IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #8
(on the air: nulla, su questo pc al massimo ci sono canzoni italiane anni sessanta scaricate da una mia collega molto più giovane di me)
Sono in ufficio e potrete ben capire che di venerdì a quest'ora il lavoro scarseggia, oppure si decide arbitrariamente di farlo scarseggiare senza alcuna pietà. Visto che è in corso il Festival del Cinema di Venezia, non potevano che tornare le mie Idee random per un film di successo. Attenzione, questa volta per tre quinti sono ambientate a Berlino, in omaggio al mio recente soggiorno nella capitale crucca. E via con i prossimi sold out al box office.
Il ragno sopra Berlino. Una mattina come tante, gli abitanti di Berlino si svegliano senza sole. Ciò accade molto spesso, ma stavolta è diverso: è buio. E quella che sembra normalissima nebbia, è in realtà una gigantesca ragnatela. Ma il panico vero scoppia quando i cittadini guardano in alto: un enorme ragno piuttosto orrido campeggia nel cielo di Berlino. È una mutazione genetica, un ragno alimentatosi con carnosi insetti del fiume Sprea. Il professor Zueberbuhler, convinto assertore della teoria della metempsicosi enfatica, si interessa del caso assieme alla sua assistente bionda, Helga Von Pfinferli. Il ragno semina terrore divorando in particolar modo bambini e ciclisti. Intanto, all'interno di una bottega del kebab, un uomo, per metà turco e metà italiano, Mehmet Prampolini, decide che è il momento di fare qualcosa di più costruttivo. Chiusa la bottega, ammucchia tutta la carne che trova nel suo frigo, con tanto di eventuali utili mosche, fino a creare un monte di agnello, manzo, pollo e perfino del prezioso maiale proibito dal Corano. Il ragno, nel frattempo ribattezzato dalla stampa con il nome di Helmuth, è attratto dall'odore della carne e scende quasi fino a terra provocando incidenti automobilistici. In quel momento il professor Zueberbuhler, sempre coadiuvato da Helga Von Pfinferli schiaccia il bottone rosso: niente spoiler, il finale, ricco di colpi di scena, lo vedrete al cinema.
Morte a Fehrbelliner Platz. Nello squallore di una piazza di Berlino, una delle più brutte, un uomo si suicida gettandosi sopra la metropolitana per sentirsi unico almeno nella morte. Dopo il ritrovamento del suo cadavere, parte un viaggio a ritroso nella sua vita, fatto di continui flashback dalla culla fino al giorno del suicidio, avvenuto nella data dell'anniversario della morte del suo cane Willi Friedrich Ernst e di Karl Marx. Un'esistenza piatta, grigia, nella Berlino Est della guerra fredda, del muro, una vita da controllore dei biglietti sul treno Berlino Est-Lipsia, senza amore, senza sprazzi di fantasia. Premio della critica al Festival del Grigiore Cinematografico di Lubecca, il film non ha alcuno sbalzo nel suo essere monocorde. A mio modesto avviso, un consiglio: munitevi di cuscino.
Rote Bete&Rotessa. Questo è in realtà un cortometraggio animato in 3D sulla vita di due barattoli in un centro commerciale. Rote Bete è un barattolo maschio di peperoni e cetrioli sottaceto, Rotessa è un barattolo femmina di marmellata di ciliegie sottaceto. Essi si conoscono e si amano su uno scaffale e costringeranno una pingue signora a farsi comprare e consumare insieme. Premio Effetti Speciali al Gastronomic Animation FilmFest di Wurstelburgo.
Fine della rassegna berlinese, ora due film, uno italiano e uno coprodotto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Pakistan e Bulgaria.
InContinente. Un pastore sardo, Gavino Putzurru, ha un sogno: andar via dalla Sardegna e continuare la sua attività pastorizia in continente (espressione usata spesso da alcuni sardi per indicare l'Italia peninsulare), nel modenese. Purtroppo, gli eventi della vita lo costringono a restare ancorato al suo mondo. Dapprima la moglie incinta, poi alcune pecore balorde, indi i figli ribelli. Giunto alla soglia dei sessantasette anni, il Putzurru molla tutto, si impossessa di uno scafo e trasporta le sue pecore dal porto di Olbia fino a Livorno, per poi rubare un furgone caricando tutti i suoi ovini. La polizia lo bracca, la moglie è disperata, lui improvvisamente deve fermare la sua folle corsa verso la città emiliana. Viene colto da incontinenza e non riesce nemmeno a fermarsi al bagno dell'autogrill. Il suo sogno si infrange in una piazzola di sosta tra Barberino del Mugello e Ronco Bilaccio, dove viene catturato con le braghe calate e portato via dalle forze dell'ordine. Le pecore arriveranno comunque a Modena per essere poi triturate e insinuate all'interno di un nuovo formato di agnolotti ripieni: gli Agnellotti Fini. Toccante anelito di libertà senza lieto fine.
Il Segreto del Sacro Vassoio della Terra di Orzoglatt. Borlottildur re della Terra di Orzoglatt incarica il cavaliere TorciKoll di andare a cercare il Sacro Vassoio. Appartenuto in epoche remote a Pergameno di Pergamo, in seguito al re Armangildo II e infine all'affascinante regina Stalatthyte, aveva donato ai tre sovrani il potere di rendere suddito chiunque si servisse anche solo una briciola di pane dall'argento magico del Vassoio. Borlottildur, che come re era piuttosto pavido malvagio e meschino, decise che era il momento di sottomettere l'intera popolazione ai suoi voleri. Il cavaliere TorciKoll fu inviato nelle paludi di Zuppandia, dove la leggenda narrava che la regina Stalatthyte e il suo fedele servo e amante Trirecchione, avessero nascosto il Vassoio, che alla lunga logorava chi ce l'aveva. Dalla Terra di Risottayfungh, venuto a sapere dei perfidi progetti del collega dal Mago Syphonius e dalla sua sfera di plexiglas, il buon re Interstizius decise di inviare il valoroso eroe Skifildur a cavallo del suo drago-cicogna. Seguirà uno scontro durissimo attraverso boschi, paludi e campi di patate fatate. La battaglia del Bene contro il Male si estenderà agli eserciti delle due terre, ma il Vassoio in realtà giace tra le bramose mani dello Gnomo Palomo. La ricerca continua nel prossimo fanta-kolossal? Certo che sì.
|