MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Ataru: le immagini
Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
> perdere
> parecchi tipi di carne
> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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sabato, 30 aprile 2005

LO STRANO SEGRETO DI OLD BRIDGE

( on the air: Negrita - Rotolando verso sud )

Barcollo, dopo una discreta bevuta, però ho deciso di rendervi partecipi di un fatto che mi irrita da tempo ormai immemore. A Roma, in Piazza Risorgimento, ad un passo dal Vaticano e molto vicino a casa mia, esiste una gelateria che si intitola Old Bridge. Voi direte: embè? Bene, io non ho niente contro questa gelateria, però mi piacerebbe sapere perchè è sempre piena di gente. Questo post era stato messo in cantiere da circa un anno e lo tenevo per le situazioni di emergenza. Visto l'alcool che circola liberamente nel mio sangue, il momento è quello giusto. Inverno. Pochi, ma ci sono. La gelateria resta aperta, e qualcuno, anche con venti gradi sotto zero, è lì a mangiarsi il suo fottuto cono fragola pistacchio e panna (sento che sto per vomitare, visto il mio amore per le creme, e basta). Ora è arrivata la bella stagione e la fila per prendere il gelato, comincia da fuori. In estate sembra la coda per visitare i Musei Vaticani, o, per restare nella stretta attualità, quella per visitare la salma del Wojtyla. Ataru si è sempre chiesto perchè. Voi mi direte: ma assaggia il gelato! E credete forse che io non lo abbia assaggiato? Non è niente di che. Anzi, a memoria, potrei citare almeno una decina di gelaterie molto migliori di questa. L'unica spiegazione è l'abbondanza del gelato, che magari a me fa sentire male, ma alle donnine in dieta perenne e ai truzzi palestrati, evidentemente garba. Così, è consuetudine che ogni santissima volta che passo lì davanti, e capita spesso, mi chieda il motivo di tanta foga. Ma il gelato non puoi andartelo a prendere dieci metri più su, che è più buono e al limite puoi anche sederti e soprattutto eviti di stare cinque-sei ore in fila? E' un fenomeno che sfugge all'umana comprensione, mi sembrano tutti dementi. Eppure il posto ha una bella nomea, non c'è che dire. Peraltro il proprietario, mi sta anche simpatico, ma no, non capisco. Intanto mi è venuta voglia di prendere il primo gelato della stagione. Ovvio, non da Old Bridge.

Ps: l'ho fatto, ma non chiamatemi blogger qualunque e nemmeno blogstar. Ho aperto un Flickr, dove al momento c'è una sola foto. Sto per comprare la digitale però.

il post inutile del sabato

elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 30, 2005 03:11 // commenti (68)
venerdì, 29 aprile 2005

LADIES & GENTLEMEN: MISTEEER THUNDERBLUE!

 ( on the air: Athlete - Wires )

Ore ventidue e quindici circa. Molto circa, nel senso che era più tardi. Parcheggiamo stranamente senza troppa fatica nei pressi del Momart (inutile cliccare, c'è solo una pagina, però il link fa sempre chic), il locale fighetto e da blogstar, in zona piazza Bologna, scelto per l'incontro. Il signor Thunderblue -il blogger senza blog, il commentatore che ogni blogger vorrebbe, perchè è intelligente- puntuale, è lì che ci attende. Ataru  schiera uno stuolo di donne da far invidia al sultano del Brunei; tre vestite di bianco e una vestita di nero. Sono Noeyalin, Papi78, Boc e l'Aliena. Entriamo e la musica è un po' altina, purtroppo tocca urlare, cosa che non è carina soprattutto quando si conosce una persona nuova, e quella persona, peraltro ne  deve conoscere cinque. Thunder io me l'aspettavo più basso e con i capelli più lunghi. Però il soprannome che gli ho dato su Ualbois!, dove è rimasto l'unico a postare cose belle, oltre che l'unico a postare, è esatto. La banca-dati. Mai soprannome più giusto. Riesce a sapere molte più cose di me, che già ho una cultura da Trivial Pursuit che fa paura. Da bravo fan dei cartoni anni ottanta, ordina un Cybernella, mentre Boc si ubriaca con mezzo bicchiere di brachetto, Papi e Noelìn conversano amabilmente a Chianti, Ataru trangugia una Du Demon media, e all'Aliena portano un Red Lady, quando aveva chiesto una Erdinger, ordine corretto dopo un'oretta e mezza. Si parla di blogger e degli altri preferiti di Thunder, che non vi dico chi sono, ma è tutta gente più o meno linkata qui sopra. La cosa che ci ha spiazzato, è stato lo zaino delle meraviglie, con omaggi personalizzati per ognuno dei blogger presenti (tranne Papi, perchè non era previsto che ci fosse anche lei). Questo, caro Thunder, si dice essere attenti lettori, grazie ancora. Lo stesso zaino utilizzato in seguito dall'Aliena per rubare un bicchiere della Erdinger, che aveva uguale a casa e che gli  avevano rotto. Perchè poi alla fine, ci facciamo sempre riconoscere. Infatti nel frattempo Boc se la ride come una pazza, sempre per colpa del brachetto, chiede le foto dei diti per il suo post del vaffanculo, riesce ad ottenere quello di  Papi, tre dita di Thunder, mentre Noelìn resiste anche stavolta e niente foto. Io direi davvero una bella serata, con una persona piacevole che sicuramente rivedremo volentieri. Eppoi signor Thunder, apra 'sto blog, suuuu!

Ah! Se poi la prossima volta vuole aggiungersi  qualcun altro, basta un fischio.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 29, 2005 13:23 // commenti (22)
giovedì, 28 aprile 2005

NOOO

( on the air: Simone Cristicchi  - Vorrei cantare come Biagio )

No che non lo so. Se davvero lo sapessi,  ve lo direi. Ma perchè continuate a chiedermelo? Davvero, inutile continuare con questa sciocca sequela di domande. Vi ho detto che non lo so e basta. Quando apprenderò tutta la faccenda, ne riparleremo. E invece no, voi insistete, ancora. Ma parlo arabo? Ma davvero devo incazzarmi? Come quello lì, l'altro giorno. Roba da matti. Ma cosa mi vieni a chiedere? Che poi andavo anche di fretta. Fatevene una ragione, non è che posso inventarmi cose così tanto per. Eppoi sapete che vi dico? Che alla fine, se anche lo sapessi, non ve lo direi. Ho forse firmato un contratto per dirvelo? No, e allora? Saranno anche affaracci miei! Sì, vabbè, tutte scuse, voi non c'entrate. Ho detto basta! B-A-S-T-A. Si legge? O devo metterlo in carattere extralarge? Bene, non ho più voglia di portare avanti 'sta cazzata. A qualcuno è venuta ansia? Curiosità? No? Meglio per voi. Ho inventato tutto.

fenomenologia dell insano

elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 28, 2005 03:30 // commenti (57)
mercoledì, 27 aprile 2005

PRESENTE!

