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MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi
LE CREATURE



Lo spin off: ATARU GREATEST HITS

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sabato, 31 marzo 2007 |
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IL MIO SABATO, LE BATTERIE SCARICHE E I CITTADINI ESIGENTI
(on the air: Kaiser Chiefs - Ruby)
Ieri sera dopo una birra e più in generale dopo essere uscito alle 8,30 ed essere rientrato a casa quindici ore dopo, ero...com'è che si dice? cotto. I cittadini premono e io sono lì che gli rispondo. Poi, dopo nove ore davanti al monitor, con tanto di lieve calo di pressione dopo pranzo, sarà anche colpa del tempo, della fottuta primavera, dell'età, cazzo ne so. Dopo, dicevo, vai al discount, macchina chiusa da un'altra in doppia fila, darsi da fare in cucina per preparare ottime linguine allo scoglio. E uscire da casa della Noe, la cucina non era mica la mia, per andare al pub, che già mi aspettano. Casa mia era un lontano miraggio tra le dune delle pablic relescionz, stavo bene perchè ero sempre in buona compagnia, dalla mattina alla notte, ma forse avrei avuto bisogno di una striscia di coca. Ma essendo contrario alla polvere in ogni sua accezione, mi dovevo accontentare di tornare a casa e trattenermi ancora un po' su internet. Fino però ad addormentarmi come un imbecille seduto sulla sediascomoda. Peso su una gamba, gamba totalmente formicolante e addormentata più di me, testa giù, dolore allo sterno. Vado a dormire, ma quando sei troppo stanco, passi una nottata di merda.
Ma oggi è oggi. Sveglia alle undici, anche troppo presto, ma vabbè ormai devo rassegnarmi allo sfasamento di qualsiasi mio orologio biologico. Cheppoi prima ero io a barare e a spostargli le lancette, adesso non lo posso più fare. Colazione, telefono, doccia, tuta rigorosamente non acetata, giornale e poi qui, mentre scorre l'ultimo album dei Kaiser Chiefs e devo dire che scorre davvero bene. Cancellati anche i sognibarraincubi che mi vedevano di nuovo lì davanti al monitor a parlare con i cittadini. I microsonni sono pericolosi: appena chiudi gli occhi vedi quello che non vuoi vedere, ti svegli, ti dai della testa di cazzo, ti riaddormenti e ricominci con lo stesso ciclo, fin quando o ti svegli per bene o ti addormenti del tutto. Ma torniamo al mio sabato mattina (per fortuna non sono qui gli Zeroassoluto, altrimenti avrebbero cominciato col loro insopportabile dudurududdu). Sono rilassato, felice e sereno. Rincoglionito forse, ma non si può mica pretendere tutto. Adesso prendo la macchina e vado a svagarmi davanti alla Playstation, poi proseguo con la serata e casa mia mi rivedrà stanotte. Ma niente strisce, solo energia. Se ieri, parafrasando i cellulari, avevo una tacca scarsa di batteria, oggi diciamo che ne ho due abbondanti. Questo non è un sabato come tanti, almeno non mio. Magari ci farò l'abitudine, ma anche no.
Un saluto agli amici di Oscarblog, che non potrò raggiungere stasera al raduno der Colosseo. Divertitevi financo senza la mia pur fondamentale presenza.
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mercoledì, 28 marzo 2007 |
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ERRORI, GIOIE ED ORRORI
(on the air: Luca Carboni - Le Band Si Sciolgono)
Pensiamo prima alle cose serie: se vi arriva una mail dal mio indirizzo Gmail, che parla di una roba che si chiama Tagged, buttate tutto. E' un'inutile immondizia che gira per la rete. Una trappola in cui siamo caduti in tanti, guardate cosa dice ad esempio il caro Trentuccio, che è stato uno dei miei untori, insieme a Ninna, Sciroccata e Insanesoul.
Ah ma poi che altro volevo dire? Uh sì: non c'è niente di meglio che guidare di notte con un po' di stanchezza addosso, morale tendente all'alto, strada libera ed alzare il volume per sentire di nuovo e di nuovo uno dei tuoi pezzi preferiti di sempre: la cover dei Cake di I will survive. Riprodurre il basso, la chitarra elettrica e la tromba con la voce, e naturalmente cantare a squarciagola. Poi magari corredare con Gomma dei Baustelle, altro mio personalissimo evergreen. Dopo è persino più facile accettare il vago sospetto che dentro la tua stanza da letto si annidino centinaia di strani esseri somiglianti a formiconi alati giganti. Ne ho già trovati e uccisi un paio. E adesso dovrei anche dormire? Credo che indosserò uno scafandro da palombaro, così, se possibile, mi sarà ancora più facile immaginare di essere in un B-movie di fantascienza anni sessanta.
in copertina: omaggio a Ed Wood e Bela Lugosi, già che si parla di B-movies.
