MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi

LE CREATURE

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Distorsioni

Distorsioni a quattro mani

Lo spin off:
ATARU GREATEST HITS


Del meglio del mio meglio

LIKE
> la sincerità anche brutale
> le patate fatte in tutti i modi
> l'ironia pungente demente o intelligente (soprattutto in una donna)
> la sigaretta dopo il caffè
> l'odore della pioggia
> stare in spiaggia a guardare le stelle
> il freddo
> i dolci dopo cena
> gianduia e cioccolato fondente
> trovare qualcosa per terra
> i boschi dove quasi non filtra la luce del sole
> dare una colonna sonora ai ricordi o a quello che vedo
> l'odore dell'olio rifritto e quello della benzina
> dormire abbracciato alla persona cui voglio bene
> i baci dietro le orecchie
> i primi piatti soprattutto con verdure o pesce
> quando qualcuno mi ricorda cose che ho detto o fatto e io non me le ricordavo
> i rice crackers
> il long island ice tea
> ascoltare una canzone che mi piace con il repeat finchè non mi nauseo
> le novità
> il cinese di via Bragadin
> Liv Tyler
> cazzeggiare fino a tardi chiacchierando in macchina e facendo zapping con la radio
> le sfide
> gli anni 80
> il mare d'inverno
> la mia Mini, ma anche il modello nuovo
> chi stimola la mia attitudine polemica, ma tanto si sa che alla fine ci si fa una risata
> leggere il Corriere(DELLO SPORT,ovvio)buttato sulla moquette di camera mia
> le telefonate lunghe con la persona giusta
> le magliette stupide che compro in Sardegna
> l'aria che respiri quando stai in vacanza
> gli ultimi 6 mesi dell'anno
> i film di Tim Burton,quelli di Vanzina e quelli di Tarantino
> essere considerato diverso da tutti
> essere egocentrico a tal punto da far ricadere l'attenzione su di me ad ogni costo ,anche quando mi gira male e non dico niente
> scrivere un editoriale
> i dischi in vinile che colleziono
> andare alle 2 dal pizzettaro di via Elio Donato e prendere un euro tra bianche e rosse
> le fontanelle per strada(specie dopo il pizzettaro!!!)
> quando cambio abbigliamento
> i gatti
> una canna quando mi va
> la faccia da bambina
> andare al Loran Club e sentirmi a casa
> giocare a biliardo
> stupire la persona a cui voglio bene e farlo il più spesso possibile
> chi mi stupisce
> tornare a casa e accendere il pc e il televideo
> giocare a trivial
> stare nel letto quando fa freddo di mattina
> mettere insieme canzoni che mi ricordano un momento particolare e magari farci il cd
> riguardare le foto e notare particolari che non avevo mai notato prima
> cazzeggiare al negozio di Alberto
> Estella Warren
> dire una mezza verità,ma mai mentire
> il Vicks Sinex
> avere sempre qualcuno con cui uscire,anche tutte le sere
> tutto ciò che è mio
> l'odore del pane appena fatto
> scoppiare i pallini della plastica che si usa per imballare le cose fragili
> la notte
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA
> i viaggi on the road
> i vecchi film horror
> essere guardato negli occhi e ricambiare,magari da chi non conosco
> le case abbandonate
> la curiosità morbosa
> i nomi delle vie
> la geografia
> la pasta burro e parmigiano
> la cultura giapponese
> le mie piante grasse
> i film con Peter Sellers
> la mia Piccolina
> continuare a scrivere qui e sapere che farei l'alba ma tanto non finirei


DEEZLIKE

> il prosciutto crudo
> chi dice le cose alle spalle
> svegliarmi la mattina presto
> l'odore di chiuso che sento in radio quando arrivo
> i ragni(ho paura)
> seguire troppe regole
> la politica
> la sinistra
> chi è troppo di sinistra o di destra ed è convinto che tutte le ragioni stiano dalla sua parte
> gli eccessi
> chi si fuma troppe canne
> i peperoni
> dover andare di fretta
> i fenomeni di massa
> la house
> la latino americana e i balli di gruppo
> le festività
> il lunedì e la domenica
> i picnic
> le gitarelle fuori porta in mezzo al casino
> il carnevale e il dovermi mascherare per forza
> gennaio perchè è un mese di 31 lunedì
> i locali piccoli che vanno tanto di moda e dove non si respira
> i calabresi
> il caldo
> sudare
> Schumacher e Valentino Rossi(ma lo sto rivalutando)
> il sole quando è troppo luminoso e caldo
> il giorno
> chi non mi ascolta
> i coatti
> i troppo pariolini
> i troppo alternativi
> la Smart
> la maggiorparte di quello che fanno in TV
> quelle che se la tirano
> quelli che credono di essere più colti o intelligenti perchè hanno una laurea o leggono i libri,ma tanto poi li sputtàno e ne so più io!:þ
> la mentalità chiusa
> il buonismo
> il diritto
> gli occhiali che mi si sporcano in continuazione
> i preservativi
> chi si mangia le unghie
> SOFFRIRE PER UNA RAGAZZA(COME SOPRA)
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> stare a casa tutto il giorno senza uscire nemmeno un'oretta


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martedì, 30 gennaio 2007

AMARO, MERO MARASMA

(on the air: Frank Zappa - Crew Slut)