( on the air: Subsonica - Incantevole )

Il passato, si sa, è ingombrante. E' importante, ma è anche ingombrante. Quante volte al giorno ci capita di star lì a ricordare questa o quella persona con cui si stava bene? E anche quando si comincia a mettere da parte (dimenticarlo è errore blu, come nelle versioni di greco), c'è sempre qualcosa che inevitabilmente riaffiora a mò di cadavere nel fiume. Sciocchezze a volte, per carità, però il defrag mentale è difficile da compiere, a volte ci vorrebbe un bel format: C, dove C sta per cervello. Ma siccome non siamo computer, mica si può fare. Io c'ho messo un antivirus che senza dubbio funziona bene e c'ho messo anche il firewall per evitare gli attacchi altrui. Ma piccole scorie di passato.exe c'erano sempre. Signori miei, oggi però brindo. E voi brindate con me. Perchè stavolta quei piccoli pezzetti, se ne sono andati. Bello quanto volete il passato, ma per una volta, scelgo il presente.exe. L'installazione è perfettamente riuscita. Ripongo tutto il resto nella cartella degli Oldies e non se ne parla più. Adesso si tratta di inserire qualche altro programmino, tanto per mettere apposto gli altri settori del Personal Ataru. Intanto metto via gelosamente alcuni files recenti, e li lascio nella cartella Presente. E ti ringrazio. E stavolta il messaggio doveva essere urbi et orbi, perchè altrimenti avrei dovuto aprire la finestra alle cinque di mattina e mettermi a urlare frasi in apparenza sconnesse, con conseguente suono di allarmi, ululato di cani e, last but not least, vasi di orina in testa. Meglio scrivere. E meglio farlo qui, che non su un marciapiede costellato di grate e bagnato dalla perdita perenne d'acqua di un motorino abbandonato. Che poi dovrei stare pure attento alle roncolate del  portinaio. E meglio di chi cita romanzi cult di tal Federico Moccia (mi sono documentato in tal senso, dopo aver letto su un marciapiede Io e te, tre metri sopra il cielo). Bene, ora pubblico il post. Poi, letto.dll.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 27, 2005 05:21 // commenti (27)
sabato, 23 aprile 2005

SENTIRSI A CASA!

( on the air: The Bravery - Honest Mistake )

Precisazioni. Ogni riferimento a persone, cose o fatti esistenti NON è puramente casuale. PERO', visto che molti amici del Loran Club sono arrivati fin qui e mi hanno beccato, volevo scusarmi con chi se l'è giustamente un po' presa. Magari con Emanuele ho un tantinello esagerato, mea culpa. Manco mi ricordavo più cosa avevo scritto. So che le scuse tardive non servono a molto, ma si scherza! Non andrei mai a tagliare la mano che mi nutre (per giunta proprio quella di Emanuele che fa i migliori panini del Loran, cazzarola). Bene, dopo queste doverose scuse e questa discreta leccata di culo, che dire? Viva il Loran e viva tutti coloro che ci stanno dentro, che senza di loro non avrei mai scritto una cosa così poetica. Io penso che se un giorno il Loran chiudesse mi sentirei perso. Dunque rideteci sopra!

Ognuno ha il suo posto. Dove si sente a casa, e non importa quanto sia frequentata e da chi, è casa tua. La nostra casa, il nostro ufficio per dirla alla Fonzie, insomma chiamatelo un po' come vi pare, è il Loran Club. Pub, sala biliardi, chiusura in orario ancora da capire, non prima delle sei di mattina. I panini che ci mangiamo in nottata, li mangiamo lì. Mica per strada, che ti sbrodoli di salsa sulla felpa, devi bere con la bottiglietta di plastica o di vetro e devi stare in piedi, magari al freddo e al gelo. Tavoli con panche che sembrano divani e quella giusta atmosfera da cazzeggio. Si può anche fumare, ma questo lo scrivo in piccolo e sottovoce, che se poi qualcuno se ne accorge ci arresta a tutti. Questo posto è popolato da tantissimi protagonisti, cui abbiamo assegnato soprannomi. Un posto che ha visto l'avvicendamento di vari regni, con gestori, clienti e cameriere che spesso cambiavano. Una specie di fiction. Provo a riassumere i personaggi per mio esclusivo piacere personale, non credo che a voi possa fregare molto.

I gestori:

Santino è presumibilmente il proprietario. Siciliano, corpulento e probabilmente mafioso. Difficilmente fa sconti e quando te li fa, di un euro, te lo fa notare. Però ci riverisce e ci rispetta (te credo, con tutti i soldi che gli abbiamo lasciato). Accanto a lui c'è la Polacca, la moglie, in realtà albanese. Strabica da un occhio, però ha un fisichetto niente male, tantopiù che ha sfornato due marmocchi. Anche lei di solito avida di denaro, ultimamente ha concesso qualche sconto in più.

Mama insegname a bailar. O più comunemente Mama. Il soprannome nasce dalla presunta somiglianza con il cantante Tribà. Lui è andato via, non c'è più da un annetto ormai. Campione di biliardo, giocava i tornei con un solo braccio, perchè quello buono era infortunato. Quando il locale era popolato da gnocche, lo si doveva a lui. Carismatico e rimorchione (Vanilla e la Dark Lady, tra le sue vittime), si dice anche un po' troppo generoso. Pare infatti che Santino gli abbia tagliato la testa per i suoi troppi gesti munifici con i clienti.

Marietto: era l'altro gestore dell'era di Mama.  Più sfigato perchè pelatino e un po' bruttino, si faceva amare anche lui. Era simpatico Marietto, poi anche lui scomparso per probabili dissidi con Santino, che pensavamo avesse murato lui e Mama nelle colonne del locale. In realtà poi li abbiamo visti vivi e vegeti.

Il Supergiovane: un signore pienotto e calvo sui settant'anni. Ha gestito l'era di transizione. Agli inizi si metteva il suo gileino verde da bisca e il locale aveva assunto un'aria squallida, da bisca appunto. Non c'era più nessuno. Poi all'improvviso, la trasformazione. Maglioni con i numeri, balli sulle canzoni irradiate da Deejay Tv, sigarette, chiacchiere con fanciulle, un'altra persona. Supponiamo che a un certo punto sia ringiovanito troppo e sia tornato nella culla. Infatti è scomparso. Lui è il papà di Sega ( ne parlo dopo) e il marito di una signora che una volta, mentre portava la carta igienica al cesso, fece l'occhiolino a Dio.