UPGRADE: aderisco volentieri (e fatelo anche voi) al bombing per i motori di ricerca. Si fa così: Tagged è pessimo.
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domenica, 25 marzo 2007 |
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NUOVE, DEL TUTTO INEDITE ABITUDINI
(on the air: Cold War Kids - We Used To Vacation)
Ascoltare l'inizio della trasmissione di Fabio Volo su RadioDeejay, in macchina. Subire conseguentemente l'ingresso nel cranio della hit di Julio Iglesias, Se mi lasci non vale, che resterà in testa a mo' di martello fino almeno alla pausa pranzo. Per fare questo ho però bisogno di arrivare in ritardo sul posto di lavoro. Per fortuna abbiamo orari elastici.
Ideare necessariamente una frasetta o una citazione ogni giorno diversa da mettere su MSN-Messenger accanto al mio nome. Ho dei colleghi burloni, per fortuna. E sono quasi tutte donne. E' notorio il mio odio verso questo sistema di comunicazione, ma in redazione spesso si parla e soprattutto ci si scambia files in tal guisa. Per quelli che non mi vedono collegato e mi hanno in lista: non vi ho bloccati, sul lavoro uso semplicemente un altro account.
Salutare almeno cinque o sei perfetti sconosciuti dentro l'ascensore. Augurare buona giornata a gente che fa perlopiù l'ingegnere elettronico è tanto liberatorio. Ma a mio avviso dire buona giornata quando si va a lavorare chini su un monitor per almeno otto ore non è un augurio particolarmente felice. Mi immagino quanto sarebbe rischioso dirlo a chi va a incollare la cofana. Un fragrante e sacrosanto vaffanculo sarebbe in agguato.
Mangiare in una mensa (che non fa parte del posto in cui lavoro) gestita da un catering e che cucina piatti elaboratissimi. Hanno un menù giornaliero talmente vasto ed imprevedibile che farebbe la fortuna dei bookmakers. Perchè l'unica scommessa vincente sarebbe il giovedì con gli gnocchi. Per il resto è difficile indovinare persino quando il martedì e il venerdì ci sono certamente piatti a base di pesce, che però sono sempre diversi.
Costruire notizie e rispondere a quesiti dei cittadini, il tutto sulla Pubblica Amministrazione, argomento di cui fino a due settimane fa non avevo neanche la più pallida idea. Mentre ora sono un gran rompicoglioni che parla un po' in burocratese.
Usare Excel, per il quale ho sempre avuto un'atavica antipatia. Usarlo per forza in inglese e per giunta su un computer del Cambriano superiore, che come certamente saprete, è il primo periodo dell'era Paleozoica nell'eone Fanerozoico. Con un piccì del genere è impossibile annoiarsi, perchè succede sempre qualcosa che potrebbe cambiarti la giornata. In peggio. E non vi parlo dell'editor del sito, che costa miliardi di dollari e che mi ha costretto a rivalutare ed amare quello di Splinder.
Parlare eccessivamente con me stesso tanto da decidere che no, non voglio più starmi a sentire perchè non mi sopporto. Ve lo giuro: l'altro giorno ero in macchina che andavo verso casa e dicevo una marea di stronzate, ma non di quelle che fanno ridere. Allora mi sono detto che non ero simpatico ed era il caso di piantarla e stare zitto; di non commentare più a proposito dell'idiota in macchina davanti a me o del semaforo che diventava rosso. E nemmeno ciarlare delle dinamiche lavorative o manifestare il mio consueto odio verso tutta la società civile. In questi casi, l'unica soluzione è far partire un ciddì dei miei, ad alto volume. Così ottengo due cose. Punto primo: riguadagno la stima verso me stesso grazie all'accurata selezione dei cento e passa brani. Punto secondo: non mi sto più a sentire perchè ascoltando la musica non parlo, e anche se parlassi non mi sentirei perchè il volume è troppo alto.
Fine delle trasmissioni: non mi resta che tornare, fare una doccia e riuscire la sera. Ma queste cose le facevo anche prima.