Mi scuso se non ho potuto scrivere un post decente, ma ieri serabarranotte sono stato impegnato tra bere una birra, parlare al telefono, mangiare un cheeseburger con cocacola d'accompagnamento, riflettere sul freddo umido e sull'idiozia umana non correlata al freddo umido, documentarmi su una capitale europea mooolto europea che dovrebbe e dico dovrebbe essere la mia prossima mooolto prossima destinazione. E non aggiungo altro finchè non va in porto. Allora s'è fatto tardi e mi sono detto: che cazzarola posto adesso? Facciamo così: per chi non se ne fosse ancora accorto, tra i link c'è una pratica e modaiola novità, scorrete pure col vostro topo su un qualsiasi link e ammirate il prodigio. Ogni tanto qualche accessorio mondano ci vuole, sennò qui mi si taccia di non stare al passo coi tempi, con le blogstar e con i fuffaggregacosi che non uso, sennò altro che centocinquantasettemila lettori! Questo perchè mi ero ripromesso di scrivere che avevo superato i miseri centocinquantamila qualche tempo fa. Non è che ci sia granchè da aggiungere, anzi volendo potrei anche tentare di far sprofondare questo post nel dimenticatoio nel giro di poche ore. Alfine però volevo anche esprimere il mio sdegno vomitevole per la pubblicità delle Daygum Protex col tizio in motorino che finisce col culo del piccione in bocca. Mi chiedevo se potesse esserci in tv qualcosa di più riprovevole del Grande Fratello, di più ripugnante di Amici della De Filippi, di più aberrante di un'intervista a Prodi quando si mangia le parole apposta per non farsi capire. Ebbene ora c'è. Fossi un bravo blogger di quelli di supertendenza ma anche no, adesso sarebbe il momento di mettervi il bravo filmato di Youtube con la pubblicità in questione. Giacchè oltretutto il piccione tuba e con Youtube ci sta anche come il proverbiale cacio sui maccheroni. Ma siccome ho deciso che mai e poi mai qui sopra apparirà un filmato di Youtube, datosi che preferisco le parole alle immagini e siccome so un cazzo se qualcuno lo abbia già messo in circolazione o meno, eppoi, particolare non secondario, fa anche schifo, concludo qui il post odierno. Non prima di avervi deliziato con una parola a caso scelta da me, tanto per chiudere a sensazione questo marasma di pensierini da seconda elementare. La parola in questione è coppàle.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 30, 2007 04:08 // commenti (43)
venerdì, 26 gennaio 2007

IL MONDO, STRANO A DIRSI, HA BISOGNO ANCHE DI TE

(on the air: Ganjamama - Nevica)

Molto liberamente ispirato ad un vecchio post di Dio. (link riveduto e corretto, ora va direttamente al post)

Mi trovo in un luogo segreto, invitato ad una conferenza per la sicurezza nel mondo. Il luogo in questione è buio in apparenza, sono in un ascensore di cristallo. Ultimo piano. Stanza. Sulla porta c'è scritto luogo segreto scelto apposta per la conferenza per la sicurezza nel mondo

Entro con circospezione, ho la sedia assegnata con un segnaposto dall'aspetto di un salmone ovoidale. Brillante deduzione la mia? No, c'è scritto sopra. Ora c'è più luce. Siamo attorno ad un lungo tavolo a forma di baffo.

Ti stavamo aspettando! - è un coro di diverse voci già sentite.

Il mio posto è accanto a Hiroshi Shiba, il rappresentante del Giappone. Per chi non lo ricordasse, era quello che si trasformava in Jeeg Robot d'acciaio, tutt'ora vestito con quella tuta bianca con le frange che fece l'invidia di Little Tony. Alla sua sinistra siede Topolino che fuma avidamente una sigaretta. E siccome gli americani sono megalomani, di fronte c'è anche Batman. Più in là altri due posti. Seduti ci sono Joseph Ratzinger in jeans e camicia e Alessandro Cecchi Paone con le bretelle d'ordinanza ed una panza enorme.

Possiamo iniziare! - fa Batman-

Ecco inizia tu che sei pure miliardario, forza! -tuona Topolino con la sua vocetta stridula-

Batman: Oh cazzo ma lo sapete? cioè sapete tutti che io sono Bruce Wayne?

Ratzinger: ezzì, c'hai prezo per totali idioten? gVarda che tutti noi legge fumetti! io li tengo dentro ti mio libro ti teologia, cozì padre Georg non vede me! ci manca zolo che Cecchi Paonen ci fa dokumentario su tua ztoria travaGLiata di ppene contro male. E che manci tu Cecchi Paonen? Tu crasso mancia spaghetti italiano baffineri mandolino!

Hiroshi: però su Batman mi sa che Cecchi Paone almeno c'ha fatto la domanda nel suo nuovo orrido quiz! Anch'io voglio una domanda su di me in un quiz. Tipo chessò, quanti erano i componenti che mi lanciava Miwa dal Big Shooter? Oppure, la regina Himika usava uno shampoo particolare per quei serpenti che aveva in testa? O semplicemente si faceva i cannoni e le piaceva la cultura rastafariana? Oppure, che cazzo ci faceva mio padre morto dentro un computer? O...

Cecchi Paone: oooh basta, cheduepalle! Hiroshi, non sei mica Lady D, ormai non ti conosce più nessuno!

Hiroshi: ma allora tutti quei ritorni degli anni ottanta? dove li mettiamo? ormai mi hanno mitizzato! io sono V-I-N-T-A-G-E, mettetevelo in testa! e la gente non sa che esisto ancora, però se mi hanno invitato a questa conferenza a rappresentare il Giappone un motivo ci sarà! ma...Alessandro, ma che panza hai messo su? sei un bove!

Topolino, avvolto da una coltre di fumo, prende la parola con fare da spaccone: Hiroshi, ti hanno chiamato qui perchè ogni volta voi ciarlatani musi gialli paventavate invasioni aliene che regolarmente avvenivano in Giappone. Voi siete dei fottuti mistificatori, nei cartoni animati avete fatto finta per anni anche di non avere gli occhi a mandorla! Insomma sei qui perchè sei un contapalle. Ma...Cecchi Paone hai una panza che manco quel barile di merda del commissario Basettoni!

