MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
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> parecchi tipi di carne
> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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giovedì, 31 marzo 2005

MA ANCHE NO

( on the air: Khonnor - An ape is loose )

Quando hai sonno, quando ti fa male la schiena, quando un Aulin fornito da un'angelo custode (l'apostrofo è voluto, sia ben chiaro, licenza poetica) ti toglie almeno un po' di mal di testa, quando sei lì che dovresti spegnere la luce e andare sotto le pezze, non lo fai. Attacchi un mp3 raffinatamente elettronico e fissi il vuoto. E il bianco di uno schermo che va gradualmente riempiendosi di lettere messe lì più o meno a caso. E sei lì che ti chiedi chi te l'ha fatto fare a scrivere e contemporaneamente sai che vuoi scrivere qualcosa da lasciare ad imperitura memoria. Pensi che la lampada alogena non sia rivolta verso di te e si sia offesa per non si sa bene cosa, fattostà che preferisce parlare a distanza con un orologio da muro piuttosto che con te; pensi che sarebbe ora di togliere dalla scrivania qualche libro universitario ormai impolverato dagli anni dell'ingolfamento, pensi che il ventinove, per la prima volta da qualche anno, hai dimenticato un compleanno che nel bene o nel male, ricordavi sempre. E pensi che la colpa è della serenità. Un'ottima colpa direi. Ti ha tolto l'eterno dubbio sms-sì, sms-no. E' no perchè non ci hai pensato. E sei felice di non averci pensato, finalmente. Catarsi. E intanto stacchi i capelli dalla testa per vedere a che punto di lunghezza sono arrivati, ben sapendo che presto verrà il fatidico momento del taglio. Fissi di nuovo il vuoto, vorresti che Gambadilegno finisse quel cazzo di sigaro una volta per tutte. Vorresti che le ore notturne scorressero ancora più lentamente di quanto non fanno già. Apriresti un libro mai letto, un album di foto di qualsiasi periodo della tua vita, un quaderno con quattro cazzate dentro. O un'agenda che racconta la tua vita, ma che andrebbe aggiornata da una risma di mesi. Faresti tutto questo? Sì, ma poi no. E pensi che sia anche ora di scrivere la parola fine a questo post. Mentre Odiolatrippa (per chi non sa, vedi sotto, ndr.) non si è ancora rivelato.

fenomenologia dell insano

elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 31, 2005 03:51 // commenti (48)
martedì, 29 marzo 2005

IL MISTERO DI ODIOLATRIPPA

( on  the air: The Others - Breaking up the pieces )

Dopo aver fumato una sigaretta e aver parlato un paio d'ore al telefono, ecco il sospirato post.

Ognuno nel suo blog ha un troll che si rispetti. Il  troll però, di solito parla male del padrone del blog nei commenti. Il mio non è un troll, è qualcosa di più. Lui non mi critica, lui parla (abbastanza) bene di me. E soprattutto, dice che conosce mio cugino, conosce Fiorereciso, ovvero la ragazza di mio cugino e sa chi sono io nella vita reale. Ma ve lo immaginate un anno, anzi un anno e mezzo, a tentare di capire chi è l'anonimo che si firma Odiolatrippa? A intervalli ciclici e regolari, ricompare sul blog, e mi dice che forse un giorno ci conosceremo (se già non ci conosciamo). Frequenta anche il blog di Shpalmena, e qui sinceramente mi sfugge il collegamento. Ipotesi accreditate per circa dieci secondi a testa: il cugino hacker di mio cugino, qualche amico recondito di mio cugino istesso, il capo dell'altra radio in cui lavora l'Aliena, un pazzo, un blogger travestito da anonimo, amici burloni o l'altro blogger Occhiodipollo. Tutte ipotesi svanite nel nulla, perchè Odiolatrippa è abile, disse una volta di avermi anche visto. Ma ora siamo giunti al redde rationem. Dove non è servito l'indirizzo ip, un semplice collegamento da Inwind, se non sbaglio da Roma, dove non è servito indagare presso chiunque, dove non è servito in passato chiedere a lui, resta una sola soluzione. Il post. Era tanto tempo che volevo dedicarglielo, ora mi sono deciso a farlo. E lui mi ha promesso che mi rivelerà chi è. Voi ci credete? Io mi fido. E ci spero. Dunque caro signor Odiolatrippa, è giunto il momento...giù la maschera! Soprattutto perchè un genio della dissimulazione come lei, io voglio conoscerlo. E voi cari lettori, aiutatemi, non so come, ma aiutatemi.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 29, 2005 12:44 // commenti (74)
sabato, 26 marzo 2005

IL POST INUTILE DI PASQUA

( on the air: Subsonica - Abitudine )

NO. Al pranzo fuori e alla robaccia che ti propinano.

