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MACHISSENEFREGA!
Riflessioni semiserie e seminò di S, trentaquattrenne romano,
non particolarmente depresso, ex-speaker in radio, giornalista, blogger per caso, ex single convinto attualmente pentito, alla perenne ricerca del divertimento puro (e non il divertissement di Pascal), quello che in tutta una vita dura sì e no otto minuti e trentasei secondi
LE CREATURE



Lo spin off: ATARU GREATEST HITS

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sabato, 20 giugno 2009 |
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LA MOVIDA ROMANA È UNA PROIEZIONE DEL CERVELLO
(on the air: The Gossip - Heavy Cross)
Un anno fa il mio ultimo post inutile del sabato recitava così:
Allora ho ragione o no a dire che l'estate ha a malapena tre lati positivi? Quali? Le donne che si spogliano, i concerti all'aperto e il cocomero.
Accendo e confermo.
Vi ho risparmiato in questi lunghi e caldi giorni, perchè non mi andava di scrivere cagate. Del resto il clima caldo-umido ottunde il cervello e ti fa solo lamentare. Cos'è cambiato? Finora ben poco, solo che avevo un angolino con un po' di tempo da dedicare al blog e così mi sono detto: eh.
Il problema sta nel fatto che in questi giorni, non sapendo con chi prendermela, me la sono presa con Roma. Ci ho litigato aspramente perché qualsiasi cosa mi abbia proposto in questi giorni, mi ha fatto incazzare. A partire dal clima, naturalmente. Vivere in una serra tropicale anche di notte, mi sembra un po' eccessivo. Ogni fottuta mattina, quando apro gli occhi per andare a lavorare, vedo quel sole attraverso le serrande socchiuse e mi viene il cattivo umore. Ma la tiritera sul caldo è cosa vecchia, trita e ritrita. Forse sto invecchiando, fattostà che non sopporto più che la mia città strizzi l'occhio a chiunque. Non sopporto che si parli di movida, perché questo termine, almeno a Roma, è una ricca minchiata di facciata che non potrebbero raccontare neanche sulla più deteriore delle guide turistiche. E invece i colleghi giornalisti, poveracci devono pur campare in qualche modo, si sono inventati questa stronzata. A forza di dire che c'è la movida, però, mi hanno rubato la notte. La notte intesa come prendere la macchina a mezzanotte-l'una di un qualsiasi giorno della settimana che non sia il fottuto weekend, e non trovare sulla propria strada il vecchio rincoglionito che ancora sta in giro, il ragazzino lobotomizzato che corre verso il niente, o semplicemente troppa gente con la faccia assente, il sorriso ebete e un sedile gratis sotto il culo. Lavori in corso, nettezza urbana, tutto insieme, tutto di notte presto. Il lavoro non ci nobilita, l'ho sempre detto. Solo uno o due anni fa, quando stavo in giro per Roma e potevo andare a letto più tardi, le facce da movida stavano nei locali oppure a casa a dormire, che il martedì, chessò, non era il caso. Adesso no. Adesso tutti vanno a sentire il pianobar sul Tevere, che cantano l'Isola di Wight, vanno a bere il vino vicino allo stadio che con una manciata di euri ti alcolizzi, presso Vinofòrum, una sagra del vinaccio travestita da fighetteria. Più quantità meno qualità, ecco l'Estate Romana già da qualche anno a questa parte. Così poi ti capiterà di vedere il diciottenne al tavolino che gioca a carte, mentre canta una canzone anni sessanta e si stura un bicchiere di bianco dei Castelli, credendo di bere uno Cheval Blanc del '59 e magnificandone le doti da vero esperto. Mentre la bambina che gli sta accanto parla, avvolta in una nuvola di fumo, di come il suo rapporto con le amiche sia drammaticamente rovinato per colpa di Lolletta che s'è fatta Gian eppoi è andata a dire nei cessi della scuola che mai e poi mai se lo sarebbe fatto se non per ripicca nei confronti delle amiche che secondo lei gli hanno pure rubato l'ultimo libro di Moccia e soffiato sotto il naso l'ultimo paio di All Star viola al negozio trendy che le vende a 30 euro in più degli altri, però vuoi mettere.
Un terribile mix tra i divertimenti di mio nonno e l'idiozia da reality show, che non lascia scampo. Preferirei trovarmi davanti Faccia di Spillo di Hellraiser piuttosto che un giovane d'oggi. Mica per altro, i giovani dovrebbero farti sentire vecchio, invece sono talmente noiosi che ti fanno sentire in fasce e coi coglioni volati su Urano. Meglio per me, magnifico trentaquattrenne lamentoso e senza un capello bianco.
Io non so se sia colpa di Roma, colpa della gente che ci vive o solo colpa mia, ma più volte di questi tempi mi sono trovato a sacramentare random e tout-court.
Allora ho chiesto alla mia città di diventare non una città morta, ma solo una città un po' più equilibrata, intelligente, meno socievole. Di non concedersi a tutti. In tutta risposta mi sono preso un ricco vaffanculo. E sono molto offeso. E me ne andrei per un bel po', starei meglio, ma sono sicuro che poi avrei bisogno di tornare.
La mia città è femmina, e alla fine basterà uno sguardo nemmeno troppo ammiccante, per rendermi il più allocco dei maschi.
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sabato, 05 luglio 2008 |
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QUALCHE OTTIMO MOTIVO PER ODIARE L'ESTATE
(on the air: The Rapture - Olio)
Se questo blog andava a rilento già prima, adesso con queste temperature fa un passo ogni nonsoquanto. E oltretutto si arricchisce ogni volta di lamentele su questa infame, infamissima stagione che è l'estate. Analizzerò un quadrilatero regolare di motivi per cui la stagione più amata da non so bene chi, è in realtà odiosa. Ammesso che non ci arriviate da soli. Anzi, facciamo una cosa: nei commenti aggiungete i vostri motivi sull'odio per l'estate, così fondiamo un partito. Ecco i miei:
Il caldo: smentiamo subito una serie di stronzi luoghi comuni. Il caldo non fa bene. Non fa bene preso in queste quantità massicce. Il caldo di Roma è opprimente e inquinato. Ma sono solo io che quando sto in giro, a piedi, in macchina o sui mezzi, faccio fatica a respirare? Voialtri saltellate felici come la vispateresa? Il caldo oltretutto provoca ingenti danni: dagli incidenti alla gente che sbrocca e massacra mogli, mariti, zie, amici e conoscenti. Surriscalda la crosta terrestre, squaglia i ghiacciai, fa sparire l'acqua. Come può piacervi una simile calamità? È come dire che vi piace chessò, la De Filippi o i peperoni con la nutella. O ancor peggio, il morbillo. Ve ne andreste a zonzo a dire chebbello il morbillo, cheffigata il morbillo!? Mah.
La gente: avete mai incontrato quelli che partono all'alba con quintali di masserizie per andare a guadagnarsi il loro francobollo di spiaggia lurida? Io piuttosto che andare al mare in quelle condizioni, non ci vado per niente. Però vuoi mettere? Il giorno dopo, in ufficio, una volta opportunamente ripulito da cicche e cartacce marittime e dall'acqua putrida, potrai sfoggiare un'invidiabile abbronzatura. E se ti vergogni di dire che sei stato a Ostia facendo la fila sulla Cristoforo Colombo, puoi sempre usare la scusa della lampada: un bel lettino al solarium dove lavora quella gnocca con cui una volta hai scambiato addirittura tre parole. Che però chiaramente stavolta ti ha lasciato il numero e magari domani sera andate a fà quattro salti nella gabbia degli animali del salsemmerengue.
Rumori e animali molesti: chi come me non ha la fortuna di avere un condizionatore, deve tenere la finestra aperta. Vabbè tralasciamo il fatto che in ufficio si deve comunque tenere la finestra aperta anche col condizionatore. Infatti dalle tre del pomeriggio in poi si sragiona. Siamo ai limiti delle bestie. Ma tornando a finestre e bestie, questo è un binomio che uccide. Cominciando dalle zanzare normali, tigre, addomesticate e selvatiche. Più volte ci siamo augurati che si estinguessero. Ma io non posso e non voglio fermami ad augurare l'estinzione alle povere zanzare. Ci sono altri animali molesti e oltremodo stupidi: i cani, le cicale e alcuni esseri umani. Perchè cazzo i cani abbaiano a qualsiasi ora? Mentre chiudi gli occhi per dormire senti il cane che latra, quando ti alzi apri gli occhi non con il canto del gallo ma con il guaito del cagnolino, tipo stamattina che volevo sparargli e non escludo che lo farò presto. Allora o i padroni li maltrattano o i cani sono esseri che non brillano per acume. Io propendo un po' per tutt'e due le cose. Le cicale: scommetto che qualcuno di voi adora il canto delle cicale, perché fa tanto estate. Ripugnanti, casinisti e stupidi insetti che ai primi freschi cadono come pere dagli alberi. Contenti voi. Eppoi i gggiovani che fanno casino fino alle cinque in qualsiasi giorno della settimana. Emblematica la situazione in piazza Bologna, dove abita la Noe. Ne parlo perché sembra che tutti abbiano paura a parlarne. Anzi, vi chiedo. Mi spiegate cosa c'è di bello a passare tutte le stracazzo di sere tra una piazza piuttosto bruttina e un bar piuttosto bruttino? Eppoi a ubriacarsi e fumare per cantare tutti i grandi classici italiani da falò con la chitarra e i bonghi fino alle cinque di mattina? Io lo avrei trovato triste anche a quindici anni. Ok, lo facevo a ventidue-ventitrè, ma una volta all'anno e su una spiaggia sarda, non tutte le sere a piazza Bologna. Basta con Albachiara, Generale, Wish you were here e compagnia. Mi sono rotto i coglioni di sentirle.
Sudare: cammini e sudi, ti siedi e sudi, dormi e sudi, bevi birra e sudi. Vabbè che sudare fa bene, però è anche molto fastidioso. Senza contare che presentarsi tutti belli pezzati chessò, a un appuntamento galante o a un colloquiodi lavoro, non depone certo benissimo.
Allora ho ragione o no a dire che l'estate ha a malapena tre lati positivi? Quali? Le donne che si spogliano, i concerti all'aperto e il cocomero.
Ah a proposito di estate, ma voi che dite? Londra o Istanbul?
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sabato, 24 maggio 2008 |
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IL POST INUTILE DER CACCOLA
(on the air: Teitur - Catherine the Waitress)
Sono qui soltanto per annunciare un grande ritorno. Quattro anni dopo la squalifica per censura, una censura contro cui mi battei e ci battemmo in tanti bombardando Splinder di email e messaggi privati. Un blog che vantò in seguito miriadi di imitazioni: Sw4n aprì Incuboblog ispirandosi a lui, ma senza mai raggiungerne minimamente i fasti, quelli di Blogdiscount decisero che era ora di attaccare i blogger famosi molto prima di qualsiasi altro blog che fa satira blogghica adesso, ma vennero comunque dopo di lui. Ne ho citati due ma ce ne sono millemila. È il blog che vanta più imitazioni. È il blog che ha lanciato personaggi unici (Whiteshock su tutti, purtroppo nessuno di voi lo ricorda, peccato), anche se poi sono caduti nel dimenticatoio. È il blog che insulta la gente senza filtro, che istituì il concorso di Miss Cessa e Mister Cesso. Ricordiamo la vittoria di Fulvia Leopardi. È clamorosamente il blog che mi ha fatto conoscere mister Thunderblue (lettore assiduo), che non è cosa da poco. A un certo punto a qualcuno che non aveva il senso dell'umorismo, la cosa non andò più bene e il blog fu chiuso da Splinder. Adesso la gente non ha sense of humour esattamente come allora, ma sta più allo scherzo perché comunque è tutta pubblicità e fa brutto prendersela. Sono quindi curioso di questo nuovo esperimento. C'è chi ha scoperto la sua identità, chi lo ha stramaledetto, chi lo ha amato, chi lo vorrebbe morto, chi lo vorrebbe re del mondo. Signori, è tornato ErCaccola!
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sabato, 29 marzo 2008 |
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NON LEGGETE QUESTO POST
(on the air: White Rose Movement - Love Is A Number)
È decisamente un sabato mattina come tanti: c'è il sole, mi sono alzato da poco, ho sonno, non so cosa farò più tardi. Ho un viaggio da organizzare perché sento che è già troppo tempo che sto fermo a Roma e questo comincia a darmi sui nervi. Certo prima di un mese non se ne parla, ma l'importante è che se ne parli e relativamente presto. Nel frattempo tocca resistere tra il traffico, i quaranta minuti per parcheggiare in alcuni posti, gli impegni mondani che ci sono e quelli che non ci sono che non ti sta mai bene niente. Il sonno arretrato che bussa alla porta, il leggere stronzate colossali sui giornali, sui programmi elettorali dei due infimi buffoni che si contendono la poltroncina, ma anche sui blog (non vi ammorbo con il caso chiusura-Blogbabel, anzi sono molto fiero del fatto che buona parte dei miei lettori non sappia neanche cos'è Blogbabel e spero sia così per sempre). Resistere al lavoro noioso e al possibilissimo mancato aumento di stipendio. Persino alla gente che cammina per strada. Anche se in questi giorni sto facendo incetta di ringraziamenti (!) di gente che attraversa sulle strisce perché ho deciso di farli passare tutti e sempre, come dovrebbe essere e contrariamente al radicato uso comune di tentare di ucciderli. Sono solo un po' stanco di questa città: è ciclico e quando succede, va preso il primo aereo. Nel mio caso magari prendo il quarto o il quinto. E ricordatevi di spostà le lancette avanti di un'ora stanotte. Oh mi rode pure per quello, che i ritmi vanno a farsi benedire. Mi rendo conto che qualcuno leggendo questo post potrebbe pensare che sono un imbecille, che i problemi sono altri, che due palle e che qua e che là. Ecco, democraticamente rispondo sticazzi.
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sabato, 26 gennaio 2008 |
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GLI ULTIMI GIORNI IN CIFRE
(on the air: Radiohead - Jigsaw Falling Into Place)
Rieccomi, dopo atroci sofferenze sono di nuovo qui. Vista la categoria di questo post, dovrò rigorosamente attenermi all'inutilità. Cosa è successo in questi giorni?
Governi caduti: uno. Posso aggiungere finalmente o c'è qualcuno che ancora si offende? E soprattutto c'è ancora qualche furbone che andrà a votare per chicchessia la prossima volta? Romano Prodi ha dichiarato: ora farò il nonno. Più facile a dirsi che a farsi. L'ex presidente del consiglio ha 31 nipoti (di cui due sacerdoti) e 35 bisnipoti, pur essendo zio della maggior parte di essi. Quando Prodi ha detto farò il nonno, sono partite le consultazioni. E se tra i giovani bisnipoti, la maggioranza è stata raggiunta (manipolare minorenni è semplice, es. Moccia e il Grande Fratello), tra i nipoti le cose non sono andate bene come egli sperava. I due sacerdoti hanno discusso per le votazioni contrastanti, l'uno ha gridato all'altro improperi d'ogni sorta e gli ha sputato un tocco di mortadella in faccia. Ha infine preferito Mastella come avo grasso ed è fuggito a Ceppaloni (n.d.a. sono intanto iniziate le pratiche per rendere Ceppaloni capoluogo di provincia, di regione e, solo in seguito capitale d'Italia). La maggioranza tra i nipoti, Prodi non l'ha raggiunta anche per colpa di Anna Maria Franzoni, che non s'è presentata in aula, pur essendo nipote. Ha addotto come impegno ufficiale la sua necessaria presenza ad una festicciola di bambini in diretta tv dalle nevi di Cogne, con Bruno Vespa. Ed è stato a quel punto che il popolare Mortadella ha tentato di barare intrufolando tra i nipoti la Montalcini e Andreotti. Il piccolo Ercolino, un nipote quarantenne, ha scambiato la Montalcini per il Dracula di Bram Stoker e Andreotti per Aigor di Frankenstein Jr, ma non certo per cuginetti. Ed è partito un fitto lancio di tortellini contro Prodi e Padoa Schioppa, che avrebbe dovuto elargire la paghetta di ben due euro ai bamboccioni presenti. Dunque niente nonno. Prodi non si arrende e dichiara: farò il blogger, come Beppe Grillo. Solo che Grillo è entrato in politica eppoi diciamolo, blogger non è mai stato. E comunque io voterò no al blog di Prodi: la maggioranza non l'avrà mai, nemmeno al cesso.
Amici che hanno compiuto 40 anni: uno. Quarant'anni e non sentirli: si è appena comprato la Play Station 3 e ha voluto per forza come regalo un gioco sparatutto. In questo momento suppongo sia partito per Bologna e stia festeggiando con una brasiliana della chat. Ma del resto lui è quello che qualche anno fa disse alla mamma vado in Sardegna, e in realtà andava a Tel Aviv a incontrare una rumena della chat. A Tel Aviv. Una rumena. E comunque auguri a lui e alla sua casuccia nuova, chè finalmente non è più bamboccione. A quarant'anni.
Pasticche di antibiotico Augmentin prese da me fino ad ora: 6. Da aggiungere, antidolorifici di ogni sorta. Stavo talmente una chiavica, che sono riuscito persino a ipotizzare che se l'uomo fosse fatto interamente di gengiva, sarebbe quasi invulnerabile. Non sto neanche a spiegarvi i motivi. E intanto sono ancora un po' dolorante, maledetti denti, detti maledenti.
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sabato, 08 dicembre 2007 |
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INDOVINA IL MENU'
(on the air: Ghosts - The World is Outside)
Come sapete tra poco mi aspetta il matrimonio dei due amici un po' fattoni. Allora facciamo un bel giuoco, tanto per postare qualcosa di nuovo e sommamente inutile. Indovinate tra gli scontati piatti da matrimonio, quale di questi sarà in tavola, o indicatene altri che secondo voi saranno portati ad Ataru e la Noe. Vi ricordo che potete indicare tre antipasti, due primi, due secondi, due contorni e un dolce. I risultati ve li darò quando più mi aggrada, quindi potete votare certamente fino a lunedì, nel frattempo non vi dirò se ci avete azzeccato. Signori, la cena è servita.