Batman: senti qui chi parla, un topo! A Gotham stiamo molto peggio che a Topolinia. Lì avete Gambadilegno e Macchianera e ogni cacchio di volta li rifate uscire di galera invece di condannarli una volta per tutte alla sedia elettrica! Ma che razza di americani siete? Io ho diecimila nemici pericolosissimi e almeno ogni tanto qualcuno lo faccio fuori! Ma che panza ha Cecchi Paone?

Topolino: non accetto lezioni da un topo volante...

Costanzo: bbboni statebboni!

Coro dei presenti: mavaffanculo! Costanzo scompare nella nube di zolfo dalla quale era incautamente apparso.

Ataru: scusate se mi intrometto, ma io che ci sto a fare? non ho neanche un blog tanto influente da potermi permettere di stare qui . Potevate chiamare Beppe Grillo o qualcuno di Macchianera...

Topolino: chi?? quel delinquente?

Ataru: no no questo non c'entra niente, al massimo dice qualche cazzata ogni tanto, ma lo facciamo tutti, chi più chi meno...

Ratzinger: Ataru tu siede qVa in qVanto membro normale di popolazione monTiale. Folefamo chiamare anche GNocca senza testa, qVella muzulmana infedele, ma Zantoro non ci ha dato permezzo, mannaccia i crauti!

Ataru: aaah Rula Jebreal! meglio così...'na rompicoglioni da niente...

Cecchi Paone: se proprio dovevate chiamare una bella comunista meglio Luxuria allora! ma io cosa ci faccio qui? e di chi sono tutte quelle scarpe firmate là in fondo?

Batman: taci panzone, non è il momento per le domanducole da quiz! Anzi ora ti dico una cosa che mi disse una volta Jack Nicholson: hai mai danzato col diavolo nel pallido plenilunio?

Hiroshi: uh? che film era? Il Corvo?

Topolino: sciocco orientale, tu giusto la manovalanza di un robot potevi fare...eppoi invece tu Batman, falla finita con le tue pillole di saggezza, sali su quella cafonata di batmobile e levati dalle palle...

Batman: brutto figlio di puttana, io ti strozz...

Silenzio!

Tutti in coro: chi è?

Sono la voce fuori campo!

Ratzinger: nostro ziGNore!

Hiroshi: Miwa, lancia i componenti!

Batman: Robin!

Topolino: chi cazzo sei?

Cecchi Paone: devo aver lasciato la lavatrice accesa!

Ataru: ...

Sono il regista dello spot, eccheccazzo!

Entra Ronaldinho, salta palleggiando sul lungo tavolo a forma di baffo, distribuisce un assist sulla testa di ognuno dei presenti, scende dal tavolo, si mette accanto alle scarpe firmate, continua a palleggiare e ci guarda con i suoi dentoni di fuori. Sorride, borbotta qualcosa in portoghese sulla panza di Cecchi Paone, va via.

Nike Just Do It.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 26, 2007 03:59 // commenti (52)
mercoledì, 24 gennaio 2007

PIOGGIAFRITTA

(on the air: Chris Cornell - You Know My Name)

Prima, mentre tornavo a casa, constatavo come da sempre il rumore della pioggia sulla macchina, soprattutto la pioggia veemente ma non troppo fitta, mi ricordasse quando si butta in padella qualcosa da friggere. E' una sensazione nitida, poi sta a me pensare se sia una patata piuttosto che un calamaro, un fiore di zucca o un supplì. Con l'autoradio spenta certe sere si pensa di più. Perchè se la tieni accesa pensi inevitabilmente o al momento legato alla canzone che ascolti, o al cantante di turno o alle cazzate che sparano i colleghi speakerz. Invece con la radio spenta guardi che quello accanto a te accelera con un'Alfa tamarra, si fa il contropelo in testa e si spilucca le sopracciglia. Non che faccia tutto questo in macchina, però te ne accorgi guardandolo. Avessi ascoltato l'ultimo pezzo del tuo cantante preferito, non avresti notato il truzzo. Nè quello con la Maserati che più di tanto non corre e ti si accoda. Nè avresti fatto parecchio caso al vento che smuoveva i platani buttando giù le ultime foglie gialle che se fosse stato realmente inverno sarebbero sparite da un pezzo. E ti rendi conto che questo gennaio è veramente anomalo. E che fa caldo, io per il caldo non dormo in queste ultime notti. E questo caldo avrebbe anche un po' rotto il cazzo. Adesso dice che fa due giorni di freddo e poi ritorna il caldo. Sbuffo. Tornando alla radio spenta, spesso alle due, le tre di notte,  vedi parecchie ragazze da sole in macchina e ti fa strano, ci rifletti anche un po' su che alla fine è strano che ti faccia strano, poi acceleri e ti concentri su quanti semafori verdi e rossi incontri sulla strada. E quando li becchi tutti gialli? Lì ti verrebbe voglia di accendere la radio e ascoltare il primo stronzo che capita. Ma è notte, non c'è traffico e si sta bene, magari con una sigaretta in bocca. Di solito la serata appena trascorsa più che in macchina me la rivedo a casa, perchè in macchina naufrago tra pensieri surreali. Sì, la strada la guardo, tranquilli. Stanotte come detto, il piatto forte era la frittura. E considerando che negli ultimi tempi piove poco, ho ascoltato volentieri quell'olio incandescente sul fornello.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 24, 2007 03:43 // commenti (28)
domenica, 21 gennaio 2007

POST NEL FRATTEMPO

(on the air: Beck - Cell Phone's Dead)

Consideriamolo un post inutile della domenica. Cioè nel senso che di solito le mie stronzate sono di lignaggio più alto. Ma se andate avanti a leggere scoprirete le motivazioni di ciò che c'è e perchè e vabbè.