NO. Ai poveri mentecatti che si fanno ore di fila per una tristissima scampagnata.

NO. All'ancora più triste picnic sull'erba, mentre ti dai le gomitate con l'accannato accanto.

NO. Alla Pasqua e alla Pasquetta.

Vabbè. Buona Pasqua.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 26, 2005 02:43 // commenti (69)
giovedì, 24 marzo 2005

APPUNTI SPARSI

( on the air: Bloc Party - Banquet )

L'anno scorso fecero fuori il pino, ora è stato il turno dell'acacia. Avevo due alberi, due begli alberi davanti alla finestra della mia stanza. Uno all'anno, li hanno segati, eliminati, ridotti a combustibile per il caminetto. Ci ero affezionato, li avevo visti crescere, erano cresciuti insieme a me. Poi, siccome stavano nel giardinello sfigato di quelli del primo piano e non so quale noia gli dessero, li hanno uccisi. In questo periodo se ne sono andati parecchi pezzi di storia della mia vita (sì, anche quella casa). Strano affezionarsi a un paio di alberi, ma vivendo in una metropoli dove regna il caos, ritrovarsi a due passi dal centro, immersi nel verde, vi assicuro che è bello. Da oggi e da un anno fa, è un po' meno bello. Ma passiamo oltre. Ho visto Manuale d'amore e ho constatato con mio sommo disappunto, che Silvio Muccino è diventato bravino e non parla più con la zeppola. E in questo film è meglio di Verdone (penalizzato dal singolo episodio del film), di Rubini (svogliato), della Buy (sempre uguale), della Littizzetto (scialba). Mai avrei pensato di ridere tanto alle battute della coppia Muccino-Nongiovane Francesco Mandelli di MTV. E Jasmine Trinca è gnocca. E c'è anche il mio grande amore di sempre, Anita Caprioli. Venerdì chiuderò il capitolo tesserino da pubblicista, toccandolo con mano, mettendolo con cura nel portafogli e pagando l'ultima somma insanguinata. Dopodichè, essendo iscritto all'albo dei giornalisti, tenterò di scroccare più mostre, cinema e concerti possibili. E magari troverò anche un lavoro un po' più stabile. Quasi da non crederci, una persona che mi è vicina, la più vicina, è riuscita ad imbrigliarmi per più di due mesi. E spero che mi imbrigli ancora per parecchio. E ho mangiato un panino con il cordonbleu e bevuto una pinta di birra e non ho ancora digerito. E non ho ancora scritto una parolaccia dall'inizio del post. E me ne sono accorto adesso. E ho voglia di fumare, ma vado a dormire. Ecco, ho parlato di me. Non succedeva da un po', mi andava di farlo, non vi ci riabituate.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 24, 2005 03:51 // commenti (40)
mercoledì, 23 marzo 2005

CHE SORPRESA!

( on the air: The Bravery - Unconditional )