Neri: veniamo ai giorni nostri. Ora c'è lui. Personaggio ingenuo, supposto nipote di Santino, che per pietà lo ha fatto lavorare lì, portandolo via da una vita di stenti in Sicilia. Gioviale, una specie di Forrest Gump etneo, è detto Neri per via della sua vaga somiglianza con l'attore Neri Marcorè. La domenica ha il suo giorno di riposo e va a giocare al bingo. Secondo noi non ha ancora capito che l'ambo non paga. Però fa parecchi sconti, anche perchè a volte sbaglia a fare i calcoli. E noi lo amiamo, sempre con la sua camicia, sempre la stessa ogni giorno. La sua trasmissione preferita è Hot, programma di video zozzi su Match Music, condotto da Selen.

Le cameriere:

Vanilla: è quella storica. Cosiddetta per via del suo profumo alla vaniglia. La fidanzatina ideale. Molto carina, brava a fare i cocktail e i panini, faceva anche le raccomandazioni di non mangiare, bere e fumare troppo. Fu anche co-protagonista di un mio semiracconto erotico pubblicato molto tempo fa su questo blog.  Nell'ultimo periodo beveva troppo, la sua cera era peggiorata, fin quando il Pelato, giocatore di biliardo abituale, non si è messo con lei e l'ha portata via da lì. Forse una fortuna per lei, ma non per noi. Quando si mise con Mama, erano la coppia perfetta.

Morticia: mora, bellissima. Santino amava dire di lei che fosse una sanguigna. Ossessionata dall' avere un culo non troppo bello, visto che portava spesso felpe in vita. In realtà era bellissima e punto. Ricordo che una volta, tornato da Frascati completamente ciucco, ci feci una bella chiacchierata, facendo pure lo sciolto. Ancora oggi non mi spiego come ci sia riuscito. Era inarrivabile, almeno per noi. Se ne andò via gradualmente.

La Sconcia: non troppo bella, mingherlina, ma incredibilmente provocante. Il suo abbigliamento succinto ha fatto storia. Scollature azzardate, spacchi indicibili e minigonne a giro di gola. Scomparsa all'improvviso.

La Calabra: calabrese, molto ma molto carina e sensuale. Non si poteva molto sentire l'accento. Attualmente si vede ogni tanto come cliente ed ha avuto un calo.

La Lunga: lei è una che vedresti molto bene in un locale dark. Capelli lunghi neri, bianca in faccia, bracciali borchiati. Qualcuno sostiene sia acida, a me sembra soltanto timida e un po' svogliata. Se n'è andata via a più riprese, ma è sempre tornata. Inoltre l'estate scorsa è stata avvistata a vendere le grattachecche all'isola Tiberina, nel chiosco della Sora Mirella.

La Cilena: è cilena. Ovvio. E' una delle più bruttine. Cerca spesso di indovinare cosa prendono i clienti. Ha i peli folti sulle braccia e sembra scema. Forse un po' lo è. Però è efficiente.

Sega: figlia del Supergiovane, l'unica che può essere annoverata in tre categorie. Gestori, cameriere e avventori. Miss Sega alla Stecca, questo il suo nome originale, poi abbreviato per comodità. Non è di primo pelo, ma le piace fare la ragazzina. Ha avuto il suo periodo J.Lo., quando voleva assomigliare alla nota cantante e attrice. Ora si lampada spesso. E fa panini ottimi.

Completano il quadro meteore tipo: l'Armadio, efficiente, ma troppo brutta per restare, La Uoma che voleva fare un golpe e trasformare il locale in un bordello lesbo, la Tatu, che c'è attualmente e che è la brutta copia della roscetta-biondina delle T.A.T.U., la Zingara con i suoi scialli e la Rozza, tatuata e con una voce insentibile.

Gli avventori:

Categoria che sarebbe infinita, parlerò solo di quelli principali.

Il Lungone: per un breve periodo ha fatto parte della Triade che teneva in gestione il locale, insieme a Quello con l'apparecchio e Woofer. Alto quasi due metri, fatto a stampella, arrivò nel locale da solo. Si insinuò ovunque fin quando non cominciò a diventare amico della gente che prima lo escludeva. Ora viene finalmente considerato.

Quello con l'apparecchio: una volta sfoggiava la donna rumena, detta la Panterona. Poi lei lo ha mollato. Ha fatto parte della Triade

Woofer: è sparito purtroppo. Era un personaggio, ricordava un incrocio tra Masini e Giuliano Ferrara. Ha fatto parte della Triade.

Tana: quest'uomo è un mito. Sui cinquant'anni, pugliese, sembra uscito da un film trash anni settanta. Passa la serata e la nottata a giocare ai videopoker, e per la legge dei grandi numeri, vince. Il nome per esteso è Tana delle Tigri. Costringeva infatti dei ragazzini che lo accompagnavano, a durissimi allenamenti sul tavolo da biliardo, allenamenti per l'appunto simili a quelli della Tana delle Tigri, che tutti ricorderanno ne L'uomo tigre.

GenniGattuso: sosia del calciatore del Milan. Si accompagna a un gruppo di hip hoppari piuttosto orrendi.

Sheva: sosia del calciatore del Milan, Shevchenko. E anche un po' di Justin Timberlake. Una volta venne accompagnato dalla Bambolina, bellissima come il nome stesso dice. Scomparso con la cricca di Mama.

La Dark Lady, la Nana e Cecca: la Dark Lady si vestiva spesso di nero, poi diventò la fidanzata di Mama e scomparve con lui, la Nana era amica della Dark Lady. Piccola di statura, a caccia di uomini, Santino amava definirla così: quella prende tutto. Cecca era butterata, un omologo al femminile del panettiere Cecco (Abatantuono) di Fantozzi. In seguito, palestra e lampade la hanno magicamente trasformata e ora si può dire che non sia malaccio.

Jeff: il belloccio del biliardo. Si faceva chiamare appunto Jeff. Anche lui della cricca di Mama, giocava bene a biliardo, si metteva le cinte e gli stivali pitonati e spesso si chiacchierava sulla sua presunta omosessualità. Sparito con Mama.

C'era anche Cecco, versione maschile. Anche lui scomparso. Eppoi Cassel, orrida copia di Vincent Cassel, andato via dopo la nascita di un bimbo; il Profugo, novità degli ultimi tempi, da quando è morto il papa più o meno. Il Cittì, un vecchio che faceva molto commissario tecnico della nazionale di biliardo, passava per tutti i tavoli e guardava qualche colpo. Presumo sia morto. I Sars, cinesi usciti dai ristoranti nei dintorni, che giocano alle macchinette. Comandati dal Boss Tanaka, che ha ormai stretto un'alleanza malavitosa con Tana e Santino. Il Sorcone, la Puffa e Manuelona, altre tre bellezze transitate di qui. E il Grande Attore, vecchio tifoso della Roma che non si perde una sola partita, con il suo foulard al collo. La Bomba uno e la Bomba due, due ciccioni enormi.