Antipasti: mozzarellona di bufala dalla forma equivoca, cartocci di fritti vegetali, cartocci di fritti vegetali/ittici, tartine cavialate e salmonate, pane carrasau (in omaggio allo sposo che è sardo), olive ascolane (in omaggio alla sposa che ce le propinava sempre a cena), pasta e fagioli d'intrattenimento, salumi assortiti, tramezzini, panini all'olio con salumi, insalata di mare, insalata di polpo, insalata e basta, formaggi vari, altro (indicare che cosa).
Primi: crespelle ai funghi, crespelle agli asparagi, crespelle ai carciofi, crespelle ai gamberetti, crespelle al tartufo, risotto ai funghi, risotto al tartufo, risotto asparagi e gamberetti, risotto radicchio e provola, risotto provola e speck, paella alla valenciana, rigatoni alla gricia, bucatini all'amatriciana, spaghetti alla carbonara, penne alla vodka, malloreddus alla campidanese, pasta al salmone, risotto alla pescatora, spaghetti allo scoglio, lasagne vegetali, cannelloni ricotta e spinaci, altro (indicare che cosa).
Secondi: arista di maiale, pesce non identificato al cartoccio, fagottini di carne, pesce alla griglia, altro (indicare che cosa, i secondi non restano mai impressi).
Contorni: patate al forno, patate duchesse (a rosellina, un grande classico), purè di patate (detto purea), patate fritte, pomodorini del diavolo (pachino incandescenti), cicoria ripassata, caponata di verdure, insalata, peperoni ripieni, melanzane in qualche modo, fagioli alla Bud Spencer (graditi alla sposa) altro (indicare che cosa).
Dolce: (non sarà uno solo ma qui si scommette sulla torta): torta con molta panna non ben identificata e dal sapore osceno, mimosa, profiteroles, crostata di frutta, mont blanc, torta della nonna, sacher, tarallucci e vino, un bel cannone senza traccia di tabacco (piace agli sposi), altro (indicare che cosa).
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sabato, 14 aprile 2007 |
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BIRRA, LUCCHETTI E YUPPIES
(on the air: Sophie Ellis Bextor - Catch You)
Vedevo con gli occhi a cuore il finale di Yuppies e pensavo: cazzo, questo film ha più di vent'anni! Ho visto gli ultimi cinque minuti e mi sono immalinconito, è la prima volta che noto che il film in questione è veramente vecchio. E per questo ancora più fascinoso. Massimo rispetto per le commedie italiane anni ottanta.
Bene, detto questo, ho birra in corpo sufficiente per far finta di essere brillo. Ghigno e ghigno non poco, per il crollo del lampione di Ponte Milvio (cara Repubblica, c'è un evidente refuso nel titolo...SCHIACCHIATO?), tutti i lucchetti degli innammmorati giacciono ora sul fondo merd...ehm melmoso del Tevere. L'unico per cui davvero mi dispiace è quel povero lampione, che stava lì da secoli ed è morto nel modo più idiota. Giusto un paio di settimane fa, si faceva da guida a Elica e Mari sul ponte. E la gente si faceva fotografare davanti a quell'obbrobrio aggrovigliato, più simile ad un alveare che ad un pegno d'amore. In realtà i lucchetti sono ormai sparsi ovunque sul ponte, quindi non cambierà niente, ma certo che metterci sopra un lucchettone da cinque kili e ottanta euro non era stato propriamente geniale. C'era anche quello, e anche quello è finito nel fiume. Chissà di chi era. Ecco, io adesso vorrei qui la coppia che ha messo quell'affare pesantissimo sul lampione, quell'affare che adesso le pantegane giganti utilizzano come Skavnafjottur. Sì vabbè, un nome fittizio per indicare una poltrona dell'Ikea. Con su scritto Io e te, tre metri sotto il cesso.
Io commosso per un film anni ottanta, la Tennent's Super meno in circolo di prima, i lucchetti a fondo. Avrei finito questo post più inutile dell'inutile.
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sabato, 31 marzo 2007 |
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IL MIO SABATO, LE BATTERIE SCARICHE E I CITTADINI ESIGENTI
(on the air: Kaiser Chiefs - Ruby)
Ieri sera dopo una birra e più in generale dopo essere uscito alle 8,30 ed essere rientrato a casa quindici ore dopo, ero...com'è che si dice? cotto. I cittadini premono e io sono lì che gli rispondo. Poi, dopo nove ore davanti al monitor, con tanto di lieve calo di pressione dopo pranzo, sarà anche colpa del tempo, della fottuta primavera, dell'età, cazzo ne so. Dopo, dicevo, vai al discount, macchina chiusa da un'altra in doppia fila, darsi da fare in cucina per preparare ottime linguine allo scoglio. E uscire da casa della Noe, la cucina non era mica la mia, per andare al pub, che già mi aspettano. Casa mia era un lontano miraggio tra le dune delle pablic relescionz, stavo bene perchè ero sempre in buona compagnia, dalla mattina alla notte, ma forse avrei avuto bisogno di una striscia di coca. Ma essendo contrario alla polvere in ogni sua accezione, mi dovevo accontentare di tornare a casa e trattenermi ancora un po' su internet. Fino però ad addormentarmi come un imbecille seduto sulla sediascomoda. Peso su una gamba, gamba totalmente formicolante e addormentata più di me, testa giù, dolore allo sterno. Vado a dormire, ma quando sei troppo stanco, passi una nottata di merda.
Ma oggi è oggi. Sveglia alle undici, anche troppo presto, ma vabbè ormai devo rassegnarmi allo sfasamento di qualsiasi mio orologio biologico. Cheppoi prima ero io a barare e a spostargli le lancette, adesso non lo posso più fare. Colazione, telefono, doccia, tuta rigorosamente non acetata, giornale e poi qui, mentre scorre l'ultimo album dei Kaiser Chiefs e devo dire che scorre davvero bene. Cancellati anche i sognibarraincubi che mi vedevano di nuovo lì davanti al monitor a parlare con i cittadini. I microsonni sono pericolosi: appena chiudi gli occhi vedi quello che non vuoi vedere, ti svegli, ti dai della testa di cazzo, ti riaddormenti e ricominci con lo stesso ciclo, fin quando o ti svegli per bene o ti addormenti del tutto. Ma torniamo al mio sabato mattina (per fortuna non sono qui gli Zeroassoluto, altrimenti avrebbero cominciato col loro insopportabile dudurududdu). Sono rilassato, felice e sereno. Rincoglionito forse, ma non si può mica pretendere tutto. Adesso prendo la macchina e vado a svagarmi davanti alla Playstation, poi proseguo con la serata e casa mia mi rivedrà stanotte. Ma niente strisce, solo energia. Se ieri, parafrasando i cellulari, avevo una tacca scarsa di batteria, oggi diciamo che ne ho due abbondanti. Questo non è un sabato come tanti, almeno non mio. Magari ci farò l'abitudine, ma anche no.
Un saluto agli amici di Oscarblog, che non potrò raggiungere stasera al raduno der Colosseo. Divertitevi financo senza la mia pur fondamentale presenza.
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sabato, 13 gennaio 2007 |
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DELURKING, MA CHE BELLA PAROLA!
(on the air: Gnarls Barkley - Gone Daddy Gone)
Quattro sono i principali motivi per cui questo post esiste:
1) ho mangiato pesante. Divinamente ma pur sempre pesante. Una cena di anniversario, il mio secondo con la persona che amo, in un ristorante che ci si può andare una volta l'anno.
2) non sapevo che cacchio scrivere. E allora è uscito il post inutile del sabato, considerando che proprio oggi cade questa ricorrenza famosa in internet: il delurking day.
3) l'anno scorso ho dimenticato di postare 'sta roba (due anni fa invece mi pare che postai). Comunque lo fecero cani e porci e io no. Quest'anno mi unisco ai cani e ai porci, ma me ne strafrego di linkare coloro che hanno aderito all'iniziativa. Blogstar e non.
4) motivo più importante e più vero: sono molto curioso. I livelli sono ultrascimmieschi. Ma questo, cari lettori dichiarati o nascosti, dovreste saperlo.
Dunque il delurking day non è nè il giorno in cui si visitano siti fetish, nè quello dove si disegnano buoi muschiati sul monitor. E' il giorno di voi guardoni. Di voi che mi leggete nell'ombra, vi fate beatamente i cazzi miei e non commentate mai. Ora lasciate un commento che sia uno e dichiaratevi. Forse vi amerò. Naturalmente il post è aperto anche ai commentatori abituali e a quelli saltuari, ci mancherebbe. Allora, patti chiari amicizia lunga. Questo post vi terrà compagnia fino alla notte tra lunedì e martedì, cosicchè anche chi notoriamente bazzica i blog soltanto dal posto di lavoro non abbia scuse improbabili e possa lasciare traccia di sè qui sopra. Chè si sa che il weekend è la tomba dei blog. Non a caso il post inutile del sabato si chiama così proprio in onore di questa teoria che in effetti più che una teoria è una scienza esatta.
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sabato, 18 novembre 2006 |
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L'IMPREVISTO POST INUTILE DEL SABATO
(on the air: Stellastarr - Sweet Troubled Soul)
Ancora un post per ingannare la noia intanto che mi prendo una pausa a sprazzi (cos'è una pausa a sprazzi?) dal blog. Posto poco, ma ci sono. Forse è questa la pausa a sprazzi. Pensate che oggi si sposano quel rincoglionito di Tom Cruise e la sua Joey Potter (o se preferite, Katie Holmes), quella che era incerta tra Dawson Leary e Pacey Witter. Si sposano qua vicino Roma, in un posto che a mio avviso, non me ne vogliano i braccianesi, non è neanche granchè. Ma tant'è, agli americani se gli dai un pezzo malconcio di gateau di patate tiepido, scondito e floscio e glielo chiami tortino o sformatino di patate non gli fa granchè differenza, sono di palato grosso, loro. Un po' cafoni, via. Anche Ramazzotti lo è, che s'è sposato lì in frac tanto per mascherare la sua presunta omosessualità. Poi la Hunziker l'ha mollato e s'è messa con uno di quella setta degli adoratori della Hunziker, che lo scopo principale era farsela a turno. Tutto torna. Infatti il bel Tom è di Scientology, sempre di setta parliamo. Ma davvero la gente fa le poste sotto l'albergo a Trinità dei Monti? Perchè? Siamo seri, io mi chiedo perchè. Come quei napoletani che piangevano (famiglia e amici esclusi, ovvio) al funerale di Mario Merola a Napoli. Perchè? E qua intanto c'è una parata di divi, da Jim Carrey con i capelli da paggiofernando trasformato in metallaro al balsamo, a Jennifer Lopez che diva non è, anzi è proprio sprofondata, fino al pilota d'aerei John Travolta, che quel megalomane di Cruise voleva chiudere lo spazio aereo su Bracciano e lui come faceva? E ancora Pitt-Jolie, detti Brangelina e pure Bocelli che a ben vedere...no, ho sbagliato. Non c'è Nicole, ma la ex al matrimonio è sconveniente. Tanto lei a cena con Veltroni c'è già stata un mese fa, cazzo gliene frega? Minchia se siamo mondani noi romani. Se siete putacaso tra quelli che in questa settimana hanno cercato in ogni modo di spiare Tom e Katie mentre ingurgitavano un raviolo tartufato, spupazzavano la figlia Suri, con quel nome a metà tra una canzone popolare sicula e la polpa di granchio surrogata o semplicemente passeggiavano magari facendo il verso a papa Ratzinger e il suo fido portapapalina (che di questi tempi va di moda far incazzare il Vaticano, ci provo anch'io), se davvero siete tra costoro, fans scatenati del giornale di gossip di media e sottolineo media tacca - stiamo pur sempre parlando di Ollivud, mica di Zequila o la Lecciso - ecco, ditemi perchè lo fate. Perchè state lì fuori ad aspettare se non siete reporter d'assalto o paparazzi(ngher)? Spero che mi illuminiate, perchè io pur non avendo un cazzo da fare, trovo di molto meglio da fare. Intanto ho deciso unanimemente con i vari me stesso ora in questa riga che questo post, nato per intrattenervi al fine di marchettare altro, diventa a tutti gli effetti un post inutile del sabato. Ne ha i sommi requisiti e non era neanche programmato. E' una ghiotta soddisfazione e lo dico in diretta che è più bello, anche se per voi dormiglioni delle quattro e mezzo di mattina è già differita.
E ora marchette e ringraziamenti (clikkate sui tre numeri in rosso, su su che ce la fate).
Uno: il ritorno dell'Ataru Greatest Hits con una lucida, utile ed eloquente lezione sulla versatilità blogghica con annessa foto botanica e foto di gnocca galattica che forse interessa dippiù.
Due: il mio post in omaggio al libro di Trentamarlboro, in attesa (non appena l'avrò letto) di sostanziosa recensione ed altre foto artistiche con il libro istesso.
Tre: la locandina di Jimmy Goniometer, uno dei film random del post sottostante (che l'ho linkato a fare se è sottostante?), nella versione italiana, Giovanni Goniometro. E questa la dobbiamo al genio incontrastato del maestro Poompah (inchino di grande rispetto) splinderianamente conosciuto come PonteMammolo sul suo blog QuartiereCommercialeAbenobashi. Che anche se non li pubblicizzo mai, PonteMammolo e Il Purista della Patata sono due grandi blogger. Ecco.
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sabato, 29 luglio 2006 |
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CHE A SUA VOLTA PRESENTA

DE REMEDIIS CULICIS*
[*sui rimedi contro la zanzara]
(on the air: Gnarls Barkley - Crazy)
Bene signori, inauguriamo questa nuova splendida rubrica che potrebbe avere vita breve, tipo solo questo post. Ma fondamentalmente che ce ne fotte? Ho parlato da poco dei vizi capitali e ho detto di non soffrire di invidia, anzi di sentirmi superiore a chi è invidioso. Però scopro che c'è in realtà una drammatica eccezione: io invidio chi ha il sangue cattivo. Perchè un'altra piaga di questa maledetta stagione di merda che è l'estate, sono senza dubbio le zanzare. In particolare le zanzare tigre che a mio avviso fanno parte di qualche guerra batteriologica tra aziende rivali o qualcosa di simile. Ce le avranno portate in un barattolo di marmellata su un qualche aereo proveniente da oriente per farci acquistare nuovi prodotti contro questo infernale animale che ormai da qualche anno turba la serenità della nostra circolazione sanguigna. Io immagino una roba tipo Esercito delle Dodici Scimmie, con tanto di scheggia impazzita da laboratorio pronta ad infettare il mondo con la fattiva collaborazione del vampiro poco ronzante. Inutile sottolineare come spesso Ataru, che ha il sangue dolce, venga colpito dalla contraerea succhiaplasma. Allora il Vostro ha deciso di suggerire nuovi efficaci metodi per eliminare il problema zanzare. Oltre l'Autan, oltre i fornelletti, oltre la classica ciabatta che vi macchia il muro di rosso. Ecco i cinque infallibili metodi di Ataru.
Metodo Gechi: notoriamente il geco è animale che si ciba di zanzare. Basterà reperire una quantità sufficiente di gechi tale da ricoprire interamente il vostro corpo durante il sonno. Ogni volta che una zanzara si avvicinerà, uno dei gechi interverrà e divorerà ghiottamente l'insetto. Controindicazioni: i gechi potrebbero contendersi l'appetitoso bocconcino e il rischio è una rissa tra gechi su qualche parte del vostro corpo. A quel punto o vi rassegnate a subire morsi e ventose, o organizzate un giro di scommesse clandestine con i gechi da combattimento. Perlomeno ci guadagnerete qualche soldo.
Metodo Zampirone Gigante: lo Zampirone, chi non lo conosce? La spirale verde che si brucia giringiro tenendo a distanza le fameliche bestiacce. E' evidente che è un rimedio ormai vecchio come il cucco, ma la soluzione c'è. Attraverso il nuovo kit di montaggio MaxiZampirone™ potete costruire una spirale grande quanto il vostro soggiorno per poi accenderla comodamente con una torcia in dotazione nello scatolone. Controindicazioni: pur essendo molto efficace contro gli esserini bastardi, il MaxiZampirone™ può crearvi due tipi di problemi: l'incendio della vostra casa o l'ipnosi dovuta alla visione della spirale gigante. O entrambi. E fuggire da un incendio ipnotizzati potrebbe non essere poi così facile.
Metodo Lapo Elkann: questo è semplice. Basta che vi presentiate al vizioso rampollo di casa Agnelli dicendo di voler fare la pulizia del sangue insieme a lui. Di soppiatto scambiate le flebo e iniettatevi quanto più possibile in vena il sangue di Lapo. I mortali miscugli contenuti nei globuli rossi del giovine terranno alla larga qualsiasi insetto con tendenze succhiatrici. Controindicazioni: oltre ad un costante senso di rincoglionimento che potrete facilmente osservare in una qualsiasi intervista di Lapo per rendervi conto, il più fastidioso effetto collaterale è che d'improvviso potrebbero piacervi omaccioni vestiti da donna. Se già andate a trans non ci sono problemi.
Metodo Hezbollah: prima di tutto dovete mettervi in contatto con amici israeliani o hezbollah libanesi. Chi di noi non ha almeno un amico da quelle parti? Poi a seconda della nazionalità dell'amico, spacciate le zanzare per caccia bombardieri della nazionalità opposta. Loro tanto sono incazzati con qualsiasi oggetto volante nemico, quindi ovviamente ci crederanno, verranno a casa vostra e attaccheranno senza pietà. Controindicazioni: incolumità della vostra abitazione e di voi stessi. Ma volete mettere la soddisfazione?