Ad essere sincero e volervi rivelare tutto, avrei voluto scrivere un altro post. Avrei voluto rapportare il post di un anno fa alla mia situazione odierna. Ma poi l'ho letto, e ho deciso che non è cambiato  niente da quel post. E vi dirò di più, Paperetta Ye Ye continua ad essere uno dei miei sogni erotici. Quindi, visto che il mio noto odio per le festività, non aveva investito la scorsa Pasqua per ragioni logistiche (ero a Rimini), ho deciso di introdurre l'argomento pasquale. Che forse, solo se mi andrà, verrà ripreso con altro taglio, nei prossimi giorni. Sì, bè quindi? Dove vuoi andare a parare Ataru? Vi parlerò delle sorprese delle uova di Pasqua. Ma non dei peluches, non dei gioiellini in finto argento e nemmeno dei portachiavi a forma di batacchio. Voglio parlare delle famigerate sorprese montabili. Traumi su traumi hanno provocato in me, queste dannatissime sorpresine. Ovetto Kinder o uovo di Pasqua più grande: scartavi, rompevi a fatica l'uovo, mangiavi un pezzettino di cioccolato (per me ora come ora, rigorosamente nocciola o fondente, non propinatemi roba da diabete tipo kinder o al latte, grazie), evvia. Scatolina classica, gialla o arancione, di forma pressochè ovale, di quelle che se premi bene sul centro, il coperchio parte per la millemiglia. Eri lì che ci speravi, unasorpresasutresaràunodiloro, non importa chi. Una volta c'erano i Puffi, poi le tartallegre, gli ippocani, i fratarcangeli, gli orsifritti e i cazzabubboli e via dicendo. Tanti bei personaggini nuovi di zecca con cui giocare o semplicemente da mettere in bella mostra nella cameretta. Aprivi dunque quella scatolina, e vedevi un involucro di cartacce. No, non può essere, io lo so che non è così, dai, per favore. E invece sì. Quelle sono istruzioni. O al massimo, adesivi. Avevi trovato una delle altre due sorprese che non erano i tuoi personaggi preferiti. O li riguardavano soltanto. Ma non erano loro. Quadrati di plastica con pezzetti da staccare e poi rimontare, una piattaforma verde, qualche adesivo e le istruzioni financo in sanscrito. Che culo. Intanto gli altri bambini giocavano con i giuggioletti e gli andromostri. E tu lì, a guardare quelle fottute istruzioni. Che oltretutto indicavano soltanto alcune cose, ma non spiegavano tutto. Insomma c'era il prospetto per montare i pezzi, per attaccare gli adesivi, ma dirmi che cos'è? Avevi sempre l'impressione che ci volesse un'equipe della NASA  per montarli e un ingegnere nucleare per spiegarne l'uso e il funzionamento. Eppoi venivi a scoprire di aver trovato il carro funebre di Topolino, la slot machine di Tom e Jerry e la giraffa di Bibì e Bibò.  Prendevi la tua fantastica sorpresa montabile, montata (da te) male. Magari la davi a papà, che lui sì che ci capiva e la montava bene. E? Potevi forse mettere il carrettino degli ortaggi di Fred Flintstone sulla tua scrivania o la tua mensolina come se niente fosse? No. E allora posti caldi e accoglienti attendevano la tua sorpresina montabile. Ad esempio la cantina o il secchio della spazzatura. E se avevi due uova da scartare, il danno, che te lo dico a fare, era doppio. Allora se quest'anno mi regalate un uovo (rigorosamente fondente o nocciolato, ribadisco), fatemi il favore, informatevi prima e fatemici trovare Paperetta Ye Ye. Ecco.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 23, 2005 03:15 // commenti (48)
lunedì, 21 marzo 2005

LEMONY SNICKET - UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI

 ( on the air: Stereophonics - Dakota )

 "Mi rincresce dire che questo film che state per vedere è estremamente sgradevole. Se desiderate vedere un film su un piccolissimo elfo, ci sono ancora posti nella sala due; tuttavia se vi piacciono le storie di orfani astuti e ragionevolmente gradevoli, di incendi sospetti, di sanguisughe carnivore, di cibo italiano e organizzazioni segrete, allora restate."

 Così si apre il film. Ispirato ai primi tre dei tredici libri di Lemony Snicket, alter ego del misterioso scrittore Daniel Handler. Di solito quando scrivo una recensione di un film,  possono esserci due motivi. O per massacrarlo o perchè mi è piaciuto tanto. E ultimamente avrei dovuto scrivere bene di Sideways e Le conseguenze dell'amore, due bei filmetti, e forse avrei quasi dovuto stroncare Nascosto nel buio. Ma non l'ho fatto. Rompo dunque il silenzio cinematografico per parlare, bene, di questo lungometraggio di Brad Silberling. ( Casper, City of angels )

 Qualcuno penserà, vista la classificazione di fiaba per bambini, a un facile paragone con Harry Potter. In realtà, l'universo di questo film è lontano anni luce da quello del complesso, ma in finale semplice e odioso maghetto della Rowling. Se questa è una fiaba per bambini, ben venga. Niente lieto fine, sfighe a catena, atmosfere in perfetto stile goth-dark, ispirate al modello di Tim Burton. E un Jim Carrey che continua a scegliersi copioni di lusso. Dopo Eternal sunshine of the spotless mind (semilasciticancello), da me ( e non solo) definito come autentico capolavoro, arriva il personaggio del Conte Olaf. Zio cattivissimo, fanfarone, attore fallito, trasformista, si sollazza e ci sollazza con una prestazione a dir poco esagerata. Sceneggiature degne appunto del miglior Tim Burton ( non a caso, c'è lo stesso scenografo di Sleepy Hollow ), musiche magiche e inquietanti, poche ma ottime risate vere, colpi di scena,  tre bambini poco politically correct, disegni (vedi sopra), comprimari di lusso come Jude Law, Meryl Streep e Dustin Hoffman. Intrattenimento puro, ma non banalmente americano, storia serrata senza momenti lenti, mai uno sbadiglio, ansiogena come Alice nel paese delle meraviglie o una favola dei fratelli Grimm. E Dickens come modello. Citazioni tutte da cogliere, come l'omaggio a Lon Chaney, maestro dell'horror di -anta anni fa. Ambientato in un tempo sospeso tra l'epoca vittoriana e i giorni nostri, effetti speciali belli, ma non esagerati, Una serie di sfortunati eventi, tende a rapire lo spettatore. E a far aspettare che esca il seguito. Che sono sicuro, ci sarà, visto il finale aperto e la quantità di libri ancora da raccontare. E Jim Carrey è ormai decisamente attore a 360 gradi. Completo. Se non si fosse capito, tornerei a vedere questo gioiello gotico anche domani. E non sto manco a parlarvi delle simbologie, che tanto, a vederle mi sono sfuggite e l'ho dovute leggere sulle recensioni. Dunque abbasso erripotter e gli inflazionatissimi cartoni animati fatti al computer, che ormai ne esce uno al mese, evviva la fiaba senza lieto fine.