Di sicuro dimentico qualcuno, ma non posso dimenticare che ieri sera è nato un nuovo personaggio: il Fiasco. Un tipo grassoccio senza spalle, butterato sul collo che indossava una canotta nera. Bellissimo.

Post lunghissimo e magari ostico, ma io amo questo luogo ed era giusto così.

Ps: la prossima settimana questo blog cambierà pelle, non vi spaventate.

il post inutile del sabato

elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 23, 2005 16:58 // commenti (62)
giovedì, 21 aprile 2005

LE LISTE FANNO TENDENZA

( on the air: Fred Buscaglione - Una sigaretta )

D'accordo, maledetti. Mi adeguerò anch'io all'intorpidimento intellettuale perpetrato da Gianluca Neri di Macchianera. E gli ho regalato anche il permalink pur non sopportandolo, sono troppo munifico. Però visto che tutti fanno il listone delle 31 canzoni italiane preferite inconfessabili e poi anche quelle confessabili, Ataru doveva distinguersi, fanculo. Ed ecco a voi le 14 cose inconfessabili che si trovano custodite in casa di Ataru.

1) inguardabile pupazzo Ciao dei mondiali di Italia 90, in due differenti misure.

2) musicassetta di Alan Sorrenti, contenente la nota hit Tu sei l'unica donna per me.

3) cartina geografica da muro dell'Italia, con tanto di monti in rilievo, risalente al 1984. Quindi senza le nuove provincie.

4) agghiacciante pulcino di lana, lavoretto di scuola della prima elementare. Per giunta fatto da mia madre perchè io non ero capace.

5) campioncino di profumo Bambola, gadget dell'omonimo film di Bigas Luna con Valeria Marini, regolarmente visto al cinema.

6) cartellino da tavola Riservato, rubato in un ristorante cinese, zona Torrevecchia.

7) vinile di Jose Luis Moreno e del corvo Rockfeller.

8) libro di Nino Frassica, Il manovale del bravo presentatore.

9) penna di Pippo (l'ho trovata ora, non scrive).

10) portachiavi a cordicella giallorosso con su scritto Forza Roma, regalato da un ristoratore cinese, zona Quadraro.

11) collezione kitsch di gufi di resina, ceramica e alabastro di Volterra.

12) scatola del Monopoli da mettere a posto da circa un annetto.

13) intoccabile poltroncina in vimini.

14) impolverata agenda - regalo della Cassa di Risparmio di Roma (che per la cronaca non esiste più da diversi anni).

E non mi sono neanche sbizzarrito. Poi se vi avanza tempo, compratemi qualcosa al supermarket, ecco la lista:

6 uova, 1 pacco di farina, 1 pacco di fusilli Barilla, Sofficini al gusto supplì e Togo Cream al cioccolato fondente. E non scordate il caffè, cazzo.

Il prossimo post casomai lo faccio sulla vecchia letterina di Babbo Natale, se la trovo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 21, 2005 03:29 // commenti (38)
mercoledì, 20 aprile 2005

VIVIAMO STRANI GIORNI

( on the air: Negramaro - Mentre tutto scorre )

Bene, liquidata con il post sottostante e con questa simpatica immagine che campeggia in internet, la faccenda papa, andiamo avanti. Certo ha sconfitto gente come il cardinale Goldrake e il cardinale Jeeg robot d'acciaio, gira anche la canzoncina, che per pietà vi risparmio. Tra l'altro mi sono reso conto che questo è il quarto papa da quando sono nato. Comincio a sentirmi anzianotto. Se poi conto i mondiali di calcio, mi sento decrepito. Ma insomma cosa volevo dire? Ah, sì. E' un periodo che scrivo poco e ho poca ispirazione. Va bene, l'ho detto un milione di euro di volte (il che equivale a due miliardi di volte del vecchio conio). Però cari amici lettori et scrittori, ho guardato un po' di blog qua e là. Non so se sia la stagione pesante, oppure il fatto che non frequento le celebrate blogstar, ma ho visto ben poco di interessante in giro. In realtà, le blogstar, campano di rendita. Non faccio nomi, ma smentisco la riga sopra, ho letto anche loro. E ho letto cosettine da blog di un tredicenne, politicamente e socialmente impegnato ('zzo vuol dire?), ma pur sempre tredicenne. Concetti triti e ritriti. Il fatto è che a loro si perdona tutto. E a quanto pare, pure agli altri, me compreso. E' un periodo di flessione generale del mondo blog? Non saprei, però l'impressione è tale. Possibile che l'unico a sbancare sia stato lui? Centocinquemila visite in meno di un mese e citazione al Tg2 delle 20. Io, dal canto mio, non ho voglia di recensire La Febbre e Crimen Perfecto, meglio comunque il secondo del primo. Volevo fare un post musicale, magari con le cinquantuno canzoni che fischietto sotto la doccia, ma non mi va. Il fatto è che non so fischiare bene, nè tantomeno lo faccio sotto la doccia, dove poi ingoio acqua e mi strozzo. Allora cari bloggher, vi esorto a ridarmi l'ispirazione, magari poi ve la ridò io. Perchè secondo me siamo tutti un po' in crisi, il che non fa che confermare la mia teoria che un blog dovrebbe morire dopo un anno esatto di vita. Vabbè forse sono stato troppo negativo, forse non colgo gli spunti, di certo non siete tutti d'accordo con me. Forse ora, con la mia nuova, fiammante MozBlogBar che raduna tutti i bloggher supervip, riuscirò a leggere qualcosa di decente. Uhm, temo ora di essere stato troppo positivo, forse è meglio che mi soffermi soltanto sui miei umili link. Che prima o poi qualcosa salta fuori. E sarà fumata bianca.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 20, 2005 03:09 // commenti (49)
martedì, 19 aprile 2005

papa RATZINGER

BENEDETTO SEDICESIMO

MIODDIO



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 19, 2005 18:44 // commenti (14)
lunedì, 18 aprile 2005

CONCORSO "MODIFICA IL TEMPLATE DI ATARU"

( on the air: Prodigy - Spitfire )

Vi avverto, qui si fa sul serio. Non per altro, ma sono letteralmente stufo di questo disordine sul mio blog. Il problema è che avevo chiesto qualche tempo fa a Boc e a Micce di darmi una mano. Ma vuoi per un motivo, vuoi per un altro, ciò non è stato possibile. Cosa vi chiedo dunque? Vi chiedo di darmi una mano a realizzare la versione 2.0 di questo blog. Che era attesa per settembre 2004, pensa te. Le idee sono già pronte, il template resterà questo, a meno di proposte che spaccano. E su questo si dovrà lavorare, un po' secondo le mie richieste, un po' a genio vostro. Chiunque voglia davvero darmi una mano, vista la mia quasi-incapacità (potrei definirla anche pigrizia) con l'accatiemmelle, avrà la mia gratitudine. Offro inoltre un link sul blog; nel caso fosse qualcuno già linkato, di certo ci saranno i credits. Sì, vi ho sentito, dite che è poco, sporchi esosi bastardi. Ma già dovrebbe bastarvi la mia eterna riconoscenza. Quindi astenersi perditempo. Potete contattarmi sui commenti, via messaggio privato (sconsigliato perchè li guardo quando mi capita, nel caso avvertitemi) o via mail. Insomma non chiedo la luna, vi garantisco che le modifiche da fare sono davvero pochine. Credo di essere stato abbastanza chiaro. Spero che qualcuno, chiunque ci capisca almeno un po', si faccia avanti, prima che faccia qualche guaio da solo (il massimo delle mie capacità è nella maggior parte di ciò che vedete sul vostro schermo) e magari cancelli il blog. So che non me lo perdonereste mai, vero?



