che scrive sempre del succhero sul pindoro. Perchè lui sì e Larry no? Del resto se hanno dato del genio a me, di rincoglioniti ce ne sono tanti in giro. Non mi piace Lucignolo (voto 4,5), che invece di pensare ai suoi post, pensa a quelli di Carrie Bradshaw (voto 5, perchè ultimamente è lagnoso), accusandolo di fare la vittima e poi è vittima pure lui. E non mi piace, per niente, Rigagnolo (voto 6,5 per il blog, 4 per le reazioni). Che appena gli si dice che ha fatto il furbo, ti dice che rosichi. Bleah. E ora propongo di votare per il Gorman, affinchè non esca,  non firmate petizioni qui, andate a votarlo e basta. E votate anche Alex Eating, cazzo! Al limite sennò votate me, che sono sesto e non mi va di stare dietro al Pupasso e al Rigagnolo ( non rosico, no, però la competizione c'è, sì).

 

2) Le giurate. Non mi piace Belynda (voto 3). Non me ne voglia. Probabilmente non era adatta a questo concorso. Sono convinto che faccia parte di quella schiera di giurate che vota solo lo zucchero (non necessariamente quello del pindoro). Temo che anche Daisi (voto 5) sia un po' così, ma mi è più simpatica perchè perlomeno ha un po' di senso dell'umorismo, anche se quegli smile  glieli farei saltare in aria tutti insieme con venti kili di tritolo. Belynda mi sembra bacchettona, magari sbaglio, ci sono stato poche volte da lei, però temo che sia così. I miei sono giudizi superficiali e come tali vanno presi. Però incazzarsi come s'è incazzata lei, dopo due giorni di concorso perchè qualcuno diceva le parolacce e perchè si facevano (azz!) troppe domande, ed essere recidiva, perchè anche a miss blog era impelagata in qualche casino di pessima risma, mi fa pensare che le cose stiano come dico io. Inutile dire che stimo molto Erbasalvia (voto 7, grazie per questa prova) e Franfiorini (voto 7), che attendo per la prossima prova. Permettetemi anche di dire che la prova migliore, e anche se non la conosco, ha la mia stima, è stata quella proposta da Aras (voto 8, solo per quella prova). Ora mi becco un crollo in classifica, sicuro. Però almeno ho detto quello che mi frullava da un po' su questo concorso. Grazie Erba per avermelo permesso anche se la prova l'ho fatta un po' a modo mio.

Ed ecco a voi, Larry Torrance

e Belynda Goretti.

Non vi resta che votare Ataru (avete davvero creduto che volessi far votare qualcun altro? ahahah), mi raccomando Ataru, numero 12!

Rècati immantinente qui e dammi la tua predilezione

 

mister blog

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 11, 2005 21:44 // commenti (33)
venerdì, 07 gennaio 2005

A BERLINO...VA BENE

Ragazzi, vi lascio fino a lunedì. Mi reco, come ormai sapete, vista la mia scarsa vita privata, nella non so quanto ridente metropoli tedesca che risponde al nome di Berlino. Prevista pioggia per tutto il weekend, che culo. Appena torno prometto di postare per mister blog, signorine giurate, vi prego di attendermi, cazzarola. Poi vi racconto pure di Berlino. Vi lascio sulle note dell'on the air citato nel titolo, firmato dal vecchio, ma pur sempre valido Garbo. Auf wiedersehen.

Una birra fumo
musica e
dopo tu
soltanto questo muro
non ha freddo qui
a Berlino che giorno è
se poi la nebbia entra
anche dai vetri
a berlino non
penso mai
si, si può vivere e...
non sogno mai
a berlino che giorno è
guardo le strade e non so
che giorno è
sigarette, la mia radio
e ancora tu
noi questo dubbio
una stanza in tre
a berlino che giorno è
se poi di notte guardiamo le vetrine
...























elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 07, 2005 01:57 // commenti (47)
giovedì, 06 gennaio 2005

QUELLA GRAN DONNA DELLA BEFANA

( on the air: Felix - Don't you want me )

La tombola. Il luogo dove riposa il mortolo. Poi vinco anche a mercante in fiera, fiero di aver comprato il lattante che di solito non vince. E le giocate sono finite. Arriva la Befana sulla scopa che ha un raccoglimmondizia come sidecar. Riempie la calza di dolciumi e di carbone. La befana va in miniere belghe a prendere il carbone. Magari prende il carbon coke. Che secondo alcuni è il nuovo gusto della Coca Cola. Cola la cola, se la rovesci cola, c'è poco da fare. Quel poco è prendere lo scottex e pulire. Ma se lo scottex non fosse altro che carta troppo cotta e dunque diventata molla, avremmo il cottex e l'aldentex. Che poi se un romanaccio chiede la pasta al dente, la chiede ar dente, e se poi qualcuno capisce che la vuole molto calda, finirà che la pasta scotta. Ma non è scotta. Le feste, ma quali feste? Bè quello che erano erano, oggi non se ne parla più. Mi si chiudono gli occhi, il tutto derivato da notte insonne, non posso proprio trattenermi di più. E se non mi trattengo è la fine, chissà in che senso intendevo. Però ora non mi trattengo, quindi è la fine. Di questo post. 



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 06, 2005 02:32 // commenti (23)
martedì, 04 gennaio 2005

DAI ATARU, SCRIVI!

