IL BOSONE RAMPANTE
(on the air: Oasis- Live Forever)
Cominciamo col dire che nessuno su questa terra potrebbe arrivare a leggere tale post. Potrebbe già essere troppo tardi (consueta toccata e fuga di Beethoven in sottofondo). Ora, a parte il fatto che ne avrà parlato tutta la blogcirconferenza, io non ho ancora capito tutto per bene. Però oggi secondo alcune autorevoli minchiate che girano sui tiggì saremo ingoiati da un buco nero. Ovvio che è una bufala. Mi dicevano del fatto che questo buco nero si aprirà e si chiuderà nel giro di un minimicroinfinitesimo di secondo o giù di lì. Non acchiapperebbe nemmeno Pupo e il ministro Brunetta. Questi cervelloni italiani, in quel della neutrale e ridente Ginevra vogliono scoprire l'origine del Big Bang e individuare il bosone di Higgs. Contrariamente al nome, non è né un film porno, né un dinosauro e neanche una cosa di dimensioni spropositate. È una semplice e leggendaria particella di materia, soprannominata in amicizia dal fisico Lederman, la particella di Dio. Mica cazzi. Insomma per farla semplice io, voi, i bacarozzi, i mobili dell'Ikea, l'i-Pod, l'echinocactus grusonii e il risotto alla pescatora abbiamo avuto tutti lo stesso comune papà: il bosone. Figlio di un bosone! Non è un insulto come non è un film porno, né un dinosauro o una cosa di dimensioni spropositate. Se volete capire cosa succederà da stamani nella terra del formaggio coi buchi e degli orologi precisi, non chiedete a me, piuttosto leggetevi un link a caso con tanto di allegata e immancabile profezia di Nostradamus (ma 'sto Nostradamus aveva per caso anche previsto che ci avrebbero rotto i coglioni una volta al dì con le sue quartine?). Fin qui la scienza e l'incoscienza che della i non fanno senza.
Però ora pensate se davvero dovessimo finire in un buco nero. Probabilmente ci smaterializzeremmo come l'equipaggio di Star Trek col teletrasporto, ma senza rimaterializzarci chessò, sul pianeta degli Occhi Storti Viventi. Insomma finiremmo tutti come cous cous stellare o una roba del genere. Io personalmente, temendo la fine del mondo e guardando al mio orticello mi sono disperato. Non saprò come finisce Ugly Betty, non troverò un nuovo lavoro, ho bevuto un solo long island ice tea la sera prima del giorno del giudizio, non ho visto la mia ragazza per l'ultima volta, non ho ancora sentito dire a Veltroni una cosa non banale, non tornerò a Berlino nè andrò in Islanda, la mia terra promessa. Non mi sono vendicato, maciullandola, della zanzara che mi ha divorato nel pomeriggio, non vedrò arrivare l'autunno levandomi dalle palle quest'estate infinita, non farò financo in tempo a ricaricare la batteria del cellulare, nè a vedere la Roma giocare contro il Cluj Napoca. Se davvero dovesse succedere, io, voi, il cellulare, l'autunno, l'Islanda, Berlino, Veltroni, Ugly Betty, il suo apparecchio, la mia ragazza, il long island ice tea, la cempions lig, il gheipràid, Berlusca, Obama, McCain, Martufello e forse anche quella stronza della zanzara, saremmo risucchiati indistintamente in un vuoto spazio temporale.
Come dite? Anche la De Filippi e il gattino Virgola? Pure i bimbiminkia con l'elastico delle mutande di fuori e il ciuffo emo? Persino Gigi D'Alessio?
Signor bosone, faccia di me ciò che vuole, io sono pronto.
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