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 18, 2005 04:01 // commenti (58)
venerdì, 15 aprile 2005

NULLA

( on the air: The Notwist - Johnny and Mary )

So che non dovrei neanche mettere mano al blog stanotte, ma è più forte di me. Volevo mollare il post del pulcino per un altro giorno: circa trenta commenti, li trovo irrimediabilmente pochi. Vanità. Eppure, l'alcool nelle vene, fa sì che io debba venire qui sopra a scrivere del nulla. Sì perchè non si sentiva il bisogno di scrivere un nuovo post, ma ormai è così e ciccia. Dunque il nulla è il nulla. Non vi è dubbio alcuno. Immaginate il nulla?



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 15, 2005 02:33 // commenti (51)
giovedì, 14 aprile 2005

LUI E' TRA NOI

( on the air: The Kills - The good ones )

Ne avevo parzialmente, ma molto marginalmente, parlato qui. Ma non era abbastanza. E così, ecco il post messo in frigorifero da qualche giorno. In frigo c'era solo l'idea, il post lo scrivo ora. Ormai da qualche mese, lo vediamo in tv. Sui siti internet, il banner campeggia ovunque, anche in quelli delle pompe funebri. In Europa, almeno per quel che riguarda la mia recente esperienza berlinese, Lui c'è. E ho scoperto che il mefistofele che lo ha creato risiede proprio nella capitale teutonica. E' Sweety, il pulcino più odioso della storia. Potete vederne una diapositiva sopra il titolo del post. Quello è Sweety Tip Tap, ma se preferite, potete scegliere Sweety Rimbalza o Sweety Svolazza. Sono wallpapers per il vostro (non certo il mio) cellulare. Ma potete scegliere anche tra le fantastiche suonerie (Sweety Remix, Tweet Tweet e Pulcino Party), o perchè no, farvele inviare tutte e tre! Così sarete colti da esaurimento pestilenziale. Sì perchè questa maledetta bestiaccia, ti rende autistico. Basta tenere la tv accesa di mattina o pomeriggio su Mtv o All Music, per gustarsi ogni cinque minuti, la canzoncina della bestiola. E rincoglionirsi di brutto. Mi sono ritrovato più di una volta a canticchiarla sovrappensiero, magari con la vocina castrata del piccolo mostro giallo. Non solo. Facendomi un giro sul sito della società incriminata, che non linkerò per non foraggiare simili cattivi esempi, apprendo che ci si può abbonare mooolto facilmente on-line. Gli sms per richiedere bestie e suoni, sono gratuiti solo dai Tim (connivenza, ovvio), dagli altri si pagano normalmente. Poi, però a seconda del prezioso bene che state per acquisire, pagate due o tre euro. Guardatelo, quell'esserino. Non vale la pena di spenderci magari sei euro a settimana, per averlo anche nelle nuove versioni? Tipo i due Sweety che ciurlano nel manico o l'allegra brigata orgiastica dei tanti Sweety? La SOCIETA', sul sito è scritto in maiuscolo e mi dà i brividi tipo loggia massonica o cose peggiori, autorizza a comprare questa roba, dai sedici anni in su. Dunque anche minori. E molti minori, lo vediamo anche qui su Splinder, sono lobotomizzati. Dunque la SOCIETA', alza di certo soldi a palate, con il piccolo pulcinetto e le altre diavolerie. Cheppoi se metti in mano il cellulare a un dodicenne (pratica ormai molto diffusa), scommetto che  la SOCIETA', non gli rimprovererà di aver piazzato il pennuto sullo schermo a colori del proprio gioiellino. Ma non insinuiamo. Vista però l'enorme diffusione, mi chiedo: cui prodest? C'è un Grande Vecchio, un'Eminenza Grigia, dietro tutto questo? Ataru, che non vi lascia mai soli, ha provato ad ipotizzare alcune soluzioni del mistero.

1) E' Berlusconi. Ipotesi qualunquistica, ma di gran moda. Eppoi dopo le ultime bastonate, dovrà pure riprendersi in qualche modo. Inoltre Sweety, con le sue piumette in testa, potrebbe simboleggiare la miracolosa ricrescita dei capelli di Silvio.

2) E' Prodi. Che dopo aver mandato le lettere a casa, comprensive di conto corrente, in cui chiedeva soldi  per finanziare l'Ulivo, non sapendo più dove appigliarsi (a proposito, c'è qualche furbacchione che glieli ha mandati?), s'è attaccato a questo uccello.

3) E' Del Piero. Sì proprio lui. Stanco dell'uccellino dell'acqua Uliveto e di quella demente della Chiabotto (che sarebbe miss Italia), ha pensato bene di cambiare volatile.

4) Sono gli alieni. Perchè non manca mai, chi dà la colpa a loro. Potrebbero voler ipnotizzare le nuove generazioni per realizzare quel vecchio progetto di conquistare la Terra. Ripeto anche per voi, cari alieni, basta dare un'okkiata a parekki blog x kapire ke nn dvt sforzarvi poi tanto.

5) E' un blogger qualsiasi, che, sfruttando la sua intelligenza medio-alta (oops, ritiro il qualsiasi), ha gabbato i gonzi. Mica come quelli che mettono il banner di PayPal, quella stronzata per sostentare il proprio bloggaccio in giro per la rete. A proposito, ma qualche furbacchione ha mandato i soldi anche a questi blogger? Fatemelo sapere, che in caso ci provo anch'io. Del resto c'è chi rapisce il proprio coniglio e chiede cinquantamila dollari di riscatto per non ucciderlo. E ne ha già raccolti venticinquemila. Perchè il popolo di internet, soprattutto quello americano, non è mica scemo!