Ho mal di stomaco perchè ho ingurgitato alcol durante una normale cena di buon vicinato, di quelle che fanno gli studenti universitari fuori sede. Il bello è che nessuno dei commensali era studente, magari fuori  sede sì, ma fa niente. Ora il discorso è che mi sono rifiutato di andare in discoteca (per chi è di Roma, al Qube. Una volta c'andavo, ma anche basta), come detto ho mal di stomaco e sono anche un po' in apprensione per chi invece è andata a ballare. Allora ho scritto un post tanto per fare outing e sentirmi vagamente vecchio. Proprio mentre stavo per preparare la domanda per entrare all'ospizio, la mia memoria non ha fatto cilecca e mi sono ricordato di aver passato l'intera giornata con gli amichetti a giocare a PES6 sulla Play. Mi sono ricordato che dopo cena, semialcolizzato, ho giocato al giochino vintage da tavolo dei pesci che girano, aprono la bocca e bisogna pescarli (da me e da qualcun'altra acquistato meno di un anno fa) e mi sono ricordato che ho concluso la serata sparando cazzate in due pub, pur bevendo CocaCola. Allora mi rendo conto che devo aver fatto la fine dell'astronauta Dave Bowman, quello di 2001 Odissea nello spazio, che prima invecchia e poi torna bambino. Mi mancano solo una stanza bianca e un monolito nero.

Comunque è bene sapere che quando cito quel film di Kubrick , le mie condizioni sono preoccupanti.

UPDATE OTTICO delle ore 3,14 di lunedì 22 gennaio: vi va di passare una serata diversa e provare il brivido di essere detective per qualche ora? Curva Ottica torna dopo una pausa di riflessione e vi spiega come fare.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 21, 2007 03:10 // commenti (36)
giovedì, 18 gennaio 2007

CARAMBOLA DI NERVI

(on the air: Thom Yorke - Analyse)

Ma se davvero volessi postare a quest'ora? Per me è un orario insolito, le quattro del pomeriggio, per me sono molto più consone le quattro di mattina. Stanotte mi era venuto in mente che in questo periodo sono piuttosto polemico con un po' di gente che mi circonda e volevo magari riportare il mio disagio qui. Poi mi sono detto che era meglio lasciar perdere. Ho fatto in ogni caso le cinque antimeridiane, ma ho impiegato il tempo in altri modi piuttosto che postare. Ieri sera, prima che io decidessi di non postare, le carambole  stregate ponevano sempre la palla piazzata perfettamente davanti alla buca al mio avversario e mai a me. Ero polemico con me stesso e con la sfiga, fin quando, almeno a buche larghe ho colto un successo di misura nella specialità palla9 altresì detta pool altresì detta carambola per l'appunto. Polemico con mezzo mondo, sembrerebbe. Ma in realtà non mi gira poi tanto male. Anche se ogni tanto, quando mi rendo conto che vivo in un paese del terzo mondo che si crede civilizzato, dove peraltro tutti sono passeggeri del volo e si credono piloti, mi rimonta il nervoso. Ecco, di nuovo polemico. Vabbè, credo che abbandonerò l'idea di scrivere altro. Anzi no. Sapete che vi dico? Che ce l'ho anche coi padroni che fanno cagare i loro cani per strada, che l'altra sera ne ho presa una fresca fresca. E c'è da dire anche che a me i cani non stanno per niente simpatici, anzi li trovo pure un po' stupidi, ma questo si sapeva. Però poi ho avuto il piacere di vedere un bel filmetto davvero: The Prestige. Andate e vedetene tutti. Insomma mi incazzo e mi scazzo a intermittenza, sembro un albero di Natale arrivato con un mese di ritardo.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 18, 2007 16:10 // commenti (38)
martedì, 16 gennaio 2007

ROCKY BALBOA

(on the air: Jealousy - Lucy)

Domenica sera. Cinema stracolmo di truzzi, qualcuno ha anche la felpa della Everlast rispolverata per l'occasione. Parte la sigla: pappaparapapapappapa, pronti al ritorno sul ring dello stallone italiano? Direi di sì, applausi, fischi da pecoraro e ro-cky ro-cky. Il clima è quello giusto per me che non ho mai visto un film di Rocky al cinema e che dite quello che vi pare ma il quarto capitolo, quello con Ivan Drago resta il mio trash preferito. Rocky è bolso, stanco, imbotulinato e tremendamente depresso. Adriana è morta di tumore nel 2002, il figlio non lo può vedere perchè si sente perseguitato dalla sua ombra ingombrante e lavora incravattato presso un'azienda qualsiasi, il cognato Paulie (l'inossidabile Burt Young) è un macellatore di carni quasi sempre ubriaco e quando è lucido prende l'ex campione a maleparole. Lui, Rocky Balboa, ha aperto un ristorante italiano, Adrian's, chiaramente dedicato alla moglie (con cuochi messicani, ma del resto qui in Italia i cuochi sono indiani, quindi fa poca differenza) dove, indossando una vecchia giacca bordeaux taglia 72, racconta pateticamente ai suoi avventori di quando buttava giù gli Apollo Creed di turno. Poi va in giro di notte con Paulie mezzo sbronzo e molto annoiato a guardare i vecchi luoghi dove conobbe la mitica Adriaaana. E ricorda i tempi andati con qualche flashback qua e là. Gira sul suo furgone bianco dove carica pesce, caciotte e verdurami per mandare avanti il locale. Va tutto un po' male, poi conosce una tipa che anni prima, da bambina, aveva riaccompagnato a casa e che tutto sommato gli piaciucchia un po'. Lei ha un figlio un po' abbandonato a se stesso e lui, con battute orrende, pipponi e un lurido cane di nome Castagna riesce a raddrizzarlo. E' stanco Rocky, si prende in giro da solo. La vecchiaia si fa sentire non poco e lui che fa? si mette in testa di ricominciare a boxare seppur da amatore. Intanto un giovane pugile che vince sempre per k.o. al primo round, Mason Dixon (nella realtà il mediomassimo trentottenne Antonio Tarver, spodestato recentemente della sua corona mondiale dal quarantunenne Hopkins) non sa più che avversari affrontare. Una simulazione al computer di un incontro tra Balboa e Dixon (con vittoria del vetusto campione) fa venire in mente ai promoter l'idea geniale di un match esibizione, una sorta di farsa, tra il vecchio e il giovane. Come a dire che per risollevare uno sport in crisi ci vuole il fenomeno da baraccone. E tutto ciò, soprattutto nella boxe, è tremendamente realistico. Intanto Rocky fa pipponi alla commissione che deve concedergli la licenza per combattere alla veneranda età di sessant'anni, fa pipponi al figlio e riesce nel suo intento moralizzatore e un po' retorico di far andare tutte le cose come dice lui, saggio e vecchio, terribilmente vecchio. Fino a che smuove il culo dalla tomba della moglie. Il super-incontro è ovviamente a Las Vegas, in pay tv, con Mike Tyson che animaleggia in prima fila. L'evento prende solo l'ultimo quarto d'ora di film. Gli allenamenti (mitica scalinata compresa) sono liquidati velocemente, ma raccolgono di nuovo l'entusiasmo delirante dei truzzi in sala. Il finale non ve lo dico perchè non sarebbe corretto svelarvi chi vince. Fin qui la trama.