magari ve l eravate perso

elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 21, 2005 10:15 // commenti (51)
venerdì, 18 marzo 2005

PAROLE FASTIDIOSE

( on the air: The Arcade Fire - Rebellion )

Tutto nasce da Erbasalvia. Ma ve lo spiego alla fine. Ora vi chiedo: ci sono delle parole che solo a sentirle vi viene l'orticaria? Per un semplice suono cacofonico oppure per antipatia a pelle o semplicemente così tanto per. Prendiamo il verbo danzare. Soprattutto se pronunciato da qualcuno del sud, con quella maledetta zeta dolce, è a dir poco ributtante. E lo stesso vale per il sostantivo calza. Poi c'è patente, che non so perchè, ma tende ad irritarmi. O ancora purè. O magari tallone o, peggio ancora riassunto. E pietà? Tutto ciò è assolutamente fastidioso, per me, ovvio, e non so spiegarvi il motivo. Vi invito a inserire nei commenti, se ci sono, le vostre parole fastidiose. Ma torniamo al principio. Erbasalvia utilizza spesso la parola moroso per definire il suo boyfriend. Ecco, per me moroso/a è il massimo dell'irritante. E' peggio di fidanzato/a, e ho detto tutto. E voi, come chiamate il vostro partner? Ero in effetti in dubbio se postare questa robetta o un dialogo tra il Fornetto Selettore e la Grattugia Bella. Ma siccome ero in vena di farmi gli affaracci vostri, ho scelto ciò. Magari la prossima volta mi impegno a scrivere di questi due eroi. Notizie sparse: mi sono ritirato dal reality. Sparse? E' una sola. Bè, fa niente, significa che è calmapiatta. Tanto meglio.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 18, 2005 02:05 // commenti (102)
giovedì, 17 marzo 2005

IL MATTINO NON HA, evidentemente, L'ORO IN BOCCA

( on the air: New Order - Krafty )

Volevo postare di mattina, ma mi rendo conto di non essere in grado. Sì , lo so, non è mica presto, ma io non connetto. La mattina potrei scrivere un blog per decerebrati. Ammesso che io già non lo scriva adesso. Ma in questo caso offenderei voi. Sbadigliando mi è pure venuto da tossire, un autentico disastro. Mi lavo la faccia e torno. Ecco, quest'acqua fredda, sveglia un po'. Io adoro l'acqua dei miei rubinetti, esce subito gelida anche d'estate. Inutile dire che non si comprano acque minerali qui. Sarebbe una sovrattassa inutile. Sono privo di tv e non è un male. Vabbè diciamo che la cosa mi lascia indifferente. Quel povero tecnico me l'ha anche riparata, ma non può venire a portarla perchè da una settimana c'è il blocco delle macchine non catalizzate, causa polveri sottili. Secondo me siamo una massa di stronzi. Il primo cittadino è il primo e il più grosso, ovvio ( si sa che non ho simpatia per quella sorta di bavosa che sta in Campidoglio). Che dite? Andare io a prendere la tv? No, non ne ho la minima intenzione. Sto benone così. Anzi sapete che vi dico? Basta anche con il post. Magari stanotte mi viene qualcosa di decente.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 17, 2005 12:16 // commenti (27)
martedì, 15 marzo 2005
 

Machissenefrega™ e Sic!™  presentano:

 PAGHI UNO E PRENDI DUE

Ping pong cerebro-verbale tra Ataru e Noeyalin

(NOW PLAYING & on the air: Piano Magic - Saint Marie)

Massì cheppoi alla fine ve lo avevamo promesso. E dunque poniamo fine alla trilogia dei post in collaborazione (chissà che poi non si ricominci con qualche altra malsana idea). L'idea non è originale, lo scrivo sempre quando c'è l'intervista doppia, però ci siamo divertiti da matti. Un po' meno io, quando ho dovuto editare qui sopra. Perchè tra l'editor di Splinder e quell'altra porcheria di Word, ho fatto quest'ora immonda. Se volete rileggerla con altra intro, andate pure da lei. Via!

1.       Beh?

Noeyalin: Muuuu

Ataru: Fa la pecora.