Metodo Moggi: il più complesso. Se davvero le zanzare tigre sono state portate in Italia con un complotto, di sicuro Luciano Moggi ne saprà qualcosa. In qualche parte del mondo ci sarà Zanzaropoli. Dovete convincere Moggi a parlare non prima di esservi impossessati di un'utilissima e probante intercettazione telefonica tra Moggi e Della Valle in cui si sente chiaro un ronzìo in sottofondo. Ma attenzione, le zanzare tigre non ronzano, i giudici chiamati a indagare potrebbero rendere invalida l'intercettazione. Ma voi dovrete proseguire per la vostra strada fino a scoprire la tortuosa verità ed eliminare alla base il problema zanzare. Controindicazioni: rischiate di ritrovarvi in un intrigo internazionale, ma se siete amici di Moggi verrete assolti. Strano effetto collaterale: l'Inter vincerà uno scudetto, un gratta e vinci, la riffa di quartiere e persino il trolley con i bollini del benzinaio. Aerare il locale prima di soggiornarvi.
Fatemi sapere eh.
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sabato, 01 aprile 2006 |
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IL NON TANTO PESCE D'APRILE DELLA MINI
(on the air: The Delays - Valentine)
Lo bramavate, dite la verità? Il post inutile del sabato ritorna quando meno ve lo aspettate, e soprattutto, me lo aspetto io. Ritorna di primo aprile, che io mi ero anche dimenticato che era primo aprile, se non ci fosse stato qualcuno o qualcosa a ricordarmelo. Da quando ho ordinato la nuova Mini, la vecchia (guardatela nella foto, ha bisogno di affetto) ha capito che la sua ora stava per suonare. Lo ha capito, mica scherzo. Da allora si è lasciata andare: il suo finestrino di destra non riesce ad abbassarsi senza tracollare da una parte, vani i tentativi del carrozziere di rimetterlo apposto. Tentativi peraltro profumatamente pagati. Poi. Qualcuno in un parcheggio mi ha strusciato vicino al fanale davanti e mi ha rotto il parafango, cose che capitano, per carità. Capitano soprattutto a chi ha la macchina bassa, soprattutto quando si ha a che fare con questi megalomani imbecilli che girano coi fuoristrada. Ah, l'altro giorno per colpa di uno che mi si è incollato dietro, ho preso un cassonetto e ho riucciso il parafango. Poi. La macchina bassa, è notorio, subisce contraccolpi di dossi, buche e quant'altro. Roma da tre anni a questa parte, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un campo minato con le mine già esplose. Grazie signor sindaco Veltroni, grazie di farmi tornare alle urne solo in occasione della sua probabile rielezione; per togliermi l'inutile soddisfazione di votarle contro. I sampietrini li conoscete? Quei cosetti tanto caratteristici che in alcune strade sostituiscono l'asfalto. Sono stramaledettamente fastidiosi. Rimuoviamoli tutti. Eppoi tiriamoli in testa al sindaco (non che ce li abbia messi lui eh...). Bene, dopo la piccola digressione, torniamo ai contraccolpi: cedimenti strutturali, gomme bucate, è successo di tutto. Attualmente c'è la staffa che tiene il motore che sta lentamente cedendo. Come dire, Ataru, che potresti trovarti con il motore sulla strada, fico eh? Dunque oggi primo aprile, Ataru si sveglia di buon'ora alle otto e trenta, con l'orologio da muro che segna le sette e trenta perchè va ancora con l'ora solare. Si sveglia dopo un long island del Caput Mundi, una Tennent's Super media e un trancio di pizza margherita in un pub al Colosseo e con tre orette di sonno sulle spalle. Viaggio della speranza, dal saldatore. Saldami, o saldatore! Arrivo lì (scusate, mi riprendo la prima persona, che con la terza mi gratta il cambio) e il signor meccanico saldatore mi comunica che nonostante mi perda il motore, posso andarci in giro, standoci attento sì. La mia giornatina organizzata è salva. Torneino immancabile alla play, stazione Termini per prelevare la Noe che giunge da lidi veneti, ristorante cinese e mio decesso. Dovuto al fattore combinato che ho dormito tre ore, al cibo cinese e alla macchina con il motore a dondolo. Ma torniamo a noi. Io questa cazzo di macchina devo venderla e voglio venderla bene a qualche pazzo maniaco delle Mini. Dunque il nostro signor saldatore, che mi fa tanto Cristo Redentore, vuole centocinquanta euro sull'unghia per il lavoretto. Mortacci sua. Considerando che aspetto da più di due mesi la macchina nuova e che siamo fuori tempo con l'ordinazione, dovrei forse incazzarmi con il concessionario? O con l'intera BMW a Monaco di Baviera? Chiedere i danni? Dubbi, dubbi e dubbi. Lascio il saldatore, sì come visione onirica, anche vista l'ora per me albeggiante. E mentre torno a casa, ecco il pesce d'aprile! Le frecce non funzionano più. Mi era già successo, ma non in aggiunta agli altri danni. Slalom tra macchine di padri di famiglia che fanno la spesa del sabato, rincoglioniti da ragazzini urlanti che io a Erode gli farei un monumento, vecchi alla frutta, donne incapaci e stronzi che lavano tutti la macchina di sabato (vedi qui). Elettrauto: lasciamela fino a mezzogiorno che qua c'è qualcosa che non va. Olè, torno a casa, buco allo stomaco, mal di testa incipiente. Mezzogiorno. Frecce a posto! Dopo trenta metri, frecce che non funzionano di nuovo. Aripassa dall'elettrauto, mentre ormai pensi che lei, la Mini, ha capito che la vuoi vendere e si lascia andare oppure fa i dispetti. Altro fusibile, stavolta ci siamo. Ora pranzerò, poi mi dirigerò a casa di Mr.Wolf per il torneino, eviterò il dosso pericoloso, parcheggiando prima, anche se ciò mi costerà caro a fine torneino, dovendo affrontare a piedi una salita con la pendenza del novanta per cento e dovrò ricordarmi di non accendere la sigaretta poco prima, pena l'enfisema. Poi farò quello che ho detto prima. Sperando di non reiterare sto cazzo di pesce d'aprile, che tra l'altro io non l'ho mai fatto in vita mia. Ah, qualcuno vuole la mia Mini?
NB: tutti i post sopralinkati sono rigorosamente Inutili Del Sabato.
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sabato, 26 novembre 2005 |
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QUANTO CE PIASCE CHIACCHIERA'
( on the air: Massive Attack - Risingson )
A volte sul blog come nella vita, tocca temporeggiare. E visto che l'attuale situazione, prevede che io abbia mandato il cervello in ferie, beato lui che sta facendo la circumnavigazione dell'orbe terracqueo e mi manda anche le cartoline, mi sono dato ai lavori manuali e di restauro del template. Così posso tranquillamente illustrarvi che a destra, tra i link, c'è una nuova categoria, che ho dovuto aprire per far fronte ai numerosi inviti ricevuti in questi giorni a scrivere di svariate arti. Spero di mantenere fede a tutti questi impegni, io che sono tendenzialmente inaffidabile. La nuova categoria si chiama banalmente Collaborazioni, anche perchè avendo mandato il cervello a rimpinzarsi di succhi tropicali sotto i palmizi, non potevo lambiccarmi per scrivere cazzate divertenti. Ma non essendo sazio e volendo trasudare di novità, ho deciso di regalarvi un paio di perle. Non so se siate porci, che in genere le perle si danno ai suini, comunque se le desiderate, potete prelevarle. Sulla colonna di sinistra, alla voce Sensibilizzazione compaiono due nuovi e crassi banner che richiamano due miei post abbastanza recenti. E se una è l'affettuosa dedica a Sandra Milo - la donna nuda più ricercata dagli erotomani del web, secondo l'ormai arcinoto risultato mensile del mio Shiny Stat - nonchè un grosso favore a chi cerca di far salire il proprio contatore-visite senza sudare, l'altra, di ben più importante lignaggio, è la campagna contro l'i-pod nel mondo blog. Come sapete, e come riportato anche nel post linkato assieme al banner, iosono/noisiamo arcistufi di questi blogger/blogstar con l'i-pod e gli skin di tutti i colori dell'iride, compreso quello col minestrone di verdure e quello con l'aerografia di Topo Gigio tribale, nonchè con le emme di quel blog di Gianluca Neri di cui ora proprio non mi sovviene il titolo e neanche il link. Ecco, chi non si sente blogstar e non vuole diventarlo, inserisca il simpatico banner anti-ipod nel proprio guscio del blog. Ci siamo rotti i coglioni delle blogstar che parlano di i-pod e dei voglioessereblogstar quindi mi compro e fotografo l'i-pod e gli faccio fare pure le posizioni del kamasutra. Ricordatevi, da oggi il vostro oggetto di culto da blogger sfigato e antimodaiolo è quel banner, ormai imperdibile quasi quanto le sagomine del vostro wrestler preferito. Purtroppo tra un po' andrà di moda anche chi come noi ora, attacca il significato radical-chic di questa scatolina magica, e allora si farà un altro banner. Un po' come va di moda criticare la destra, ma sta per diventare più trendy criticare la sinistra. Noi blogger sfigati e antimodaioli, ci inventeremo qualcos'altro (ma anche no*). Finchè anche inventarsi i banner diventerà troppo inflazionato (sì, lo so, già lo è) e... emmò basta, non è che posso spiegarvi tutto io. Però permettetemi di ringraziare per l'incoraggiamento, la signorina Gabhippo, che ormai, dopo aver detto la verità su quella salma che è Nicoletta Braschi, miete ovunque citazioni e giusti tributi di grandi onori, nonostante il suo nick. Fin qui il vernissage. Per il resto, piove ed è morto George Best. Un cognome, un destino. Auguri di un buon inutile weekend.
* l'uso e l'abuso della locuzione ma anche no, è notoriamente trendy tra i blogger.
nb: essendo mie creazioni, i banner riportano i link ai due post in proposito. Dunque pubblicità e link in più per Ataru. Ma da ometto magnanimo quale sono, vi permetto di farne l'uso che preferite.

qui sotto, i codici per averli nel vostro blog.
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NO-IPOD
<a href="http://ataru.splinder.com/1126832055#5736666" target="_blank"><img src="http://henryroth.altervista.org/_altervista_ht/blog2005/no_ipod_.jpg"title="non sono una blogstar, non voglio l'i-pod"></a>
SANDROCCHIA RULEZ
<a href="http://ataru.splinder.com/1128993283#5966887" target="_blank"><img src="http://henryroth.altervista.org/_altervista_ht/blog2005/sandrocchiarulez.jpg"title="hai bisogno di accessi sul tuo blog? digita Sandra Milo nuda!"></a>
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sabato, 12 novembre 2005 |
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VIA VENETO, QUELLA DELLA DOLCE VITA
( on the air: Baustelle - La Guerra è Finita )
Beh te vojo riccontà un fatto che m'e successo l'altro giorno. Mi fia m'ha detto:"papà me accompagni a via veneto a famme mpar de scarpe?" , capirai Se' , io e mi fia a via veneto........me se e' allargato er core! Mentre stava a guarda' na vetrina, passano du' giovanotti e je fanno un complimento che nun m'è piaciuto, me giro io e je dico:" c'hai detto? ah cornuto viè qua se c'hai er coraggio". Se avvicina quello più grosso tutto spavardo e me da' n cazzotto, io me lo guardo sputo pe terra...e je dico:" a cornuto in guardia, manco er sangue m'hai fatto usci'" je do un destro sinistro, me casca pe terra come gesù cristo, con cazzotto j'ho rotto du costole e jo' frantumato le mucose, e je dicevo:" arzate a cornuto arzaaaaateeeeeeeeee ," nun s'arzava Se'........pieno de sangue pe terra, ettolitri, se gira mi fia e me fa' :"papà, che e' successo?!?", " niente bella de papà, due de passaggio, 'namo a fà le scarpe".
Mario Brega, Borotalco, 1982.
Per dipingere via Veneto, non ho scelto Fellini perchè non lo amo e perchè non era di Roma. Ho scelto un grande caratterista come il mai troppo compianto Mario Brega, spesso apparso in film di Sergio Leone eppoi esilarante spalla di Carlo Verdone. Ebbene ieri, dopo anni di assenza, Via Veneto ha ritrovato Ataru, o viceversa. Questa è una strada di Roma che vuoi o non vuoi, almeno una volta nella vita devi percorrerla. Perchè è fondamentalmente diversa. Da tutto il resto. Il che non vuol dire che a me piaccia da morire, però ha un suo stile. Uno stile diverso dalle altre vie centrali della capitale, per la maggiorparte incastonate tra palazzi post medievali, negozi di lusso o botteghe di artigiani che ancora il tempo non si è portato via. Via Veneto è un simbolo di Roma, eppure non sembra di stare a Roma. A volte non sembra neanche di stare in Italia. Quasi ti fa strano entrare nei posti e parlare italiano, essere romano. Via Veneto ieri sera era popolata dalla sua strana fauna, come sempre. Due sposini stranieri, capitati qui non si sa come, chiacchierano davanti ai tavoli all'aperto di un ristorante, lui ha una stecca di sigarette in mano, cominciamo bene. Gli invitati, che hanno capito tutto della vita, a tavola bevono italian wine, e cantano cose incomprensibili, anche perchè alticci, anzi diciamo pure 'mbriachi come cucuzze. E il cameriere si unisce a loro con una faccia, che è un peccato non avergli fatto la foto. Sembrava un invasato. Un signore, anche lui straniero, dall'aria tranquilla, passeggia, guarda me e lei e ci saluta con un ciao talmente simpatico che non fai in tempo a stranirti, lo devi solo risalutare. E' ubriaco? E' squinternato? Si è bevuto sia il vino che il cervello? O è semplicemente gentile? Domande da via Veneto. E risate. E gli alberghi extralusso ti guardano austeri. La cupola dell'Excelsior è lassù. Suite imperiale che avrà ospitato notti di fuoco di chissà quante teste coronate, di quante stelle di Hollywood, di quanta gente che i soldi ce l'ha a sfascio. I locali hanno tutti una loro prosecuzione esterna, fatta di vetrate e palchetti dove sedersi magari a lume di candela. Queste specie di...chiamiamoli chioschi di lusso, ma è riduttivo, esistono solo in via Veneto. In Europa è facile trovarne, a Roma no, forse qualcosa di simile l'ho visto in riviera romagnola, con le dovute differenze. C'è anche l'Hard Rock Cafè, c'è il Cafè de Paris, che qualcuno ricorderà anche per una bomba che gli arabi piazzarono giusto una ventina di anni fa. In tempi meno che sospetti. Del resto, lì di fronte ti guarda, imponente di luci e di polizia, l'ambasciata degli Stati Uniti d'America. Un obbiettivo sensibile, direi. Uomini d'affari che staccano alle undici di sera, dopo la convention nell'albergo di lusso, portieri in livrea che chiamano il taxi a signore con i sigarini in bocca. E' un film, via Veneto. Tanto per non smentirsi, dai vari ristoranti, arrivano voci di cantanti un po' tristi. Un improbabile duo voce-tastiera, intona una altrettanto improbabile versione di My way in italiano, roba che neanche a Little Italy. Un altro canta Luglio di Riccardo Del Turco, e le teste bianche si muovono al ritmo della canzonetta estiva di quarant'anni fa. Chissà cosa gli ricorderà. A un certo punto ti mancherebbe solo di vedere Fred Buscaglione, e ti rammarichi di essere nato decisamente troppo tardi per poterlo vedere vivo, quel geniaccio. In compenso passa un tizio che sembra Modugno ai tempi del Vecchio Frack. Via Veneto è anche il sottobosco. Gente poco raccomandabile che gira nei dintorni dei night club. E lì dentro chissà che succede. Di solito cose un po' tristi. Magari qualche uomo d'affari che infila cento euro nelle mutande di una biondina, poi le offre lo champagne e poi magari le mutande gliele toglie. Magari poi sono cinquemila euro. Ma che importa? Visione stereotipata di posti che probabilmente non possono superare lo stereotipo. Se un giorno ci dovessi entrare, cosa di cui dubito, vi farò sapere. Via Veneto è una passeggiata in due. E' entrare in una libreria e farsi spiegare che Baricco ha scelto quattro copertine diverse per il nuovo libro, ma quindici anni prima era entrare in gelateria, mangiare un cono e pensare che domenica c'erano sul groppone i compiti per lunedì. Quindici anni prima c'era il tuo amico ed eravate spaesati, adesso c'è chi ti sta a sentire mentre le fai un po' da cicerone. E ti guarda con gli occhi a punto esclamativo perchè quelle quattro, facciamo otto, cazzate che sai, sono diverse da quelle che di solito si raccontano su questa strada di lusso. Lei che impara questa città e prova ogni giorno, ogni anno ormai, a sentirla più sua. Ho reincontrato via Veneto, la via di cartapesta per eccellenza: non succedeva da tanto. Così ho deciso di celebrare l'incontro, dedicandole un post inutile. Che chiaramente, rispetto a tutti gli altri, non poteva che essere diverso.
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sabato, 22 ottobre 2005 |
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...E QUANT'E' INUTILE?
( on the air: The Bloodhound Gang - Foxtrot Uniform Charlie Kilo )
Io sull'argomento non ci sarei più tornato. Ma ancora una volta, cara Sandrocchia, mi hai lasciato di stucco più di un barbatrucco. Il giorno dodici ottobre, questo blog ha battuto il record di visitatori unici giornalieri, che reggeva da poco meno di un anno. Un record, il vecchio, ottenuto grazie alla parodia del libro sui blogger della Lipperini ( autorevole dubbio instillatosi in me dopo un anno: si può fare una parodia di una roba che già di per sè fa un po' ridere involontariamente? ), comunque un post molto pubblicizzato da blog famosissimissimi. Ora, non è che mi possa vantare più di tanto per aver sbancato i contatori con la foto discinta e succinta di Sandra Milo, però potrei ormai sostenere che Sandra Milo è la più amata dagli erotomani della rete. Altro che modelle, altro che pornodive. Avendola incrociata e non essendo riuscito a parlarle, ora vorrei scriverle, ma non ha un indirizzo email, la signora Milo. E' che la vorrei ospite su questo blog, e dico sul serio, la voglio ringraziare. Chiunque reperisse notizie su di lei, può scrivere nei commenti o mandarmi una mail al solito indirizzo in basso a sinistra. Lo so, sono un giornalista e dovrei mettermi io sulle sue tracce, ma non ne ho voglia, almeno per ora. Archiviata la regina del web, passo oltre. Non prima di darvi conto di una nuova chiave di ricerca in netta ascesa: Lapo Elkann e i travestiti. Sarà vera gloria? Darà filo da torcere a Sandrocchia bella de casa? Si diceva che passo oltre, passiamo, dài. Ad esempio, quali orribili animali idrofili popoleranno Roma dopo il diluvio universale con annessi allagamenti, durato quasi tre giorni? Noè sarà in grado di caricarli sull'arca? E soprattutto, l'arca sarà almeno un po' più decente della Grande Punto? Fatto sta che qui, nella città dei Cesari, l'impianto fognante è saturo, speriamo non sia ottuso da qualche boa constrictor tipo quello che a Londra usciva dai cessi. Visto che ho mal di testa e che per il resto ho giocato a iniettarmi ininterrottamente diverse endovena di Pro Evolution Soccer 5 insieme agli altri tossicomani, o vi faccio una recensione del gioco o vado a dormire. Come dite? Va bene la recensione? Ok, vado a dormire. Anzi no ci ho ripensato, quasi quasi vi parlo di Rock Politik la nuova, briosa, dinamica e per nulla noiosa trasmissione di Celent....zzzzzzzzzzzzzzzzzz.