( on the air: The Killers - Mr. Brightside )

Se ragionassi sul perchè tornare ancora una volta a scrivere su questo blog, direi che non mi va. Non mi va perchè il blocco continua, perchè certo, c'è capodanno che mi dà una salvata, ma poi? Dai Ataru, raccontaci le tue uscite esilaranti, raccontaci chi ti sei rimorchiato stasera, parlaci di quanto eri sfigato dieci anni fa e rapportalo alla tua sfiga attuale. Fai il post inutile del martedì, parla del divieto di sosta con rimozione coatta e magari dicci che la rimozione coatta è quando quello del carroattrezzi dice più o meno così: aò m'hai rotto er cazzo te e 'a macchina tua, quindi mo te la porto via e vaffanculo. Riesuma il tassinaro immaginario, anzi no, chiama Hrundi V. Bakshi e fagli parlare quel simpatico slang italoindiano. Altrimenti scrivi per similitudini come il tuo unico grande amore Alessandro Bergonzoni. Dacci l'opinione sulle Lecciso, su Costanzo che fa il trenino, insomma parla di quello che cazzo ti pare, basta che scrivi qualcosa. Al limite inventa un racconto, oppure inventa che sei uscito e hai incontrato Gorbaciov o che stavi mangiando un pezzo di pizza al taglio bigusto pesto e wurstel e hai sboccato sul bancone di vetro. O magari, la pizzettara era gnocca e l'hai conquistata parlando dell'ultimo disco dei Notwist, e ti ha affascinato perchè la facevi più tipa da Meneguzzi. O che hai bevuto talmente tanto da vedere otto gemelle di Shining che ti inseguono con sedici asciugacapelli in mano. Sennò, perchè non te la prendi con il genere umano? Un bel post contro le banali abitudini della popolazione, tu che sei così diverso. O ti credi presuntuosamente tale. Ataru, devi stupirci, devi farci ridere o al limite piangere o al limite basta che metti su due cazzate, tanto ti si commenta. Bè non lo so, non so davvero. E questo post si aggiunge ai numerosi sulla non-voglia di scrivere. Mi rileggo mesi fa e capisco che sono diverso. Più critico su tutto. E anche su tutti. E scrivo anche peggio. Ma attenzione, guai a voi se commentate che le cose non stanno così, guai a contraddirmi. Guai anche a consolarmi, non ve l'ho chiesto. Anche perchè l'umore è buono, non c'è niente di cui lamentarmi. Forse mi sono ridotto come un vecchio brontolone che bofonchia dalla sua sedia a dondolo con i cuscini damascati. Forse non sopporto chi mi parla sopra e mi sfinisce. Forse semplicemente non ho voglia di avere voglia di scrivere. Però sotto casa, gli anabbaglianti non hanno tradito e ho ritrovato la mia fascetta nera accanto al marciapiede. Sì, bisognerà lavarla, ma vuoi mettere? Intanto c'è.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 04, 2005 02:33 // commenti (70)
domenica, 02 gennaio 2005

CHI POSTA IL PRIMO DELL'ANNO...IO INFATTI HO POSTATO IL DUE

( on the air: Kings of Leon - The Bucket )

Signori miei, questo è il primo post del duemilaeccinque. Ora sul mio blog figureranno ben tre anni in archivio, almeno numericamente. Blog raduno in salsa di neve abruzzese. Presenti io, Boc, Papi78, Insanesoul, e il mio compagno di viaggio Mr. Lance. Naturalmente anche altre persone, sì. Ho dovuto aspettare trent'anni per vedere la neve il giorno di capodanno, certo non la neve del Nord, ma forse per quanta ce n'era, Ovindoli vs. Dolomiti finisce 2-0. Palla al centro. Si comincia un altro anno. Bello cominciarlo in un campetto innevato ( sì, tipo quello che ho messo da parte per la mitologica donna della mia vita), sparando fuochi d'artificio e brindando in mezzo a cumuli di neve. Bello tornare a sentire quell'aria a quasi duemila metri, battere i denti, lasciarsi scaldare da un sole che non lo amavo così da chissà quanto. Bello giocare con le fiches e poi non pagare i debiti, bello verificare che a carte non ci devo più giocare perchè oltre a non piacermi, non esiste per me una sola stilla di fortuna. Bello tornare a sentire il sapore (!) dell'acqua quando praticamente bevi solo vino. (aggiunto alle 18,59, che me l'ero scordato ndr). Bello mangiare in orari sregolati e smentire la fama di Ataru re della notte, quando gli occhi mi cedono alle nove di sera su un divano. Bello fare la strada con la mia musica, tra un tunnel e l'altro, vedere la neve che comincia a fare capolino. Non molto bello fumare sul balcone perchè in casa non si può, quando fuori la temperatura è da pinguini, affondi nella neve e sei sovrastato da stalattiti di ghiaccio della lunghezza di una katana, pendenti dal piano di sopra. Strano subire l'attacco di un gruppo di rincoglioniti che volevano fare a pallate di neve, peccato che fosse ghiaccio duro quanto un muro di cemento, e Insanesoul ne sa qualcosa. Più triste il ritorno, quando la neve scompare, ma già sai che il cervello va verso Berlino, che ci manca meno di una settimana. Le mie FAQ (Frequently Asked Questions) da autostrada: il perchè di alcuni nomi dei viadotti, tipo uno che si chiama La Spiaggia e non si capisce cosa ci faccia lì. Ma soprattutto il perchè di quelle scritte d'amore sui cartelli stradali. Cucciolina ti amo et similia. No dico, perchè o la tua ragazza lavora all'autogrill o deve spendere i soldi al casello per vedere 'sta scritta. Nessuno mi ha mai saputo rispondere. Eppoi cazzo, non trovo più la mia fascetta nera per i capelli. Ecco di questo mi rode non poco. Per il resto, dall'anno scorso a quest'anno, è cambiato ben poco. Sapete perchè? Perchè la cosa più bella erano le gnocche sulle piste da sci. E Ataru ha un forte debole (ossimoro solo apparente) per loro, esattamente quanto l'anno scorso.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 02, 2005 16:10 // commenti (57)
 
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