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giovedì, 22 marzo 2007 |
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CARTOLINE DAL LIMBO
(on the air: Air - Once Upon A Time)
Sarò breve. Qui se non ci sto io a reggere la baracca nei commenti, la gente si dilegua, bravi bravi. Sappiate che io veglio su di voi e leggo tutto anche dal mio avamposto lavorativo. Però non mi loggo, quindi al massimo lascio un commentino semianonimo qui, non da altre parti. Prendo atto della latitanza dei lettori nel box commenti (delle visite non ne ho idea, non controllo classifiche e statistiche da quasi un mese) e procedo oltre.
Patrizia Laquidara è un'ottima cantante, nonchè tendenzialmente una folle. Io conoscevo poche sue cose, eppure come già accadde per Pacifico un anno fa, mi sono lasciato trascinare dalla Noe. E le ho dato ragione entrambe le volte. E ormai ho il sospetto che qualsiasi concerto io andrò a sentire in un piccolo teatro con un'ottima acustica e a contatto diretto con l'artista, mi piacerà. Snob, comodone, non lo so, ma la sola idea di non vedere gente che poga sotto un palco mi fa sentire meglio. Sia nel senso di mie condizioni fisiche, sia nel senso di apprezzare davvero l'acustica, la voce, gli strumenti. Sia per non dire sempre la stessa frase: ma guarda lì quel coglione che zompetta.
Vorrei esprimermi su svariati altri argomenti, tipo la mia golosa pausa pranzo o la primavera iniziata con una micronevicata su Roma e magari 'sta primavera, stagione di merda, ce la levassimo dalle palle una volta per tutte, quelli che vanno a trans (anche solo per un puttan tour) che io non li capirò mai. Ma penso che mi limiterò -visto il primo passaggio in tv (esclusi Sky e digitali vari) del film Troy- a regalarvi sul mio Greatest Hits, questo vecchio post, uno dei più esilaranti di sempre.
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martedì, 20 marzo 2007 |
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INTERCETTAZIONI
(on the air: The Puppini Sisters - Heart of Glass)
Margherita non lo sa...
Che la vita è tutta qua...
In sottofondo musica equivoca anni ottanta: Dori Ghezzi, Viola Valentino, Donatella Rettore. Rumore di palle da biliardo che sbattono.
Ataru: questo tavolo è storto!
Alberto: mmm
Ataru: eh ma che culo!
Alberto: sì!
Ataru: sì! ti ho cacciato la quindici!
Alberto: nooo, stronzo! la pagherai!
e poi mattone su mattone ricomincero'....
Sola sola soffia un aria nuova
ed io ti aspetto non lasciarmi sola...
Ataru: era di là, devi tirare di là, non vedi il triangolo appoggiato sulla lampada? ma che sei rincoglionito?
Alberto: tu stai falsando!
Ataru: vabbè basta, stasera non è serata...
Alberto: ahahah coglione!
il cobra non èèèè un serpenteeee....
Woodcock è ormai sulle nostre tracce.
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sabato, 17 marzo 2007 |
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IL SISTEMA
(on the air: Paolo Conte - Gli Impermeabili)
In cartellone su questo blog c'era il prima possibile una recensione del bel film Uno su Due con i miei amatissimi Fabio Volo e Anita Caprioli e con uno strepitoso Ninetto Davoli, la cui prova è assolutamente da premio per il miglior attore non protagonista. Un viaggio seppur leggero attraverso gli ospedali e la malattia vera o presunta, quella che fa più paura: il cancro. Una scena, quella del parapendìo, che è superiore al resto del film. Mi fermo qui e proseguo con la vita privata, adesso più pubblica.
Una settimana di lavoro, la prima in un ufficio con tutti i crismi. Persone simpatiche, persone meno simpatiche, forse c'è qualche stronzo, ma dov'è che non li trovi? Per fortuna la web-redazione è piccola, almeno in relazione ci sono meno stronzi. Sono entrato nel sistema, dalla mia password di rete alla pausa pranzo. Otto ore al computer senza quasi passare a salutare i lettori sul blog. Non succedeva da una vita, anzi, questo blog nacque sul mio vecchio posto di lavoro, in radio. Avere orari fissi non ha mai fatto per me, ma volente o nolente prima o poi ti tocca. Per me che non ho abbastanza soldi per pagare eventuali foto compromettenti, ma tutto sommato non avrei neanche foto compromettenti da pagare, al massimo quella in cui indosso forzatamente la quinta di reggiseno color vinaccia di una mia amica. Ma successe qualche anno fa per una penitenza. E i negativi ce li ho io e sono anche dispersi in qualche busta in modo che io stesso non riesca mai più a trovarli.
