L'ANNO NUOVO È QUIII!
(on the air: Tom Jones - If He Should Ever Leave You)
Se il buongiorno si vede dal mattino, potremmo già definire il 2009 un anno di merda. La macchina di mia madre da buttare, piove in casa, la Noe ha una tosse che se la porta via, mia madre stessa ha un ascesso a un dente, io la febbre a 38. E siamo al sette gennaio. Il bello è che gli avete anche fatto le feste con tanto di botti al 2009. Benvenuto! Ma quale benvenuto. Mi sono rotto i coglioni anche di festeggiare questi sciocchi limiti temporali, e l'avevo già detto. Certo devo ritenermi fortunato. Visto che sono disoccupato, nessuno malignerà se sto a casa malato fino a venerdì e faccio una specie di ponte lungo. Visto? Basta rigirare la frittata e trovi cose talmente pregne da riconciliarti con il mondo nella sua totale, globale interezza.
Eppoi dài, in questi giorni ho fatto il turista a Roma, ho rivisto Villa D'Este a Tivoli (la prima volta di giorno), ho visitato per la prima volta la Galleria Borghese, ho visto Natale a Rio e Madagascar 2 e ovviamente li ho giudicati meglio del Cosmo sul comò, che non mi ricordavo un film così brutto dai tempi de L'allenatore nel pallone 2.
Ho preso la pioggia che non smetteva mai, ho sgomitato in mezzo alla gente rincoglionita che quando ha l'ombrello in mano è peggio del paraocchi e fila dritto come i cavalli, ho faticato per trovare un ristorante aperto di sabato post-capodanno a pranzo, ho sentito le canzoni di Giusy Ferreri in ogni negozio in cui sono entrato, ho discusso, ho tossito e alla fine, come nei migliori cartoni animati giapponesi pallosi, mi sono ammalato. Mi mancano i saldi ancora. Mi manca la cena dell'anniversario, ma tra cinque giorni se tutti e due siamo in salute (e permettetemi di avere qualche dubbio) si fa. E mi manca di fare un colloquio di lavoro con qualche stronzo (il top sono quelli che già conosci) per poi non essere richiamato, mi manca un viaggio, mi manca il corso di fotografia che però inizierò a breve, eppoi potrò dire che il 2009 per me è già finito. Inoltre vale la pena di ricordare la mia definizione di gennaio, che è notoriamente un mese di 31 lunedì.
Detto questo, più vado avanti e più non sopporto le differenze sostanziali tra me e molta, moltissima gente. Ogni tanto ci provo a venirgli incontro, ma alla fine non ci riesco eppoi mi dico: ma perché cazzo devo provarci sempre io? che ci provino loro! E le distanze restano incolmabili.
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