6) Ultima e più inquietante ipotesi: Costanzo e la De Filippi. In previsione degli incassi, speriamo irrisori, del film con Costantino e Daniele, Troppo Belli, hanno pensato che in fondo, di rincoglioniti è pieno il mondo. Me lo ricordo, Costanzo, quando anni fa,  disse che il cinquanta per cento della popolazione mondiale è composta da cretini. Me lo ricordo perchè gli diedi ragione. Ma la frase lo inchioda. Temo proprio sia stato lui, in collaborazione con Maria-Terminator.

Avrei finito. ( se ne va verso il letto, fischiettando le  tre note di Tweety Remix...)



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 14, 2005 05:23 // commenti (39)
martedì, 12 aprile 2005

MI VEDI?

( on the air: Hot Hot Heat - Goodnight Goodnight )

Allora. Doverosa introduzione. Il post divertente e idiota è ancora rimandato. E attenzione perchè potrebbe passarmi la voglia, si sa, i post vanno cotti e mangiati. Messi in frigo perdono sapore eppoi tocca anche buttarli se vanno a male. Poi. Ne ho abbastanza di horror orientali. The Eye 2 non ha niente a che vedere con il primo. Nè come trama, nè come film. Se lo potevano risparmiare, i fratelli Pang. Qualcosa in più mi aspettavo da The Ring 2. E invece no. Avevano pure chiamato il regista della serie originale, Hideo Nakata. Polpetta già vista, pochi brividi, nessuna scena cult, forse una con i cervi cattivi, e la bimba Samara si può tranquillamente riporre nel pozzo. Speriamo per sempre. Al terzo film si scadrebbe nel ridicolo. Difficile davvero azzeccare un sequel, ragazzi miei. Elogi sperticati invece, per un film del 2004, ora a noleggio, The Butterfly Effect. Consigliatissimo per gli amanti del continuo colpo di scena.

Ma veniamo al tema di oggi. Qualche giorno fa, mi trovavo al tavolo di un pub con numerosi personaggi, alcuni dei quali, noti anche qui sopra. Facendo un rapido sondaggio, è venuto fuori che almeno la metà del tavolo aveva problemi di vista. E' facile non sentirsi soli. Perchè io porto gli occhiali da eoni ormai. Ma molti ti ingannano con le lenti a contatto e magari scopri dopo anni, che sono quasi più ciechi di te. Correva il 1989, quando Ataru, giovine di brutte, orride speranze, dovette piegarsi alla triste realtà. Da genitori-talpa, un figlio-talpa, c'era logicamente da aspettarselo. In verità, già qualche tempo prima, comparvero degli occhiali che portavo solo per andare a teatro con la scuola. Ma quel giorno, mi pare fosse di novembre, fui per la prima volta obbligato a tenere un paio di occhiali sul naso fino al momento della ninna. Quel giorno peraltro, avrei scoperto il maestro Tim Burton. Stavo per vedere Batman. Al cinema doveva venire anche una topa leggendaria, che puntualmente diede buca. O forse no, non ricordo. Però ricordo il mio primo paio di occhiali. Scelti dalla mamma, fissata con i Ray-Ban a goccia. Era un salto nel buco, ancora molto nero, degli anni settanta: lenti  leggermente colorate, all'incirca come tutt'ora li indossano gli irriducibili Antonello Venditti e Umberto Bossi. All'epoca li portavano anche Fini e Funari, pensa che culo. Una montatura che tra l'altro, rivisitata, è attualmente trendy. Io ero imbarazzato. Perchè quando sei già pressappoco un cesso di tuo, in più sei timido, un paio di occhiali, per giunta di quella foggia (ma al tempo non lo capivo), possono rovinarti la vita. E dopo non puoi nemmeno domandarti perchè le donne ti evitano. Questo mio ignorare il look, andò avanti fino al 1993, anno della maturità, quando mi resi conto che dovevo cambiare. Nel frattempo, ahimè, la miopia aumentava. Sulla mia patente, c'è la foto con quegli occhiali lì. Ad oggi posso dire senza falsa modestia, di essere molto meglio dei miei diciotto anni. Ho una montatura da intellettuale, oltre ad essere un finto disinvolto e c'ho pure le rughe d'espressione, a forza di stringere gli occhi; e quelle, si sa, sono sexy. Chi ci vede bene, non capirà mai un miope. Ragazzi, a me manca sei. Se non ci fossero le lenti al titanio, dovrei indossare due fondi di bottiglia e magari ricorderei il buon vecchio ragionier Filini. Ai tre giorni della visita di leva, a La Spezia, tentai pietosamente di barare, fingendomi pressochè non vedente. Il risultato fu che il medico mi consigliò una visita dall'oculista e un cambio di lenti. Che poi io non abbia fatto nè il militare in marina, nè il servizio civile, questo è un altro paio di maniche. Senza occhiali non vedo che una massa informe di colori, un patchwork di immagini senza geometria alcuna. Eppure non ho mai pensato di operarmi, nè di portare lenti a contatto. Le lenti mi fanno impressione, mi fa schifo toccarmi l'occhio, guardare il rosso sotto l'occhio e avere un corpo estraneo semovibile sulla pupilla. Una volta ci ho provato e non lo ripeterò mai più. Eppoi gli occhiali sono parte di me. Non mi ci vedrei senza occhiali, anzi se mi specchio senza occhiali, non mi vedo. Ed è proprio il caso di dirlo, sì. Non ho mai comprato un paio di occhiali da sole dal marocchino, e questo è un bene, viste le lenti in materiale made in discarica. Ma vado fiero dei miei occhiali da sole graduati e chiaramente di marca e all'ultimo o penultimo o terzultimo grido, non so bene. Un inconveniente è senza dubbio, quando con un repentino cambio di temperatura, ad esempio entrando in un locale affollato, gli occhiali si appannano e cala la nebbia. Il rischio concreto, è quello di schiantarsi contro qualcuno. Prima di chiudere, vi regalo un adorabile aneddoto: una volta ero sul bagnasciuga con la Patty, e lei mi porse i suoi occhiali da sole perchè voleva farsi il bagno. Volendo, come da copione, fare l'idiota, indossai la montatura. Ci vedooooo! La sorpresa di trovare una persona con la mia stessa cecità fu talmente grande, che ci sentì tutta la spiaggia di Tharros (Sardegna). Ci sentì, perchè lei scoppiò a ridere commossa da tale folgorante coincidenza di cornee avariate. Insomma, alla finfine, sono fiero del mio difettuccio di fabbrica, anche perchè a volte, gli occhiali, mi dimentico di averli. Tipo ieri sera, quando mi sono lavato la faccia. 