Per il resto cosa dire? Stallone, oltre che attore, è regista e sceneggiatore. Strizza l'occhio (per quanto con tutto quel botulino gli riesca maluccio) a se stesso e agli episodi precedenti, cercando di rinverdire il mito; e per farlo cita addirittura il mitico ti spiezzo in due. Eppure fa impressione vedere Rocky col suo immancabile cappello, che si fa fotografare dal figlio col telefonino, vedere una perfetta simulazione al computer, peraltro in un pub irlandese dove suona Somebody told me dei Killers. Fa impressione vedere il match come lo vedremmo su Sky. E' che trent'anni dopo il primo Balboa, ma anche diciassette dopo l'ultimo, i tempi sono stracambiati e si vede. Ma il fisico scolpito gli regge ancora, seppur gonfio e svaccato. Il problema è che ogni tanto guardando Rocky e Paulie che scorrazzano per Philadelphia sul furgone, viene in mente Amici Miei, per giunta senza le esilaranti zingarate. Tanta malinconia, buoni sentimenti e poco mordente pugilistico nel calderone di Sly Stallone. Rocky è un vecchietto terribile che non è ancora in pace con la propria anima. Forse stavolta lo sarà davvero, forse stavolta è stato scritto l'ultimo capitolo. E se da una parte viene da sperare che sia così, dall'altra oramai lo stallone italiano è diventato una specie di supereroe dei fumetti e allora una zona recondita del cervello suggerisce che vederne un altro non sarebbe poi così crudele.

Gli incassi vanno bene, anche se negli USA la strana coppia Gabriele Muccino (già  già...) e Will Smith gli sta un po' rubando la scena. E intanto si prepara un quarto episodio di Rambo, giusto per confermare la tendenza ollivudiana a ritirare fuori i vecchi eroi dalla soffitta per raccattare qualche dollaro in più. Io però pregusto con appetito il  nostrano e ruspante ritorno di Lino Banfi con Gigi e Andrea, per il sequel de L'allenatore nel pallone, il cult dei cult. Per il prossimo Natale sarò accontentato. Per adesso incrocio le dita: spero che Banfi non sia del tutto rincoglionito da anni e anni di fiction melense. E mi auguro di cuore che questo sèguito non abbia nulla a che vedere coi ritorni deludenti e superflui der Monnezza, der Pomata/Mandrakata e di Eccezziunaleveramente. 

magari ve l eravate perso

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 16, 2007 03:28 // commenti (51)
sabato, 13 gennaio 2007

DELURKING, MA CHE BELLA PAROLA!

(on the air: Gnarls Barkley - Gone Daddy Gone)

Quattro sono i principali motivi per cui questo post esiste:

1) ho mangiato pesante. Divinamente ma pur sempre pesante. Una cena di anniversario, il mio secondo con la persona che amo, in un ristorante che ci si può andare una volta l'anno.

2) non sapevo che cacchio scrivere. E allora è uscito il post inutile del sabato, considerando che proprio oggi cade questa ricorrenza famosa in internet: il delurking day.

3) l'anno scorso ho dimenticato di postare 'sta roba (due anni fa invece mi pare che postai). Comunque lo fecero cani e porci e io no. Quest'anno mi unisco ai cani e ai porci, ma me ne strafrego di linkare coloro che hanno aderito all'iniziativa. Blogstar e non.

4) motivo più importante e più vero: sono molto curioso. I livelli sono ultrascimmieschi. Ma questo, cari lettori dichiarati o nascosti, dovreste saperlo.

Dunque il delurking day non è nè il giorno in cui si visitano siti fetish, nè quello dove si disegnano buoi muschiati sul monitor. E' il giorno di voi guardoni. Di voi che mi leggete nell'ombra, vi fate beatamente i cazzi miei e non commentate mai. Ora lasciate un commento che sia uno e dichiaratevi. Forse vi amerò. Naturalmente il post è aperto anche ai commentatori abituali e a quelli saltuari, ci mancherebbe. Allora, patti chiari amicizia lunga. Questo post vi terrà compagnia fino alla notte tra lunedì e martedì, cosicchè anche chi notoriamente bazzica i blog soltanto dal posto di lavoro non abbia scuse improbabili e possa lasciare traccia di sè qui sopra. Chè si sa che il weekend è la tomba dei blog. Non a caso il post inutile del sabato si chiama così proprio in onore di questa teoria che in effetti più che una teoria è una scienza esatta.

il post inutile del sabato

elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 13, 2007 02:57 // commenti (50)
giovedì, 11 gennaio 2007

SAVE IT 'TIL THE MORNING AFTER

(on the air: Duran Duran - Save a Prayer)

Sì, l'atteggione in tema e su sfondo eighties sono io. Forse.