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sabato, 17 settembre 2005 |
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SPECIALE: LA NOTTE BIANCA
( on the air: Franz Ferdinand - Do You Want To)
In principio fu il black out. Si spensero le luci di tutta Italia, che io ero già davanti al piccì a fare non so cosa. Il blog era ancora di là da venire (oddio ci mancava un mesetto). La prima notte bianca, fu in realtà una notte da tregenda, che gli annali ricorderanno vita natural durante. Avevo anche tentato di partecipare alla grande festa, ma i mezzi pubblici e il caos della gente ammassata anche sul soffitto della città, mi fecero desistere dall'insana idea di raggiungere, chenesò, il centro. Finimmo al Pink Panter, rigorosamente senza la acca prima della e, perchè era vicino alla nostra base operativa per organizzare la notte brava nella notte bianca. I rimorchi delle turiste andavano in fumo, girare ubriachi per Trastevere, pure. Però guadagnammo tante risate, una buona birra e del buon cibo caldo. Eppoi il buio e il mostruoso temporale resero tutto stranamente suggestivo sì come panacea per la masnada urlante; ma io ero davanti a un monitor, già detto. L'anno successivo, un anno fa, c'era ancora chi premeva per fare, fare e fare. Io no. Ero già stufo. Convinto che Roma è mia, non del sindaco Walter, non dei turisti e nemmeno dei calabresi. E allora vaffanculo, stavolta al Pink Panter avevo già deciso di andarci di gran carriera, senza passare dal via e ritirare le ventimila lire. Che adesso saranno dieci euro, mica venti. Perchè il cambio è vantaggioso solo per chi i soldi te li spilla. Oggi si celebra la terza notte bianca di Roma. Nani da circo, ballerine, Benigni, concerti, cinema, negozi aperti, persino Aldo Giovanni e Giacomo all'alba sul Pincio. Le tre effe: festa, farina e forca. E la gente ammassata fino al soffitto. La catarsi può essere solo la pioggia. E già piove, dicono che tra qualche ora sarà ancora peggio. L'unica cosa che mi scoccia è che volevo il tavolo all'aperto al Pink Panter. Vorrà dire che tra una risata e una birra, fumerò qualche sigaretta in meno. Buona notte bianca, romani.
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sabato, 03 settembre 2005 |
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NON SIAMO PIAZZISTI!
( on the air: Supergrass - St. Petersburg )
Cari utenti di Splinder, avete mai fatto caso alla diabolica barra pubblicitaria che campeggia in alto sulla destra del vostro blog? Pensate, stanotte, io dispongo di ben sei interessantissimi servigi. Il trading, che suppongo abbia a che fare con l'home banking e l'e-commerce, tutte cose di cui tranquillamente potete usufruire ogni volta che arrivate qui, tanto io non so cosa siano. L'autonoleggio: è noto che se a qualcuno serve, affitto la mia Mini. Però occhio che beve parecchia benzina e dovete riportarmela col pieno. Per quel che riguarda lo sterzo che cigola e i freni che fischiano, non preoccupatevi, significa che c'è un po' di umidità nell'aria; in compenso di sicuro non prenderete la scossa e non avrete bisogno di scarpe antistatiche. Vendita vino. Venghino siori che qui c'è il vino buono! Mica il Tavernello e la sua fottuta tavola rotonda con Fazzuoli nel ruolo di re Artù del vino low cost...Trasloco. Dunque, il bagagliaio della mia macchina, contiene un cric, un pallone sgonfio, uno spazzolone tipo cesso per pulire la polvere, una ruota di scorta, una bottiglia di Coca Cola da un litro e mezzo riempita d'acqua per metà e la batteria. Non entra molto altro, ve lo assicuro, però se volete trasportare la credenza di vostra nonna, con annessi cristalli di Murano, centrini di Burano e modellini di Bburago, potete sempre provarci. Musica MP3. Io sapevo che era fuori legge scaricare gli mp3, ma poi tutto è molto labile, visto che con i telefonini puoi fare quel che cacchio ti pare. Puoi persino ricevere l'immagine di quel pirla insopportabile che si muove tipo anguilla in agonia, mentre il cellulare con voce suadente, gli dice: Mariooo rispondiii. Benessere: vabbè, sono un bravo massaggiatore, ma in quanto al resto, non credo che sia salutare venire a mangiare da me, troppo fritto, troppi carboidrati. E non dispongo di maschere rigeneranti al cetriolo di Bali. Eppoi è bello aggiornare la pagina, e vedere che ogni volta i nostri prodotti cambiano. Provate anche voi, chissà cosa sponsorizzerete mai. Scoprirete che Trentamarlboro è un detective privato, che Noelìn si intende di mare e foto digitali, che Boc è esperta di elearning, e Ninna di anima gemella. E che Cristina PR fa i prestiti, ecco per cosa stava quel pr. Quello che mi preoccupa di più è però Nemecsek, sponsorizzato da Jamba, la marca di suonerie che annovera nel suo ricco campionario, il pulcino Sweety, la Rana Pazza e l'inquietante Mr. Chaos.
Ora vi chiederete anche, perchè Ataru ha montato tutta questa immonda pantomima. Per scoprire il motivo delle mie spiegazioni sui prodotti, vi basterà cliccare sui link in questione: pagina bianca. E allora, dovevo pur rendermi inutile in qualche modo, no?
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sabato, 16 luglio 2005 |
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ROMA CAPUT MUNDI
( on the air: Wham! - I'm your man )
A due mesi dall'ultimo post inutile, ritorna la rubrica che tanto amate anche se non capisco il perchè. Cercherò di non farlo mancare più, anche perchè in estate c'è bisogno del post inutile del sabato. Visto che ormai mi è presa così, continuo a parlarvi dei luoghi cult di Ataru. Oggi è la volta del Roma Caput Mundi. Dovete sapere che tanti anni fa, non ricordo quanti, Ataru era alla perenne ricerca di posti nuovi dove cazzeggiare (ora è molto più abitudinario). Fu così che ci si imbattè per le vie di Trastevere, in questo pub, un normalissimo Guinness con la sola particolarità estetica di avere dei divanetti da salotto buono al secondo piano. Una volta ordinati i cocktail d'ordinanza, ci rendemmo conto che erano abbondanti, buoni, ciuccavano a meraviglia e non costavano tanto. Fu l'inizio. Tralasciato poi per qualche tempo, per quella solita smania di conoscere ancora altri posti nuovi, fu di nuovo preso in considerazione. E divenne la base per le nostre scorribande trasteverine. Il Caput, come lo chiamiamo per comodità, fece anche numerosi progressi alcolici. Tipo il cocktail piccolo (mezzo litro), medio (0,7) e grande (0,9). Oltre naturalmente al cocktail con gli ingredienti segreti, che porta il nome del pub e una sfilza di miscugli alcolici, che solo per leggerli tutti sul menù ci passi una serata intera. Chi altro vi dà tutto questo a prezzi irrisori? Non solo. Spesso straniere, americane in particolare, affollano il locale. Ogni volta che c'è una partita di rugby del Sei Nazioni (che purtroppo, notizia fresca, emigrerà a Genova), il Caput si riempie di scozzesi, gallesi, irlandesi, inglesi o francesi che siano. Il famigerato long island ice tea (cercatelo sul mio Flickr, non mi va di linkarlo), bevanda cara ad Ataru, è in certi casi assolutamente micidiale. Il bello è che una volta uscito da lì, barcolli. E se fai una passeggiata a Trastevere, non capisci se sei tu che barcolli o sono gli altri che incontri nei vicoli. La risposta è semplicissima. Sei tu, ma sono anche gli altri. Il fattume di Trastevere è assolutamente cosa arcinota. Il cast del luogo è ottimo. In particolare i due gestori: il cocainomane e il pelato abbronzato. Il cocainomane è detto così perchè...secondo voi perchè? forse perchè mangia le polpette? o magari beve la Sprite? Vabbè, non che l'abbiamo osservato nel mentre, ma certe cose si capiscono al volo. Il pelato abbronzato è un grandissimo piacione. L'ho visto provarci praticamente con tutte le cameriere che prendeva lì a lavorare e spesso anche con molte clienti. Quando ai due, la botta prende bene, ci offrono anche lo shot finale. Tra i camerieri e barman, amo ricordare Marco, che appena mi vedeva e ogni tanto c'è ancora, mi preparava il long island più forte della storia e tenta di uccidermi mentre sghignazza. Me lo ricordo magrolino, mi ricordo poi di averlo visto mettere su una panzetta alcolica da competizione. Poi c'è Matteo, il roscio. Lui se n'è andato da poco per accompagnare le comitive di turisti in Irlanda. Sapeva bene la lingua, Matteo. Infatti con le straniere e con le italiane, ci provava sempre e comunque. Oltre ai miei abituali compagni di merende, nell'ultimo anno mi è capitato di vedere blogger malridotti o semplicemente storditi dall'abbondanza. Così, ho visto Cavuccio parlare con un cane, mi hanno riferito di Alethea (ex Fiorereciso) in condizioni pietose nei pressi del bagno, ho visto Noeyalin spaventata davanti alla vasca di Martini che le hanno portato, BOC che tentava invano di contenersi, Angelminds conquistata dalla caipiroska e poi da Matteo il roscio. Certo, buon ultimo c'è stato il Kappa. Lui, per carità gliene do atto, ha bevuto più di tutti gli altri, e ha trascinato anche me e l'Aliena nella spirale dell'alcolismo pesante. Vederlo, dopo centoventi centilitri di long island, amabilmente conversare con un barbone quarantenne con tre denti in bocca e una boccia di vino in mano (boccia poi recuperata con un tuffo del barbone dentro la fontana di piazza di Trilussa, perchè io gliel'avevo messa in fresco...), mi ha commosso. Del resto con il barbone-ubriacone-Nicola, ci stavo parlando anch'io. Mentre l'Aliena era nelle grinfie di due sfigati con la chitarra, di quelli che la portano appresso per vedere se beccano così. Non sapendo che al massimo fanno da colonna sonora agli avvoltoi che rimorchiano le tipe ubriache e le limonano sedutastante, ma anche inpiedistante o sdraiatastante. Questa, cari chitarristi, è la prima legge di Murphy di tutti i falò o aggregazioni di ggiovani e meno ggiovani alcolisti e non. Io ad esempio non sono in grado di suonare la chitarra, per me è strano anche capire per quale assurdo principio della fisica, delle corde emettono note diverse. Eppure sono intonato, canto, ho orecchio. Ma sticazzi poi. Chiusa parentesi. Vederci poi in giro a compiere atti vandalici, forse giovedì scorso eravamo da filmare. Ataru che prende a calci le serrande dei negozi, Kappa che ha divelto un tergicristallo di una macchina in sosta, Aliena che va in giro con un grosso sampietrino in mano. Anche questo è il Caput. Chè di amici ridotti male, lì ne ho visti tanti. Però chissà perchè, tutti mi chiedono di tornarci. E io volentieri, approvo e li seguo. E me la rido.
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sabato, 14 maggio 2005 |
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HABEMUS TEMPLEIT!
( on the air: Pinback - Non photo blue )
Questo è un post estremamente inutile. Infatti doveva esserci il ritorno dei Racconti intorno al fuoco, ma purtroppo l'evento che doveva dare il la al post è stato rinviato. E per questo sabato, solo per questo, neanche si parla di locali bazzicati da Ataru.
Ebbene ci siamo. Come avrete certamente notato, il template è cambiato. Ringrazio Anja, che mi regalò quello sfondo così originale che aveva fatto credere a molti di voi che io possedessi davvero un Mac. Da allora, modifiche, casini, tutto lì sopra. Ma era ora di cambiare, mi ero visivamente stancato dopo più di un anno e mezzo. Tanto è passato da quel fatidico 18 ottobre dell'annodomini 2004. Si cambia però, nel segno della continuità. Spariscono i semaforini che tanto vi piacevano, ma i colori restano quasi gli stessi. Restano quasi tutte le vecchie immagini, anche se non c'è più lo zio Sam che vi invita a scrivermi e scompare la self description con l'ispettore Clouseau (grazie ancora, Ammula, non era facile da fare quel coso). Ma se guardate sul fondo a sinistra, c'è una nuova immagine di Peter Sellers, ancora nei panni dell'imbranato poliziotto francese. La self description in alto a sinistra, peraltro è cambiata, influenzata dagli eventi degli ultimi mesi: così non sono più un single ma un ex-single, non più un quasi giornalista, ma un giornalista, non più un ventinovenne, ma un trentenne. Tranne quest'ultima, devo dire che le cose sono cambiate in meglio. Non spaventatevi del grassetto, che forse spara troppo: non è ancora definitivo. Ho però lasciato questi caratteri rilassanti (un Georgia medio), diciamolo, fatti apposta per i poco vedenti. Perchè tutti hanno il diritto di leggere questo blog. Cosa credete? Sono democratico, io. La versione 2.0 presenta finalmente anche la sospirata terza colonna, quella di destra. E' ancora in fase di lavorazione, i link saranno suddivisi in tre sputtanatissime categorie: una riguarderà le persone reali, ovvero quelle che conosco da tempo e quelle che ho incontrato grazie al blog. Un'altra sarà per gli altri blog e una per i siti normali. Non vi anticipo i nomi delle categorie, li vedrete prestissimo. Ho pensato di produrre tanti antipixel (che per chi ancora non lo sapesse, sono quei bottoncini a due colori che vedete in giro un po' ovunque), non so alla fine quanti ce ne saranno; magari anche nessuno, a parte quelli di ordinanza. Però fanno molto vip, sì sì. Cambia anche lo storico banner Machissenefrega. Lo avevo autoprodotto cimentandomi in qualche misera escursione grafica e rubando di nascosto quella piccola immagine all'Ataru fans club. Che ovviamente non era dedicato a me. Ma anche il nuovo banner è nel segno della continuità. Finora i pareri sono stati tutti positivi, il che mi rende ilare e giulivo e soprattutto rende giustizia all'ottima Micce, vera star e unica autrice di questo template. E a lei, va il mio ringraziamento pubblico. Che in privato le ho già rotto abbastanza le palle. E' riuscita perfettamente a trasporre qui, ciò che avevo in mente. E non è facile solo scambiandosi qualche email. Questo è tutto. Perchè una volta tanto, mi andava di parlare della pelle del blog, che sembra una cosa da niente, ma in realtà è importantissima.
Lancio dunque il Sondaggio inutile del sabato: preferite il nuovo involucro o siete nostalgici e vi garbava più il vecchio? Se non avete un cazzo da fare, aspetto i vostri pareri, fermo restando che come ogni referendum consultivo che si rispetti, non valgono una mazza. In senso buono, eh!
Aggiornamento: ora, come vedete, il template è completo.
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sabato, 07 maggio 2005 |
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A NIGHT AT: SKORIE INDUSTRIALI
( on the air: Joey Ramone - What a wonderful world )
E proseguiamo il viaggio del sabato, attraverso la vita vissuta nei locali più o meno habituè di Ataru. Terza puntata. Nascosto in un portoncino di un palazzo, Skorie Industriali, è un cyberpub in piena regola. Ne parlai qui sopra, circa un anno e qualcosa fa. E da quando l'ho scoperto, non posso più farne a meno. Atmosfere post-atomiche in una sorta di bunker, che ogni tanto puzza un po' di muffa, ma che è terribilmente affascinante. Tutto è riciclato. I tavoli sono fatti con pneumatici, al muro tastiere e hard disk (se vi venisse in mente di rubarli, frenate, sono un tantinello demodè), neon colorati nel buio. Famoso è anche un tavolo creato su un vecchio refrigeratore, che purtroppo rischia di ferire le gambe di chi si siede lì (noi abbiamo sofferto più di una volta in silenzio). Ma Skorie è così. Certo non per tutti. Però per esempio, io mi ci trovo a meraviglia. Non esiste un altro posto a Roma, dove si possano ascoltare nella stessa serata, e a volume giusto, certe chicche. Classici come The Clash, Ramones, The Cure, Social Distortion, David Bowie, Nick Cave, Killing Joke, Billy Idol, Joy Division, Bauhaus, OMD, Alberto Camerini, CCCP , Ultravox, Blondie, Soft Cell, Iggy Pop, Fugazi, The Smiths, Sonic Youth, Nirvana, ma anche recenti come Interpol, The Hives, Franz Ferdinand, Deftones, Placebo, Death in Vegas, The Caesars. E potrei andare avanti. No, è che mi fomento. Come quando si fanno le partite a Paroliere praticamente al buio, come quando si beve la doppiomalto più buona di tutte, la Bulldog, magari opportunamente accompagnata da Fonzies o nachos caldi. Oppure quando si lancia il mega-dado di spugna, e a seconda di quanto esce si paga il cocktail. Andrea e Siska, adorabile coppietta punk, curano design dei gadgets e musica. Anche se ora per mancanza di tempo, sono stati sostituiti. Il bagno poi, ve lo consiglio. Ci sono frasi di tutti i tipi, scritte dagli avventori. Dai numeri di telefoni taroccati di chi promette succhiate a buon mercato, a strane scritte profetiche. Dalle dediche di ragazze dark depresse a slogan politici, e persino l'indirizzo di un blog su Splinder, che però non esiste più. Non ho scritte da riportare, perchè di solito se vado al cesso, sono quantomeno allegro e non mi ricordo mai cosa leggo. Serate a tema sui Misfits, mostre di arte horror o metal, disegnatori dell'assurdo, intimo con i teschi, pins psichedeliche, assenzio, darkettoni e punk, televisorino che trasmette fantahorror di culto ( ci ho visto un sacco di volte L'esercito delle dodici scimmie, Fight Club, Blade, Mad Max, Blade Runner, Strange Days), completano il quadro. Che è un bel quadro, anche se ora non si può più fumare. Che forse lì dentro è un bene, perchè certe volte si lacrimava per il fumo. E il menù, ahimè, come il sito, è tutto scritto con le kappa. Però a parziale discolpa, c'è da dire che non sono certo le kappa dei ragazzini deficienti, almeno spero. Se volete, sul Flickr, c'è il reportage fotografico di giovedì scorso. Tanto per darvi un'idea.