 2.      Davanti all’altro ti trattieni a stento dal ridergli in  faccia quando…

Noeyalin: Cita gli altri blogger...pronunciandone il nick in modo totalmente diverso da come li pronuncio io (e non se n’è mai accorto!!! so’ ‘na gorpe!!!)

Ataru: quando rovescia il caffè, è una costante. O quando perde il telecomando. Il fatto è che non mi trattengo.

 3.      Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Noeyalin: E’ mezzo. Che domanda scema.

Ataru: mezzo

 4.      Dacci un saggio della tua follia.

Noeyalin: La mattina devo rigorosamente prima zuccherare il caffè e dopo stendere la marmellata sulle fette biscottate. Se dovessi prima stendere la marmellata sporcherei il cucchiaino e non potrei usarlo nella zuccheriera. Dovrei prenderne un altro. Così  dovrei lavarne due alla fine. Quando si dice: economia domestica.

Ataru: Un saggio? E dove lo trovo io? Devo andare a prenderlo in una caverna? Ma deve essere un vecchio?

 5.      La suoneria del cellulare dell’altro è…

Noeyalin: Quella dei messaggi è quella  del “tg1 storia” la mattina alle 8 e mezzo

Ataru: ossessionante

 6.      Sei solo in una stanza. Con chi parli?

Noeyalin: La Noe, Nat e la Cerebro parlano amabilmente del tempo fumandosi qualche sigaretta

Ataru: A scelta. Me stesso o il primo oggetto che mi capita a tiro

 7.      C’era una volta…

Noeyalin: E adesso dov’è?

Ataru: se c’era una volta, c’era anche un arco

 8.      Dì una “fissa” dell’altro

Noeyalin: Quando deve andare al cinema per arrivare in orario parte un giorno prima.

Ataru: I tacchi e gli stivali in primis. Poi rosico perché ce ne sono altre, ma ora non mi vengono in mente e so già che mi verranno troppo tardi,  con sua somma gioia…

 9.      Il nome del tuo alter ego preferito

Noeyalin: Hellen

Ataru: Io numero 2

 10.      Chi dei due dice più parolacce?

Noeyalin: Da quando gli ho impedito di dirle in mia presenza, io

Ataru: Senza dubbio io, che domande…lei non le dice

 11.  Almeno una domanda seria: penna o tastiera?

Noeyalin: Finirò come l’asino di Buridano…

Ataru: Direi che dipende. Con la penna sono più pigro. Ma la trovo tremendamente più affascinante della tastiera

 12.  Puoi fare un colpo di stato per appropriarti di un blog altrui. Quale blog scegli?

Noeyalin: Avendo tempo forse il Daveblog. Molto ben fatto e ben condotto.

Ataru: La risposta è fin troppo facile: il suo, per riempirlo di post con parolacce annesse…altrimenti quello di Chinaski 77 perché scrive troppo bene e potrei fargli perdere qualche lettore

 13.  Dì il nome di uno dei tuoi lettori preferiti ( e qui si tratta di salvarne uno e perdersi tutti gli altri! E’ tassativamente escluso l’utilizzo della diplomazia.)

Noeyalin: Ehm…li amo tutti alla follia ma se devo sceglierne uno…il Militante (diciamo che faccio prevalere una questione affettiva…)

Ataru: Ok ok…tenterò di eliminare la mia mellifluità…dico Kappa perché lo stimo oltremodo. Non si offenda nessun altro eh! (slurp!)

 14.  Da grande vuoi fare…

Noeyalin: Tutto quello per cui ormai sono troppo grande e che da piccola non ho  fatto

Ataru: quello che faccio ora, però possibilmente guadagnando un bel po’ di soldi in più

 15.  Quando vuoi fare colpo su qualcuno parli di…

Noeyalin: Di me. Cioè…voglio dire… del mio lavoro. Dei miei libri. Della mia musica. Sì…di me insomma…

Ataru: musica o cinema (sfoggio conoscenze impossibili)

 16.  Un libro che l’altro non ha sicuramente letto…

Noeyalin: “Resurrezione” di Tolstoj

Ataru: e che ne so, li legge tutti! Allora dico un libro che ho letto da piccolo (12-13 anni) che si chiama I draghi locopei di Ersilia Zamponi. E’ l’anagramma di giochi di parole, il che la dice lunga sul contenuto del libro (a proposito, sai che c’è la prefazione di Umberto Eco?)

 17.  Il libro che nessuno immagina tu abbia letto…

Noeyalin: “Immagina di essere una principessa” di  Meg Clibbon. E’ un libro per bambini ma è stato il regalo per il mio 24esimo compleanno…E anche “Alcatraz” di Jack Folla/Diego Cugia

Ataru: senza alcun dubbio Se questo è un uomo di Primo Levi

 18.  Non andresti mai a un concerto di…

Noeyalin: Me stessa, per il resto tutto fa brodo…

Ataru: uuuh quanti ce ne sono! Diciamo Gigi D’Alessio

19.  Stai dormendo?

Noeyalin: Magari.