Ore tre e venticinque. La costanza non è mai stata il mio forte. Sulla pigrizia invece potrei scrivere pagine e pagine se non fossi troppo pigro per farlo. Mi alzo dalla sediascomoda, ingurgito un po' d'acqua dalla bottiglia iceberg, quel po' d'acqua si pone irrimediabilmente sulla bocca del mio stomaco che grida vendetta e ha ragione. Stronzo, lo sai che se la butti giù di corsa mi provochi dolori lancinanti! E doppiamente stronzo perchè in realtà li provochi a te! Fine del dialogo con lo stomaco. Ricopro il mio labbro inferiore, quello da pornodiva, con uno strato di burro di cacao mentolato, onde evitare nuovi screpolamenti e inciampo nel filo del telefono. O meglio rischio di inciampare, ma mi salvo stoppando il mio arto sinistro mentre lambisce il filo, come in un fotogramma fermo della scena madre di un film comico. Come un bicchiere di vino buono, come un piatto prelibato, ho centellinato un libro di novantuno pagine scritte larghe. Eppoi ho deciso di finirlo stanotte. La scusa di aver centellinato e blablabla, potrebbe cadere miseramente soltanto leggendo l'introduzione di questo post. Per i pigri che non vogliono tornare più su a leggere, appunto il pezzo sulla pigrizia. Ma insomma questo post è un omaggio ad un noto pigro della blogcirconferenza, cheppoi è quello che ha scritto il libro in questione. Ed è anche un amico, seppur al momento solo virtuale e di qualche telefonata. Va bene, è Trentamarlboro. Per me rigorosamente con l'accento sulla a di Màrlboro.

Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto si fa amare da tutti coloro che hanno vissuto gli anni ottanta, ma anche no. In fondo la storia scorre bene anche per chi non ha mai sentito parlare di Bronski Beat o Astroganga. Personalmente mi sono trovato a pensare prima a I ragazzi della terza C, poi a Compagni di scuola di Verdone, e nel mezzo c'erano i flash dei miei anni ottanta. Diversi da quelli di Mattia, il protagonista del racconto. Ma sostanzialmente simili. La cosa che personalmente mi piace è che, essendo un lettore di Trenta da quando ha aperto il blog, ho potuto carpire sfumature che tanti magari non potranno cogliere. E' sempre intrigante leggere qualcosa di qualcuno che conosci. Mi sono addirittura ritrovato a saltare dei pezzetti perchè tanto sapevo già come la pensava Mattia, personaggio ampiamente autobiografico. Insomma ero preparatissimo e sguazzavo tra le parole. L'unica cosa che mi ha stupìto è il Trenta intimista, che si intravede soprattutto verso la fine, nel rapporto di Mattia con Domiziana. Ecco, non dico sia una sorpresa, ma ci sono poco abituato perchè nel blog si sbottona ogni quarantadue post. E' in quel punto lì che mi sono immedesimato: la timidezza del sedicenne che torna a galla a trent'anni suonati davanti a colei che baceresti di corsa e invece sei colto da paralisi e attacchi di coglionaggine. Gli anni ottanta sono lì, sciorinati ben bene a fare da sfondo, i personaggi sono ben delineati e caratterizzati: dall'amico compagno di merende al secchione, da quella che non ci sta fino alla prof che si commuove dopo gli esami. Il viaggio a Londra post-matura è divertente e fa sorridere così come la passione del protagonista per le bionde con gli occhi azzurri. E la musica, con tutte quelle citazioni, è sempre pronta a suonarti in testa come in un variegato mix di quelli che si facevano registrando dalla radio su nastro. Mi sembra che tutto questo non sia affatto poco. 

Aldilà di tutto io credo che ci si possa emancipare da un blog pubblicando un racconto seppur firmato col nickname di battaglia. Meno, decisamente meno ci si emancipa pubblicando una raccolta di post. Last but not least, se avessi pensato anche per un istante che questo libro faceva cagare lo avrei detto, lo giuro su Pupo ('sto corsivo è citazione eighties d.o.c., vediamo chi la coglie).

Insomma bravo Gianmatteo, ci ho messo due mesi per dirtelo. Ma tanto siamo entrambi pigri e tra pigri ci si intende. Che alla fine sarò pure arrivato per ultimo a recensire, ma vuoi mettere? E' come quando una qualsiasi signora Ciccone pubblica un ellepì di nome Like a Virgin e un anno dopo lo fa ristampare con dentro Into the Groove. Ricomincia a vendere.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 11, 2007 04:39 // commenti (53)
martedì, 09 gennaio 2007

ARACHIDI, TE' FREDDO E RUM

(on the air: The Rapture - Gotta Get Myself Into It)

Io credo che uno dei maggiori acquisti che si fanno con i trent'anni sia la consapevolezza che crogiolarsi nell'autolesionismo sentimentale sia una grossa cazzata. E i sogni scemi, quelli da film che avevi prima, ti vengono ancora in mente, ma non sei più così convinto che siano realizzabili. E' incredibile come la visione del mondo che ti circonda, delle donne, dei tuoi pensieri, di qualsiasi credo tu abbia, sia tremendamente più nitida e realistica. Ma non per questo meno avvincente. Insomma non parlo di un sognatore incallito che supera i trenta ed improvvisamente diventa una palla d'uomo, non parlo certo di leopardiana caduta delle illusioni, parlo solo di sostanziose briciole di raziocinio in più. Poi puoi anche rimanere un totale coglione (io ne sono l'assoluta e lampante riprova), ma lo sei in modo diverso. Ieri sera ero a confronto con due persone a me molto care, che conosco da quando esistono. Uno ha un anno più di me, l'altro ne ha tre in meno di me. L'uno ha confermato questa mia teoria, l'altro era in preda a deliri onirici ed a compiaciuto masochismo sentimental-cinematografico.

