IO PENSAVO CHE IL MONOSCOPIO NON ESISTESSE PIU'
(on the air: Dimitri from Paris - Souvenirs de Paris)
Giorgio Gaber con delle flebo in mano, Roberto Benigni, Ninetto Davoli e Franco Citti alle prese con un pranzo immaginario. Sono gli affamati de Il Minestrone, film di Sergio Citti, terza e ultima puntata che sto inspiegabilmente seguendo su RaiTre. Anzi è finito adesso con Benigni che chiede a Gaber dove li ha portati e Gaber che risponde che cazzo ne so. Bene così. Rientrato da poco dal compleanno di Mr Lance, gemello di Dio. Dio, relegato a Verona, non era con noi, però ha postato qualche giorno fa, sono notizie. Eravamo in un posticino niente male, in via dei Fienaroli, che a mio avviso è una delle più affascinanti viuzze di Trastevere, poco conosciuta perchè al di fuori del classico giro-passeggiata abituale. Piove. Ho visto dal portone la pioggia che incominciava a cadere di brutto, io consumavo lo zerbino con una sigaretta in bocca. Giorni inquieti. Però ho comprato e visto uno di quei film che non vedevo da quando ero piccolo: Fantomas minaccia il mondo. Uno dei tre della serie anni sessanta, a metà tra James Bond e la Pantera Rosa. Louis De Funes, Jean Marais, ma che vi annoio a fare? Però si vi capita, guardateli, i film di Fantomas. Uno strano cattivone con la faccia gommosa, contro un commissario pasticcione imbranato. Se vi gusta l'incipit, non vi resta che fare un salto in Feltrinelli e investire qualche soldino per bene. O in alternativa...ehm...acquisirli in altra maniera. Il mulo non vi tradirà. Già che c'ero, visto che non ho trovato il giuoco-droga Football Manager 2006, che pare sia stato depredato in tutti i negozi del creato, ho pensato di bene di comprarmi anche Un posto nel mondo, ultima fatica letteraria di Fabio Volo. A chi storcesse il naso per il non altissimo impegno del libro in questione, voglio ricordare che i primi due libri di Volo, hanno spesso ispirato post di questo blog. Dunque coloro che avessero il naso storto, possono accomodarsi all'uscita. Vedrete, coglierò nuova linfa. Insomma, via, una botta di cultura o pseudotale, per alleviare il dolore di non riuscire a comprarmi più niente in un negozio di abbigliamento. Colpa delle mode. Io vesto casual. Ma in giro c'è roba troppo seria o troppo truzza. Una via di mezzo non si può. Felpe con scritte tipo striscioni dell'Olimpico (sì, l'ho detto apposta per fare un augurio di pronta guarigione a Francesco Totti, che per fortuna finirà domani, uscendo da Villa Stuart, di intasare il traffico nei dintorni di casa mia). Le felpe, dicevamo. Maglioni a rombi viola e gialli su sfondo verde: ma perchè imporre tale vomito cromatico? Io i rombi, più sobri, li ho già portati quindici anni fa, adesso pure l'intimo è a rombi, basta guardare la vetrina di Intimissimi. Se io andassi a spogliare una donna e vedessi le mutande a rombi rosa, vi giuro, scapperei, cazzo. Non si può. Magliette attillate. La truzzo-moda dilaga. In America le portano di sei taglie superiori, la nostra large corrisponde ad una loro small. Perchè impedire la libera circolazione del sangue? Perchè imporre il look coatto-palestrato? Insomma sono mesi che non compro niente, tra un po' andrò in giro con la roba bucata. Stavo per compiere il grande passo di accantonare il vecchio maglione grigio con la zip, pieno di quei pallini che fa la lana quando si consuma, e invece quello nuovo (ultimo acquisto, neanche mio poi, è un regalo della mamma) puzza di muffa. Lavato settecento volte continua a puzzare di muffa. Fanculo mi tengo i pallini, piuttosto che andare in giro come uno scantinato ambulante. Eppoi parliamoci chiaro, le donne sono avvantaggiate. Trovano di tutto, prezzi bassi, prezzi alti, tutte le mode per tutte le tasche. E i negozi da uomo fanno tutti cagare. Dovrò prima o poi decidermi a indossare sempre la giacca di velluto e atteggiarmi da cantante indie, così da spazzare via le incertezze da abbigliamento. No, ma che altro poi? Forse magari vi interesserebbe di più sapere cosa penso dell'attuale sfacelo politico italiano? Io mi sono fatto un'idea: quest'anno i due schieramenti hanno toccato il fondo (due? ma davvero? dove? cerco di non ridere troppo che mi aumentano le rughe di espressione intorno agli occhi). Continuano a scavare, speriamo che prima o poi trovino l'acqua e ci si affoghino. Posso parlarvi di musica, di quant'è inaspettatamente bello seguire un concerto per pochi intimi in un teatro, io che odio chi si butta sotto al palco per poi rimanere spiattellato da una miriade di invasati. Cheppoi Pacifico mi ha sorpreso in positivo, lo facevo più moscio. Forse è meglio che vi parli del cinematografo. L'ultimo film di Jim Carrey, Dick e Jane - operazione furto, non è un film demenziale, ma è corrosiva satira americana. Uhm, sto diventando noioso e incostante, pure snob, ho persino visto cinque minuti di curling, credo che andrò a postare una foto interessante su Flickr. L'ho pescata di notte qualche tempo fa, in un momento zombie di RaiUno. Io pensavo che il monoscopio non esistesse più.
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