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sabato, 30 aprile 2005 |
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LO STRANO SEGRETO DI OLD BRIDGE
( on the air: Negrita - Rotolando verso sud )
Barcollo, dopo una discreta bevuta, però ho deciso di rendervi partecipi di un fatto che mi irrita da tempo ormai immemore. A Roma, in Piazza Risorgimento, ad un passo dal Vaticano e molto vicino a casa mia, esiste una gelateria che si intitola Old Bridge. Voi direte: embè? Bene, io non ho niente contro questa gelateria, però mi piacerebbe sapere perchè è sempre piena di gente. Questo post era stato messo in cantiere da circa un anno e lo tenevo per le situazioni di emergenza. Visto l'alcool che circola liberamente nel mio sangue, il momento è quello giusto. Inverno. Pochi, ma ci sono. La gelateria resta aperta, e qualcuno, anche con venti gradi sotto zero, è lì a mangiarsi il suo fottuto cono fragola pistacchio e panna (sento che sto per vomitare, visto il mio amore per le creme, e basta). Ora è arrivata la bella stagione e la fila per prendere il gelato, comincia da fuori. In estate sembra la coda per visitare i Musei Vaticani, o, per restare nella stretta attualità, quella per visitare la salma del Wojtyla. Ataru si è sempre chiesto perchè. Voi mi direte: ma assaggia il gelato! E credete forse che io non lo abbia assaggiato? Non è niente di che. Anzi, a memoria, potrei citare almeno una decina di gelaterie molto migliori di questa. L'unica spiegazione è l'abbondanza del gelato, che magari a me fa sentire male, ma alle donnine in dieta perenne e ai truzzi palestrati, evidentemente garba. Così, è consuetudine che ogni santissima volta che passo lì davanti, e capita spesso, mi chieda il motivo di tanta foga. Ma il gelato non puoi andartelo a prendere dieci metri più su, che è più buono e al limite puoi anche sederti e soprattutto eviti di stare cinque-sei ore in fila? E' un fenomeno che sfugge all'umana comprensione, mi sembrano tutti dementi. Eppure il posto ha una bella nomea, non c'è che dire. Peraltro il proprietario, mi sta anche simpatico, ma no, non capisco. Intanto mi è venuta voglia di prendere il primo gelato della stagione. Ovvio, non da Old Bridge.
Ps: l'ho fatto, ma non chiamatemi blogger qualunque e nemmeno blogstar. Ho aperto un Flickr, dove al momento c'è una sola foto. Sto per comprare la digitale però.
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sabato, 23 aprile 2005 |
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SENTIRSI A CASA!
( on the air: The Bravery - Honest Mistake )
Precisazioni. Ogni riferimento a persone, cose o fatti esistenti NON è puramente casuale. PERO', visto che molti amici del Loran Club sono arrivati fin qui e mi hanno beccato, volevo scusarmi con chi se l'è giustamente un po' presa. Magari con Emanuele ho un tantinello esagerato, mea culpa. Manco mi ricordavo più cosa avevo scritto. So che le scuse tardive non servono a molto, ma si scherza! Non andrei mai a tagliare la mano che mi nutre (per giunta proprio quella di Emanuele che fa i migliori panini del Loran, cazzarola). Bene, dopo queste doverose scuse e questa discreta leccata di culo, che dire? Viva il Loran e viva tutti coloro che ci stanno dentro, che senza di loro non avrei mai scritto una cosa così poetica. Io penso che se un giorno il Loran chiudesse mi sentirei perso. Dunque rideteci sopra!
Ognuno ha il suo posto. Dove si sente a casa, e non importa quanto sia frequentata e da chi, è casa tua. La nostra casa, il nostro ufficio per dirla alla Fonzie, insomma chiamatelo un po' come vi pare, è il Loran Club. Pub, sala biliardi, chiusura in orario ancora da capire, non prima delle sei di mattina. I panini che ci mangiamo in nottata, li mangiamo lì. Mica per strada, che ti sbrodoli di salsa sulla felpa, devi bere con la bottiglietta di plastica o di vetro e devi stare in piedi, magari al freddo e al gelo. Tavoli con panche che sembrano divani e quella giusta atmosfera da cazzeggio. Si può anche fumare, ma questo lo scrivo in piccolo e sottovoce, che se poi qualcuno se ne accorge ci arresta a tutti. Questo posto è popolato da tantissimi protagonisti, cui abbiamo assegnato soprannomi. Un posto che ha visto l'avvicendamento di vari regni, con gestori, clienti e cameriere che spesso cambiavano. Una specie di fiction. Provo a riassumere i personaggi per mio esclusivo piacere personale, non credo che a voi possa fregare molto.
I gestori:
Santino è presumibilmente il proprietario. Siciliano, corpulento e probabilmente mafioso. Difficilmente fa sconti e quando te li fa, di un euro, te lo fa notare. Però ci riverisce e ci rispetta (te credo, con tutti i soldi che gli abbiamo lasciato). Accanto a lui c'è la Polacca, la moglie, in realtà albanese. Strabica da un occhio, però ha un fisichetto niente male, tantopiù che ha sfornato due marmocchi. Anche lei di solito avida di denaro, ultimamente ha concesso qualche sconto in più.
Mama insegname a bailar. O più comunemente Mama. Il soprannome nasce dalla presunta somiglianza con il cantante Tribà. Lui è andato via, non c'è più da un annetto ormai. Campione di biliardo, giocava i tornei con un solo braccio, perchè quello buono era infortunato. Quando il locale era popolato da gnocche, lo si doveva a lui. Carismatico e rimorchione (Vanilla e la Dark Lady, tra le sue vittime), si dice anche un po' troppo generoso. Pare infatti che Santino gli abbia tagliato la testa per i suoi troppi gesti munifici con i clienti.
Marietto: era l'altro gestore dell'era di Mama. Più sfigato perchè pelatino e un po' bruttino, si faceva amare anche lui. Era simpatico Marietto, poi anche lui scomparso per probabili dissidi con Santino, che pensavamo avesse murato lui e Mama nelle colonne del locale. In realtà poi li abbiamo visti vivi e vegeti.
Il Supergiovane: un signore pienotto e calvo sui settant'anni. Ha gestito l'era di transizione. Agli inizi si metteva il suo gileino verde da bisca e il locale aveva assunto un'aria squallida, da bisca appunto. Non c'era più nessuno. Poi all'improvviso, la trasformazione. Maglioni con i numeri, balli sulle canzoni irradiate da Deejay Tv, sigarette, chiacchiere con fanciulle, un'altra persona. Supponiamo che a un certo punto sia ringiovanito troppo e sia tornato nella culla. Infatti è scomparso. Lui è il papà di Sega ( ne parlo dopo) e il marito di una signora che una volta, mentre portava la carta igienica al cesso, fece l'occhiolino a Dio.
Neri: veniamo ai giorni nostri. Ora c'è lui. Personaggio ingenuo, supposto nipote di Santino, che per pietà lo ha fatto lavorare lì, portandolo via da una vita di stenti in Sicilia. Gioviale, una specie di Forrest Gump etneo, è detto Neri per via della sua vaga somiglianza con l'attore Neri Marcorè. La domenica ha il suo giorno di riposo e va a giocare al bingo. Secondo noi non ha ancora capito che l'ambo non paga. Però fa parecchi sconti, anche perchè a volte sbaglia a fare i calcoli. E noi lo amiamo, sempre con la sua camicia, sempre la stessa ogni giorno. La sua trasmissione preferita è Hot, programma di video zozzi su Match Music, condotto da Selen.
Le cameriere:
Vanilla: è quella storica. Cosiddetta per via del suo profumo alla vaniglia. La fidanzatina ideale. Molto carina, brava a fare i cocktail e i panini, faceva anche le raccomandazioni di non mangiare, bere e fumare troppo. Fu anche co-protagonista di un mio semiracconto erotico pubblicato molto tempo fa su questo blog. Nell'ultimo periodo beveva troppo, la sua cera era peggiorata, fin quando il Pelato, giocatore di biliardo abituale, non si è messo con lei e l'ha portata via da lì. Forse una fortuna per lei, ma non per noi. Quando si mise con Mama, erano la coppia perfetta.
Morticia: mora, bellissima. Santino amava dire di lei che fosse una sanguigna. Ossessionata dall' avere un culo non troppo bello, visto che portava spesso felpe in vita. In realtà era bellissima e punto. Ricordo che una volta, tornato da Frascati completamente ciucco, ci feci una bella chiacchierata, facendo pure lo sciolto. Ancora oggi non mi spiego come ci sia riuscito. Era inarrivabile, almeno per noi. Se ne andò via gradualmente.
La Sconcia: non troppo bella, mingherlina, ma incredibilmente provocante. Il suo abbigliamento succinto ha fatto storia. Scollature azzardate, spacchi indicibili e minigonne a giro di gola. Scomparsa all'improvviso.
La Calabra: calabrese, molto ma molto carina e sensuale. Non si poteva molto sentire l'accento. Attualmente si vede ogni tanto come cliente ed ha avuto un calo.
La Lunga: lei è una che vedresti molto bene in un locale dark. Capelli lunghi neri, bianca in faccia, bracciali borchiati. Qualcuno sostiene sia acida, a me sembra soltanto timida e un po' svogliata. Se n'è andata via a più riprese, ma è sempre tornata. Inoltre l'estate scorsa è stata avvistata a vendere le grattachecche all'isola Tiberina, nel chiosco della Sora Mirella.
La Cilena: è cilena. Ovvio. E' una delle più bruttine. Cerca spesso di indovinare cosa prendono i clienti. Ha i peli folti sulle braccia e sembra scema. Forse un po' lo è. Però è efficiente.
Sega: figlia del Supergiovane, l'unica che può essere annoverata in tre categorie. Gestori, cameriere e avventori. Miss Sega alla Stecca, questo il suo nome originale, poi abbreviato per comodità. Non è di primo pelo, ma le piace fare la ragazzina. Ha avuto il suo periodo J.Lo., quando voleva assomigliare alla nota cantante e attrice. Ora si lampada spesso. E fa panini ottimi.
Completano il quadro meteore tipo: l'Armadio, efficiente, ma troppo brutta per restare, La Uoma che voleva fare un golpe e trasformare il locale in un bordello lesbo, la Tatu, che c'è attualmente e che è la brutta copia della roscetta-biondina delle T.A.T.U., la Zingara con i suoi scialli e la Rozza, tatuata e con una voce insentibile.
Gli avventori:
Categoria che sarebbe infinita, parlerò solo di quelli principali.
Il Lungone: per un breve periodo ha fatto parte della Triade che teneva in gestione il locale, insieme a Quello con l'apparecchio e Woofer. Alto quasi due metri, fatto a stampella, arrivò nel locale da solo. Si insinuò ovunque fin quando non cominciò a diventare amico della gente che prima lo escludeva. Ora viene finalmente considerato.
Quello con l'apparecchio: una volta sfoggiava la donna rumena, detta la Panterona. Poi lei lo ha mollato. Ha fatto parte della Triade.
Woofer: è sparito purtroppo. Era un personaggio, ricordava un incrocio tra Masini e Giuliano Ferrara. Ha fatto parte della Triade.
Tana: quest'uomo è un mito. Sui cinquant'anni, pugliese, sembra uscito da un film trash anni settanta. Passa la serata e la nottata a giocare ai videopoker, e per la legge dei grandi numeri, vince. Il nome per esteso è Tana delle Tigri. Costringeva infatti dei ragazzini che lo accompagnavano, a durissimi allenamenti sul tavolo da biliardo, allenamenti per l'appunto simili a quelli della Tana delle Tigri, che tutti ricorderanno ne L'uomo tigre.
GenniGattuso: sosia del calciatore del Milan. Si accompagna a un gruppo di hip hoppari piuttosto orrendi.
Sheva: sosia del calciatore del Milan, Shevchenko. E anche un po' di Justin Timberlake. Una volta venne accompagnato dalla Bambolina, bellissima come il nome stesso dice. Scomparso con la cricca di Mama.
La Dark Lady, la Nana e Cecca: la Dark Lady si vestiva spesso di nero, poi diventò la fidanzata di Mama e scomparve con lui, la Nana era amica della Dark Lady. Piccola di statura, a caccia di uomini, Santino amava definirla così: quella prende tutto. Cecca era butterata, un omologo al femminile del panettiere Cecco (Abatantuono) di Fantozzi. In seguito, palestra e lampade la hanno magicamente trasformata e ora si può dire che non sia malaccio.
Jeff: il belloccio del biliardo. Si faceva chiamare appunto Jeff. Anche lui della cricca di Mama, giocava bene a biliardo, si metteva le cinte e gli stivali pitonati e spesso si chiacchierava sulla sua presunta omosessualità. Sparito con Mama.
C'era anche Cecco, versione maschile. Anche lui scomparso. Eppoi Cassel, orrida copia di Vincent Cassel, andato via dopo la nascita di un bimbo; il Profugo, novità degli ultimi tempi, da quando è morto il papa più o meno. Il Cittì, un vecchio che faceva molto commissario tecnico della nazionale di biliardo, passava per tutti i tavoli e guardava qualche colpo. Presumo sia morto. I Sars, cinesi usciti dai ristoranti nei dintorni, che giocano alle macchinette. Comandati dal Boss Tanaka, che ha ormai stretto un'alleanza malavitosa con Tana e Santino. Il Sorcone, la Puffa e Manuelona, altre tre bellezze transitate di qui. E il Grande Attore, vecchio tifoso della Roma che non si perde una sola partita, con il suo foulard al collo. La Bomba uno e la Bomba due, due ciccioni enormi.
Di sicuro dimentico qualcuno, ma non posso dimenticare che ieri sera è nato un nuovo personaggio: il Fiasco. Un tipo grassoccio senza spalle, butterato sul collo che indossava una canotta nera. Bellissimo.
Post lunghissimo e magari ostico, ma io amo questo luogo ed era giusto così.
Ps: la prossima settimana questo blog cambierà pelle, non vi spaventate.
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sabato, 05 marzo 2005 |
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PRIMO A GIOCARE!
( on the air: Good Charlotte - I just wanna live )
Le passioni vanno assecondate, qualsiasi esse siano. Succede così che ogni sabato pomeriggio, ormai da eoni, ci si riunisce davanti a uno schermo bello grosso, si accende la PS2 e si fa il torneino. Pro Evolution Soccer, il più bel gioco di calcio che la storia ricordi. I mesi passati a prendere per il culo le coppie di telecronisti, dagli antesignani Pinoli e Moneta a De Capitani e Tecca, fino a Civoli e Sandreani. Tattiche cambiate, sostituzioni inutili al novantatreesimo, insulti ai giocatori che deludono. Pomeriggi da ragazzini adulti, bicchieri di Coca Cola, sigarette a raffica, come le cazzate che spariamo. Fino addirittura all'asta tipo fantacalcio per comprare gli uomini migliori del pianeta. Oggi, se tutto va bene, c'è l'ultima puntata, almeno per un po'. Siamo arrivati agli sponsor sulle maglie. Questo post vuole essere un omaggio a noi cinque. Io con il mio Gigio United, Dio con la sua Vis Patonza, eppoi ancora il Real Camilluccia, il Bogonzo e il Real Berlino City, prima conosciuto come Longobarda FC. Cascasse il mondo, eravamo lì. Partenze, lavoro e altri impicci, fermeranno il torneino, ma lo spirito resterà. Sono convinto che ci si ritroverà presto per nuove sfide. Senza regole, anzi una c'è: chi dice primo a giocare, gioca. Tra gente che lo dice entrando in casa, gente che andrebbe indietro con la macchina del tempo pur di scrivere la fatidica frase sulla stele di Rosetta, chi si porterebbe un notaio con busta chiusa, per autenticare il desiderio. Lo so, trent'anni buttati nel cesso, ma fa niente. Dunque chiudo qui....sì...ehm...anzi...primo a giocare!
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venerdì, 25 febbraio 2005 |
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LO SO E' VENERDì, MA NON MI SONO TRATTENUTO!