Eppure lì mi trovo bene, questo mi sembra importante, anche se mi aspettano giorni ben più duri, in fondo quando c'è la novità si sta sempre un po' meglio. La sera faccio a pugni con la stanchezza, però barcollo e non mollo. E sono convinto che andrà sempre meglio. Non è la botta di ottimismo fulminante, no. Ci credo e basta.
Sto dentro il sistema, laddove non ho mai amato starci; mi sono sempre sentito estraneo al lavoro ortodosso, quello che appiattisce. Ma molti (compreso il mio fulgido cervello) dicono che per non stare più nel sistema bisogna prima starci dentro per poi, un lontano o meno lontano domani, avere l'occasione d'oro di fuggire. Vedremo.
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giovedì, 15 marzo 2007 |
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PAUSA DI RIFLESSIONE
No, non sparisco come Dave del Daveblog, però perdonatemi, ma per un po' (non lo so, magari anche uno o due giorni, magari di più) mi fermo.
Torno, lo giuro!
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martedì, 13 marzo 2007 |
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CURRICULUM VITAE
(on the air: Quintorigo - La Nonna Di Frederick Lo Portava Al Mare)
La cazzata dell'anno sabbatico non teneva più. Anche perchè l'anno era sulla carreggiata del raddoppio, ancora due mesi e c'eravamo. E quando meno te l'aspetti ricompare il primo giorno di scuola. Un giorno fatto di nuovi odori, nuove persone, nuove paure. Ricompare il primo giorno di università, tra migliaia di individui che magari non finiranno quello che hanno cominciato. Io ero uno di quelli ma non lo sapevo. Nuovi luoghi, nuovi impegni, pensieri, magoni per un esame andato di merda. Ricompare il primo giorno al corso di giornalismo sportivo. In una zona per me nuova, giornate intere, a volte da solo, sigarette, le conferenze stampa nella tana della Roma, nuovi volti, nuovi amici, qualcuno ancora presente seppur solo sulla rubrica del cellulare, qualcun altro per un po' di tempo collega. Ricompare il primo giorno di lavoro, catapultato in diretta radio alle otto di mattina a dimostrare che da quel corso avevo imparato qualcosa. Neanche il tempo di tremare o di farsi prendere un infarto (e questa è un'autocitazione). E ricompare anche quel tempo in cui vendetti cellulari per qualche mese al negozio di Alberto. Poi per la prima volta nella mia vita mi sono trovato a gestire un me stesso sbandato: dopo i miei primi quattro anni, la radio in silenzio, io a casa. Aspettando qualcosa che non arrivava, cullandomi sul niente. Un niente piacevole che ha definitivamente posto le basi per la mia vita privata così com'è adesso. Le notti in giro senza neanche bisogno di trasgredire chissà quanto per stare bene. Mica male. Poi arriva una telefonata e tutto cambia di botto. Tu adesso torni in pista. E per giunta proprio quando quella radio mi proponeva un ritorno un po' in sordina, ecco un lavoro un po' più lontano da me, più noioso ma più redditizio, dove comunque potrò sfoggiare almeno un po' le competenze giornalistiche ma anche quelle acquisite qui. Già, proprio sul blog e più in generale nella rete. Che sarò pure presuntuoso, ma credo che un buon settanta per cento degli italiani che usano internet non lo sappia usare come lo uso io. La curiosità, merce rara, ti trasforma in un divoratore di bytes. E fancùlo. Ora chiedo scusa se questo nuovo primo giorno di scuola, oggi, mi rende spaesato e stralunato, se sembra che non sia felice di sudarmi uno stipendio. Sono un ragazzo fortunato, l'ho sempre detto, anche prima di Jovanotti, ma arriva il momento di aggiungere di nuovo qualcosa alla fortuna. Solo datemi un po' di tempo per capire, chè dopo quasi due anni che stai fermo, ricominciare a camminare è faticoso. Avrò tempo per gioire, per rompermi i coglioni, per incazzarmi, per sentirmi utile, perfino per un altro primo giorno di scuola fatto di quello che desidero davvero fare. Adesso prevale ancora lo sfasamento. Dura poco, ma è un passaggio obbligato, ne sono consapevole, non essendo un pivello già da un bel po'. Anche il blog ne risentirà, almeno per un po' non troverete post alle quattro o alle cinque di mattina. Il web-redattore in prova (ma con ogni probabilità effettivo dalla prossima settimana) Moroboshi vi saluta con confuso e sperduto entusiasmo e cambia pelle. Di nuovo, anche per non raccontare più quella cazzata dei quasi due anni sabbatici.
