GLI UNICI NEL GENERE DISUMANO
(on the air: Subsonica - La Glaciazione)
Mutuo il titolo da chi ci ha definito così. Se titolo il mutuo la cosa è meno bella e al massimo può risultare interessante per una banca. Cara banchina mia! Banchina è un termine nautico o stradale, non l'ho ancora capito. Ma se siamo gli unici nel genere disumano, che ne sarà dell'eresìa degli albigesi, della zoppìa dei tecnolesi, della transumanza biblica e del parossismo parodistico. Dei buoi dei paesi tuoi, delle mezze stagioni, della quattro stagioni e della stagion pura. Non si potrà davvero più parlare di serpe e di seno, di effetto e di serra, di pachi e di derma (mentre so che esiste il pacchiderma, un elefante napoletano da non fidarsi troppo), di Rutger e di Hauer perchè ho visto cose che voi disumani non suona tanto bene. Io non so come faremo senza rendere pan per focaccia, e se la focaccia un giorno si offendesse di essere sempre disprezzata? No, amici, sono problemi Gravi, come disse Galileo tirando oggetti dalla torre di Pisa. E chissà cosa pensavano quelli sotto. Non ci sarà forse più il cinema? O le cozze? O ci saranno solo cozze al cinema e finchè sono cartocci di pop-corn l'odore è tollerabile, ma le cozze, dio, le cozze no. Sono pronto a scommettere sulla vittoria del caval donato senza neanche guardargli in bocca, e sono certo che non ci sarà più chi dirà che l'ozìo è il padre dei vizi perchè o sei zio o sei padre e se sei tutti e due è evidente che la mamma dei vizi si è divertita con due fratelli. A esser gli unici nel genere disumano si è intrusi un un mondo di estrusi. E hai voglia a pensare al se e al come, al ma e al fra, a tizio e caio (e sempronio per una volta lasciamolo a casa senza reggere il moccolo), non c'è verso di capire, neanche fosse endecasillabo. A esser gli unici nel genere disumano si affronteranno strani tempi, strani giorni strani, come il giorno del colpo d'occhio (ahi!), l'erosione del fumo, la garanzia dell'ingiustizia, l'eustacchio fatale, i compartimenti stagni e le rane perplesse a guardarli, la lezione delle lenticchie, l'anguilla dai piedi d'argilla, le mensole a salve (e guai a non salutarle), l'ermeneutica olfattiva, le tartine al geranio, gli orecchini da polso, l'alluminio da passeggio. Sarà proprio quel giorno. Oggi è Uno, ieri era Trentuno e qualcuno che si chiama Trenta mi ha sorpreso Ventinove volte. O anche Ventotto o Quarantacinque o Centosettantatrè, fate voi. Resta il fatto che io (nei panni di Taru, perchè è una dedica quindi A Taru non fa una piega) e la Noe, siamo gli unici nel genere disumano.

Un grazie speciale a Trentucciomarlboruccio per averci omaggiato a sorpresa di tale prezioso bergonzoniano feticcio.
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