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MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentatreenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi
LE CREATURE



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martedì, 12 ottobre 2004 |
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V.M. 18 ANNI (basta crederci)
SESSO E VOLENTIERI
( on the air: Stellar Project - Get up, stand up )
E' che è proprio inevitabile. Da quando comincia il periodo della pubertà si comincia a parlare di sesso. E non si smette più per il resto della propria vita. Probabilmente si comincia con l'analizzare le parolacce. Culo, merda, cazzo. Sono le prime che ti vengono. Due perchè a forza di utilizzare la prima cosa e produrre la seconda, ti vengono spontanee. La terza la senti in giro e un giorno capisci che si tratta proprio di lui. Poi impari che c'è anche la fica. Meno male che c'è. Poi via dicendo, fin quando non ti chiedi perchè ci siano allusioni sessuali nelle parolacce che dici. Percorso lento, ma inesorabile. E per me che tutto si può dire, meno che fossi stato precoce, i primi richiami sessuali furono le bambole delle mie cugine, svestirle mi provocava un piacere estremo. Oltre al giuoco del dottore, naturally. Che poi dopo che avevo visto che loro, le bimbe, avevano un taglietto al posto del cosino, mi era già presa bene. Forse perchè esteticamente (per poi capire che la passione non si fermava solo al lato estetico), quel taglietto, quella fessurina, l'ho sempre adorata. Anche quando non avevo pulsioni. Ieri ero lì che riguardavo per la centesima volta il video della canzone nell'on the air lì sopra e sbavavo per le tipe con la faccia da bimba e il fisichetto a posto. E la sera si dibatteva con Dio, Aliena, Fiorereciso e Mr Wolf, su quanto il sesso fosse presente nei nostri discorsi. E le due fanciulle mi davano del sessodipendente. A me sembra di essere nella norma o quasi. Insomma, vabbè, c'è di peggio. Anche se io, Michael Douglas che venne ricoverato per eccessivo arrapamento dopo aver girato Basic Instinct, lo capivo. Minchia se lo capivo. Il fatto è che se si va a vedere, per esempio, l'altra sera si discorreva se fosse più armonico il corpo femminile o quello maschile. Per me quello femminile non teme confronti. Armonico, tondeggiante, sinuoso, senza strane protuberanze, insomma un bel corpo di donna è perfetto. Mmmmm. Ehm scusate. Io quella lì me la farei. Sì, è una frase che dico spesso, mi accusano di dirla troppo spesso. Allora i casi sono due: o sono di bocca buona o vedo molte ragazze carine. Mi ritengo fortunato, ne vedo tante carine o perlomeno decenti o anche semidecenti. Ecco tutto. E le donne poi alla fine mica scherzano. Tra maliziose allusioni alle mazze e pensieri impuri sui maschietti, non mi sembrano seconde a nessuno. Semmai arrivano alla pari. Io sono tra quelli che pagherebbero per ascoltare un discorso sul sesso tra femminucce, e non lo dico a caso. Però una cosa è certa: da quando abbiamo tredici anni o giù di lì, non passa un giorno che almeno in un discorso non si butti in mezzo il sesso. Se non siete così credo non siate normali. E anche qui sui blog, non c'è mica bisogno di andarsi a leggere le avventure erotiche di Gina Pilotina o il mio mondo fatto di cazzi. Il sesso lo troviamo quasi ovunque. Alla fine prima o poi, quasi tutti e tutte, cadiamo nella tentazione di parlare di trombare senza essere necessariamente sex oriented. Alla fine è ciò che attrae tutti, è una delle sei esse del perfetto giornalista. Ora per esempio, verrete attratti dal titolo e leggerete questo post. Se lo avessi intitolato L'equazione risolta col metodo di Ruffini, avrei raccolto molti lettori in meno. Pure l'altro giorno, giocavo ad Explosion, gioco che sulla scatola riporta di certo dai sei o forse dodici ai novantanove anni, che poi, cazzo, se hai cento anni non ci puoi giocare? Insomma giocavo e bisognava dire dieci argomenti di conversazione tra persone. Sesso era lì, tra i primi! Anche il dodicenne deve subito saperlo. Il problema è che ormai il dodicenne conosce anche la famosa posizione della forchetta ungherese, mentre io a dodici anni, la massima allusione sessuale potevo farla sul salame ungherese e sulla sua forma. Dopodichè me ne fregavo e me lo mangiavo a fettine. Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia. Che poi tutto sommato non c'è niente di strano se una donna mi dice che le piace il cazzo. Io non mi vergogno mica di dire che mi piace la fica. Ecco, può bastare.
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