Da Wikipedia:
Un anno sabbatico è un'interruzione prolungata, tipicamente un anno, nella carriera lavorativa di una persona, presa allo scopo di dedicarsi ad una particolare attività o di esaudire un desiderio; ad esempio scrivere un libro, o scalare l'Everest.
Mi sono sempre sentito vivo, non ho scalato l'Everest perchè non mi andava poi così tanto, ma magari un libro (il progetto c'è ed è vivo) prima o poi ci scappa. Anche senza l'anno sabbatico. E buon lavoro.
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sabato, 10 marzo 2007 |
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CAMBIO
Cambio cambio cambio di mentalità
Datemi datemi datemi un'altra identità
Cambio cambio cambio di mentalità
Voglio voglio un'altra possibilità.
Lo so, io sono uno che non viene uguale neanche nelle quattro foto tessera.
"Io non ho mai capito se certi impiegati vengono assunti già coglioni o ci diventano dopo. Lei a che tipo appartiene?". "Chiariamolo subito: se cercate un coglione rimango. Altrimenti vado via…".
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giovedì, 08 marzo 2007 |
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IL MOMENTO BASTIAN CONTRARIO
GIACCHè NON NE SONO ORA PERVASO, FACCIO AUTOCRITICA E DICO CHE IL POST NON MI CONVINCE
(on the air: The Others - The Truth That Hurts)
Il momento bastian contrario è altamente pericoloso perchè può farti litigare per cose sostanzialmente inutili. Il momento bastian contrario ti coglie all'improvviso o magari si preannuncia con un qualcosa andato storto poco prima. Il momento bastian contrario ti fa credere di essere tu solo e soltanto nel giusto. Gli altri, quei maledetti bastardi che non la pensano come te, hanno torto marcio. E' il dissenso elevato alla enne potenza. Ci pensavo or ora fissando il soffitto. Da un paio di giorni sono sul limitare del momento bastian contrario, ma per fortuna mi tengo.
Le vittime più facili da prendere di mira siete proprio voi blogger. E' facile leggervi in solitario e pensare "questo ha scritto una grossa cazzata", "questo è un ridicolo bambino dell'asilo", "questa qui non capisce un cazzo", " quest'altra vuole solo mettersi in mostra", "questo è uno stupido megalomane". Difficile che siate sfuggiti al momento bastian contrario, anche se, quando sono affetto da tale demone, raramente lascio un commento. Poi chiaramente a volte ho confermato i miei tranchant anche dopo essere sbollito, ma questa è un'altra storia.
Il momento bastian contrario dal vivo ti fa alzare la voce con una persona per qualsiasi baggianata, ti fa essere polemico e scassapalle anche quando sei palesemente nel giusto. Perchè in quel caso rigiri il coltello nella piaga senza pietà per chi ti sta intorno. A volte il momento bastian contrario è il momento di massima sincerità brutale, a volte è invece una cosa del tutto gratuita e neanche matura. Il brutto è che, se non sai con chi prendertela -e con te stesso non puoi, perchè il momento bastian contrario esclude marcatamente l'autocritica (il che spesso lo rende poco intelligente)- te la prendi con gli oggetti. L'intelligenza artificiale di Football Manager che mi fa perdere le partite, il credito esaurito del cellulare che mi fa incazzare, perchè non ho ricaricato aspettando l'abolizione dei costi di ricarica (lo sapete che è più o meno una truffa, no?), ma non ho ricaricato neanche dopo. Non me la prendo con me stesso, ce l'ho con le compagnie telefoniche, con Bersani, col bancomat, persino con De Sica e Laganà. Questo è un fatto di stretta attualità che potrebbe farvi cadere nell'errore che io sia stato colto proprio oggi da momento bastian contrario, ma in realtà come detto, sono stato sulla soglia.
L'altro giorno ero ormai giunto al limite: va via la luce in casa, si rompe il router della mia connessione wireless a causa di uno sbalzo di corrente, compro un nuovo router, fa conflitto di indirizzi IP. I miei strali sono finiti contro Bill Gates e Windows, l'ACEA, Fastweb e un piatto di spaghettini al pomodoro. Che effettivamente ammetto di odiare tendenzialmente gli spaghettini (e buona parte della pasta lunga), ma di solito non ho problemi a mangiarli, l'altro giorno però, avevo il momento bastian contrario con gli spaghettini. Colpa della cazzo di connessione wireless.