( on the air: Chemical Brothers - Galvanize )
In questi giorni di dolce far niente a Verona, oltre ad essere uscito, sono stato costretto a riempire il tempo in altri modi. Il modo più letale, è stato senza dubbio vedere la televisione. Non mi accadeva da tempo di fare un'overdose simile. Io che accendo la tv al massimo per un'ora scarsa al giorno. Sapevo che eravamo arrivati in basso, ma non avevo ancora capito la portata di questo basso. E così, pur essendomi salvato dalla politica e da Cucuzza, sono stato fagocitato dai programmi di Maria De Filippi. Temibilissimo è Uomini e donne, in cui diverse sgallettate vanno all'assalto del muscoloso imbecille di turno. Ma ancor peggio è Amici. Sceneggiate napoletane con tanto di nonna e pastarelle, pianti dirotti e cazzate assortite. Sapevo che eravamo ridotti male, ma non pensavo fino a questo punto. E stando davanti alla tv, ho fatto alcune interessantissime scoperte. La prima è che dalla De Filippi vanno di moda gli albanesi. Dopo Kledi, c'è Klajdi e Tilli e non so chi altro. In effetti sono anni che rincoglioniamo gli albanesi con la nostra tv, doveva succedere che venissero a toccare con mano. La seconda scoperta è notturna e un po' più spinta. Mascia Ferri e Alessia Fabiani hanno istituito un telefono hot. Un 899, per intenderci. La pubblicità vede ovviamente le due zocc..ehm signorine in reggiseno e mutande (ormai credo sia diventato il loro abbigliamento invernale, cambiano solo i colori), che ancheggiano maliziosamente e ci illustrano la voglia di svelare i loro piccanti segreti ai loro fans. Ora mi chiedo se davvero racconteranno di essersi fatte tutto l'album dei Calciatori Panini, più tutto il cosiddetto bel mondo. Se così fosse potrei anche chiamare, per addossare a loro le colpe della stagione un po' disgraziata della mia squadra del cuore. Ma poi penso che ovviamente, qualsiasi squadra girerà a vuoto nel corso del campionato, beccandosi la penalizzazione (per modo di dire) AlessiaMascia. Infine. Qualche giorno fa, guardando distrattamente un telegiornale, ho incredibilmente verificato che gli italiani spendono sei milioni, dicoseimilionidieuro al giorno per inviarsi sul cellulare i loghi e le suonerie, più gli altri servizi. In questi giorni di tivvù pomeridiana sfrenata, ho capito che il fenomeno è in espansione. E va soppresso. Ogni due pubblicità, una riguarda questi servizi. Giovinastri ammiccanti fischiettano l'ultimo motivo di Zarrillo (ahimè, anche dei Killers) e ti invitano a mandare sms al 48blabla con la parola trippa, o giù di lì. Sarebbe bello se finisse qui. Invece no. Ti senti solo? C'è la chat di Tim e quella del caffè delle zoccole. Conosci nuovi amici e nuove amiche! Invia un sms al 48xxxx. Poi c'è il pulcino che fa i rutti polifonici, conosci i segreti delle tue rockstar preferite (dove le rockstar sono Britney Spears e i Blue), scarica i giochini in Java, prendi il logo più unico che raro, con la scritta della CocaCola. Eppoi le frasette. Manda una presa per il culo a un amico, manda frasi d'amore alla ragazza che ami, le barzellette zozze, le boccacce, le ricette di cucina, le palle del flipper e l'oroscopo. Senza contare naturalmente tutti i gli sms-48, istituiti dai vari reality e compagnia bella. De Filippi compresa. Indovina se quattro anni fa in Albania, il gemello di Klajdi si è rotto la mano in un tritacarne o scendendo da un gommone a Brindisi. Indovina se Ciccetta ha mangiato l'uovo sodo e ha trasgredito la sua dieta.Tutto questo è vietato ai minorenni, ma volete dirmi come fanno a capire che non sono i minorenni a mandare l’sms? E soprattutto, perché le pubblicità hanno il loro massimo splendore durante i cartoni animati in fascia pomeridiana? E perché non si lamentano neanche le associazioni dei consumatori? Quelle che rompono le palle anche per i colori della scatoletta del tonno, o magari il Moige, il ku-klux klan dei genitori imbecilli. Ah! E ho visto anche Ritorno al Presente, e ho avuto modo di scaldarmi con le immagini di Sandra Milo nuda. Ora c'è anche Sanremo....
Prima di chiudere, volevo dirvi di inviare un sms al numero 484848484848!!! Da oggi il nuovo servizio tutto per voi!! Un post di Ataru al giorno sul vostro cellulare. Utile con le donne, con il vostro panettiere, al funerale e in merceria! E ovunque.*
*è un servizio Atarutel, vietato ai minori di anni 18, potete aggiungere nell'sms che siete maggiorenni e noi saremo certi di questo. Il servizio ha un costo di 5,89 euro ad sms, più lo scatto alla risposta. Quale risposta?
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sabato, 11 dicembre 2004 |
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IL POST INUTILE DEL SABATO
presenta:
IL POST UN PO' MENO INUTILE DEL SABATO
ELOGIO DELLA LOGORREA
( on the air: Non voglio che Clara - Le paure )
Il logorroico è un animale interessante, soprattutto se, consapevolmente, fa della logorrea il suo punto di forza e non quello debole. Dunque prendo l'esempio positivo. Il logorroico parla anche con i muri, e se i muri non rispondono, lui li doppia, fa in modo che lo contraddicano e instaura un confronto. Il logorroico fa una telefonata al volo eppoi si incolla alla cornetta per ore. E se dall'altra parte c'è un altro logorroico, è la fine. Il logorroico fa aspettare gli amici sotto casa sua perchè ha sempre qualcosa di cui parlare anche quando deve uscire. Il logorroico disgela anche le persone silenziose e quelle timide. Anche se magari lui stesso è timido, viene comunque sorretto dal suo fiume di parole (che fa molto Jalisse) in piena. Il logorroico, anche se costretto da cause di forza maggiore a tornare a casa perchè è tardi, si trattiene per quei tre minuti di sigaretta eppoi i tre minuti si elevano perlomeno al cubo. Il logorroico, pur di parlare, si interroga sul perchè preferisca un locale scuro e con la luce soffusa piuttosto che uno chiaro e luminoso. Oppure si sofferma a dissertare della forma di una crepa nel soffitto. O magari immagina una conversazione tra il suo berretto di lana e le sue chiavi di casa. Il logorroico usa i suoi ricordi come autentiche gag per intrattenere e coinvolgere il pubblico e intanto si emoziona parlandone. Ed è talvolta ripetitivo, ma se è in grado, riesce a non essere noioso e a non cadere nella banalità. Il logorroico mette il pilota automatico ed è difficile disinserirlo. Il logorroico fa polemica soltanto per il gusto di dire la sua, di contrapporre una sua idea. Non gli importa di aver ragione o torto, l'importante è esporre ciò che pensa. Il logorroico dispensa consigli, snocciola esperienze e situazioni che in qualche modo riescono ad essere applicabili alle paturnie del suo interlocutore. Il logorroico sfida i suoi simili in dispendiosi match di ping pong con gli sms. Il logorroico ha spesso problemi nel mantenere un segreto. Il logorroico esige di avere l'ultima parola: spesso nascono autentiche sfide con i suoi simili, ed a quel punto subentra la resistenza. Il logorroico si dilunga sul suo blog, a scrivere di logorrea e non solo. Il logorroico è in buona sostanza un egocentrico. Io, logorroico positivo, mi sono circondato di persone tendenzialmente malate del mio stesso male. Eppure si sa, non tutti i mali vengono per nuocere. Questo, per esempio, no. Ecco perchè intono il mio peana alla logorrea.
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sabato, 20 novembre 2004 |
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E TU, LA MANGI LA MELA CHIODATA?
( on the air: Le Tigre - Well well well )
Mi sono un po' gingillato davanti alla tv, su Canale 5 c'era Corto 5, e vedere un corto di Tony Scott prodotto da Ridley Scott e David Fincher con Gary Oldman nella parte del diavolo e James Brown e Marilyn Manson nella parte di loro stessi, mi ha stuzzicato. Strani orari davvero.
Ma veniamo a noi. Doveva essere una serata tranquilla. Recarsi al God Bless, un pubbetto kitsch sulla Gianicolense poteva andar bene. Fin quando improvvisamente accade qualcosa di inquietante. La musica si alza, parte per tre volte di fila l'evergreen da trenino Can't take my eyes off you. Ailoviubeibeeeeee nanananà, ainidiubeibeeeeee eccetera. Una bionda discinta ci annuncia che stanno per arrivare le telecamere di Viviroma, trasmissione condotta dall'equivoco personaggio della foto sopra (quello a destra, sì lo so, è una dura lotta...). Chi proprio non ce la facesse e volesse saperne di più, si rechi qui. Massimo Marino è un divo del sottobosco televisivo romano, visita di solito locali hard e suole salutare così: sciao porcino, a frappè! Come dire, il diggei Francesco con il suo saluto da imbecille, bella di padella, è a livello dilettantistico. Stavolta aveva deciso di piombare nel nostro pub apparentemente tranquillo, forse attratto dall'unico elemento hard del locale: un manichino di donna leopardata all'esterno. A questo punto, la follia. Musica sconosciuta appalla, ingresso in scena di uomini di colore, gente col cappello da cowboy, tutti si divertono a sollevare la bionda per le chiappe e a collocarla sul bancone del bar. Tutti questi ragazzi della compagnia delle minchie, iniziano a ballare e urlare come se fossero tarantolati, mentre il pappon...ehm..il porcino Marino, li guarda soddisfatto e spaparanzato su un tavolo, ingozzandosi di arachidi. Intanto ad un tavolino isolato, una sorta di nerd in canotta, lustra gli scarsi muscoli per conquistare una fanciulla unticcia. E sfodera discorsi intellettuali che ho ascoltato, deriso e rimosso. Scappiamo dai tarantolati e giungiamo all'amato Loran Club per un panino. Qui veniamo di nuovo folgorati. Due ragazze -vogliamo dire bruttine? no, diciamo brutte- si mettono a ritmare non si sa bene cosa, picchiando le mani sul tavolo. Eppoi urlano. Ma che cazzo di morbo c'è stasera? Gli amici tutti intorno ad ascoltarle imbambolati. Una delle due, poi, ciancica una gomma americana in un modo assolutamente ridicolo, diciamo tipo cammello colto da ictus cerebrale. L'altra si crede, beata lei, una gran figa. Tentano di fare le piacione con un ragazzo del loro tavolo, un bocconcino appetibile più che altro dai camion della mondezza. Giocano a Tabù e sparano un oceano di minchiate. Una su tutte, la donna cammello, per far indovinare a lui il sostantivo bestia: quando tu scopi sei una...? Stavo per rigurgitare il mio hamburger. Intanto un truzzo con gilè attillato, magliettina dolcevita bianca e muscoli di ordinanza, si aggira per il locale con fare da Terminator dopo un paio di passaggi sotto la pressa. E' troppo. Ci resta solo il nostro letto. E corriamo ad abbracciarlo. Ma che gente circola? Forse la stessa che usa questo rimedio infallibile:
La mela 'chiodata'
Una mela 'chiodata' per assorbire ferro senza fatica.
Uno dei metodi migliori e più semplici per assorbire il ferro, senza ricorrere agli integratori minerali, è quello di 'chiodare una mela.
Sembra stravagante come sistema, eppure funziona.
Basta prendere una mela, infilare nella polpa 6 o 7 chiodi arrugginiti (ricchi di ferro) e lasciarli in "infusione" per almeno 24 ore.
Una volta estratti, i chiodi possono essere riutilizzati per 'chiodare' un'altra mela.
Quando Dio mi ha detto che in ufficio da lui, una mamma diceva di propinarla al figlio, non ci credevo. Il fedele Google mi è corso in aiuto. E mi ha tolto ogni dubbio: il mondo è pieno di pazzi. Diffidate da quelli che dicono di esserlo. Sono gli unici sani.
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sabato, 13 novembre 2004 |
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ERA MEGLIO L'ESORCICCIO
( on the air: The Killers - Smile like you mean it )
Avevo deciso da un po' di tempo che questo venerdì lo avrei dedicato alla visione del prequel dell'Esorcista: La Genesi. Posto che non ho ripassato il primo film che non ricordo benissimo, la storia è talmente nota che se la ricordano anche gli aterosclerotici. Il diavolo si impossessa di una fanciulla, un prete che ha perso la fede la recupera e dopo vomitate e cose trucide riesce a scacciare il diavolo dalla cozza infame che era Linda Blair. Padre Merrin muore alla fine del film. Così chi voleva vederlo e ancora non l'aveva visto, rimane fregato. Celebre la colonna sonora di Mike Oldfield, l'ossessiva Tubular Bells, il film fu per l'epoca davvero rivoluzionario, sottoposto a censura e oggetto di strane leggende metropolitane come quella del crocifisso che si rovesciò da solo dentro un cinema di Roma. Altri tempi. Del resto avete mai visto un crocifisso dentro un cinema? Ecco, io no. Insomma è passato parecchio tempo e L'esorcista non fa più paura come negli anni settanta. Però ammetto che quando i preti me lo fecero vedere a scuola per la prima volta a sedici anni, qualche brividino mi venne. Era l'atmosfera che faceva paura, il pensiero che il diavolo fosse veramente lì. Il film di Friedkin, con Max Von Sydow, ebbe due sèguiti di cui si è persa giustamente memoria. Ma quando c'è un filone da sfruttare gli amici di Ollivud non si scoraggiano, e se non si inventano il remake (peraltro qualche anno fa è uscita la versione con i tredici minuti che furono censurati nel '73), cosa possono inventarsi? Il prequel, l'antefatto. Ha fatto così anche George Lucas, fracassandoci i coglioni con tre trilogie di Guerre Stellari, di cui ancora devono girare un prequel e quattro sequel; probabilmente moriremo tutti, Lucas compreso, prima di vedere la fine, e sincero per sincero, morirò anche tranquillo senza averli visti. Ma parliamo di questo film. Avrei potuto far rientrare questo post nella categoria del "Magari ve l'eravate perso", ma farne una recensione vera e propria non mi sarebbe piaciuto. Allora il film inutile del venerdì? Ok, tralascio questioni di lana caprina. Padre Lankaster Merrin venticinque anni prima. Di nuovo ex prete. Ma stavolta che fa? Fa l'archeologo! Novello Indiana Jones, l'ex padre Merrin, incaricato dal Vaticano, parte per il Kenya a cercare una statuetta in una chiesa paleocristiana, inverosimilmente costruita in un tempo in cui in Africa nessuno conosceva il cristianesimo. Da qui in poi, è un minestrone riscaldato in cui entrano il nazismo, i riti africani, l'omertà della chiesa, tanto splatter e poca tensione, concentrata più nei soliti rumori spaventosi causa dolby surround che non nella storia stessa. Un film più di avventura che non horror. La colpa potrebbe ricercarsi nel regista: Renny Harlin. Apice del successo a fine anni ottanta con Die Hard 2 e Cliffhanger. Poi una sequela indicibile di flop, culminati nell'ultima fatica, Driven con Stallone, un matrimonio fallito con Geena Davis e un'inevitabile parabola discendente. La trama di per sè potrebbe essere decente, ma il film regala tensione solo con qualche effettaccio, mentre quello di Friedkin faceva strizzare per la psicologia perversa del diavolo e le vomitate, la testa che gira, facevano solo da cornice a quella tensione. Stavolta non c'è neanche Mike Oldfield a suonare, peccato grave. E ogni tanto il film scende nel ridicolo, come quando nella grotta sotto la chiesa, il diavolo si trasforma in una specie di donna ragno che transita sulle rocce o come quando vorrebbe arrapare il protagonista con un paio di tette da zombie. Il che dimostra che non si può affidare la regia ad un ex brillante cineasta di film d'azione. Perchè ne viene fuori un film d'azione piuttosto vuoto. Ciccio Ingrassia e Lino Banfi sono lontani anni luce. Viva L'Esorciccio.
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sabato, 30 ottobre 2004 |
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DISCO PINCIO
( on the air: Rammstein - Halleluiah )
Bene. Non è che abbia molta voglia di scrivere. Per i seguenti motivi: ho sonno, ho un fine settimana molto impegnativo, sono l'unico che lavora solo la domenica, sto per andare a pranzo, dovrei andare al cesso ma ormai ho deciso di mangiare prima e poi produrre, devo fare dei cd, sono arrivati a Roma i miei amici di Torino, incombono Halloween e il compleanno dell'Aliena (che a dir la verità è oggi) e soprattutto tra poco c'è il consueto torneo del sabato a Pro Evolution Soccer 4 su Playstation2. Per tutti questi motivi non mi va di postare. Però, c'è un però. Mi riprometto sempre di non parlare troppo delle tipologie di esseri primitivi che girano a Roma, ma davvero, sento che non posso farne a meno. In realtà, già in passato avevo scritto dei post sui truzzi, sugli alternativi e sui fighetti (e qui normalmente ci dovrebbe stare il link, un bravo blogger, sa come farsi pubblicità. Capita però che oggi non mi vada manco per il cazzo). Dunque ieri, a fine serata, sarebbe più corretto dire questa mattina presto, mi sono recato in quel del Pincio, per completare il giro del post precedente. E brindare ai ventottoanniventotto dell'Aliena con una lattina di birra e due bicchieri di carta (perchè a noi ce piace la semplicità, come dice la Ferilli...però se vai a vedere, io avevo bevuto mezzo litro di Pinot Grigio Santa Margherita e mezzo litro di Tennent's Super e l'Aliena cantava Praidindeneimovlov degli uddue fuori dal finestrino...). Insomma eravamo lì con la nostra birra Spoken, quella del discount, che poi non è neanche così mortale, quando finalmente siamo arrivati al Pincio. Credo fosse una buona decina d'anni che non ci andavo. Perchè noi romani siamo da sempre i peggiori conoscitori di Roma. No, non voglio fare un altro post su Roma, anche perchè lo so, poi rompo i coglioni; il segreto del mio successo sta nell'essere eterogeneo, già già, me l'hanno detta un sacco di volte, questa. Veniamo al punto. Piazzetta del Pincio. Mentre arriviamo, cominciamo a sentire musica martellante a volume martellante. Ed è lì che capiamo la tragica verità: è pieno di truzzi, tamarri, coatti, chiamateli come volete, tanto il senso non cambia. Vi assicuro che il sottoscritto non ha la puzza sotto al naso, però quando vede gli eccessi, non li capisce. L'ho detto dei fighetti e dei loro atteggiamenti con il palo dentro il culo, l'ho detto degli alternativi con la canna perenne in bocca e l'atteggiamento più classista di un pariolino perchè loro soli sono di sinistra e sti cazzi non ce lo vogliamo aggiungere? e lo dico dei truzzi. Descrizione: macchina piccola modificata. Avevano tutti la Peugeot 206, la Bravo, la Punto. Però il rombo sembrava quello di una Minardi formulauno (perchè non ho detto Ferrari? perchè era più originale dire Minardi e la Ferrari mi sta pure sul culo). La musica: non ben identificata. Una serie di suoni messi lì a cazzo. Nei prossimi giorni, se deciderò di spostare dei mobili trascinandoli sul pavimento, prenderò un amplificatore, un registratore e inciderò il mio nuovo disco. Che diventerà il prossimo discoPincio by diggeiAtaru fituring missClorofilla vs lamadonna e tutti gli angeli in colonna. Quelle povere, piccole macchine violentate da luci blu in prestito dal dottor Spock, cerchi in lega della Nasa persino il tappo della benzina cromato e placcato argento. Abbigliàti con le solite cose della Diesel e con i capelli tipo scultura del tardo cubismo ( lo so che erano pittori, ma era meglio dire scultura). Ci allontaniamo da tale cacofonico frastuono, che poi insomma, non è che io sia uno che si delizia il palato o anche le orecchie con le sinfonie di Mozart, mi basta una voce roca e una chitarra ignorante, ma tant'è. E mentre si rimira il panorama con la birra Spoken e non si riesce a capire se in lontananza si veda o no San Giovanni, del resto io già mi ci perdo ogni volta, non potevo non perdermelo anche nel panorama....insomma mentre accade tutto questo: stradina di sotto, una Panda. Canzone un po' Gigi D'Agostino (che, confesso, a me quando faceva pezzi un po' più raffinati piaceva), un uomo solo al volante. Che fa il giro della scultura e torna indietro. La radio ovviamente è a volume spaccacasse. Tempo dueminuti e il nostro truzzo ritorna sul luogo del delitto, stavolta con il sound di una canzone italiana di quelle che ogni tanto capita il video sulle tivvù locali e lo guardi perchè è kitsch. Altro giro del monumento e via indietro. Ritorna di nuovo dopo altri due minuti. Stavolta ha i Blue. Sempre più agghiacciante. Passa una Panda quattroperquattro e sgomma per le curve del discesone. Cazzo, ma siamo capitati a un pandino-raduno? Si fa tardi e ce ne andiamo. Quello con la Panda e la radio truzza continua a macinare cerchi concentrici con le ruote, cosa volesse dalla vita, è un mistero. Del resto non sapremo mai neanche se quella era piazza San Giovanni.