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 12, 2005 04:21 // commenti (59)
domenica, 10 aprile 2005

VENTI MINUTI DI RADIO PER CAMBIARE UN POST GIA' SCRITTO

( on the air: Litfiba- Tex )

Avevo deciso di scrivere un post da ridere, però ci ho ripensato. Affinchè non mi freghiate l'idea, già di per sè sputtanata, non dirò di cosa si tratta. Perchè ho cambiato idea?  Potere della radio. Di ritorno da una serata casalinga semplice, faticosa, ma ugualmente bella, succede che hai, come al solito, una quantità di benzina inferiore all'acqua che puoi trovare nelle dune del Sahara, succede che piove finofino, succede che accendi una gustosa sigaretta, e già che ci sei, ti va anche di accendere la vecchia radio moribonda. Stranamente non devi neanche prenderla a botte per accenderla. E proprio quando stai per sintonizzarti sulla radio per la quale lavori, per capire se domani ( anzi ormai oggi ) potrai andare in onda o sarai  sepolto da Radio Vaticana e dal tempo da lupi nei pressi del ripetitore sui monti reatini, ti soffermi su due o tre note che conosci a menadito. RadioRock di solito è abbastanza alternativa. Non troppo ultimamente. Di certo si lascia preferire RadioCittàFutura. Ma stasera RadioRock, ha deciso di mettere una tua vecchia cassetta, che per giunta hai in macchina. Solo che un conto è sentire canzoni che hai scelto tu e un conto è trovarne tre di fila così per caso. Le note che conosci a menadito sono quelle degli Skunk Anansie, la celeberrima Hedonism, una delle poche canzoni che ho sentito alla nausea e che non mi hanno ancora rotto. Skin non fa in tempo a finire di urlare con la sua megabocca, quando ecco  che subentra una chitarra di quelle che hai amato una decina di anni fa. E' quella inconfondibile di Slash. E sai già che la voce gracchiante di Axl Rose, è lì a un passo da te. Don't cry, non certo la mia preferita dei Guns 'n Roses, ma dopo anni, anche questa non stufa. Roma di sabato, non tantissima gente in giro, forse colpa della pioggia, a me sembra un giorno qualsiasi, dopo la mia serata tranquilla accanto a lei. I lamenti finali di Axl, tradiscono un sottofondo da ballata ancora più storica. Affiora un juke-box di undici anni fa, Adriatico, Marche per la precisione. Spesso capitava che le mettessero una dopo l'altra. Metallica, Nothing else matters. Anche questa canzone è stata usata e abusata. Eppure un tris così, ti fa cantare, ti fa alzare il volume, ti fa accendere un'altra sigaretta e soprattutto non ti fa sentire il fottuto mugolio del tergicristallo:  di quando piove troppo per tenerlo spento e troppo poco per tenerlo acceso. Un tris così, ti accompagna a casa. E quando ormai sei ad un passo dalla base, sei persino contento di sentire Vertigo degli U2. Cose da pazzi.

Piove ancora. Sorrido davanti al cellulare, decido di cambiare post e il resto è storia.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 10, 2005 04:46 // commenti (30)
venerdì, 08 aprile 2005

BLINDATO!

( on the air: Liquido - Ordinary Life )

Lo sai Ataru, che a fare il polemico e serioso, ci rimetti. Lo sai. Ultimo post pseudoserioso per un bel po', che nessuno ne può più.

Roma. Ore duemenounquarto. Le ultime macchine, tra cui, che te lo dico affà, anche la mia, si apprestano a fermarsi fino alle sei del pomeriggio. A novecento secondi dal deserto, sempre se la mia scarsa aritmetica è giusta, la mia vecchia Mini, una Smart, una Punto e una gazzella della polizia, procedono lentamente sulla strada semidisastrata dalle consuete buche. Ora che scrivo, è scattato il coprifuoco. Chè da quando sono nato non ricordo una cosa del genere. Mi ricordo vagamente i mondiali dell'ottantadue e il casino festoso (più da vicino quelli del novanta e del novantaquattro), Moro non me lo ricordo anche se lo rapirono qui dietro casa, nè mi ricordo le bombe degli anni di piombo, mi ricordo invece bene le camionette della polizia, schierate in fila appena dopo il crollo delle Twin Towers, il black out durante la notte bianca che diventò nera sotto il diluvio, un milione di persone al Circo Massimo per vedere la Ferilli che tutto era meno che nuda e qualche altro evento lieto o funesto che coinvolgesse tutta la città. Una città-mosaico, è il caso di dirlo per chi non ci vive, composta da tanti quartieri, grandi come piccoli paesi, con gente e edilizia spesso diverse tra loro. Quindi non sempre unita. Ma veniamo a noi.  Il parterre de roi del funerale è più che altro un invito a nozze per i cattivoni, è di quelli che se qualcuno pensasse di fare un attentato, decapiterebbe il pianeta terra. Per questo io, un po' di paura ce l'ho. Non che facciano secchi quelli lì, ma sapete com'è, alla mia città ci tengo. E anche alle mie chiappe, visto che sto nei pressi. Ci siamo quasi, a questo evento che scuote la capitale, tra un messaggino di Bertolaso Boy e le sirene spiegate che riecheggiavano in questi giorni di totale caos. C'è gente che ha perso la testa. Perchè un fanatismo così, secondo me non ha precedenti neanche a La Mecca. Sì, vabbè, mica tutti, alcuni magari ci sono andati perchè erano addolorati veramente. Ma farsi dodici ore e passa di fila in piedi, per vedere per un minuto una salma che accenna alla decomposizione, è anche di cattivo gusto. Atto di fede? Solo nel cinquanta per cento dei casi, a mio avviso. L'altro cinquanta per cento è da distribuirsi tra delirio collettivo, sindrome da ioc'ero,  resoconto dettagliato nella bottega del pizzicagnolo, gitarella a Roma, salutiamo mamma dalle telecamere e io il papa non l'ho mai visto. E potevi vederlo da vivo allora. Invece adesso spendi cinque euro per una bottiglia d'acqua e stai pure zitto. Speculazioni, sì. E code da restarci secchi. Visto che ogni tre minuti (cifre snocciolate dalla croce rossa) qualcuno s'è sentito male. C'è chi fa sloggiare gli studenti dall'università per vedere un maxischermo che sta a trenta chilometri dal Vaticano. Che senso ha? Isterismo. E non mi dite che non capisco il richiamo della fede, perchè questo va aldilà del buon senso. Soprattutto quando poi vedi la gente che invece di avere il volto contrito e flagellarsi con il cilicio (badate bene, prima che qualcuno mi dia del pazzo, che è una provocazione, ok?), bivacca e cazzeggia tranquillamente al sole incerto di un qualsiasi-non-qualsiasi aprile romano. Comunque quel pupazzo che somiglia al papa, visto e rivisto in sistemasolarevisione, l'hanno finalmente chiuso dentro una bara. E così sia. Sarà che odio la folla. Sarà che ho un rapporto con la morte per cui preferisco ricordare le persone da vive. Trovo barbara qualsiasi veglia funebre o camera ardente. Anzi, nel mio testamento darò disposizione che il mio cadavere non venga esposto al morboso pubblico ludibrio. Ancora poche ore e sarà tutto finito. Speriamo. Anche perchè, sono pronto a scommettere che per l'elezione del nuovo pontefice, questo casino non ci sarà. Di tutto questo, sarei stato curioso di sapere cosa ne pensava mia nonna, cattolica fervente e praticante, a volte anche troppo, ma obiettiva e lucida quando doveva esserlo. Ecco, io mi sono rifiutato nel settembre scorso, di salutarla alla sua camera ardente. Eppure, a lei intitolerei una via. Anzi, un'autostrada. Tanto qui fanno tutto in pompa magna, permettete anche a me di fare un po' il megalomane.



elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 08, 2005 03:13 // commenti (55)
giovedì, 07 aprile 2005

SILLOGISMI* VOLUME SEI O GIU' DI LI'

*uso improprio del termine, se preferite si può usare il sostantivo ESERCIZI

( on the air: Blonde Redhead - Magic Mountain )

In città si respira un'aria da coprifuoco che non credo di aver mai visto. Manca ancora un giorno all'evento e io ho già paura. Ma magari ne parlo domani, quando il vero coprifuoco sarà scattato. E intanto? E intanto via con la ruota libera. Anche perchè se fosse una ruota incatenata, vorrebbe dire che nevica. E se nevica è tutto bianco. Dunque tuffandomi in un'ipotetica neve, andrei decisamente in bianco. Come la pasta. Che si fa anche al sugo e al pesto. Buio pesto, condimento da applicare con le finestre chiuse e le luci spente. E se le luci soffuse? Evidentemente qualcosa è andato in corto. Ma c'era qualcuno che riprendeva con la telecamera dunque. Ha ripreso qualcosa e l'ha messo nel corto. Girare con la telecamera o andar dritti con la radiocucina, questa è di infimo ordine. Ma anche se è infimo, un po' di ordine c'è, e per me è già tanto. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Ma il lardo era di Colonnata? O magari era lardo del colonnato, il lardo che servono in piazza San Pietro. Il  cerchio si chiude, torna la paura del grande evento. Talmente tanta paura che ora mi è venuto sonno e vado a dormire. Posto che prima anteprima e poi posto.

fenomenologia dell insano

elucubrato da AtaruMoroboshi // aprile 07, 2005 04:14 // commenti (39)
martedì, 05 aprile 2005

METTI UN LUNEDì AL RISTORANTE CINESE

( on the air: Feist - Mushaboom )

Io e l'amico Js, alias Mr Wolf, decidiamo di andare a cena di lunedì. Al ristorante cinese. E il ristorante è quasi pieno, perchè quello lì, vuoto, non l'ho mai visto, anzi forse solo ai tempi della sars. Ma tutto passa, tutto si dimentica e la sars fa parte del trapassato remoto. Ciò che sto per scrivere, lo premetto, potrebbe essere altrettanto scritto su di me da qualche altro blogger a cena lì. Il fatto è che l'umanità di questo lunedì, mi ha incuriosito. Altra premessa, chi mi conosce lo sa, quando sto al ristorante o al pub, non posso fare a meno di osservare gli altri tavoli. Deformazione, morbosità, chiamatela come volete.

Tavolo numero 1: sosia dell'ex calciatore di Bologna e Juventus Giancarlo Marocchi con fidanzata. Nessuna stranezza particolare.

Tavolo numero 2: sei, massimo sette uomini. Colpisce in particolare uno con la faccia strana. Soprattutto perchè si infila le bacchette cinesi nel collo. Strani tentativi di suicidio.

Tavolo numero 3: due coppie di anziani. La cameriera, una cinese nazista, appena andate via le teste bianche, preleva dal tavolo un numero imprecisato di bottiglie d'acqua. Devo supporre diuretica. Buona fortuna per quando tornate a casa a far pipì.

Tavolo numero 4: nutrito gruppo di amici, piuttosto eterogeneo. Uno sembra Fabio Fazio grasso. Si passano le foto del cellulare e una piuttosto bruttina dice: questa nze po vedè. E ti credo, la foto è tua. Ci mancherebbe.

Tavolo numero 5: il migliore. Un signore sui sessant'anni anche settanta e una donna più giovane di lui, che ho visto solo di spalle. Grazie alla vicinanza e alla voce piuttosto alta di lui, riesco a cogliere molte chiacchiere dell'oratore. Che esordisce chiedendo un bicchiere grande di sakè freddo. E la nazicinese ci mette un po' a capire. Quando lo ha scolato ne chiede un altro. E lo chiede dicendo aò il bicchiere è vuoto. Come dire portace n'antro litro. Alla cameriera cinese? Così a occhio, l'aspetto del locale non sembra quello di una cantina di Frascati, direi più quello di un bordello di Shangai. Fuori luogo, il signore, capelli bianchi e abbronzatura posticcia, non viene compreso. Poi insiste con la roba fredda. In seguito il nostro oratore inizia una sorta di monologo sul pane e sulla carta-panno o qualcosa del genere. E dice che se tutti fossero come lui, la carta-panno non esisterebbe. Eppoi pontifica: non diciamo stronzate! Aehm...

Tavolo numero 6: arrivano tardi, ma meritano. Lui, alto, capelli lunghi, barba sfatta, non bellissimo. L'altro, bassino, occhi perennemente spiritati, sciarpina trendy. Probabilmente gay. Mangiano in fretta. E l'altro ha gli occhi spiritati, ma tanto spiritati, che quasi ubriacano (vabbè questa è una cazzata, oltretutto, credo che la nostra ubriacatura dipendesse dal mezzo litro a testa di pinot grigio Santa Margherita).

Tavolo numero 7: due cozze e un'amica di spalle. Mentre andiamo via, guardiamo l'amica. Ovvio, cozza anche lei. Perchè le amiche delle amiche sono come le amiche.

Ribadendo che qualcuno potrebbe giustamente scrivere qualcosa di ridicolo anche su di noi e non mi stupirebbe affatto, direi che può bastare. Inoltre. Seduti al pub, tavolo fuori, fa ancora freddo. Ma vale la pena patire un po', vuoi mettere quante sigarette puoi fumare? Anche perchè, come detto spesso, al cinese senza sigaretta è una tortura. Cinese.

Siccome ho tutto sullo stomaco e ho acceso la tivì e ho sentito i papaboys che cantavano Esci dalla tua terra, orrida canzone cattowestern ripresa anche da Elio ( cfr. Born to be Abramo), e ho visto che il nuovo presidente della mia regione sarà quella specie di pupazzo che faceva Mimandaraitrè, onde evitare di rimettere involtini e ravioli, la faccio finita. Acidamente vostro, Ataru.



elucubrato da AtaruMoroboshi // apr