Il sommo fastidio, che poi è quello che può creare improvvisi attacchi di bastian contrario, è dato da persone che hanno un'esistenza molto diversa dalla mia. Tipo un idiota qualsiasi che cerca la rissa per strada con un altro idiota qualsiasi, o anche semplicemente qualcuno convinto che il suo modo di pensare sia quello giusto a prescindere. Mavaffanculo te e le tue certezze da uomo navigato, valle ad esibire con qualcun altro, con me non attacca. E le cose che covano nel mio intimo, escono fuori nel momento bastian contrario. Tre su tutte, di casa in Italia: la banalità, la piccolezza e la disonestà della gente. Ovviamente se non trovo un lavoro fisso, quando sono posseduto dal bastian contrario, la colpa ricade sull'Italia e sui suoi gretti abitanti, in particolare i fanatici religiosi e politici. Altrimenti faccio più onestamente cinquanta e cinquanta.
Oh, oggi è la festa della donna, beccatevi 'sto revival con contorno di mimose.
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martedì, 06 marzo 2007 |
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MAFFONI DOVE SEI?
neanche questo post vi aiuterà a capire chi è costui
(on the air: The Shins - Phantom Limb)
Ogni anno faccio il fioretto di vedere una e una sola trasmissione tendenzialmente italiota: a turno mi è capitato di seguire il Grande Fratello, l'Isola dei Famosi e altre robe terrificanti, escluso qualsiasi programma condotto dalla De Filippi perchè a tutto c'è un limite. Quest'anno ho scelto di vedere Sanremo. Erano anni che non lo vedevo nella sua quasi interezza. Merito di Pippo o della Gialappa's, magari dell'assenza di Povia, non lo so. Epperò allora devo frantumarvi ancora con un ultimo post, a mense levate, sulla kermesse canora. Perchè ritenendomi abbastanza ferrato musicalmente mi sento in dovere di farmi qualche domanda. Ad esempio.
Perché se al Festival uno ha un testo impegnato o pseudotale fa eccezione? Cioè, Simone Cristicchi ha portato una canzone sui matti (peraltro con lo stesso ritmo di almeno altri due suoi successi tendenzialmente cazzeggioni) e Fabrizio Moro una sulla mafia. Hanno vinto tutti e due abbastanza meritatamente e soprattutto per manifesta superiorità. Anni fa Faletti portò un pezzo sui caramba e ancor prima Barbarossa uno sugli stupri. Fecero e fanno scalpore perchè la maggiorparte dei testi sono temini di prima elementare o indecifrabili massacramenti di testicoli. Ma una via di mezzo non c'è mai?
Perchè quando è salita sul palco Joss Stone sembrava di essere stati improvvisamente catapultati in uno show di alto livello? E' stata l'unica che si sia davvero guadagnata i soldi che le hanno dato, gli altri ospiti stranieri sembravano capitati lì per caso e non avevano nemmeno voglia di mettere in croce duemovimentidue. Un po' come la Hunziker -spesso irritante con le sue risatine svizzere- che ha preso un milione come il signor Bonaventura e l'hanno pure truccata e pettinata male, oltre ad averci fatto scoprire con alcuni vestiti inadeguati il suo fisico un po' troppo da nuotatore. E s'è beccata anche cinquecento rose rosse da Antonio Cassano. Porella Michelle, paura eh?
Perchè Al Bano secondo e Mazzocchetti terzo? Allora io mi chiedo come sia possibile e me lo chiedo davvero tanto e voglio poi verificarlo nelle classifiche delle prossime settimane, che gli italiani che hanno in teoria votato via sms abbiano potuto premiare l'inno della Bulgaria in salsa megalomane-pugliese e un tizio semistrabico (per carità, non è colpa sua) e sconosciuto ai più, che prima cantava o'solemìo nella pizzeria ItaliaBBellaMandolinoBaffiNeri alla periferia di Dusseldorf e che è stato aiutato ad arrivare in Italia da Rummenigge e Matthaeus. Si vede che è proprio l'anno degli interisti, anche ex o di riflesso.
Perchè Daniele Silvestri è così sopravvalutato? Diciamolo, la sua canzone non vale una mazza. Ne ha fatte tante belle, ma da qualche anno non imbrocca più. Probabilmente da quando ha assunto l'aria da cantautore impegnato che suona cogli Inti Illimani o ciò che ne resta e l'ha presa con 'sti ritmi sudamericani che, posso dirlo? hanno sinceramente saturato l'aere e un po' meno poeticamente rotto i coglioni. Laparanzalapanzaeparapanza. Meglio, decisamente meglio la felpata Amalia Grè e soprattutto il suo duetto con Mario Biondi, uno veramente bravo che però non lo conosce nessuno. Che classe.