Domani è Allouin, vi mascherate? Purtroppo il post su Halloween l'avevo già fatto l'anno scorso, ora rischio di ripetermi e no, non mi ripeto. Forse con l'occasione andrò anche in discoteca. Spero di incontrare una bella truzza vestita da mignottone gotico.
Nb: nel frattempo ho anche pranzato, tanto per mantenere un minimo di consecutio temporum.
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sabato, 16 ottobre 2004 |
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I GUIDATORI DELLA DOMENICA E PURE DEL SABATO
( on the air: Jovanotti - Gente della notte )
Nel uicchend assistiamo a delle scene di pubblico abominio. Lo sapete da sempre, soprattutto da quando, durante la scorsa estate, quando ero oltremodo frivolo, postavo di sabato le cosette squallide che l'itaGliano medio suole compiere nel fine settimana. E' parecchio tempo che voglio parlare del traffico. Argomento sputtanato, inflazionato, esagerato. Ma davvero sono arrivato al punto di non poter più tacere. Anche perchè un post sull'argomento, era da tempo il mio jolly per quando non avrei saputo cosa scrivere. Ora dovrò pure trovarmene un altro. Chedduepalle. Intanto, ho notato a mie spese, che dall'inizio di settembre, di quella merda di settembre duemilaeqquattro, scusate se mi faccio prendere la mano da fatti personali, bene, da lì in poi, il traffico di Roma ha subìto un notevole peggioramento. E mi chiedo come mai, spùntino fuori auto nuove come funghi prataioli. Mica per niente, è che poi incontri la gente e davanti ti piange miseria, dietro si compra la Jeep modello Spazio-UltimaFrontiera-DataAstrale-TempestaNelDeserto (che poi davvero mi chiedo, ma questi qua, lo sanno che farsi un fuoristrada a Roma, equivale a girare con una 126 nel deserto mongolo?). E ci fanno mettere pure gli optional degli optional, tipo il simulatore della Parigi-Dakar sul navigatore satellitare, il seggiolino del bambino con posacenere e caricatore del cellulare, l'apposito vano con aspirapelo per il cane e il sedile reclinabile per il sesso sicuro con tanto di distributore di preservativi Sensation di Hatù, quelli con le bollicine sopra. Nonchè lo stereo tamarro con le cubiste in topless che si muovono a ritmo di musica. Non ci sono soldi, dicono. Mah, sarà. E mi chiedo anche come mai ci sia traffico a qualsiasi ora del giorno, durante i normali orari lavorativi. Non sarà che nessuno fa un cazzo? Pensavo di essere originale e di essere l'unico. Mah, avrà ragione Bossi. Ma torniamo al uicchend. Il guidatore della domenica è un luogo comune tra i più veri della storia dei luoghi comuni. Aggiungerei anche del sabato. Ma vediamo con ordine le categorie di questa piaga sociale:
Il vecchio col cappello: un classico, un evergreen. Durante la settimana scende sotto casa, fa un giro a piedi, compra il latte e se ne torna tra le mura amiche. Il sabato prende la macchina. Una volta aveva la Fiat Argenta, ora si è modernizzato e guida un grosso modello di AlfaRomeo di qualche anno fa, di quelle con le sigle numeriche che non riesco mai a ricordare. Quando te lo trovi davanti, puoi pregare o bestemmiare, tanto non risolvi il problema. Generatore automatico di code, il vecchio percorre una strada a scorrimento veloce, ponendosi nel bel mezzo della carreggiata a 22 chilometri orari, roba che la lancetta del contachilometri viene colpita da paresi. Lo scopo del giro del vecchio? Andare a comprare il latte da un'altra parte.
Le donne lavoratrici indefesse: tipo professoresse, impiegate et similia (non tutte, intendiamoci). Quelle donne brutte e noiose, che durante la settimana prendono l'autobus e guardano male gli altri solo perchè abbozzano un sorriso o gli vibra il cellulare. Nel fine settimana prendono la loro utilitaria (indicata la Matiz) e si danno allo shopping selvaggio per compensare la mancanza di un uomo che le renda donne dando loro quattro colpi. Letali quando si tratta di fare un parcheggio. Rischi inevitabili: una botta davanti e una dietro. Quello che vorrebbero farsi fare, lo fanno a voi. La vostra macchina in sosta ringrazia sentitamente.
I quattordicenni imbecilli: categoria questa, tra le più irritanti e pericolose. Non bastava mettergli in mano il motorino, con cui ti tagliano la strada come neanche Goemon (leggasi Ghemon, l'amico di Lupin III) con la sua spada samurai saprebbe fare. No, non bastava. Ora gli abbiamo messo in mano la macchinetta. Quella scatoletta della morte su cui girano i pischelli. Che poi, santamadonna, costa pure una barca di quattrini. E ha nomi strani, tipo Aixam, Titan, Galactica e Jet. Essi credono di essere i re della strada e non ti fanno passare manco a morire. Se li sorpassi, alzano il dito medio e tentano di sputarti. E' lì che esce fuori il meglio di te, quando gli dici: quel giorno, la baldracca di tua madre aveva deciso di prenderlo nel culo, sai? E' lì che dici che forse era meglio caricarli di compiti a casa e farli pedinare da un ufficiale delle SS ancora in regolare servizio per controllare che li facciano di persona e non se li facciano dare dall'amico secchione.
Il buon padre di famiglia: durante la settimana sputa sangue per mantenere la moglie nullafacente e i tre figli, di quattro, tre e un anno. Tre aquile in grado di sfondare il muro del suono e rendere sorde le casse dell'ultimo concerto ecumenico dei Pink Floyd. Egli prende i mezzi pubblici tutte le mattine per andare al lavoro dall'altra parte della città e risparmiare sulla benzina. Il sabato e la domenica, si dedica al lavaggio della sua Mondeo Station Wagon, rigorosamente a mano e nel giardinetto condominiale. Poi esce a fare la spesa grossa per la settimana successiva, con tutta la famiglia. Di solito, stordito dall'arpìa succhiasoldi e dai tre innocenti bambini di Satana, si dimentica di mettere la freccia e lascia la macchina(enorme) in doppia fila, bloccando il traffico. La moglie non muove un dito, i figli strepitano facendo saltare tutti gli antifurto, fin quando lui non arriva scusandosi con una faccia da cazzo non indifferente e adducendo come scusa le quattrocentododici buste piene di masserizie acquistate al discount RisparmioPiù. La domenica, lo stesso soggetto in questione, si reca all'outlet, all'Ikea, al centro commerciale e al megastore di elettrodomestici, senza comprare una mazza. Perchè ha speso tutto in pasticceria, per comprare le famigerate pastarelle della domenica.
Non meno temibile è l'ultima categoria: la donna in carriera lampadata e incartapecorita che va a fare shopping. Durante la settimana gira con una banalissima Micra e se la cava bene. Nel uicchend prende il fuoristrada. E sono cazzi. Misure falsate, manovre assassine, semafori rossi o verdi non visti e frecce ignorate, anche perchè sulla Micra stanno dalla parte opposta, quindi al massimo le parte il tergicristallo o il clacson. Nei parcheggi è ovviamente la più pericolosa perchè con i quattro metri di spessore del suo paraurti e con la ruota di scorta rivestita in piombo zincato nonchè con il gancio da traino per la barca, può arrivare a demolire la totalità della parte anteriore della vostra autovettura, senza nemmeno accorgersene.
Io preferisco girare di notte e trovarmi il folle che mi supera a quattrocento chilometri orari. Almeno il traffico non stressa. Come stanotte, bello. Girare con la pancia piena di roba cinese e di vino bianco, la cassettina con le canzoni di qualche anno fa e un'Aliena scema in macchina. Tanto che se c'è un'alluvione in corso e il lungotevere è bloccato, poco importa. Tanto l'unica cosa che si nota, sono i tergicristallo che vanno a tempo di musica. E sorridi, anzi, ridi di gusto, come non facevi da un po'. Meglio così.
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domenica, 10 ottobre 2004 |
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PIRAMIDI ALL'AMATRICIANA
( on the air: The Libertines - Can't stand me now )
Post in ritardo. Venerdì scorso, Ataru e il suo amico venticinquennale, Francesco, vanno a farsi un giro di lavoro (suo di lui) ai Castelli romani. Tra una tappa e l'altra si decide di fare la classica magnata de li castelli, a Frascati. Un posto vale l'altro, lì è tutto buono, tutto caratteristico. Così, passando davanti a un ristorantino molto carino e vedendo la lavagnetta attiraturisti fuori (trattoria tipica dei castelli), ci lasciamo convincere. Poi l'occhio cade sull'insegna: Zora ai Faraoni. Francesco però è già entrato. Ci accoglie una donna piacente sulla quarantina, aspetto maghrebino.
Che cazzo volete?
Francesco: mah...veramente volevamo mangiare!
Zora: ah shcusame t'avevo visto con la cartellina in mano pensavo fossi un rombipalle! Vabbè ve facio magnà! Facciamo n'antipastino de prociuto, brushchettine, poi c'ho matriciana, ragù e sugo semblice. Poi pessecondo patatine, carne, quello chevvoi.
F: vabbè antipastino, vinello e matriciana..
Zora ad Ataru: levate shti occhiali da sole, te vojo vede occhi! oooh così meglio!
Ataru, sottovoce a F.: a me però il prosciutto crudo non piace e volevo cacio e pepe!
Z (sente): magna sto prociuto che è bono, fai vedere che magni, forza! (intervallo) mortaci tui! che schifo, cazzo, cristo! Cavalla grande bleeeeh! Caccia via tu con scopa, a me fa schifo! Dai te facio sconto!
A: CHE???
Z: cavalla! quella che salta!
A: ah cavalletta!
Ataru caccia una cavalletta gigante dal locale, tronfio con la scopa in mano.
Il prosciutto è un kilo, ne mangio un po', il resto tocca a Francesco. Ammetto che era buono perchè sapeva più di bresaola. Poi bruschettine. Nel frattempo, Zora dice alla figlia di mettere la pasta. Ci sembra di sentire la parola mezzochilo...
Arriva la pasta.
F: 'orca puttana, è veramente mezzo chilo!
A: cazzo! due etti e mezzo a testa...
Mangiate a fatica le ottime mezze maniche, e bevuto il vinello, le due buone forchette senza fondo, chiedono un piatto di patatine in due.
Z: schcusame non ce l'ho. Penzavo de sì e invesce no. ahahahah
A e F: aehm..vabbè...di dolce che hai?
Z: quello che volete: tartufo bianco, tartufo nero, torte...
A: ma una roba tipo torta della nonna?
Z: shpett che vado a vedè quello che c'hanno..
F: ma qui di fronte?
Z: essì prendo lì, dai ve fascio sorpresa eh...
A: sì così poi ci fai il caffè...
Z: prendo di fronte anche caffè!
A: ah
Zora torna con una torta Carte D'Or alla fragola e due caffè.
Z: shtronzzi, hanno finito tutto! c'era solo questa, mangiatene quanta volete..
Torta per almeno otto persone e fa anche un po' cagare.
Z: tiè il coltello, taja te! ma che lavoro fai, belu?
F: io sono perito assicuratore
Z: io non la pago da tanto..
F: brava! fai le corna che succede qualcosa qui, un danno, un incendio, se la paghi poi vengo io...
A: significa che è meglio che non viene, è un avvoltoio...
Z ad Ataru: gràttate pure permè...tiè!
F: ahahahhah.... ma c'è gente di solito qui?
Z: sabatu tuto pienu! facciamo danza del ventre con ragaze egiziane, poi c'abbiamo le chiavi delle stanze, tu se vuoi scegli la ragazza e ce fai quello che ti pare nella stanza! così magni bevi e tutto quanto...
Facce tra il basìto e l'arrapato..
F: apperò, mica male!
A: hai capito...
Z: che bei clienti che siete! spero che tornate eh...
A & F: come no!
Conto: quaranta euro...apperò...
F: tieni
Z: la torta l'ho pagata eh...bello, lasciame la mangia...damme ste diesci euro
A: pure?
F: tiè, cinque fatteli bastà!
A: cazzo...cinque...
Z: m'è andata bene cazzo! fossero tutti come voi! tornate eh, ricordateve de Zora, io sono tunisina e sto da ventiscinque anni qua, sentito la matrisciana che bona? sciao Simoni, sciao belli.
Ataru e Francesco escono dal locale con la ferma convinzione che se avessero voluto, avrebbero pure combinato qualcosa all'istante. Intanto il vinello fa effetto, giù a ridere e a dire: solo noi potevamo andare a Frascati a mangiare le cose tipiche nella trattoria tipica e finire in un bordello egiziano. No comment...
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domenica, 26 settembre 2004 |
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???????
NO!
IL POST INUTILE DEL UICHEND...
( on the air: The 5.6.7.8's - Woo Hoo)
Comincio dalla fine: il mio spirito trash mi porta ad accendere la tv e vedere la replica de L'isola dei Famosi, lascio RaiDue, parte Appuntamento al cinema, eppoi il famigerato palinsesto notturno di Rai 2. Gabriele La Porta, uno dei più barbosi e terrificanti uomini del pianeta, illustra, con enfasi napoletana, teatrale e di 'sta cippa, l'Iliade, la figura di Achille e quella di Ettore, fino ad arrivare a Ulisse e alla canzoncina finale del cantante sfigato: Itacaaaaaaaaaa. Meglio di Valium, Tavor e Serenase sparati tutti in una volta. Se siete arrivati a leggere fin qui, avete una bella resistenza. Io stesso mi sono accasciato prima di continuare a scrivere (cara Stormeyes, non mi sono dimenticato di te, presto avrai la spiegazione de La Vasca di Alex Britti).
Prologo del sabato:
Al Loran Club per Bologna - Roma
Ataru: carina quella lì...gnamme...
Aliena: Ata! ma è piccola! senti, io voglio tornare a vedere la Roma qui con te, sì sì vediamo anche il Real!
Ataru: piccola un cavolo...ehm...ma noi due, qui insieme, dopo le sospensioni del derby e della Dinamo Kiev, e dopo sta batosta che anche il tedesco non vola più, non porteremo un po' sfiga?
Aliena: eheheh vediamo che succede la prossima volta!
Ataru: .....mpfff...ah...ahahah
Dialoghi del sabato /1
Davanti al Sgt Pepper
Monte: sì sì, questo è il pub dedicato ai Beatles...
Ataru: sìssì. qua se magna bene, ci sono stato a pranzo!
Alberto: mi sono scordato le sigarette in macchina, non torno indietro, me le darete voi.
Dio: ma che schifo è sto posto?
Tutti: andiamo via.
Dialoghi del sabato /2
Al Papeth
Monte e Ataru rivolti a Dio: tu sei egoista e rompicoglioni...
Alberto beve.
Dio, dispiaciuto (rubando una tartina dal piatto di Ataru): nooo!
Dialoghi del sabato /3
Al Papeth/2
Signorina F.: al Nord hanno tutti la fabbrichètta di papà, sono tutti ricchi, però cominciano a lavorare dopo la licenza media.
Ataru: sì papà ha le elementari invece...
Signorina F: sì, ignorantissimi. Se gli chiedi dove sta Taranto ti rispondono che sta in Venezuela.
Mr Wolf: ahahah
Dio: ma perchè, ma Taranto dove sta? non sta in Calabria?
Alberto: ohohoh
Dio: ah vabbè, Puglia, no, Basilicata...
Alberto: coglione!
Ataru: andava bene Puglia...
Monte: la Basilicata ha sbocchi al mare.
Dialoghi del sabato /4
Giardino condominiale di Mr Wolf, vicino casa del mitologico Nicolò
Monte: stavolta non ho la scusa pronta per chiedervi una sigaretta, mi date una sigaretta?
intanto Dio, detto per l'occasione Madre Superiora, in macchina: questa roba è buona...mm che ansia...'tacci vostri!
Alberto: assìììì?????