[E intanto pensavo anche alla crescita di questo blog. Un tempo l'autoflagellazione era sempre squisitamente dietro l'angolo e mi faceva compagnia, regalando sì ispirazioni per post memorabili, ma anche atroci cantonate. Nonchè l'attesissima visita di Mister Magone. Uno che se ti si appiccica non ti molla per un pezzo.]

 Insomma tornando a ieri sera, il personaggio più giovane a me caro -pur essendo molto più oleografico di me e avendo situazioni differenti dalle mie- era nelle mie stesse ambasce di pochi anni fa. E' che forse quando prima ti avvicini eppoi superi i trenta sei stanco di soffrire per amore, sei esausto delle cazzate che elabori di notte, dei piani d'azione. Se una cosa non va come avevi ampiamente progettato, soffri sì, ma non ne godi più come prima. E non godendone soffri di meno. Se sguazzi nella sofferenza è chiaro che questa durerà dei mesi, anche degli anni, ma solo perchè sei tu a volerlo. E' un discorso più facile di quello che sembra dalla mia descrizione. Ci vuole un esempio. Se una tipa ti molla, fosse pure una storia di media o breve durata, non è semplice mandar via i fantasmi. Ma se tu, oltre a starle ancora dietro quel tanto che è giusto, continui a strisciarle alle spalle, è solo perchè in realtà ti piace che le cose vadano in un certo modo, non devi cercare nell'enorme cassetto delle giustificazioni. Ammetto che sia tutt'altro che facile giungere a tale grado di lucidità. Io fino ai ventotto-ventinove, non ero capace di chiudere neanche con la ragazza che adocchiavo dal finestrino al semaforo rosso. Fantasticavo per giorni anche se sapevo che non l'avrei rivista più. Sbavavo dietro ad amori ed ex amori impossibili pensando che avrei fatto il mio reingresso trionfale nella vita delle malcapitate, magari anni dopo. Scrivevo qua e là nomi di infatuazioni di una sera: a matita sui  libri, a chiave nell'androne del palazzo, a dito sul vetro appannato. Il magone faceva affari d'oro con me e io, testardo sognavo in grande, incassavo dal gentil sesso stilettate quasi paragonabili a frustate e invece per me e per la mia distorta interpretazione erano soffice cotone idrofilo in grado di assorbire qualsiasi delusione e mi davano inspiegabilmente la forza di continuare a perseguire uno scopo assolutamente vacuo. Vacuo come...chessò, liofilizzare acqua e venderla nel deserto. Magicamente tutto questo fu spazzato via poco prima dei trenta, lasciando spazio ad un più sano cinismo che in pochi mesi mi rese quasi impermeabile alle pie illusioni. Pare che questa filosofia acquisita sul limitare della presunta età della depressione abbia funzionato alla grande, se è vero che adesso sono un po' più disincantato ma molto più felice. E ieri sera una volta di più ho soavemente notato che non sono l'unico a cui è successo. Insomma è bello superare i trent'anni, guardare con superiorità da saggio ariostesco chi ancora deve rendersi conto di come stanno le cose e di come funzionino meglio dopo, e allo stesso tempo non rinnegare per alcun motivo quel passato da sognatore, masochista, un po' coglione. Anche perchè quel passato sfigato si fa volentieri chiamare esperienza; e del resto nessuno di noi nasce imparato.

Un pacchetto di sigarette diviso in tre, un gatto che fa le fusa, arachidi, tè freddo e rum. Ogni sera può insegnare qualcosa. Da ogni sera si può imparare qualcosa.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 09, 2007 05:26 // commenti (45)
venerdì, 05 gennaio 2007

MODAGGIOVANE

(on the air: Death Cab For Cutie - Wait [Secret Stars] )

In principio fu Naj-Oleari. I suoi disegnini erano così trendy che nessuno o quasi poteva esimersi dall'acquisto di almeno un paio di calzini con i disegnini griffati. Apette e altre svariate bestiole e figurine geometriche campeggiavano fuori dai pantaloni a zompafossi e dalle Timberland  con carrarmato d'ordinanza accompagnandosi non troppo soavemente ai cinturoni truzzi col fibbione di El Charro. Erano gli eccessi degli anni ottanta. Era passata, ma sarebbe tornata la moda delle strisce orizzontali, quelle che svaccavano anche un bimbo del Biafra, anzi negli anni novanta tornarono prepontemente per merito delle Polo Ralph Lauren. Eppoi fu la volta del glitter tutto perline anni settanta, quello grazie al cielo solo per signorine o per uomini che non volevano sentirsi tali. Tutti prima o dopo abbiamo commesso errori pacchiani in un negozio di abbigliamento, inutile tirarsi fuori dalla mischia, almeno una volta un pezzo trash ha campeggiato nel nostro guardaroba. Lo abbiamo indossato una, dieci, cento volte per poi rinsavire d'improvviso, tornare ai nostri colori sobri e far sparire l'indumento incriminato in fondo all'armadio o in fondo al cassonetto. Ultimamente la mia botta l'ho avuta alla Upim, dove mi sono concesso il lusso di acquistare alla modicissima cifra di sette euro e qualche centesimo, una camicia tendente al viola scuro con piccoli disegni psichedelici sul rosso-rosa. Detta così fa paura, in realtà non è poi così eccessiva, anche se ammetto che fa un po' disco anni settanta. L' ho indossata recentemente per la mia festa di compleanno a sorpresa e per il veglione di Capodanno e ne vado estremamente fiero pure se i miei amici mi guardano strano. E so già che resterà con me a vita. Poi però succede che da un po' di tempo mi guardo intorno con aria spaurita ogni trepperdue che incontro un ragazzino da qualche parte. Perchè? La sensazione è sempre la stessa tendente al conato di vomito. Sì, ma perchè? Ero in giro l'altroieri e le vetrine mi parlavano più chiaro di un sussidiario di seconda elementare; qualche ora più tardi mi facevo una partita a stecca e insieme ai pantaloni che mostrano l'elastico tamarro della mutanda che già di loro fanno pietà, avevo di nuovo quella visione obbrobriosa addosso a un paio di ragazzetti rachitici. Anche ieri sera, mentre sorseggiavo amabilmente una birra con Thunderblue e signora, più mio cugino, più Ninna (prenditi il link, così  guadagni punti in classifica e fai contenti i tuoi blog-consiglieri linkofagi e diciamolo, malati di mente), il pub che ci ospitava veniva invaso da giovani ed ero di nuovo costretto ad osservare 'sta schifezza. Allora, va bene, tutti noi abbiamo indossato capi trash, va anche bene che la moda dei gggiovani d'oggi faccia tendenzialmente cagare, ma porcaccia la puttanaccia a tutto c'è un fottutissimo limite. Mi sono infervorato. E ora chioso inimicandomi il pubblico di primo pelo e mi chiedo: ragazzi miei, in particolare maschietti, come fate a portare indiscriminatamente una felpa piena di stelle?? Come?