Perchè Francesco Facchinetti non cambia mestiere? Il padre e i Pooh non sono decisamente il mio genere, eppure il confronto generazionale è stato impietosamente vinto dal babbo istesso. Non che ci volesse molto, ma ormai l'ex diggei Francesco deve diventare il nuovo Jovanotti. Il progetto di Cecchetto è scritto da tempo. Irreparabile come il buco nell'ozono. E pensare che a me di Jovanotti ne bastava e avanzava uno.
Perchè i Velvet sono arrivati ultimi e vinceranno la classifica delle vendite? A me il loro pezzo è piaciuto (niente di innovativo, ma almeno si può sentire) e in radio passano solo quello. E' un classico che succeda sempre così. Ma allora chi minchia è che vota a Sanremo? Nonna Abelarda?
Perchè la giuria di qualità? Qualità, che parola abusata. Vorrei sapere cosa ne capiscono di musica Serena Autieri (i suoi gusti sono paragonabili a quelli del mio bisnonno deceduto una trentina d'anni orsono), Alba Parietti (avrei capito fosse stato un concorso di chirurghi plastici, ma è musica, cribbio!), Lunetta Savino (forse al festival delle orecchiette con le cime di rapa avrebbe fatto la sua porca figura), Barbara Palombelli (magari l'avrei vista bene giurata in un concorso di banalità, stronzate e presenzialismo, ma quand'è che ci leveremo dalle palle questa ovvietà fatta donna? non ho mai parlato di lei qui sopra, ma vorrei tanto che leggesse questo pezzo: chi cazzo è Barbara Palombelli? perchè esiste in televisione e altrove una come Barbara Palombelli?) e il diggei Coccoluto, che si è scoperto avere gusti musicali orribili più dei remix che manda in giro ogni tanto. E soprassiedo sugli altri. Non dico necessariamente di metterci addetti ai lavori, ma santamiseria, come si fa a definirla giuria di qualità?
Perchè Flavio Insinna è stato l'ospite comico con più spazio in assoluto? Non saprei, però so che non è un comico e non fa ridere. Certo provoca qualche risolino in più di Cornacchione da quando è orfano di Berlusconi, ma non significa nè che sia un comico, nè che faccia ridere.
Perchè Nada e Tosca facevano strani versi? Per il deundeundeun di Nada sarà stato il doping, ma Tosca e il suo zumpappà non si poteva evitare proprio in nessun modo?
Perchè Sanremo è Sanremo? Non lo so, però ringraziamo Baudo che oltre ad essere lui stesso un fossile ed aver riportato alla luce con minuziosi scavi archeologici Marcella e Gianni Bella, Milva e Johnny Dorelli, ha rinvenuto anche la di lui moglie Gloria Guida, che non vedevo in giro dai tempi de La liceale nella classe dei ripetenti e che, noblesse oblige, è tutt'ora una signora gnocca.
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venerdì, 02 marzo 2007 |
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IL PROBLEMA GRAFICO DELLA PROFESSORESSA FRANCA M.
...e Sanremo era Sanremo
(on the air: Robbie Williams - She's Madonna)
Introduzione. Oggi voglio trattenermi dal parlare di Sanremo, però sappiate che ho visionato altri pezzi delle due serate successive del Festival e mi tengo a stento. Dico solo di tenere d'occhio questa gnoma qui. E' Momo. Bocciata al Festival e rilanciata da Chiambretti nel dopofestival, la sua Fondanela è già un mito inenarrabile. Poi mi rivolgo a colui che mi ha trovato con questa chiave di ricerca: come faccio per farmi dare calci nelle palle, dico solo che c'è tanta gente disponibile, e se vuole io stesso posso offrirmi volontario.
Prefazione. Franca M. avrebbe ripreso un volto più umano solo qualche anno dopo, all'inizio dei novanta, quando ormai avevo scelto la strada del liceo classico e lei era diventata la professoressa di storia dell'arte.
Il problema grafico della professoressa Franca M.