Dio: sìssì!
Ataru: che?
Mr Wolf: chi?
Ataru: aaaah...hoccapito! comunque sì, è roba buona, senti che odorino...Dio, tu proprio più niente?
Dio: ma chesseimatto? Nonnò...
Qualche minuto dopo.......
Mr Wolf, con il fiatone, dietro una pallina da tennis che schizza via: dobbiamo organizzare una partita di calcetto finchè siamo in tempo.
Dio, anche lui con il fiatone: sì, come ai vecchi tempi
Ataru: secondo me ormai il fisico non ci regge più, i polmoni poi...
Alberto: assìììì??? (coff coff) coglione! (coff coff)
Dialoghi del sabato /5
In macchina. La fame tossica e omicida.
Mr Wolf e Ataru: bè, panino!
Monte: ci ho ripensato...
Dio: portatemi a casa!
Alberto: noooo, paninooo! o tutti o nessuno!
Dio: e che me ne fotte, allora nessuno!
Ataru: sei il solito rompicoglioni, prenditi sto panino che è pure presto per tornare a casa.
Alberto: sticazzi, io vado. Panino.
Monte: allora io mangio.
Dialoghi del sabato /6
Di nuovo al Loran Club.
Santino (in dialetto catanese): fateme alzarsge persg l'occasione particolarsge che c'è Albetto. Come stai Albetto? So che ogni tanto vieni asgrrrroma e non te fai vedersge. Fatte darsge un bacetto!
Mr Wolf, rivolto ad Alberto: a te Santino vuole bene eh...
Alberto: perchè sono dell'Inter come lui.
Cameriera: aò, che prendete?
Monte: panino hamburger sottiletta maionese
Alberto: due
Dio: tre
Mr Wolf: quattro
Ataru: panino con cotoletta, insalata, sottiletta, ketch...
Cameriera: aspè, cotoletta, poi?
Ataru: bla bla bla, da bere una coca...
Gli altri , in rapida successione, ma mai sovrapposti: due, tre, quattro, cinque!
Dialoghi del sabato /7
Di nuovo al Loran Club/2.
Mr Wolf: mamma mia sta cameriera!
Ataru: è la rozza...
Dio: ma che denti ha?
Cameriera: mò arrivano i panini...
Alberto: assììì???
Dio: piantala...
Alberto: verrò a casa tua a vedere l'Inter...
Dio: c'è zia Gavina che vuole vedè la replica di Genoa-Salernitana.
Alberto: sì, verrò.
Dio: st'estate ti sei perso la mia imitazione di Zoidberg, il calamaro di Futurama.
Alberto: non lo conosco.
Ataru: bona quella del video...
Cambia video.
Dio: ah ma sta canzone la canta Tiziano Ferro?
Ataru: eeeeh
Ricambia video
Mr Wolf: odio Eminem e tutti sti maledetti rapper coatti...
Cambia ancora video
Ataru sull'ennesimo video di un rapper di colore: mamma mia 'sti negri, fanno tutti i video uguali, tutti col macchinone, la catena d'oro da sei kili e le troie sui sedili posteriori.
Dio: ma allora ci vai domani al Tora Tora?
Ataru: non ho voglia di fare un cazzo. Mi sa che il Tora Tora si fotte. Poi magari piove pure, i Baustelle e i Giardini di Mirò cantano troppo presto e la sera oltre agli Interpol non c'è un cazzo che mi interessa. Gli Afterhours mi stanno sul culo dopo l'ultimo concerto al Villaggio, i Modena City Ramblers mi stanno sul culo e basta.
Monte: aaaaaaah e dopo un bel panino, c'è la scusa per chiedervi una bella sigaretta!
Ataru, Dio e Mr Wolf: inzaladizzime riomare, gon vasghetta ed izi pil!
Alberto: andiamo.
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sabato, 31 luglio 2004 |
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UNA DOMANDA AD ATARU
( on the air: Air - Universal Traveller )
Introduco il post con quattro cazzate sparse. Prima di tutto grazie per l'affetto dimostratomi per il post sottostante. Ogni tanto è giusto protestare, io l'ho fatto. Hanno ucciso Er Caccola, viva Er Caccola. Il grazie più grande va proprio a lui, che grazie a questo casino mi ha fatto frantumare i record di ascolto e di commenti. Per questo, merita che io applichi il suo adesivo anti-Splinder nel mio blog. Sarà fatto. Naturalmente chi vuole continuare la discussione, può tranquillamente rimpinguare i commenti del post precedente. Tanto leggo tutto. Dato ar Caccola ciò che è der Caccola, abbandono il caso dell'anno e torno alla mia vita. Non sempre facile, ma non vi spiegherò il perchè. Ci sono cose che al blog non si possono raccontare. Però ora (spero) va tutto bene. Ho concluso il mio tour al Fantafestival ( o se preferite, quest'altro link ), calando un tris d'assi: Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma, Labyrinth di Jim Henson ( quello dei Muppets ) con un grande David Bowie e ieri sera The Elephant Man di David Lynch, che sinceramente mi ha un po' appesantito. Peccato non chiudere degnamente con Frankenstein Jr. di Mel Brooks o in alternativa-suicidio, trilogia completa del signore degli anelli in versione integrale. Praticamente una maratona di dodici ore con cornetto caldo per i sopravvissuti, servito endovena all'alba. E sempre stasera in un altro cinema è in programma uno dei miei film di culto: Hollywood Party di Blake Edwards con il miglior attore di sempre secondo Ataru: Peter Sellers. Però è sabato e dopo un mese, tornerò a ballare il rock sulla spiaggia non pagando un cazzo, come da copione. Prossima settimana, dopo la visione spero non soporifera, vi farò il resoconto di Aurora, di Friedrich Murnau, film muto del 1927, che Truffaut definì il film più bello della storia del cinema, or ora restaurato. Poi, come ogni buon vip che si rispetti, andrò in Sardegna e chiuderò per ferie. Però, all'esatto opposto della Costa Smeralda.
Bene, fine dell'intro. Parafrasando la blogstar più glam dei Parioli, Kiki, aiuterò voi comuni mortali a conoscere meglio la vostra blogstar preferita. Parlo ovviamente di me medesimo. Come? Ovviamente ponendomi delle domande. Su ciò che volete. Cercherò di rispondere a tutti i quesiti, avete due giorni di tempo per farmeli, poi nella notte tra domenica e lunedì, il nuovo post riguarderà le mie risposte. Sarà naturalmente concessa una deroga per coloro che imperterriti continuano a tornare dietro la scrivania dal primo lunedì di agosto. Accetterò ogni tipo di domanda, però vi avverto, non mi piacciono le domande banali, quindi se possibile cercate di evitarle. Spero bene che non mi chiediate il numero di telefono, tanto la maggior parte delle ragazze linkate lo hanno già. Allora forza con la fantasia! La mia lettrice aficionada del sabato, Kela, sarà lieta di questo nuovo post sotto l'ombrellone. Anche se sabato scorso ha fatto sega. Occhio, non sono una bella gnocca come la Kiki, evitate dunque domande sugli assorbenti e sulle mie tette. Grazie e via con le domande.
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sabato, 24 luglio 2004 |
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I LAVORI FORZATI DI UN SABATO D'ESTATE
( on the air: Persiana Jones - Tremarella )
Rieccomi qui a scrivere un post che non farà odiens. Da bravo aspirante blogstar de noantri e de mecojoni, conosco i limiti del sabato e so, piacevolmente, che mi legge solo Kela. Voi siete felicemente al mare, io per mia scelta no. Ma in serata cosa farete? Io lo so. Andrete a ballare. Dunque: ritorno dal mare con annessa fila di quarantasei chilometri, boccia d'acqua Lete da un litroemmezzo, particella di sodio che reclama un condizionatore, temperatura dell'acqua stessa: più o meno quella della pipì in cui avete nuotato qualche ora prima. Sacchetto salvafreschezza con dentro la pesca noce avanzata dal vostro frugale pranzetto sulla sabbia, sabbia rimasta inesorabilmente attaccata ai vostri asciugamani, sabbia sparsa dai fottutissimi bambini che giocano a fare Amici della De Filippi, precisamente la gara di breakdance nei pressi del vostro buen ritiro per la tintarella. E' in queste occasioni che vi fareste prestare da Goldrake il doppio maglio perforante, l'alabarda spaziale, le lame rotanti e se non basta, anche il raggio protonico di Jeeg Robot d'acciaio. Ma purtroppo Actarus e Hiroshi sono in vacanza alle Maldive, e voi al massimo potete tirare alle piccole pesti ipernutrite di cazzate televisive, un'infradito o un tubetto di Piz Buin protezione 39. Sbrigata la formalità del traffico, formalità che vi costringe ad osservare, dopo ore di code, uno splendido tramonto che vi ferisce le cornee mentre guidate, arriva il momento della cena. E dopo la dieta a base di pesche noci in spiaggia, avete fame. E andate a mangiare la pizza perchè costa poco. Però la fame è tanta e ordinate, dopo aver divorato due cestini di pane e grissini e un altro po' anche il coperto, dicevo, ordinate la superpizza diabolica dello chef. Quella pesantissima con gli ingredienti a sorpresa. Di solito si compone di: pomodoro, mozzarella, provola affumicata e piccante, spek, acciughe, salsiccia, carciofini, uovo strapazzato, peperoncini di Cayenna, funghi, carote e...scusate funghi e carote ce l'ho io, ho perso l'ultima carta del Mercante in fiera. E ho venduto la paradisèa, le piramidi, la pagoda e anche il lattante che di solito esce per primo. Ehm, scusate la divagazione da gioco natalizio, il caldo dà alla testa. Accompagnate la pizza con un bel boccale di birra e con un rutto che non è propriamente alla lavanda e ciclamino, ultima profumazione del vostro Axe preferito, quello che ristagna per ore e ore. Caffettino e tutti in disco. Le discoteche di sabato, specie alcune sulla spiaggia, celebrano il truzzo-raduno. Fila che arriva dall'altra parte della strada, i soliti raccomandati con la giacchetta e il foulard al collo che scavallano la fila e voi lì, a cercare una succinta zoccoletta che vi dia le riduzioni-omaggio donna-bambino primavera-estate 2004, o in casi pietosi, a raccogliere i preziosi cartoncini sull'asfalto, quelli che pressati dalle macchine truzze coi fari blu, hanno assunto l'aspetto di un injera, che per chi non lo sa, è quella sorta di focaccia africana che non sa di niente. In fila si può osservare la varietà degli abitanti di Truzzolandia. Dal palestrato con canotta aderente bianca, tatuaggio del gladiatore sul bicipite, catena placcata oro al collo, cinturone pitonato e jeans sdruciti, alla strappona con quindici kili di rossetto, capello piastrato, tette strizzate, culo in perizoma nel pantalone bianco e zeppa trampolata. Fino agli sfigati che le sbavano dietro, generalmente pischelletti vestiti di tutto punto con la loro magliettina col numero oppure con la fatidica scritta Lonsdale e il pantaloncino pinocchietto. L'ingresso costa almeno venti euri e prevede una consumazione. La musica è d'autore. Si va dalla rivisitazione del capolavoro rumeno portato in Italia dal diggei Gabry Ponte, l'intensa Dragostea din tei, alla unzaunza house tribal trance, un emozionante momento di ballo latino americano di gruppo con i tipitipiteri e aberranti cagate similari fino ad arrivare all' immarcescibile Gloria di Umberto Tozzi, sulle cui note, il truzzo scatena la sua fervida fantasia di poeta suburbàno urlando puzzi de cicoria. Il caldo è soffocante e ballare accanto all'ascella drammaticamente commossa del figaccione con la canotta inguainata, è una sensazione forte che vi fa tornare ai confini dell'epiglottide quell'ottima pizza divorata e mai digerita. La consumazione, se prendete un cocktail, è servita nel bicchiere di plastica trasparente e le dosi di rinfrescante ghiaccio, sono quelle di una granita della Sora Maria o se volete esagerare, assomigliano all'iceberg che frantumò in un sol colpo il Titanic. Allora prendevo l'acqua, certamente più dissetante di un rhum e coca allungato alla morte. Le consumazioni successive costano venti euro, il che comporta la vostra definitiva rinuncia a bere qualcos'altro. A questo punto le scelte sono due: se volete sballarvi, vi portate una pasticca da casa; se avete sete, bevete l'acqua del mare. Il che va ad abbracciare anche la scelta numerotrè, ovvero il suicidio. Quando il diggei vuole far andare via la gente comincia a mettere pezzi di Zucchero Fornaciari oppure un bel classicone dance anni settanta tipo Celebration, che l'avete sentita talmente tante volte, che anche i vostri genitori vi prenderebbero allegramente per i fondelli se ancora vi metteste a ballarla. Così, alle quattro di mattina, vi trasferite, con tutti i truzzi al seguito, dal cornettaro. Sudore che vi si appiccica sulla schiena, per cui il giorno dopo sarete incriccati e non potrete riproporre la spiaggiata, mangiate il vostro cornetto alla crema, nutella o puffo che sia e tornate a casa con una sete epocale. E sabato prossimo, mi raccomando, si torna tutti lì, soprattutto perchè quando hanno messo i Watussi, stavate facendo la fila per andare a pisciare.
Inutile dire che Ataru, il sabato pomeriggio, gioca un torneo di Playstation a casa di amici, la sera esce con la signorina V. e i suddetti amici, e se proprio ha voglia di disco in spiaggia, va a ballare il rock lontano dai truzzi e non paga un cazzo. Buon sabato.
Spero di raggiungere i venti commenti, sarebbe già buono, cari vacanzieri.
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sabato, 17 luglio 2004 |
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UN ALTRO SABATO, UN ALTRO POST INUTILE
( on the air: Offspring - Come out and play )
E' nuovamente sabato, però noto con piacere che questa settimana le statistiche rapportate al sabato precedente mi sorridono! Certo sono in calo rispetto a ieri, ma ormai sappiamo bene che di sabato è inutile postare. Dite la verità, siete tutti in spiaggia, immersi nell'acqua, o in alternativa nel vostro libro da spiaggia preferito, o leggete Novella 2000 con in copertina la Canalis che si fa Vieri, update della settimana prima in cui si faceva Totti e della settimana prima ancora in cui se la intendeva col vostro presidente Ciampi. No no, lasciatemi indovinare, state insabbiando l'edizione di tre settimane fa della Settimana Enigmistica, incazzati perchè non vi riesce un cruciverba a schema libero con la foto di Pippo Franco. O magari state semplicemente ascoltando la compilescion del Festivalbar con l'ultimo successo di Biagio Antonacci che si diffonde ahimè in tutta la spiaggia, fino al bar dove tutti mangiano il cuore di panna. O giocate con i racchettoni comprati al tabacchino di fronte, quello che vende le buste coi dinosauri, gli animaletti dello zoo, le ciabatte blu e rosse, la maglietta "Non sono grasso, sono soft" e le figurine di quell'imbecille di Costantino. Oppure siete al largo sul materassino trovato su Oggi o Gente ( tanto è uguale ) sponsorizzato da Bilba di Cadey. E magari indossate il costumino adamitico trovato su Men's Health, giocate col pallone della Nivea e desiderereste avere accanto Naomi Campbell, piuttosto che quattro cesse grassone che al massimo assomigliano al cane terrone della Tim e che quando abbozzano la nuotata, esce la notizia ANSA: " Incredibile: tsunami a Fregene ". Magari se siete bloggers, sarete interessati anche alle nozze pacchiane tra Selvaggia Lucarelli e Laerte Pappalardo, tristemente sponsorizzati dalla Sanson anche sul di lei blog, probabilmente sull'altare si saranno scambiati un Cono Prestige ( sono dovuto andare sul sito ufficiale della Sanson per trovare il nome di un gelato minimamente conosciuto...). Strano che il viaggio di nozze non lo facciano a Sharm-El-Sheik, il luogo più inflazionato dal burino medio italiano, la Ostia del Mar Rosso. Dopo aver nominato tutte queste grandi marche, spero che anche le mie comparsate in pubblico con la signorina V. vengano sponsorizzate; auspicherei la gelateria La Gradisca di via Mantova, così ci regala un bel po' di mousse al cioccolato e alla ricotta. Bè dai, forzati del mare, ora vi lascio al pranzo, avete il vostro bravo portapranzo con dentro i rigatoni al sugo? E le costolette di maiale? E la frittata di ciccioli? E due fettine di cocomero? Dai è leggero, eppoi al mare si fa tanto moto!
ps: se invece siete a casa e non avete un cazzo da fare, vi consiglio un simpatico quiz che riguarda anche Ataru, sul blog di quel buontempone isterico di Maladoror, che sarà lieto di ricevere qualche accesso in più:
http://ablogofonesown.splinder.com/1089982732#2572504
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sabato, 10 luglio 2004 |
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UN SABATO DA BLOG
( on the air: Pearl Jam - Black )
Tramite sondaggi e statistiche, ho capito che postare di sabato è quasi inutile. Soprattutto poi se posti tra sabato e domenica è peggio ancora. Non ti commenta mai nessuno. Solo quella volta che c'erano le elezioni il post ha avuto successo, ma è insito nell'italico costume, discutere di politica. Siccome da molti giorni sono a corto di ispirazione e non mi va di raccontarvi fatti privati, cosa cazzo scrivo a fare anche di sabato? Il sabato la gente non lavora, il sabato la gente va al mare, il sabato i vecchi prendono la macchina, il sabato si attende l'uscita figa. Io il sabato non lavoro, ma in questo periodo non lavoro mai, il sabato non vado mai al mare ( forse domani mi tocca andarci, ma una tantum può anche andare ), il sabato, se prendo la macchina, mi trovo davanti sti vecchi fottuti, più gente cui hanno dato la patente coi punti del formaggino, il sabato non si fa mai l'uscita figa, perchè le migliori uscite sono quelle in mezzo alla settimana. Ieri tra una cena indiana e una romantica passeggiata, ho scoperto il rione Monti, praticamente non c'ero mai stato. Ecco, così vi ho detto anche parte della mia serata. Ma continuo a chiedermi, cosa cazzo si posta a fare di sabato?
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