Ataru: Può darsi che non me ne sia accorto

20.  Allora sei sveglio!

Noeyalin: Non esattamente.

Ataru: Vedi sopra

21.  Sui blog chi dei due ne sa di più?

Noeyalin: Lui sa tutto di tutti. E’ un po’ la portinaia del condominio blogosferico. Io li sto studiando. (Graaande sfoggio eh?)

Ataru: Dipende. Se parliamo di pettegolezzi e blog frivoli, certamente io. Se parliamo della parte pallosa tra virgolette (quella sulle tecniche di comunicazione), allora lei

22.  Se l’altro fosse una città sarebbe…

Noeyalin: Roma. Non potrei dirne un’altra.

Ataru: così a pelle, mi viene in mente Vienna. Che poi le sue caratteristiche somatiche non sono propriamente austriache…

23.  Se l’altro fosse una musica sarebbe?

Noeyalin: Una di quelle con suoni fastidiosi, ripetitivi e strambi. Lui lo chiama Indie…

Ataru: Un waltzer (non a caso)

24.  Se tu fossi una musica saresti…

Noeyalin: “Quando non sai cos’è…allora è jazz!”

Ataru: Un suono di tastiera elettronica marcatamente anni 80

25.  Uno dei suoi lettori che gli invidi…

Noeyalin: Molti di quelli suoi “fighi” ormai ce li ho anche io…(gongolo)

Ataru: Confesso la verità, quando ho visto da lei un commento del signor Effe (quello di Herzog), ho collassato.

26.  Mi sono stufato (io, Entità domandante amorfa) di fare domande…

Noeyalin: Quindi ti levi dai cosiddetti! Alleluja…non se ne può più!

Ataru: Caro signor entità amorfa, cosa dirle? Vada, vada pure…

27.  Via levatevi di qui. Dite ciao…

Noeyalin: Aurevoir!

Ataru: ah allora andiamo via noi? ciao! (Con voce stridula tipo i tre della Gialappa’s quando salutano)

28.  Ah, ‘spe…questa fatemela che di sicuro vi viene bene: dite una bella parola.

Noeyalin: Squinternata

Ataru: Angostura.  Senti che bella parola?



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 15, 2005 06:45 // commenti (80)
sabato, 12 marzo 2005

IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #2

( on the air: Placebo - Big mouth strikes again [Smiths cover] )

A grande richiesta di nessuno, torna questa simpatica rubrica. Ve la ricordate?

Il doppio gioco dell'insetto foglia: documentario basato sulla vera storia di un insetto foglia, che mimetizzatosi in mezzo a una pianta di ligustro, va in crisi di identità. L'angoscia raggiunge livelli impensabili, quando per un'ora di fila, l'insetto è fermo accanto alle foglie battute da un lieve scirocco. Con l'arrivo dell'autunno, le foglie cadranno, ma per il nostro protagonista, sarà troppo tardi. Morirà di stenti per non essersi riconosciuto e cadrà tristemente con le foglie. Film privo di colonna sonora, della durata di quattro ore, girato con un'unica telecamera amatoriale. C'è chi lo ha definito un incrocio tra Quark e Blair Witch Project. Monolitico.

Favellas: la struggente storia tutta brasiliana, di un bambino troppo chiacchierone. Giginho, nato e cresciuto in povertà, vive in una favela. Riunisce amichetti e parenti e comincia a parlare. La sua asfissiante favella è tale che i suoi ascoltatori si addormentano. Un giorno, mentre parla ininterrottamente e in contemporanea gioca a pallone, viene notato da un osservatore di una squadra di calcio. Il bimbo ha talento, cresce, ma alla prima conferenza stampa, ammorba il pubblico e viene rispedito nelle favelas a calci nel sedere. Lì, resterà ormai isolato e parlerà con se stesso. Parabola discendente e amara della difficile vita all'ombra del Pandizucchero. Emozionante.

Pistone e limone: biografia di un meccanico che nel tardo pomeriggio vende limonate per arrotondare. Davanti al suo chioschetto, passa per caso la donna dei suoi sogni. I due si guardano, si piacciono, si innamorano. Ma il destino beffardo è dietro l'angolo. Lui, ormai distratto dall'amore, mette per sbaglio del Paraflu portato via dall'officina, nella limonata della ragazza. L'antigelo la protegge dalla serata rigida, ma la uccide poco dopo. Lui non si perdonerà l'errore e si getterà da un ponte, con al collo due cerchioni di un camion Iveco. Dramma intenso, non privo di spunti romantici, che ripropone il leit motiv dell'errore. Coinvolgente.