Franca M. è una prof giovane, aggressiva, non so se definirla una bella donna, di sicuro vagamente affascinante, con i suoi capelli da dea Minerva e l'abbigliamento in pelle nera da motociclista. Di certo ha un suo stile. Siamo nella metà degli anni ottanta, gli anni delle medie, delle feste col gioco del semaforo, delle firme bene in vista sui vestiti, delle ragazze poco socievoli (con me) e molto cotonate. Ogni fottuto venerdì del triennio 1985-86-87, due ore di educazione tecnica. Credo di averne già parlato seppure di striscio in un vecchio post. Ma stavolta i riflettori sono tutti per lei, la famigerata prof di tecnica. Ancora oggi io dovrei andare da un bravo psicologo per rimuovere il trauma che questa donna peraltro simpatica, ha lasciato in me e in quelli come me. No, non è una torbida storia di sesso come quelle che adesso i bambocci pubblicano su Youtube e prim'ancora riprendono col cellulare. All'epoca -come sono vecchio- c'era a malapena il cordless, e internet era una roba usata dalla CIA e dalla NASA. Non è neanche una storia di bullismo, anche perchè dove andavo io a scuola, i bulli li cacciavano fuori a calci nel culo. Salvo pagamento profumato di mammà e papà. Ma allora che storia è? E soprattutto non può fare odiens una storia che non ha a che fare nè col sesso nè con la violenza. E' una storia di incubi psicologici che iniziavano a manifestarsi già il giovedì sera, proseguivano il venerdì mattina presto su una fredda tavoletta del cesso e prendevano forma una manciata di sessantaminuti dopo. Accanto allo zaino d'ordinanza, una cartellina trasparente a valigetta ove riporre carta millimetrata, squadre, riga, portamine, pennarelli colorati a punta fine, carta lucida, gomma di quelle grosse, compasso omicida. Ataru guarda la mamma preoccupato, lei gli fa coraggio ma sa, si arrabbia anche lei, però non può farci niente. Deglutisce, Ataru. Due chiacchiere cogli amici, la campanella che suona. Franca M. apre il sipario sulla cattedra. Buongiorno. Prendete l'occorrente.
Problema Grafico
(inventato ma solo perchè non ho un testo qui davanti. Il grado di difficoltà è questo)
Costruire la piramide di lato tot, avente come base un tetraedro irregolare a stella inscritto in una circonferenza di raggio tot. Il lato c della piramide è la base di un tronco di cono. Costruire anche quello. Lucidare il tutto con campitura di centimetri tot.
Due misere ore. Io non ero capace. Non ero per un cazzo capace, cioè del tipo: faccio il quadrato, ci inscrivo la circonferenza, inizio il primo lato del tetraedro irregolare a stella e comincio a cancellare. Al tronco di cono non ci arrivavo, non potevo arrivarci, figuriamoci ad usare la carta lucida che era l'ultima parte, se non altro più divertente perchè c'erano i pennarelli colorati. Venti anni fa, la mattina del venerdì era il terrore fatto disegno. Io non ce la potevo fare, gli occhi si perdevano nella carta millimetrata e nel suo rosso arancione così anonimo e così da ufficio del catasto che uccideva qualsiasi mia fantasia di qualsiasi tipo. Solo magone, solo voglia di mandare a cagare 'sta pazza dal para...parallelelepid...parallelepipedo facile (abbiate pazienza, ho perfino problemi a scrivere la parola). Solo speranza che quelle due ore passassero in fretta. Tanto i problemi non li finiva mai nessuno. Al massimo ce li faceva finire a casa e io facevo divertire mio padre, che era portato per queste materie strambe. Ancora oggi ricordo nitida quella sensazione sulla gelida tavoletta del cesso di casa in attesa di espletare funzioni fisiologiche per poi andare ad annaspare su un banco verde: ci saranno momenti peggiori nella tua vita, vedrai che queste due ore maledette passeranno in fretta. Non passavano, porca troia. Ci sarebbero stati momenti peggiori, cara Franca, però se dopo più di vent'anni sento ancora un peso giù nello stomaco a pensare ai poliedri e ai tronchi di cono, la causa è tua e dei tuoi impossibili problemi grafici. Che nella vita si dice che serva tutto, ma io con questi non ho ancora capito che ci devo fare e allora ci ho fatto l'amarcord, anzi l'odiarcord.
Già, più di vent'anni fa. Io leggevo le avventure dei miei beniamini pop/new wave inglesi su Tutto, Pippo Baudo conduceva il festival di Sanremo e tra i protagonisti c'erano Al Bano, Nada, Mango (senza svolta rock), Marcella Bella, gli Stadio e la Ruggiero coi Matia Bazar. Oggi è uguale. Gli ospiti però si chiamavano Sting, Depeche Mode, Duran Duran, Frankie Goes To Hollywood, Talk Talk, Spandau Ballet, Smiths, Whitney Houston, Paul Simon, Phil Collins. Oh scusate, non dovevo parlare del Festival.
Ma a proposito di ospiti, mi spiegate chi cazz'è Miguel Angel Munoz*?
*dice che è uno che fa Paso Adelante, dice.
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