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 05, 2007 03:40 // commenti (62)
martedì, 02 gennaio 2007

LE FESTE NARCOTICHE

(on the air: Subsonica - Sonde)

Altra tacca sull'archivio del blog, anno duemilasette dopo tre-quattro-cinque-sei. Tanti eh?

Potrei effettivamente chiedermi cosa mi hanno lasciato questi giorni di festa, di queste feste che non si capisce perchè da una parte smani che finiscano il prima possibile e dall'altra hai paura di tornare alla pseudorealtà in cui vivi. Insomma i pro e i contro stanno come sempre sia da una parte che dall'altra. E la notte di Natale pur di uscire sono finito in chiesa a dormire mentre un prete canterino voleva far durare la messa da mezzanotte a mezzogiorno; il pranzo del giorno dopo era un gran casino in un ristorante non scelto da me, che come previsto non m'è piaciuto e iddiosolosà come hanno allungato il brodo dei tortellini. Sono presuntuoso e ritengo di saper mangiare bene, quindi non scegliete mai il ristorante se devo venire a mangiare con voi, a meno che non siate buongustai come me. Poi la sera ho perso soldi ai giochetti natalizi del cazzo. Fortuna che si giocava leggero, mi raccomando venitemi ancora a chiedere perchè non gioco e non mi piace farlo. La sfiga mi si abbatte addosso sempre e comunque, intorno a qualsiasi tavolo mi trovi. Neanche i finti amichetti black jack e mercante mi hanno aiutato a tamponare l'emorragia monetaria. Per fortuna nei giorni successivi mi sono rifatto tra Playstation e biliardo, stranamente ero in una forma imbarazzante. Il Capodanno è sintetizzato nella cena di alto livello al ristorante di altissimo livello. Lì ci si ferma, perchè dopo siamo fuggiti per non restare in balìa delle teste bianche che ballavano il twist. Ma va bene così, era previsto, noi volevamo mangiare bene e punto. E la sorpresa imprevedibile? Una finta nevicata, suggestiva sì, 'bastanza. Non abbiamo fatto le cinque e neanche le quattro, scabroso e trasgressivo quanto basta per essere trendy. Quando siamo tornati noi, mentre davano a rotta di collo film di culto su ItaliaUno, vecchi e bambini starnazzavano noiosamente per strada. E io vedevo chiara nei loro occhi la rottura di coglioni. Sono andato al cinema solo due volte, a vedere Deja Vu di Tony Scott. Non saprei in che genere classificarlo, è tra il thriller e la fantascienza semiassurda. Ce ne vuole per trasformare Denzel Washington con la sua faccia da cucciolone, in una specie di Rambo che viaggia nel passato recente. E l'altro film? Ah sì, l'altro film l'ho visto ieri sera, il primo giorno dell'anno. Natale a New York. A chi storce il naso do la solita risposta. Sono un aficionado del genere dagli anni ottanta. E ormai ci vado solo perchè è tradizione. Però qualche risata ancora la strappano. Non vedrò Olè Commediasexi nonostante sia affezionato al Vanzina degli eighties e i due precedenti film di D'Alatri mi siano piaciuti molto. Mi manca di vedere The Prestige e ho fede che sia meglio dei due che ho visto finora. In queste feste fiacche anche il cinema era fiacco. Mi fa effetto non incontrare più con lo sguardo il libretto di circolazione della Mini dopo otto mesi di immobilità sulla stessa sedia; che tra l'altro detta così in maniera un po' drammatica sembra di vedere un libretto di circolazione bloccato su una sedia a rotelle. Comunque quando ti abitui visivamente ad una cosa è dura poi togliertela dalla capoccia. Funziona così per tutto, è una sedimentazione all'interno del nostro cranio. Mi aspetta ancora qualche giorno di finta festa e poi arriveranno i nodi al pettine o la liberazione, a vostra più che a mia discrezione. Per uno come me, che non ama pensare al futuro, già l'idea che fare una telefonata o due durante la prossima settimana possa risultare in qualche modo destabilizzante, è, di fatto, destabilizzante. Allora o tengo fermo il resto del mondo o ricostruisco meticolosamente la narcosi da feste almeno fino a lunedì.



elucubrato da AtaruMoroboshi // gennaio 02, 2007 14:00 // commenti (26)
 
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