 L'impero dei tovaglioli: nell'anno 4028, i tovaglioli mutati geneticamente, si impadroniscono del pianeta terra, sottomettendo gli uomini al proprio volere. Diverrà celebre la scena in cui un tovagliolo di stoffa si pulisce la bocca con un uomo, per la precisione un presidente degli Stati Uniti. Ma la sete di potere logora i tovaglioli e apre crepe impensate, laddove, esauritasi la ribellione contro l'uomo, i tovaglioli di carta si scagliano contro l'elite dei tovaglioli di stoffa. E sarà di nuovo guerra senza esclusione di colpi. Un uomo, una donna e l'anziano scienziato colpevole della mutazione, riusciranno ad approfittare del caos, aiutati da una tovaglia dissidente. Fino alla normalizzazione del mondo. Scenario apocalittico per un film adrenalinico. Da vedere.

Vampiri contro morti viventi, lo scontro finale: classico horror splatter. Gli zombie si risvegliano come sempre dal cimitero. Seminano il terrore in una tranquilla cittadina del Maryland, mordendo l'intera popolazione e trasformando tutti in altri morti viventi. L'inarrestabile avanzata degli zombie si arresta davanti ad un castello. Qui infatti vivono i vampiri. Che attaccano gli zombie, li mordono e restano schifati dal sangue marcio. I morti viventi si rendono conto di poter vincere e mordono i vampiri. Ma i vampiri sono già morti per conto loro, dunque nessun effetto. La battaglia prosegue solo di notte, perchè di giorno i vampiri fuggono. Chi vincerà? Non vi resta che vederlo al cinema, perchè sinceramente io non so come farlo finire. Enigmatico.

idee random x 1 film di successo

elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 12, 2005 05:15 // commenti (64)
giovedì, 10 marzo 2005

BENTORNATO, MISTER MAGONE

( on the air: Terranova - Concepts )

La felicità è cosa rara. Eppure di questi tempi, vista la mia lieta situazione, ho raggiunto elevati picchi di felicità. Questa lieta situazione continua, al momento non c'è da preoccuparsi (scongiuri di millemila varietà). Ma qualche giorno fa, per alcuni motivi contingenti e altri non ben identificati, hanno suonato alla porta. Ho aperto senza guardare nello spioncino ed è arrivato Mister Magone. Non mi faceva visita da un po'. Quando torna non c'è mai molto da festeggiare, non è personaggio particolarmente gradito. Quel suo sguardo spavaldo mi ha fatto tornare un po' di peso alla bocca dello stomaco e non mi ha fatto godere appieno alcune cose. Abbiamo brindato con un calice amaro, e lui, distinto bastardo come sempre, lo gustava soddisfatto. E non basta spararsi un'endovena di gioia, Mister Magone sta lì. Si piazza in poltrona e mi fissa. Ogni tanto va via, ma poi ritorna. Puoi far finta di ignorarlo, ma lui ti si avvicina all'orecchio e ti ricorda di essere ancora lì. A fissarti. Ora, caro Mister Magone, non vedi che il momento per manifestarti è quantomeno inopportuno? E' proprio necessario stare lì con una bottiglia di Cointreau e delle olive verdi (accostamento azzardato, sì) e guardarmi? Io, Mister Magone l'ho cacciato di casa più di una volta.  Lui è sempre tornato. Ho fiducia che stavolta riuscirò a cacciarlo prima del solito. E me ne fotterò dei suoi modi cordiali, perchè oltretutto, è pure un po' falso.



elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 10, 2005 16:11 // commenti (37)
martedì, 08 marzo 2005

SOGNI ET INCUBI

- LA PRIMA PROVA DI "LE STELLE" -

( on the air: Queens of the stone age - No one knows )

Oh, ecco. Prima di cominciare, doverosa introduzione. Questo è il primo post del reality show blog, cui inspiegabilmente partecipo. Non so cosa verrà fuori, ma mi incuriosisce di più rispetto a mister blogghe. Anche se, signori miei, 'sta prova è un po' fiacca, lasciatevelo dire. Magari vado subito in nominescion e mi buttate fuori. Ma vabbè, insomma c'è da raccontare il miglior sogno e il peggiore incubo. La scelta ricade su due manifestazioni oniriche un tantinello particolari, che forse prima o poi avrei comunque raccontato sul blog.

IL SOGNO PIU' BELLO: mi trovo in banca. In una banca qualsiasi, un giorno qualsiasi. Persone affaccendate, mentre io, se non sbaglio, cerco dei moduli da compilare. D'improvviso entrano dei ceffi molto loschi che solo a guardarli sembrano rapinatori. E in effetti sono proprio rapinatori, e armati per giunta. Panico generale, i rapinatori urlano e minacciano, ma non si accorgono di me. Mi avvicino dunque ad una cabina telefonica che si trova dentro la banca. Cosa ci faccia una cabina telefonica lì, ovviamente non mi è stato spiegato. Sta di fatto che io entro, tiro fuori una scheda telefonica da diecimila lire e la lancio fuori dalla cabina gridando: OCCHI DI GATTO! Sì, proprio come le tre ladre del celebre cartone animato. I banditi fuggono terrorizzati e la gente mi ringrazia.

Trovo che questo sogno sia bellissimo, ho riso per anni e anni soltanto a ripensarci.

L'INCUBO PEGGIORE: mi trovo a casa del mio migliore amico, un chirurgo vascolare. Ma non è casa sua, si sa, le case nei sogni non sono mai le stesse della vita reale. Sì, ogni tanto capita, ma di solito no. E' una casa grande, luminosa, a due piani, tutta in legno molto chiaro. Lui sorride, indossa un camice bianco e ha un po' lo sguardo da pazzo. Io rido, anche se non lo osservo come osserverei un medico, mi sa più di scienziato. Scendiamo con un ascensore, al piano di sotto. Ma non è finita qui, c'è ancora un piano, sottoterra. Si scende ancora, la casa è sempre di legno chiaro, sempre luminosa. Il mio amico vuole mostrarmi qualcosa, o qualcuno, chissà. Arriviamo così, davanti a una specie di gabbia. Guardo dentro; orrore e raccapriccio! C'è un essere stempiato, con la barba lunga, un occhio più grande e uno più piccolo, con un busto minuscolo e gambe e braccia normali, anche se attaccate al contrario. Il mio amico ride, mi guarda e dice: questo è il mio vanto!

I brividi che hanno percorso la mia schiena, hanno interrotto l'incubo. E pensare che da piccolo avevo degli incubi ricorrenti come ad esempio l'ascensore che precipita, mentre due enormi casse sparano musica distorta a volume altissimo. Però questo li batte tutti...

Bè, ho finito. Se vi interessa vedere chi sono gli altri concorrenti o dare un'occhiata al regolamento potreste recarvi sul link sottostante, cheppoi devo obbligatoriamente piazzare qui sotto. La mai sopìta anima trash di Ataru, torna a colpire. Viva i reality (!)

http://vipditurno.splinder.com

PS: se vi interessa il post sulla festa della donna, potete guardare cosa ne pensavo l’anno scorso, tanto lo penso tuttoggi.

le stelle

elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 08, 2005 02:56 // commenti (81)
sabato, 05 marzo 2005

 PRIMO A GIOCARE!

( on the air: Good Charlotte - I just wanna live )

Le passioni vanno assecondate, qualsiasi esse siano. Succede così che ogni sabato pomeriggio, ormai da eoni, ci si riunisce davanti a uno schermo bello grosso, si accende la PS2 e si fa il torneino. Pro Evolution Soccer, il più bel gioco di calcio che la storia ricordi. I mesi passati a prendere per il culo le coppie di telecronisti, dagli antesignani Pinoli e Moneta a De Capitani e Tecca, fino a Civoli e Sandreani. Tattiche cambiate, sostituzioni inutili al novantatreesimo, insulti ai giocatori che deludono. Pomeriggi da ragazzini adulti, bicchieri di Coca Cola, sigarette a raffica, come le cazzate che spariamo. Fino addirittura all'asta tipo fantacalcio per comprare gli uomini migliori del pianeta. Oggi, se tutto va bene, c'è l'ultima puntata, almeno per un po'. Siamo arrivati agli sponsor sulle maglie. Questo post vuole essere un omaggio a noi cinque. Io con il mio Gigio United, Dio con la sua Vis Patonza, eppoi ancora il Real Camilluccia, il Bogonzo e il Real Berlino City, prima conosciuto come Longobarda FC. Cascasse il mondo, eravamo lì. Partenze, lavoro e altri impicci, fermeranno il torneino, ma lo spirito resterà. Sono convinto che ci si ritroverà presto per nuove sfide. Senza regole, anzi una c'è: chi dice primo a giocare, gioca. Tra gente che lo dice entrando in casa, gente che andrebbe indietro con la macchina del tempo pur di scrivere la fatidica frase sulla stele di Rosetta, chi si porterebbe un notaio con busta chiusa, per autenticare il desiderio. Lo so, trent'anni buttati nel cesso, ma fa niente. Dunque chiudo qui....sì...ehm...anzi...primo a giocare!

il post inutile del sabato

elucubrato da AtaruMoroboshi // marzo 05, 2005 04:19 // commenti (67)